I
immacolata
Di Immacolata e Patrizia (Sardina)
Galateo del pellegrino
Nel fare il cammino ci ritroviamo in una condizione anomala, in cui le emozioni, i sentimenti, la sensibilità, la sensorialità, l’intuizione, tutti le nostre modalità di percepire e elaborare l’esterno sono in qualche modo iperattivi. Qualunque evento ha una intensità amplificata rispetto a quanto avviene nel nostro vivere quotidiano. Questo vale nel bene come nel male. Saranno più intensi i nostri momenti di gioia e anche quelli di dolore, saranno più profonde le nostre aperture, ma potrebbero anche essere più intense le nostre antipatie. In tutto il cammino saremo spesso stanchi e/o iperstimolati, tutti presi dal nostro vivere così intenso, siamo protagonisti di un’avventura mai nemmeno immaginata e gli altri possono a volte diventare uno sfondo poco reale, a meno che interagendo direttamente ricevano da noi il ruolo di comparse o co-protagonisti.
Può riuscire difficile, così presi come siamo dalla nostra straordinaria esperienza, renderci conto che il nostro stato d’animo o le nostre esigenze possano entrare in contrasto con gli altri, siano essi pellegrini, ospitaleri, turisti o abitanti dei luoghi che attraversiamo. Pur, mai come durante il cammino dividiamo spazi e tempo con moltissimi sconosciuti, persone diversissime da noi, con cui probabilmente mai avremmo interagito nella vita quotidiana. Ci troviamo in situazioni di convivenza a cui probabilmente non siamo abituati ed è facile presi come siamo dalla nostra personalissima esperienza, essere poco attenti alle esigenze degli altri.
Abbiamo quindi pensato di stilare un piccolo decalogo, un piccolo manuale di bon ton, di galateo pellegrino, per aiutare chi intraprende questo viaggio a “ricordare”, l’esistenza degli altri ed il rispetto che ad essi è dovuto.
aiuta chi è in difficoltà e lasciati aiutare
può capitare di incontrare pellegrini in difficoltà fisica, magari hanno vesciche e non sanno come forarle o lamentano un dolore che non sanno identificare. Aiuta come puoi, fermati a dare una mano, regala un attimo del tuo tempo oltre che una benda, un cerotto o quanto ritieni possa occorrere e di cui tu sei in possesso. Viceversa se hai bisogno di aiuto, non avere timore a chiederlo al primo pellegrino che passa: chiedere aiuto non è segno di debolezza e l'intervento immediato di qualcuno magari più esperto, può evitarti problemi peggiori più avanti. Ricorda che una semplice piccola vescica non adeguatamente curata può trasformarsi rapidamente in tendinite.
1) rispetta il sonno degli altri
I pellegrini hanno orari molto diversi tra loro, cosicché chi si alza molto presto spesso disturba chi vorrebbe dormire un po’ di più. D’altra parte chi parte più tardi, spesso va anche a letto più tardi e spesso disturba chi sta già dormendo. Non sono migliori gli uni, né gli altri, e ognuno dei due gruppi dovrebbe rispettare i tempi dell’altro. Quindi qualunque sia il tuo caso quando in camerata ci sono altri pellegrini che dormono: non fare chiasso, ridere, chiacchierare o scherzare; non aprire e chiudere utilizzare bustine rumorose (nel silenzio anche il più piccolo rumore è maledettamente amplificato); non accendere le luci per trovare le tue cose (procurati una piccola pila); spegni il cellulare (almeno la soneria) e non usare sveglie acustiche; se vai a letto tardi prendi dallo zaino prima quello che ti serve per la notte; se ti alzi presto, prepara lo zaino la sera prima e metti dentro le ultime cose (sacco a pelo, spazzolino etc) fuori dalla camerata.
2) rispetta il desiderio di silenzio e solitudine, ma anche di allegria
il cammino è fatto di momenti di solitudine, meditazione, riflessione e momenti di allegria, condivisione, giochi, risate. E non sempre questi momenti coincidono per i diversi pellegrini. Se hai voglia di stare solo ed in silenzio, evita i luoghi di pausa più rumorosi: non più aspettarti silenzio in un bar affollato di pellegrini ?
