che emozione, partire da casa. chiudere a chiave la porta e sapere di essere già in CAMMINO.
prima tappa: Milano-Pavia lungo il naviglio Pavese è un incanto da Via Ascanio Sforza a Pavia c'è tutta la pista ciclopedonale (anche se tutta sotto il sole).
A Pavia la parrocchia sta ristrutturando, così sono andata alla "casa della carità" in via Perotti,14, vicino al Ticino. Davvero un bel posto. Ti danno una camera, piccolina ma in ordine pulita, con bagno privato.
2° tappa Pavia-Santa Cristina: questa tappa è stata fantastica soprattutto nel tratto Ospitaletto-San Giacomo della Cerreta-Belgioioso, tutta immersa nel verde, una chiesa meravigliosa ed antica a San Giacomo. (a belgioioso non c'è più l'ospitalità per i pellegrini in parrocchia, nonostante sia in disuso lo spazio. A Belgioioso mi ha fatto davvero molto piacere che un signore mi abbia fermato per chiacchierare un pò, per conoscere meglio il tipo di pellegrinaggio sulla Francigena. A Santa Cristina il parroco è stato davvero molto cordiale, dalla camera per i pellegrini si può scendere in chiesa, entrarci quamdo si vuole; bellissimo è stato entrare nella chiesa vuota!!
3° tappa Santa Cristina-Orio Litta. questa tappa mi è piaciuta parecchio, in ogni paesino in cui si passa c'è una chiesa, un monumento che ti rimanda alla storia, fantastico il tratto da Santa Cristina a Miradolo che costegia la ferrovia, senza nessuna macchina, immerso nel verde, Chignolo Po con il meraviglioso Castello Procaccini e la parrocchia di San Lorenzo Martire, dove il parroco mi ha fermata per invitarmi a bere un caffè, mentre sua madre ed un altro signore stavano preparando l'ulivo per la prossima domenica. Da Chignolo Po fino a Corteolona tratto di strada,ma da Corteolona ad Orio Litta si cammina lungo l'argine del Po, anch'esso tratto meraviglioso senza macchine.Ad Orio Litta sono stata accolta dalla moglie del sindaco,estremamente gentile. Nel rifugio comunale mi sembrava di essere una castellana.
4°tappa: Orio Litta-Montale: in questo tratto avrei voluto fare l'attraversamento del Po in barca ma non era possibile farlo, così ho percorso tutto l'argine del Po, più lunga la tappa, ma ne è valsa la pena perchè fra i campi in questa primavera si vedono dei colori intensi. Per arrivare a Piacenza si passa il nuovissimo ponte con alla sinistra un tratto ciclopedonale. A Montale c'è il più bel rifugio fino ad ora, piccolino con annessa chiesetta di San Pietro, cucina. Da piacenza c'è da attraversare la via Emilia, si prndono le chiavi del rifugio alla chiesa di San Lazzaro , annessa alla Università di Piacenza.
Montale-Fiorenzuola D'Arda: in questo tratto ho scelto di percorrere la Via Emilia, anche se molto trafficata, ma volevo passare al Santuario di Roveleto-Cadeo. Fiorenzuola è davvero una cittadina antica; bellissima la Collegiata di San Fiorenzo di Tours dove mi hanno accolta per andare alla "Casa della Caritas", dove ho dormito.
Fiorenzuola d'Arda-Cella di Noceto: anche questa tappa mi è piaciuta molto, si passano tanti paesini ricchi di storia, mi ero fermata ad Alseno perfarmi fare un timbro sulla credenziale ma un frate mi ha detto che la chiesa era chiusa e mi ha accompagnata all'Abbazia di Chiaravalle della Colomba,dove mi ha messo due timbri. Questa Abbazia, dello stesso ordine della Abbazia di Chiaravalle qui a Milano è più che meravigliosa, è valsa la pena fare qualche km in più!! Inoltre ho incontrato due pellegrine della Svizzera che però (peccato) si sarebbero fermate a Fidenza. Da Fidenza a Cella di Noceto la strada è mervigliosa, si passa attraverso le colline parmensi... A Cella di Noceto mi ha accolto la "Fraternità francescana di Betania", che nonostante siano un paio di anni che non accolgono pellegrini, mi hanno permesso di essere lì con loro. Un posto pieno di spiritualità,di amore e di pace.
Cella di Noceto-Fornovo di Taro: anche questo tratto molto bello fra le campagne parmensi. Arrivare a Fornovo, passando il ponte è sul fiume Taro è bellissimo, si comicia ad intravedere il Passo della Cisa, a ricordare al pellegrino che da ora si dovrà fare un pò più di fatica sulla montagna.
La Via Francigena mi è piaciuta molto, perchè posso conoscere meglio l'Italia, dove in ogni angolo c'è qualche monumento da ammirare e che noi italiani conosciamo poco. Le due cose negative che ho riscontrato sono che ci sono ancora pochi segnali, ed i bei tratti immersi nella natura sono da fare su asfalto e sotto il sole. Però devo dire che vale la pena percorrere questa antica via di pellegrinaggio.
prima tappa: Milano-Pavia lungo il naviglio Pavese è un incanto da Via Ascanio Sforza a Pavia c'è tutta la pista ciclopedonale (anche se tutta sotto il sole).
