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"Ero forestiero e mi avete ospitato"

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Anonymous
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A

Anonymous

Vi giro il seguente incontro, che stiamo organizzando dalle mie parti, con la speranza di vedere ed incontrare molti PPS laziali.

La parrocchia San Giovanni Battista di Campagnano di Roma
organizza l'incontro
"Pellegrini sulla Via Francigena. Valore di un'esperienza e significato della nostra ospitalita'"l'incontro si terra' il giorno 8 ottobre alle ore 18
presso il Centro Parrocchiale di Via D.Alighieri 7 a Campagnano di Roma
Interverra'
Don Paolo Asolan (cappellano della Confraternita di San Jacopo di Compostella)

L'incontro e' stato voluto da Don Renzo, che gestisce con memorabile dedizione l'ospitalita' dei pellegrini lungo la Francigena che fanno sosta a Campagnano e si inserisce in un calendario molto piu' ampio di incontri ed attivita' parrocchiali che si svolgeranno a Campagnano dal 1 al 11 ottobre p.v. nell'ambito di una missione popolare.
Al termi dell'incontro ci sara' un piccolo buffet.

Edit by Edo .... -------------------
Aggiungo la locandina dell'incontro :
 

Allegati

  • volantino.jpg
    volantino.jpg
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Ci saro', naturalmente.
Conosco l'hospital di Campagnano per averci accompagnato alcuni pellegrini che ripartivano da Roma e ivi hanno fatto sosta. Ho conosciuto don Paolo due anni anni fa alla consegna delle credenziali nella chiesa di San Giacomo in via del Corso a Roma, e ora conoscero' anche don Renzo.
Spero anche io che interverranno i pps di Roma e dintorni.


Free
 
freespirit ha scritto:
Spero anche io che interverranno i pps di Roma e dintorni.Free

Dai Antonella, anche se dovrebbe esserci comunque un piccolo rinfresco a fine incontro, magari se riusciamo ad incontrarci anche con altri PPS, possiamo comunque pensare di sederci tutti intorno ad un tavolo anche con Don Paolo e forse anche con Lucia Colarusso che forse viene.
 
L'icontro di domani e' stato spostato, vista la numerosa affluenza preventivata, presso la cattedrale di Campagnano di Roma (chiesa San Giovanni Battista) che si trova in centro storico, in fondo al paese. L'orario e' sempre per le 18.

Visto che staremo molto piu' largo vi aspetto tutti.
:Ciao:
 