D’altra parte se desideri scherzare ridere, parlare ad alta voce etc, evita di farlo lungo sentieri solitari, se fai parte di un gruppo ridanciano, magari evitate di fermarvi sotto un albero dove c’è un pellegrino solitario in preghiera o meditazione ?
3) lascia pulito ed in ordine
negli alberghi per pellegrini si condividono bagni, docce, camerate, spesso cucina e sala pranzo. Per quanto la pulizia sia affidata agli ospitaleri, ricorda che questi ultimi in genere sono pellegrini volontari e che comunque l’alto numero di pellegrini non permetterebbe di pulire in continuazione. Rispetta gli spazi comuni lasciando i bagni e le docce pulite, asciugando per terra, lasciando pulita ed in ordine la cucina dopo l’uso. Se ricapita di trovare sporco, non considerarlo una giustificazione a fare altrettanto, ma magari armati di buona volontà e pulisci oltre al tuo anche ciò che riguarda chi ti ha preceduto. Se vedi chi non pulisce, invitalo gentilmente a farlo.
4) contribuisci a che i sentieri siano puliti
Contribuire a che i sentieri siano puliti significa naturalmente non lasciare rifiuti in giro. Ti invito a prendere questo suggerimento alla lettera: per quanto tu possa pensare che mozziconi di sigaretta e fazzolettini di carta siano biodegradabili, in realtà impiegano diversi anni per decomporsi, nel frattempo centinai di migliaia di pellegrini attraversano gli stessi sentieri, si fermano nelle stesse radure per una pausa, compresa di sigaretta, si appartano negli stessi cespugli per la pipi. Così si vedono punti che sembrano posacenere o pubblicità della scottex ?
Pensaci.
Un altro modo per contribuire a tener puliti i sentieri e raccogliere un po’ dei rifiuti lasciati dagli altri. In effetti è più piacevole contribuire a tener pulito, raccogliendo qualche bottiglia o qualche sacchetto di plastica, che irritarsi e lamentarsi per i rifiuti lasciati da altri ?
5) partecipa alla raccolta differenziata
in molti alberghi per pellegrini ci sono bidoni separati per la raccolta differenziata dei rifiuti. Spesso si vedono rifiuti casuali gettati in tutti i bidoni. I pellegrini sono stanchi e distratti e non leggono le istruzioni. Si attento: usa i bidoni in modo corretto e spingi (sempre con un sorriso e gentilmente) gli altri pellegrini a fare altrettanto
6) abbi comprensione per la stanchezza degli ospitaleri
Quando arrivi ad un albergo per pellegrini, stanco e accaldato o fradicio di pioggia, orgoglioso dei km percorsi e con i piedi doloranti, vorresti sentirti accolto e sostenuto. A volte invece ti trovi di fronte un ospitalero freddo, sgradevole, che frettolosamente ti spinge a darti una mossa, che magari con sarcasmo mette in dubbio che tu sia davvero arrivato a piedi. E ti irriti. È normale. È normale che ti irriti, ma è anche sbagliato. Come te è stanco anche lui, è un volontario che sta utilizzando le sue ferie per mandare avanti l’hospital, non ci guadagna niente, anzi di sicuro ci rimette i soldi per il viaggio e spesso anche quelli per mangiare. Ha a che fare per tutta la giornata con decine e decine di pellegrini, col loro carattere diverso, con le loro esigenze, ma anche con le loro pretese, con le loro lamentele. Intuisce che alcuni non sono arrivati camminando e ne è irritato, vede che in molti lo spirito di tolleranza e fratellanza è inesistente e si irrita ancora di più. Magari qualcuno ha rubato i soldi dei donativi, o qualcun altro ha lasciato un caos in cucina, o ha fatto chiasso a mezzanotte o alle quattro del mattino. E nel momento in cui tu arrivi, l’ospitalero stanco è irritato con ogni pellegrino, vorrebbe un cammino di Santiago percorso solo da santi, tu capiti in un giorno così e si rivolge a te come se fossi artefice di tutte le scorrettezze dei pellegrini che ti hanno preceduto. Naturalmente sbaglia anche lui, ma è anch’egli umano. Invece di rispondere a scortesia con scortesia, sorridi e chiedi gentilmente: “è stata una giornata pesante?” Oppure “sei stanco?” O qualcosa del genere. Ti riconoscerà come individuo, si ricorderà di essere li per libera scelta e la giornata sarà migliore per te e per lui.
