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GPS or Not GPS

Sara

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Salve a tutti, mi sono ritrovata a parlare con due conoscenti che hanno rispettivamente fatto il Cammino di Santiago 2 volte l'uno, e l'altro il cammino di San Benedetto e così parlando parlando mi hanno detto " che gps ti porti? " :-o :-o e di seguito " la metà delle persone che ho incontrato, soprattutto quelle in solitaria ce l'avevano "
giu' di lì con la mia faccia da pesce lesso .. effettivamente andando da sola mi sentirei piu sicura, ho una naturale propensione a perdermi..anche in montagna :D :-)) :-))
Voi lo usate o no?

Cosa ne pensate?

Un beso! byby
 
No. Non serve, se non forse su qualche cammino italiano. Per lo più una buona cartina è sufficiente. È la testa attaccata al collo.
Mt
 
Non serve assolutamente!
Inutile davvero; sul francese poi, oserei definirlo ridicolo!
Ho conosciuto un pellegrino sulla Plata che se lo era attaccato al collo,lo ha acceso alla prima tappa ed era convinto che quella linea blu fosse un fiume che andava ovviamente evitato,ma non si capacitava di dove fosse quel fiume nella realtà,poichè intorno c'erano solo sassi e colline.

Poi gli hanno spiegato che quella linea blu era il tracciato che avrebbe dovuto percorrere e non il fiume: lo ha buttato infondo allo zaino e non lo ha acceso mai più! :doh:

Portati una buona guida,segui le indicazioni ed in caso (raro!) di dubbio, usa il buon senso.

Fly
 
Cara Sara , come ti hanno già detto , non serve affatto GPS :-)
mai usato ne per i cammini verso Santiago e nemmeno sulla via Francigena.
E' così bello perdersi !!
a me è capitato più di una volta e proprio sul cammino francese percorso nel 2010 <Anno Santo .
Il mio primo cammino , ero talmente persa nei miei pensieri, colma di tanta bellezza che ogni tanto
qualche miraggio mi portava fuori sentiero ?-)
Sulla via Francigena è stato un cane a riportarmi sulla via giusta ;-)
Vai tranquilla , noi pellegrini abbiano un GPS con le ali :rofl:
buon cammino :flecha:
Cetty
 
Se dovessi tracciare un cammino, fare due passi sulla via della seta, seguire la GEA o altro ..forse lo porterei.

Ma sul cammino francese proprio non serve a nulla se non a fare peso e ad avere un pensiero in più dato che essendo di valore potrebbe finire tra le cose da custodire sempre ....

Edo
 
Ciao
Personalmente ringrazio il Buon Dio di avere avuto con me il GPS con le tracce almeno in tre occasioni una sulla via del Salvador ,una sulla plata e recentemente nella nebbia tra le risaie del vercellese sulla francigena,tutte e tre le volte il mattino al buio.Pesa poco,e ,ahime, bisogna saperlo usare.Chiaro che sul cammino francese non serve per non perdersi, ma se ti interessa sapere l'_altimetria,le distanze e il percorso reale fatto, etc diventa utile,(è la stessa storia del cellulare,smartphone,tablet :all'inizio tante perplessità, poi diventa la regola.)
Pensaci
Buen camino
amb
 
Un saluto a voi! :ciao:
ho letto le vostre risposte, il percorso che farò sarà da città di castello (o pietralunga)ad assisi, a me il gps pare superfluo & antieconomico per le mie tasche, anche xke dai ..siamo in Italia ed il buon senso e la cortesia son sempre di "casa".
Vero che mi son persa in montagna, ma è stato perchè cambiarono il sentiero e non lo sapevo! :-)) :pugni:
Ho un passato da scout e (tutt'ora) da volontaria in un'associazione di soccorso, mi piace l'avventura ma usare la testa ( non è una scemenza, ma molti son automi che camminano) :-P e mi so arraggiare davvero molto bene in tutti i campi.. questo per farvi "capire" che soggetto che sono!