A Pavia la parrocchia sta ristrutturando, così sono andata alla "casa della carità" in via Perotti,14, vicino al Ticino. Davvero un bel posto. Ti danno una camera, piccolina ma in ordine pulita, con bagno privato.
2° tappa Pavia-Santa Cristina: questa tappa è stata fantastica soprattutto nel tratto Ospitaletto-San Giacomo della Cerreta-Belgioioso, tutta immersa nel verde, una chiesa meravigliosa ed antica a San Giacomo. (a belgioioso non c'è più l'ospitalità per i pellegrini in parrocchia, nonostante sia in disuso lo spazio. A Belgioioso mi ha fatto davvero molto piacere che un signore mi abbia fermato per chiacchierare un pò, per conoscere meglio il tipo di pellegrinaggio sulla Francigena. A Santa Cristina il parroco è stato davvero molto cordiale, dalla camera per i pellegrini si può scendere in chiesa, entrarci quamdo si vuole; bellissimo è stato entrare nella chiesa vuota!!
3° tappa Santa Cristina-Orio Litta. questa tappa mi è piaciuta parecchio, in ogni paesino in cui si passa c'è una chiesa, un monumento che ti rimanda alla storia, fantastico il tratto da Santa Cristina a Miradolo che costegia la ferrovia, senza nessuna macchina, immerso nel verde, Chignolo Po con il meraviglioso Castello Procaccini e la parrocchia di San Lorenzo Martire, dove il parroco mi ha fermata per invitarmi a bere un caffè, mentre sua madre ed un altro signore stavano preparando l'ulivo per la prossima domenica. Da Chignolo Po fino a Corteolona tratto di strada,ma da Corteolona ad Orio Litta si cammina lungo l'argine del Po, anch'esso tratto meraviglioso senza macchine.Ad Orio Litta sono stata accolta dalla moglie del sindaco,estremamente gentile. Nel rifugio comunale mi sembrava di essere una castellana.
4°tappa: Orio Litta-Montale: in questo tratto avrei voluto fare l'attraversamento del Po in barca ma non era possibile farlo, così ho percorso tutto l'argine del Po, più lunga la tappa, ma ne è valsa la pena perchè fra i campi in questa primavera si vedono dei colori intensi. Per arrivare a Piacenza si passa il nuovissimo ponte con alla sinistra un tratto ciclopedonale. A Montale c'è il più bel rifugio fino ad ora, piccolino con annessa chiesetta di San Pietro, cucina. Da piacenza c'è da attraversare la via Emilia, si prndono le chiavi del rifugio alla chiesa di San Lazzaro , annessa alla Università di Piacenza.
Montale-Fiorenzuola D'Arda: in questo tratto ho scelto di percorrere la Via Emilia, anche se molto trafficata, ma volevo passare al Santuario di Roveleto-Cadeo. Fiorenzuola è davvero una cittadina antica; bellissima la Collegiata di San Fiorenzo di Tours dove mi hanno accolta per andare alla "Casa della Caritas", dove ho dormito.
Fiorenzuola d'Arda-Cella di Noceto: anche questa tappa mi è piaciuta molto, si passano tanti paesini ricchi di storia, mi ero fermata ad Alseno perfarmi fare un timbro sulla credenziale ma un frate mi ha detto che la chiesa era chiusa e mi ha accompagnata all'Abbazia di Chiaravalle della Colomba,dove mi ha messo due timbri. Questa Abbazia, dello stesso ordine della Abbazia di Chiaravalle qui a Milano è più che meravigliosa, è valsa la pena fare qualche km in più!! Inoltre ho incontrato due pellegrine della Svizzera che però (peccato) si sarebbero fermate a Fidenza. Da Fidenza a Cella di Noceto la strada è mervigliosa, si passa attraverso le colline parmensi... A Cella di Noceto mi ha accolto la "Fraternità francescana di Betania", che nonostante siano un paio di anni che non accolgono pellegrini, mi hanno permesso di essere lì con loro. Un posto pieno di spiritualità,di amore e di pace.
Cella di Noceto-Fornovo di Taro: anche questo tratto molto bello fra le campagne parmensi. Arrivare a Fornovo, passando il ponte è sul fiume Taro è bellissimo, si comicia ad intravedere il Passo della Cisa, a ricordare al pellegrino che da ora si dovrà fare un pò più di fatica sulla montagna.
La Via Francigena mi è piaciuta molto, perchè posso conoscere meglio l'Italia, dove in ogni angolo c'è qualche monumento da ammirare e che noi italiani conosciamo poco. Le due cose negative che ho riscontrato sono che ci sono ancora pochi segnali, ed i bei tratti immersi nella natura sono da fare su asfalto e sotto il sole. Però devo dire che vale la pena percorrere questa antica via di pellegrinaggio.

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