7) osserva le regole degli alberge senza lamentarti
come già ricordato nei punti precedenti, negli alberge per pellegrini condividi spazi e momenti con molti pellegrini diversi da te. Le regole degli alberge per definizione non piacciono, limitano la tua libertà, ti impongono un orario per andare a letto o per alzarti, ti vietano di fumare, ti dicono di lasciare le scarpe fuori… le regole sono un tentativo per rendere più semplice la convivenza di tante persone così diverse tra loro. In quanto pellegrino sei ospite e un ospite accetta le regole della casa anche se non le condivide: sei in cammino per tua scelta e sempre per tua scelta ti fermi nei diversi alberge: se le regole non ti piacciono puoi scegliere di dormire in alberghi per turisti o portarti la tenda e dormire all’aperto. Ma se ti fermi, sei tenuto a prendere visione e a rispettare le norme di chi ti ospita.
8) non occupare tutto il sentiero
quando si cammina in coppia o in gruppo è piacevole chiacchierare e scherzare lungo il cammino e, così facendo, tendiamo ad allargarci occupando tutta la larghezza del cammino. Tuttavia dovremmo sempre ricordare di non essere soli: lasciare sempre la possibilità a chi ci segue di superarci o a chi viene dall’altra direzione di passare. Per quanto sia infatti possibile, fermarsi e spostarci al sopraggiungere dell’altro, questo obbliga a rompere il passo (cambiare la velocità) il che soprattutto in salita è faticoso. Quindi: 1) E' educato lasciare almeno un terzo del sentiero se non la metà per permettere ai ciclisti di continuare senza per forza doversi fermare. Dal loro canto gli stessi ciclisti non devono muoversi in gruppo, ma uno di fila all’altro, in modo da superare i pellegrini senza obbligarli fermarsi; inoltre non devono correre come se fossero in pista e devono palesarsi con suono di campanello o con un saluto a voce tonante; 2) i pellegrini non hanno tutti lo stesso passo, per cui, così come noi sorpassiamo chi va più lento di noi, è educato lasciare spazio per chi è più veloce di noi. 3) spesso passiamo in sentieri che vengono utilizzati anche dagli abitanti del luogo per recarsi in campagna o anche solo per passeggiare. Siccome il bordone e lo zaino non ci danno la patente di padroni del luogo, è educato lasciare lo spazio perchè gli abitanti possano passare senza doverlo chiedere. Siamo noi a dover sempre chiedere permesso.
9) nel superare su una carrettiera spostati sul centro della via
alcuni tratti del cammino sono su strada (percorse anche da automobili) è quindi buona educazione che chi supera si ponga nella condizione di maggior rischio, spostandosi verso il centro della strada. Poiché i pellegrini a piedi tengono la sinistra, mentre le biciclette tengono la destra come le auto, se siete in bicicletta e incontrate pellegrini che provengono dalla direzione opposta vi troverete dallo stesso lato della strada: è sempre il ciclista che deve spostarsi verso il centro della strada poiché la sua maggior velocità lo pone in stato di pericolo per un tempo più breve.
10) sii veloce nell’uso della doccia e servizi comuni
spesso i bagni e le docce sono pochi rispetto al numero di pellegrini, per di più spesso l’acqua calda è limitata. tienine conto: si rapido nell’uso dei servizi soprattutto al mattino, quando tutti hanno premura. Si altrettanto consapevole degli altri pellegrini che attendono nell’uso delle lavatrici o di internet.
11) nelle cene comunitarie collabora alla preparazione e/o alla pulizia dopo cena
in molti alberge si prepara si cena insieme. Spesso l’ospitalero chiede la collaborazione di volontari per preparare il pasto e per risistemare dopo: può capitare che un giorno tu sia così distrutto da non sentirtela e da desiderare goderti un pasto caldo servito senza nessun lavoro. Può capitare e nessuno ti rimprovererà per questo, nessuno neanche ci farà caso probabilmente. Tuttavia collaborando al cucinare e/o al rigovernare contribuirai a che l’alberge funzioni, sperimenterai il piacere del lavoro condiviso e permetterai a chi è davvero stanco di godersi un pranzo servito.
