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FRA GIACOMO ANTONIO NAIA, CARMELITANO DA RAVENNA E PELLEGRINO JACOBEO

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Edo

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Nel tardo Seicento, a un sacerdote bolognese «scrittore di cose teatrali», Domenico Laffi, «venne talento di viaggiare e in questo impiegò la maggior parte della sua vita, portandosi più volte a San Giacopo di Galizia». Da tale esperienza derivò un'opera. Viaggio in Ponente a San Giacomo di Galitia e Finisterrae, pubblicata a Bologna nel 1673, che conobbe alla sua epoca una discreta fortuna, come attestano le varie edizioni e ristampe succedutesi fino al 17262. Il libro, al tempo stesso guida e diario di viaggio, ebbe il merito di rinverdire in Italia il culto jacopeo, attenuatosi tra Cinque e Seicento, sollecitando una ripresa del pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

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Tra coloro che furono colpiti dalle coinvolgenti descrizioni del Laffì dirette a far riscoprire la civiltà jacopea, fu un frate carmelitano di Ravenna, Giacomo Antonio Naia. Questi dalla lettura del Viaggio in Ponente del Laffi, che porterà con sé usandolo alla stessa stregua di una moderna guida turistica, dovette maturare l'intenzione di intraprendere il pellegrinaggio compostellano. Come il suo "Virgilio", il cui scritto peraltro in più d'una occasione fra Giacomo correggerà e integrerà, specie nelle indicazioni itinerarie, il Naia tenne un diario della sua impresa.

Ma, a differenza del Laffi, che era rimase un letterato anche nella stesura del Viaggio in Ponente, scritto per essere pubblicato, il frate ravennate redasse un diario nel quale riportò con immediatezza i fatti, le personali scoperte, le diverse situazioni, i disagi del suo pellegrinaggio, senza costringere la realtà a passare attraverso altri filtri ideologici che non fossero quelli, ineliminabili, legati alla sua cultura e mentalità di religioso vissuto a cavallo tra XVII e XVIII secolo. In altri termini il Naia scrisse soprattutto per sé, allo scopo di "fermare" i tanti ricordi della sua impresa; non sarebbe altrimenti comprensibile la narrazione di eventi che non depongono a suo onore (come quando si ubriaca), nonché le considerazioni e riferimenti che dovevano avere un senso solo per lui, essendo legati a fatti e conoscenze personali.

Renato Stoppani ci ha tratto un libro da questo diario e quando ho un attimo vi metterò qualche pagina di quel libro.
Chiaramente per i diritti d'autore non posso pubblicarlo tutto, ma qualche pagine sicuramente dato che in alcuni passaggi è veramente spassoso da leggere.

Edo
Edo
 
Se la cosa vi incuriosisce inviatemi un MP che poi vediamo cosa fare....
Tenete presente che sto ancora lavorandoci sopra ...perciò abbiate pazienza.

Edo
 

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