Tornata ieri dal Cammino inglese, qualche impressione a caldo.
Premesso che, visto come si erano messe le cose della mia vita, non avrei pensato di poter fare un altro Cammino, questo è stato un gran regalo. Alla bella età di 68 anni e a dieci di distanza dall’ultimo, ero piena di preoccupazioni sulla tenuta fisica, che invece si è dimostrata più che soddisfacente.
Premesso che, visto come si erano messe le cose della mia vita, non avrei pensato di poter fare un altro Cammino, questo è stato un gran regalo. Alla bella età di 68 anni e a dieci di distanza dall’ultimo, ero piena di preoccupazioni sulla tenuta fisica, che invece si è dimostrata più che soddisfacente.
Ero anche preoccupata per i cambiamenti di cui avevo letto, per le trasformazioni causate dal passare del tempo, e dalla tecnologia sempre più imperante, nonché dallo tsunami Covid. E qui effettivamente ho avvertito un piccolo senso di disagio, non ritrovando quella improvvisazione, fiducia e voglia di sorprendersi che avevo sempre sperimentato nei Cammini precedenti, in me ma anche negli altri pellegrini. Ora invece sono tutti pieni di app che ti dicono dove sono i bar e le fonti; tutti hanno prenotato il posto per la notte, con il risultato che gli albergue municipali diventano una sistemazione residuale, per gli sprovveduti come me che ancora partono la mattina senza sapere dove dormiranno.
Inoltre, forse anche a causa della brevità di questo Cammino, non ho incontrato albergue con quegli hospitaleros accoglienti che invece avevo conosciuto in altre occasioni, né sono state mai organizzate quella belle cene comunitarie che sono uno dei ricordi più caldi e piacevoli degli altri Cammini.Detto questo, però, è stato pur sempre Cammino: paesaggi stupendi, immersione totale nella natura, fatica e sudore superati con entusiasmo, e soprattutto incontri con altri pellegrini, storie di vita che si intrecciano per brevi ma intensi momenti, condivisione, aiuto nelle difficoltà, birra e boccadillos in compagnie improbabili in qualsiasi altra circostanza della vita.
E poi Santiago è sempre Santiago: la Cattedrale, la piazza, le stradine, il Portico della gloria che finalmente ho potuto visitare.
Mia sorella, alla sua prima volta, è stata folgorata come tutti noi, e forse questo, alla fine, è quello che conta per poter dire che il Cammino di Santiago rimane quell’esperienza straordinaria che ci ha travolto una volta e per sempre.
Maura
E poi Santiago è sempre Santiago: la Cattedrale, la piazza, le stradine, il Portico della gloria che finalmente ho potuto visitare.
Mia sorella, alla sua prima volta, è stata folgorata come tutti noi, e forse questo, alla fine, è quello che conta per poter dire che il Cammino di Santiago rimane quell’esperienza straordinaria che ci ha travolto una volta e per sempre.
Maura