12) impara a dare, ricevere, condividere
non sono necessarie molte spiegazioni, sii sempre pronto a dare e a condividere quanto possiedi, cibo, bevande, ma anche esperienza, ascolto, massaggi, consigli, aiuto. Può capitare di incontrare pellegrini in difficoltà fisica, magari hanno vesciche e non sanno come forarle o lamentano un dolore che non sanno identificare. Aiuta come puoi, fermati a dare una mano, regala un attimo del tuo tempo oltre che una benda, un cerotto o quanto ritieni possa occorrere e di cui tu sei in possesso. Viceversa se hai bisogno di aiuto, non avere timore a chiederlo al primo pellegrino che passa: chiedere aiuto non è segno di debolezza e l'intervento immediato di qualcuno magari più esperto, può evitarti problemi peggiori più avanti. Ricorda che una semplice piccola vescica non adeguatamente curata può trasformarsi rapidamente in tendinite. Sii sempre aperto a ricevere, accetta quanto ti viene offerto anche se in quel momento non ne hai voglia, anche se ti viene dato un cibo o un frutto che non ti piace, puoi sempre offrirlo ad altri pellegrini. Si sempre pronto a ricevere dai tuoi compagni di cammino, ma soprattutto dagli abitanti dei luoghi che attraversi. Sono gentili ed accoglienti, il cammino deve molto al loro supporto: rifiutare un’offerta è come chiudere la porta alla loro disponibilità, al loro desiderio di collaborare affinché tu compia la tua impresa, è offensivo e indelicato.
13) saluta
una delle piacevoli esperienze che farai sul cammino è ricevere il saluto, caldo ed affettuoso di innumerevoli sconosciuti. Rispondi, rispondi sempre, magari se sei troppo affannato per parlare solo con un cenno, del capo o della mano, ed un sorriso. Capiterà a volte di incontrare chi non saluta, pellegrini al loro primo cammino, troppo timidi per farlo, abitanti dei luoghi che attraversi, presi dal loro quotidiano o infastiditi dall’invadenza di troppi pellegrini vocianti. In questi casi, saluta tu per primo. Imparare a salutare per primo è particolarmente importante se percorrerai cammini meno frequentati del cammino francese per Santiago, quali ad esempio la francigena o il cammino di San francesco
Galateo del pellegrino
Nel fare il cammino ci ritroviamo in una condizione anomala, in cui le emozioni, i sentimenti, la sensibilità, la sensorialità, l’intuizione, tutti le nostre modalità di percepire e elaborare l’esterno sono in qualche modo iperattivi. Qualunque evento ha una intensità amplificata rispetto a quanto avviene nel nostro vivere quotidiano. Questo vale nel bene come nel male. Saranno più intensi i nostri momenti di gioia e anche quelli di dolore, saranno più profonde le nostre aperture, ma potrebbero anche essere più intense le nostre antipatie. In tutto il cammino saremo spesso stanchi e/o iperstimolati, tutti presi dal nostro vivere così intenso, siamo protagonisti di un’avventura mai nemmeno immaginata e gli altri possono a volte diventare uno sfondo poco reale, a meno che interagendo direttamente ricevano da noi il ruolo di comparse o co-protagonisti.
Può riuscire difficile, così presi come siamo dalla nostra straordinaria esperienza, renderci conto che il nostro stato d’animo o le nostre esigenze possano entrare in contrasto con gli altri, siano essi pellegrini, ospitaleri, turisti o abitanti dei luoghi che attraversiamo. Pur, mai come durante il cammino dividiamo spazi e tempo con moltissimi sconosciuti, persone diversissime da noi, con cui probabilmente mai avremmo interagito nella vita quotidiana. Ci troviamo in situazioni di convivenza a cui probabilmente non siamo abituati ed è facile presi come siamo dalla nostra personalissima esperienza, essere poco attenti alle esigenze degli altri.
Abbiamo quindi pensato di stilare un piccolo decalogo, un piccolo manuale di bon ton, di galateo pellegrino, per aiutare chi intraprende questo viaggio a “ricordare”, l’esistenza degli altri ed il rispetto che ad essi è dovuto.
aiuta chi è in difficoltà e lasciati aiutare
può capitare di incontrare pellegrini in difficoltà fisica, magari hanno vesciche e non sanno come forarle o lamentano un dolore che non sanno identificare. Aiuta come puoi, fermati a dare una mano, regala un attimo del tuo tempo oltre che una benda, un cerotto o quanto ritieni possa occorrere e di cui tu sei in possesso. Viceversa se hai bisogno di aiuto, non avere timore a chiederlo al primo pellegrino che passa: chiedere aiuto non è segno di debolezza e l'intervento immediato di qualcuno magari più esperto, può evitarti problemi peggiori più avanti. Ricorda che una semplice piccola vescica non adeguatamente curata può trasformarsi rapidamente in tendinite.
