Acchiappando al volo l'unico fine settimana a disposizione, mi sono regalata due tappe della Francigena, da Berceto ad Aulla: mi incuriosiva un territorio poco conosciuto e mai frequentato a piedi.
Partenza da Genova con locale delle 6.15; arrivo previsto alla Stazione di Berceto, ore 9.35.
Giornata di tempo variabile, ma tiene; mi fregano le Ferrovie dello Stato che chiamano BERCETO una stazione che si trova ad almeno 12 km da Berceto, svariate centinaia di metri più in basso, in una frazione dal nome sconosciuto. Mezzi pubblici: neanche parlarne! Vedo sfumare il mio piccolo cammino...Un paio di anzianotti, seduti nell'unico bar, si danno da fare, ma pare che nessuno vada in quella direzione...
Decido di risistemare , a braccio, i miei programmi, trasformando la tappa Berceto Potremoli in quella Stazione FS-Passo della Cisa, dove pare ci sia da dormire. E parto.
Pare che non passi nessuno ma dopo una mezz'oretta una coppia di parmigiani (già...) mi fa salire e in mezz'ora abbondante di curve e salita sono in quel delizioso paese che è Berceto, quello vero: raccolto intorno ad una chiesina romanica, baciato dal sole, in una conca isolata! ci siamo, finalmente, questo sì è quello che cercavo.
Comincio a camminare alle 10.30 e lo farò fino alla sera alle 19.30, seguendo la via perfettamente segnata dal CAI ma completamente diversa dall'abbozzo di cartina di Terre di Mezzo. soprattutto molto più lunga.
Cammino per boschi e valli senza mai sapere , passo della Cisa a parte, dove diavolo sono e quanto manca alla mèta. Per fortuna le gambe tengono , ma arrivo veramente sfinita, dopo un guado e senza aver incontrato alcuno, se non, intorno alle 4, un contadino che mi ha mostrato lo sviluppo del sentiero.
Dormo dai capuccini, quattro , il più vecchio dei quali 92enne ed il più giovane 60enne,; mi domando come facciano a reggere un convento grande e deserto, anche di pellegrini, per i quali hanno approntato delle deliziose camere indivudali. Sento i rumori di qualcuno, ma non incontro nessuno.
Un piatto di testaroli fantastici, in una trattoria "luvega" (trad. dal genovese: vecchiotta e un po' sporchetta), torta di verdure...vado a letto che sono distrutta ma finalmente la testa si è liberata dei pensieri, mentre ogni singola parte del corpo mi rende nota la sua esistenza.
Una telefonata da casa mi riportata alla realtà. Ma non sono in condizioni di spegnere il cellulare.
domenica , dopo la messa celebrata dal frate novantenne , che ne salta un pezzo, ma va bene così, saluto il contadino di ieri, che si ferma a chiedermi come è andata e, comprata la focaccia, riparto.
Il percorso è ora meno ripido: incrocio la Pieve romanica di Sorano, rigorosamente chiusa, due deliziosi paesini medievali, Filetto e Filattiera ( perchè si chiamano così? bisgona che mi informi) , un paesino che si chiama Virgoletta (?) e mi infilo in un bosco dal quale esco solo 15 km più tardi , camminando su splendi sentieri o vie di pietra, distrutte da orrendi moto da cross, sicchè cammino nel fango a lungo e ringrazio i miei bastoni che mi consetono di non cadere.
Prossima alla meta, cerco la stazione prima di entrare in paese ( FS, non mi fregate più), prendo al volo un treno per scoprire che mi hanno sopresso la coincidenza!
Ma arrivo a casa lo stesso, e i miei figli sono sopravvisuti alla mia assenza.
Le mie gambe mi parlano di più di 50 km dichiarati dalla guida; giro un po' per siti internet e fatto un conto direi di averne fatti circa 60. Ditemi se ho sbagliato i conti.
Sono felice: desideravo questo assaggio di cammino da mesi: ho trovato quello che cercavo: un stacco , immersa in una natura rigogliosa, solitaria , serena.
Alla fine mi restano delle domande : perchè non è facilmente reperibile, ammesso che esista, una cartina del sentiero? perchè questa via è così poco nota? Non mi spiace non aver trovato nessuno, ma mi sembra che una risorsa sia sotto utilizzata.
Ho imparato anche due cose: 1) mai più senza cartina, qual che sia 2) ho capito perchè avere con sè una lampada frontale, quando camminavo nel bosco , erano le sette e non sapevo a che distanza dalla meta ero...
