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Falso Ciclista...Preghiera...sul Cammino Aragonese 2007

Emanuela

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Io prego, anche se non so farlo(Risalendo l’Alto de la Pena)
(salita all’alto de la Peña Musera – Cammino Aragonese -3 agosto 2007)

Ave Maria piena di grazia…. io prego …il signore è con te … ci provo su questa salita che so che prima o poi finirà e mi aprirà orizzonti infiniti.

Ave Maria piena di grazia …
io non so pregare, ci provo ancora una volta …

Padre nostro che sei nei cieli … liberaci dal male ...
Ricordo l’inizio e la fine. Papà sei in cielo? Magari sei su una nuvoletta lassù e guardi giù e mi osservi e sorridi delle mie miserie quotidiane.

Papà, mi liberi dal male? Come da bambino, che certi giorni sono così pesanti che il male schianta.

Ave Maria … rimetti i nostri peccati come noi li rimettiamo ai nostri peccatori …
Non so pregare, confondo, mischio, pastrocchio le due preghiere, le uniche due dove ancora mi riconosco.
Una madre, un padre che danno la vita e dovrebbero accompagnati verso la vita adulta.

Ave Maria … penso a Maria, si mia moglie … piena di grazia. No, non sono blasfemo. Maria è anche mia moglie, da venti anni. Lei è una forza della natura del quotidiano. E’ dopo venti anni è ancora piena di grazia come la prima volta ché l’ho vista, in un caldo giorno di fine estate. Ma qui come sarebbe in nostro andare? Conosco bene i suoi dubbi, paure. Eppure sono certo che qui ritroverebbe quella parte di se che pensa di aver dimenticato.

Ave Maria …
Salgo più in alto di poco, un centinaio di metri, in mezzo ad un bosco coltivato, ben tenuto. Il sentiero è un largo sterrato – cortafuegos – taglia fuochi per ridurre il fuoco in caso di incendo. Qui i boschi se li tengono cari. La strada è larga ma dura per la pendenza, impossibile per me pedalare … e pesante è lo spingere la bicicletta.

Ave Maria … cerco di concentrarmi sulla preghiera, non voglio pensare alla fatica, a quando finirà la salita, a quando sbucherò all’imbocco della discesa.
Piena di grazia …

Mi distraggo dalle preghiere e dal piccolo rosario che ho appeso, discreto, nascosto dietro il borsello del manubrio, perché una macchia bianca risalta tra i sassi sul bordo sinistro del sentiero. E’ un biglietto. Parole spagnole scritte chiare, ben incise sul foglietto di carta bianca. Perfino io riesco a leggerle, capirle.
D’istinto tiro fuori il taccuino e le trascrivo:
Animo! Todo se puede conseguir! Alguna vez se acabara esta subida! Besos Carmen
Coraggio. Tutto si può ottenere. Una volta terminata questa salita!

L’ho in mano il foglietto, lo giro e lo rigiro. Sembra appena scritto, il pezzetto di carta è lindo e pulito come appena staccato da un piccolo quaderno. Mi guardo attorno, forse mi illudo di trovare, vedere all’orizzonte Carmen. Per chi lo ha scritto? Per chi ha lasciato questa speranza di vita?

Nessuno. Sono solo da un po’ su questo tracciato. Dei camminanti mi hanno superato velocemente una mezz’ora fa, ma erano tutti uomini, nessuna donna.

Questo biglietto è per me! Adesso lo so. Lo percepisco. E’ un messaggio di speranza per questo viaggio iniziato da appena da qualche giorno e così pieno di incertezze, come sempre. E’ anche per gli altri, per tutti quelli che riusciranno a vederlo incerti nel loro andare su questa salitaccia. Un fiore in mezzo ai sassi di questa dura salita.
Carmen con la sua frase e i suoi baci mi solleva dalle mie fatiche, dai mie peccati, mali.

Ma chi è Carmen? Ancora una donna, anche se ora è solo un nome, mi viene incontro. E’ una costante della mia vita.

Rimetto il biglietto sotto il piccolo sasso. Però voglio che altri lo vedano, lo leggano, finché il tempo non lo cancellerà. Allora faccio qualche passo indietro e controllo che sia visibile da una certa distanza anche da chi cammina a testa china sotto il peso dello zaino.
Anche altri devono beneficiare di questa fonte di speranza.

Ave Maria piena di grazia…
Riprendo a pregare mentre spingo la bicicletta sulla salita. Inizio sempre da li… Il signore è con te … Il tentativo di recitare un rosario impossibile per me, uomo di poca fede e di molti dubbi.

Livio me lo aveva detto l’anno scorso sulla Ruta della Plata, e mi aveva anche regalato il piccolo rosario che ora é appeso al manubrio della bicicletta.

“Provaci, vedrai la preghiera aiuta”.

Ero scettico, con i miei dubbi di fede, le mie incapacità.

Ave Maria, piena di grazia …
La preghiera mi riporta alla mia infanzia, adolescenza da oratorio, da collegio, un tempo lontano, prima delle grandi disillusioni da adulto.


Ci provo e ci riprovo … Padre nostro che sei nei cieli …

Forse alla fine di questo viaggio saprò pregare come una volta, come da bambino. Forse perché solo loro sanno pregare veramente nella loro innocenza.
Lasciate che i bambini vengano a me. Lo disse quel grand’uomo … molto termpo fa.

Riccardo.
 
Emanuela ha scritto:
Forse alla fine di questo viaggio saprò pregare come una volta, come da bambino. Forse perché solo loro sanno pregare veramente nella loro innocenza.
Lasciate che i bambini vengano a me. Lo disse quel grand’uomo … molto termpo fa.

Riccardo.

Splendida.... grazie Riccardo !
e grazie Emanuela per averla postata....

Poi soprattutto quest'ultima parte la sento mia.... chi consoce la mia storia sa bene perchè....
Da vecchio catechista al quale prorpio dei bimbi hanno insegnato a sorridere alla vita, la sottoscrivo in pieno :)

Grazie ancora. Cristiano
 
grazie riccardo, è bellissimo :) e naturalmente grazie ad emanuela per averla postata :-) e grazie a Carmen :)
 
Bellissima.
Grazie per avermi ricordato i primi giorni...le prime fatiche.
Se non vi dispiace scrivo la preghiera che quasi ogni mattina recitavo durante i primi passi sul cammino. A volte era solo nella mia testa, a volte la sussurravo piano per non farmi sentire, altre volte l'ho gradidata fortissimo.

Signore,
insegnami ad essere genorosa,
a servirti come tu meriti,
a dare senza contare,
a combattere senza pensiero della ferite,
a lavorare senza cercare riposo
a prodigarmi senza aspettare altra ricompensa che la coscienza di fare la tua sua volontà.
Così sia.

Camminando camminando ho incominciato anche a ricordare come si prega.
 

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