1) rispetta il sonno degli altri
I pellegrini hanno orari molto diversi tra loro, cosicché chi si alza molto presto spesso disturba chi vorrebbe dormire un po’ di più. D’altra parte chi parte più tardi, spesso va anche a letto più tardi e spesso disturba chi sta già dormendo. Non sono migliori gli uni, né gli altri, e ognuno dei due gruppi dovrebbe rispettare i tempi dell’altro. Quindi qualunque sia il tuo caso quando in camerata ci sono altri pellegrini che dormono: non fare chiasso, ridere, chiacchierare o scherzare; non aprire e chiudere utilizzare bustine rumorose (nel silenzio anche il più piccolo rumore è maledettamente amplificato); non accendere le luci per trovare le tue cose (procurati una piccola pila); spegni il cellulare (almeno la soneria) e non usare sveglie acustiche; se vai a letto tardi prendi dallo zaino prima quello che ti serve per la notte; se ti alzi presto, prepara lo zaino la sera prima e metti dentro le ultime cose (sacco a pelo, spazzolino etc) fuori dalla camerata.
2) rispetta il desiderio di silenzio e solitudine, ma anche di allegria
il cammino è fatto di momenti di solitudine, meditazione, riflessione e momenti di allegria, condivisione, giochi, risate. E non sempre questi momenti coincidono per i diversi pellegrini. Se hai voglia di stare solo ed in silenzio, evita i luoghi di pausa più rumorosi: non più aspettarti silenzio in un bar affollato di pellegrini ?
D’altra parte se desideri scherzare ridere, parlare ad alta voce etc, evita di farlo lungo sentieri solitari, se fai parte di un gruppo ridanciano, magari evitate di fermarvi sotto un albero dove c’è un pellegrino solitario in preghiera o meditazione ?
3) lascia pulito ed in ordine
negli alberghi per pellegrini si condividono bagni, docce, camerate, spesso cucina e sala pranzo. Per quanto la pulizia sia affidata agli ospitaleri, ricorda che questi ultimi in genere sono pellegrini volontari e che comunque l’alto numero di pellegrini non permetterebbe di pulire in continuazione. Rispetta gli spazi comuni lasciando i bagni e le docce pulite, asciugando per terra, lasciando pulita ed in ordine la cucina dopo l’uso. Se ricapita di trovare sporco, non considerarlo una giustificazione a fare altrettanto, ma magari armati di buona volontà e pulisci oltre al tuo anche ciò che riguarda chi ti ha preceduto. Se vedi chi non pulisce, invitalo gentilmente a farlo.
4) contribuisci a che i sentieri siano puliti
Contribuire a che i sentieri siano puliti significa naturalmente non lasciare rifiuti in giro. Ti invito a prendere questo suggerimento alla lettera: per quanto tu possa pensare che mozziconi di sigaretta e fazzolettini di carta siano biodegradabili, in realtà impiegano diversi anni per decomporsi, nel frattempo centinai di migliaia di pellegrini attraversano gli stessi sentieri, si fermano nelle stesse radure per una pausa, compresa di sigaretta, si appartano negli stessi cespugli per la pipi. Così si vedono punti che sembrano posacenere o pubblicità della scottex ?
Pensaci.
Un altro modo per contribuire a tener puliti i sentieri e raccogliere un po’ dei rifiuti lasciati dagli altri. In effetti è più piacevole contribuire a tener pulito, raccogliendo qualche bottiglia o qualche sacchetto di plastica, che irritarsi e lamentarsi per i rifiuti lasciati da altri ?