Ciao a tutti e scusate per la lunghezza, ma se non a voi, a chi altro posso raccontarlo?
MT
Partenza da Genova con locale delle 6.15; arrivo previsto alla Stazione di Berceto, ore 9.35.
Giornata di tempo variabile, ma tiene; mi fregano le Ferrovie dello Stato che chiamano BERCETO una stazione che si trova ad almeno 12 km da Berceto, svariate centinaia di metri più in basso, in una frazione dal nome sconosciuto. Mezzi pubblici: neanche parlarne! Vedo sfumare il mio piccolo cammino...Un paio di anzianotti, seduti nell'unico bar, si danno da fare, ma pare che nessuno vada in quella direzione...
Decido di risistemare , a braccio, i miei programmi, trasformando la tappa Berceto Potremoli in quella Stazione FS-Passo della Cisa, dove pare ci sia da dormire. E parto.
Pare che non passi nessuno ma dopo una mezz'oretta una coppia di parmigiani (già...) mi fa salire e in mezz'ora abbondante di curve e salita sono in quel delizioso paese che è Berceto, quello vero: raccolto intorno ad una chiesina romanica, baciato dal sole, in una conca isolata! ci siamo, finalmente, questo sì è quello che cercavo.
Comincio a camminare alle 10.30 e lo farò fino alla sera alle 19.30, seguendo la via perfettamente segnata dal CAI ma completamente diversa dall'abbozzo di cartina di Terre di Mezzo. soprattutto molto più lunga.
Cammino per boschi e valli senza mai sapere , passo della Cisa a parte, dove diavolo sono e quanto manca alla mèta. Per fortuna le gambe tengono , ma arrivo veramente sfinita, dopo un guado e senza aver incontrato alcuno, se non, intorno alle 4, un contadino che mi ha mostrato lo sviluppo del sentiero.
Dormo dai capuccini, quattro , il più vecchio dei quali 92enne ed il più giovane 60enne,; mi domando come facciano a reggere un convento grande e deserto, anche di pellegrini, per i quali hanno approntato delle deliziose camere indivudali. Sento i rumori di qualcuno, ma non incontro nessuno.
Un piatto di testaroli fantastici, in una trattoria "luvega" (trad. dal genovese: vecchiotta e un po' sporchetta), torta di verdure...vado a letto che sono distrutta ma finalmente la testa si è liberata dei pensieri, mentre ogni singola parte del corpo mi rende nota la sua esistenza.
Una telefonata da casa mi riportata alla realtà. Ma non sono in condizioni di spegnere il cellulare.
domenica , dopo la messa celebrata dal frate novantenne , che ne salta un pezzo, ma va bene così, saluto il contadino di ieri, che si ferma a chiedermi come è andata e, comprata la focaccia, riparto.
Il percorso è ora meno ripido: incrocio la Pieve romanica di Sorano, rigorosamente chiusa, due deliziosi paesini medievali, Filetto e Filattiera ( perchè si chiamano così? bisgona che mi informi) , un paesino che si chiama Virgoletta (?) e mi infilo in un bosco dal quale esco solo 15 km più tardi , camminando su splendi sentieri o vie di pietra, distrutte da orrendi moto da cross, sicchè cammino nel fango a lungo e ringrazio i miei bastoni che mi consetono di non cadere.
Prossima alla meta, cerco la stazione prima di entrare in paese ( FS, non mi fregate più), prendo al volo un treno per scoprire che mi hanno sopresso la coincidenza!
Ma arrivo a casa lo stesso, e i miei figli sono sopravvisuti alla mia assenza.
Le mie gambe mi parlano di più di 50 km dichiarati dalla guida; giro un po' per siti internet e fatto un conto direi di averne fatti circa 60. Ditemi se ho sbagliato i conti.
Sono felice: desideravo questo assaggio di cammino da mesi: ho trovato quello che cercavo: un stacco , immersa in una natura rigogliosa, solitaria , serena.
Alla fine mi restano delle domande : perchè non è facilmente reperibile, ammesso che esista, una cartina del sentiero? perchè questa via è così poco nota? Non mi spiace non aver trovato nessuno, ma mi sembra che una risorsa sia sotto utilizzata.
Ho imparato anche due cose: 1) mai più senza cartina, qual che sia 2) ho capito perchè avere con sè una lampada frontale, quando camminavo nel bosco , erano le sette e non sapevo a che distanza dalla meta ero...
Ciao a tutti e scusate per la lunghezza, ma se non a voi, a chi altro posso raccontarlo?
MT