Scusate il ritardo. Volevo notiziarvi su come e' andato l'incotro della settimana scorsa.
Alla presenza di un gruppo arrivato in giornata ed ospitato presso l'ostello di Campagnano, Don Renzo dopo le presentazioni di rito ha dato la parola a Don Paolo che ha spiegato dapprima come nacquero i Pellegrinaggi Cristiani e come si intraprendevano ed il significato che ancora oggi rappresenta un Pellegrinaggio, con l'obbiettivo finale che ha sempre un luogo di culto differenziandosi quindi da un percorso turistico. Ha altresì illustrato l'attività della Confraternita di San Jacopo spiegando il tipo di accoglienza in cui si prodiga in tutti i suoi Hospitales (avendo tra l'altro stretta affinità con quella che Don Renzo offre quotidianamente ai Pellegrini lungo la Via Francigena).
Ha poi preso la parola Lucia Colarusso che, in qualita' di Priora del Capitolo Romano della Confraternita ha illustrato nello specifico l'attività dello Spedale della Divina Provvidenza di San Giacomo e San Benedetto Labre che gestisce a Roma nel quartire Testaccio.
Dopo l'intervento poi di Don Renzo che ha illustrato invece la sua esperienza Campagnanense sono intervenuto io.
Trovandoci un po' stretti con i tempi, non volendo sprecare tempo in chiacchere magari poco fruottuose, ma soprattutto riconoscendomi a pieno con quanto troverete sotto, ho chiesto il permesso all'autore delle seguenti righe di poterne dare pubblica lettura come esempio pienamente rappresentativo delle mie esperienze e motivazioni. ed ho quindi letto questo brano:
"Siamo gente che bene in mente dove deve andare e che da questo sapere rinnova ogni giorno un desiderio che ha del sovraumano, che ci dispone ad affrontare di tutto; e che si sente sostenuta in questo sforzo da una forza misteriosa ma reale e concreta. Siamo gente che accetta di avere una strada tracciata davanti a se’, riconoscibile soltanto per i segnali che offre e che liberamente possiamo ignorare o,all’opposto, seguire. Siamo pellegrini e non siamo turisti. Siamo sospesi a quello che troviamo, a quello che ci arriverà, agli incontri che facciamo senza averli programmati, alle possibilità che ci saranno offerte dove ci fermeremo. Veniamo cambiati dentro dalla strada e da cio’ che avviene sulla strada, che non è un impiccio da sbrigare via ma la nostra stessa vita.
Non siamo gente già arrivata, sistemata, che va in gita per un po’ e poi ritorna alla vita che faceva prima e che gli va benissimo. Una volta che cammini qui, non puoi più tornare alla vita di prima: i criteri stessi delle scelte cambiano radicalmente ma non continuamente. Non siamo affascinati e sballottati da una cosa e dal suo contrario, indifferentemente: capiamo bene cosa ci fa camminare e di fa andare avanti e cosa no. Siamo pellegrini perché avanziamo a partire da fondamenti sicuri, non perché cambiamo continuamente riferimenti.
Siamo costretti a decidere cosa fare senza sapere quello che ci aspetta più avanti, scommettendo a volte sui pochi dati di cui disponiamo. Eppure il necessario non ci è mai venuto a mancare, anzi. Siamo aggrappati a quattro cose che stanno dentro uno zaino e non tolleriamo cio’ che è superfluo: non ci interessa, sarebbe un peso inutile, intralcerebbe il passo. Siamo gente che vive di cose essenziali e le vive intensamente, riscoprendole nel loro sapore originario, non adulterato o prodotto artificialmente. Siamo gente che vive la meraviglia del continuo miracolo che è adesso la vita, perché tutto ciò che vive entra in contatto con noi e noi lo conosciamo come fosse nostro. Siamo gente che sperimenta fino in fondo la condizione umana, i limiti e le ricchezze di essere creature, e li vive come un’avventura affascinante, anche se dolorosa. Siamo gente che si affeziona ai paesi in mezzo ai quali passa, che crea legami, che impara da loro tutto quello che può imparare che vuole creare legami di fraternità, di amicizia. Gente a cui piace imparare a parlare la lingua del posto dove stiamo camminando.
Noi siamo la Chiesa. La Chiesa è pellegrina perché vive così, perché cammina così: sapendo bene dove andare, avendo Gesù come via, sperimentando di essere continuamente aiutata e sostenuta dal Signore, aperta a quello che di nuovo ed imprevisto lui le farà conoscere, aggrappata a quattro cose necessarie piena di meraviglia per ciò che riceve e per la bellezza che le viene rivelata, di se stessa e della vita. La Chiesa è pellegrina perché cammina sempre, perché ogni giorno ricomincia, perché mangia quello che trova, perché si mette sulla strada, perché veste semplicemente, perché fa la Messa ogni giorno, perché ogni giorno va in mezzo a gente che non conosce e lo fa piena di fiducia e anche di desiderio di conoscere, perché si ferma lì dove viene accolta, perché camminando così trova che il Signore si sta preparando molti amici e che lei è importante perché molti amici possano trovare quello che cercano, Chi cercano. La Chiesa insomma non è una turista. Non è un’estranea che piomba a casa mia per farsi servire. È una pellegrina che ha bisogno di essere accolta per quello che è: una che sta camminando per tornare a casa. Nel fare questo fa una strada che fanno tutti, lungo la quale trova tutti gli altri ai quali ridesta la domanda: ma dove stiamo andando? Perché facciamo tutta questa fatica? Arriveremo mai in questo posto di cui ci hanno parlato? E riceve dagli altri che camminano con lei veri e propri tesori di solidarietà, di bonta’, di bellezza, di fraternità. Li riceve come un dono di cui meravigliarsi continuamente. Sperimenta tutte le fatiche, le ostilità, le difficoltà con le quali il mistero del dolore ferisce la sua vita e la vita di tutti gli uomini. "
**
L'incontro si e' poi concluso con la testimonianza della Sig.ra Stefania che e' il "braccio operativo" di Don Renzo e che accudisce culinariamente parlando i Pellegrini (chi sara' passato per Campagnano l'avra sicuramente conosciuta ed apprezzata).

**tratto da "A Santiago. Diario da un prete sul Cammino" di Don Paolo Asolan
 

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