5) partecipa alla raccolta differenziata
in molti alberghi per pellegrini ci sono bidoni separati per la raccolta differenziata dei rifiuti. Spesso si vedono rifiuti casuali gettati in tutti i bidoni. I pellegrini sono stanchi e distratti e non leggono le istruzioni. Si attento: usa i bidoni in modo corretto e spingi (sempre con un sorriso e gentilmente) gli altri pellegrini a fare altrettanto
6) abbi comprensione per la stanchezza degli ospitaleri
Quando arrivi ad un albergo per pellegrini, stanco e accaldato o fradicio di pioggia, orgoglioso dei km percorsi e con i piedi doloranti, vorresti sentirti accolto e sostenuto. A volte invece ti trovi di fronte un ospitalero freddo, sgradevole, che frettolosamente ti spinge a darti una mossa, che magari con sarcasmo mette in dubbio che tu sia davvero arrivato a piedi. E ti irriti. È normale. È normale che ti irriti, ma è anche sbagliato. Come te è stanco anche lui, è un volontario che sta utilizzando le sue ferie per mandare avanti l’hospital, non ci guadagna niente, anzi di sicuro ci rimette i soldi per il viaggio e spesso anche quelli per mangiare. Ha a che fare per tutta la giornata con decine e decine di pellegrini, col loro carattere diverso, con le loro esigenze, ma anche con le loro pretese, con le loro lamentele. Intuisce che alcuni non sono arrivati camminando e ne è irritato, vede che in molti lo spirito di tolleranza e fratellanza è inesistente e si irrita ancora di più. Magari qualcuno ha rubato i soldi dei donativi, o qualcun altro ha lasciato un caos in cucina, o ha fatto chiasso a mezzanotte o alle quattro del mattino. E nel momento in cui tu arrivi, l’ospitalero stanco è irritato con ogni pellegrino, vorrebbe un cammino di Santiago percorso solo da santi, tu capiti in un giorno così e si rivolge a te come se fossi artefice di tutte le scorrettezze dei pellegrini che ti hanno preceduto. Naturalmente sbaglia anche lui, ma è anch’egli umano. Invece di rispondere a scortesia con scortesia, sorridi e chiedi gentilmente: “è stata una giornata pesante?” Oppure “sei stanco?” O qualcosa del genere. Ti riconoscerà come individuo, si ricorderà di essere li per libera scelta e la giornata sarà migliore per te e per lui.
7) osserva le regole degli alberge senza lamentarti
come già ricordato nei punti precedenti, negli alberge per pellegrini condividi spazi e momenti con molti pellegrini diversi da te. Le regole degli alberge per definizione non piacciono, limitano la tua libertà, ti impongono un orario per andare a letto o per alzarti, ti vietano di fumare, ti dicono di lasciare le scarpe fuori… le regole sono un tentativo per rendere più semplice la convivenza di tante persone così diverse tra loro. In quanto pellegrino sei ospite e un ospite accetta le regole della casa anche se non le condivide: sei in cammino per tua scelta e sempre per tua scelta ti fermi nei diversi alberge: se le regole non ti piacciono puoi scegliere di dormire in alberghi per turisti o portarti la tenda e dormire all’aperto. Ma se ti fermi, sei tenuto a prendere visione e a rispettare le norme di chi ti ospita.
8) non occupare tutto il sentiero
quando si cammina in coppia o in gruppo è piacevole chiacchierare e scherzare lungo il cammino e, così facendo, tendiamo ad allargarci occupando tutta la larghezza del cammino. Tuttavia dovremmo sempre ricordare di non essere soli: lasciare sempre la possibilità a chi ci segue di superarci o a chi viene dall’altra direzione di passare. Per quanto sia infatti possibile, fermarsi e spostarci al sopraggiungere dell’altro, questo obbliga a rompere il passo (cambiare la velocità) il che soprattutto in salita è faticoso. Quindi: 1) E' educato lasciare almeno un terzo del sentiero se non la metà per permettere ai ciclisti di continuare senza per forza doversi fermare. Dal loro canto gli stessi ciclisti non devono muoversi in gruppo, ma uno di fila all’altro, in modo da superare i pellegrini senza obbligarli fermarsi; inoltre non devono correre come se fossero in pista e devono palesarsi con suono di campanello o con un saluto a voce tonante; 2) i pellegrini non hanno tutti lo stesso passo, per cui, così come noi sorpassiamo chi va più lento di noi, è educato lasciare spazio per chi è più veloce di noi. 3) spesso passiamo in sentieri che vengono utilizzati anche dagli abitanti del luogo per recarsi in campagna o anche solo per passeggiare. Siccome il bordone e lo zaino non ci danno la patente di padroni del luogo, è educato lasciare lo spazio perchè gli abitanti possano passare senza doverlo chiedere. Siamo noi a dover sempre chiedere permesso.
9) nel superare su una carrettiera spostati sul centro della via
alcuni tratti del cammino sono su strada (percorse anche da automobili) è quindi buona educazione che chi supera si ponga nella condizione di maggior rischio, spostandosi verso il centro della strada. Poiché i pellegrini a piedi tengono la sinistra, mentre le biciclette tengono la destra come le auto, se siete in bicicletta e incontrate pellegrini che provengono dalla direzione opposta vi troverete dallo stesso lato della strada: è sempre il ciclista che deve spostarsi verso il centro della strada poiché la sua maggior velocità lo pone in stato di pericolo per un tempo più breve.
10) sii veloce nell’uso della doccia e servizi comuni
spesso i bagni e le docce sono pochi rispetto al numero di pellegrini, per di più spesso l’acqua calda è limitata. tienine conto: si rapido nell’uso dei servizi soprattutto al mattino, quando tutti hanno premura. Si altrettanto consapevole degli altri pellegrini che attendono nell’uso delle lavatrici o di internet.
11) nelle cene comunitarie collabora alla preparazione e/o alla pulizia dopo cena
in molti alberge si prepara si cena insieme. Spesso l’ospitalero chiede la collaborazione di volontari per preparare il pasto e per risistemare dopo: può capitare che un giorno tu sia così distrutto da non sentirtela e da desiderare goderti un pasto caldo servito senza nessun lavoro. Può capitare e nessuno ti rimprovererà per questo, nessuno neanche ci farà caso probabilmente. Tuttavia collaborando al cucinare e/o al rigovernare contribuirai a che l’alberge funzioni, sperimenterai il piacere del lavoro condiviso e permetterai a chi è davvero stanco di godersi un pranzo servito.
12) impara a dare, ricevere, condividere
non sono necessarie molte spiegazioni, sii sempre pronto a dare e a condividere quanto possiedi, cibo, bevande, ma anche esperienza, ascolto, massaggi, consigli, aiuto. Può capitare di incontrare pellegrini in difficoltà fisica, magari hanno vesciche e non sanno come forarle o lamentano un dolore che non sanno identificare. Aiuta come puoi, fermati a dare una mano, regala un attimo del tuo tempo oltre che una benda, un cerotto o quanto ritieni possa occorrere e di cui tu sei in possesso. Viceversa se hai bisogno di aiuto, non avere timore a chiederlo al primo pellegrino che passa: chiedere aiuto non è segno di debolezza e l'intervento immediato di qualcuno magari più esperto, può evitarti problemi peggiori più avanti. Ricorda che una semplice piccola vescica non adeguatamente curata può trasformarsi rapidamente in tendinite. Sii sempre aperto a ricevere, accetta quanto ti viene offerto anche se in quel momento non ne hai voglia, anche se ti viene dato un cibo o un frutto che non ti piace, puoi sempre offrirlo ad altri pellegrini. Si sempre pronto a ricevere dai tuoi compagni di cammino, ma soprattutto dagli abitanti dei luoghi che attraversi. Sono gentili ed accoglienti, il cammino deve molto al loro supporto: rifiutare un’offerta è come chiudere la porta alla loro disponibilità, al loro desiderio di collaborare affinché tu compia la tua impresa, è offensivo e indelicato.
13) saluta
una delle piacevoli esperienze che farai sul cammino è ricevere il saluto, caldo ed affettuoso di innumerevoli sconosciuti. Rispondi, rispondi sempre, magari se sei troppo affannato per parlare solo con un cenno, del capo o della mano, ed un sorriso. Capiterà a volte di incontrare chi non saluta, pellegrini al loro primo cammino, troppo timidi per farlo, abitanti dei luoghi che attraversi, presi dal loro quotidiano o infastiditi dall’invadenza di troppi pellegrini vocianti. In questi casi, saluta tu per primo. Imparare a salutare per primo è particolarmente importante se percorrerai cammini meno frequentati del cammino francese per Santiago, quali ad esempio la francigena o il cammino di San francesco