Tuttavia le mie compagne,che son un pò piu' sciccose della sottoscritta "selvaggia", si divertono ad insinuarmi i dubbi, :evil: :evil: come è stato quello del gps.... probabilmente perchè loro essendo iscritte al CAI vanno per sentieri e montagne e senza quello strumento si perderebbero. Ma lì è diverso..credo!

Comunque sto studiando il percorso e di questa utilità del gps non mi sembra davvero il caso.

Leggero' le altre vostre risposte e mi farò 1 idea... ma, il tizio che non sapeva distinguere la traccia blu dal fiume meritava il mongolinod'oro! :ok: :ok: :ok: ahahah...

I tizi con cui parlai e mi dissero dei loro cammini e del gps secondo loro è necessario....
 
Ciao,
non ho un GPS e nei cammini in Spagna non ne ho mai avuto necessità.
L'estate scorsa però, per il cammino di Assisi (Dovadola Assisi) mi sono scaricata le tracce GPS sul telefonino. Diciamo che é stata un'alternativa alle cartine, che aveva il vantaggio di essere più leggera, perché il telefonino l'avrei comunque portato.
Non sono state "fondamentali", diciamo che le ho consultate 3/4 volte e più che altro per sicurezza/curiosità. Senza non sarebbe cambiato molto.
Però dato l'ingombro zero e il costo zero, non mi pento di averle caricate.
Bisogna dire che che non faccio parte dei "duri e puri" del cammino senza tecnologia, ma neanche di quelli che viaggiano con tutti gli aggeggi possibili immaginabili. Vado un po' a buon senso.

Per cui, GPS "obbligatorio" direi di no. Però se le tracce sul telefonino o il GPS vero e proprio ti fanno sentire più sicura, vale la pena di pensarci. Il tuo cammino non sarà meno "vero" per questo.
Almeno, per me é così.
Buon cammino qualsiasi sia la tua scelta! :-)
Ciao
lia
 
Ho un gps da trekking. Lo uso per studiare i percorsi, vedere quanto ho fatto e dove e se i sentieri sono cambiati rispetto alle carte di openstreetmap. Ma non lo uso mai per sapere dove andare.
Può essere un'utilità, ma il più delle volte ho visto che rappresenta un pericolo. Finisce che la gente si fida solo dello strumento e non di quello che vede. E non dico che dovrebbe usare il cervello: chi scende da una scalinata con la macchina perché così c'è indicato sul gps un cervello non ce l'ha! :si:

Soprattutto sui cammini non ne vedo la necessità. Ma d'altra parte non vedendo la necessità della guida ...... ?-)

:ciao:
 
Il gps l'ho portato per la prima volta l'estate scorsa sul cammino portoghese da Lisbona. sapevo di dover camminare 1 o 2 ore al buio per evitare le ore più calde e in quel caso è fondamentale se si hanno le tracce.
Io ne sono entusiasta ma come è stato già detto è utile ma non indispensabile.
 
L'idea di caricare le mappe sul cell pare essere la piu congeniale, se non fosse che la batteria durarebbe davvero poco! Però..in caso di emergenza sarebbero utili, al buio preferirei non camminare, specialmente se starò da sola; preferirei alzarmi poco prima dell'alba e intraprendere la via col fresco.
Credo che altri pellegrini faranno la stessa cosa se farà caldo ( il periodo sarà la settimana dopo ferragosto, al massimo la prima di settembre) e dalle 4 di mattino alle 20.30 c.a c'è luce. :sun: :sun:
 
Re: R: GPS or Not GPS

Edo ha scritto:
Se dovessi tracciare un cammino, fare due passi sulla via della seta, seguire la GEA o altro ..forse lo porterei.
....

Edo

E neanche sulla Via della Seta è indispensabile. :) Io non l' ho portato. Il giorno che mi sono perso,è stato quello più entusiasmante di tutta l' avventura.

Inviato dal mio GT-S6500 con Tapatalk 2
 
Il GPS ha un senso dove manca la segnalazione.
Lo consiglio nella francigena da Roma in giù, nella Micaelica o per eventuali deviazioni; fanno tanti Convegni
ma non sanno usare secchio e pennello.
In Spagna è necessario sul Camino TORRES da Salamanca (le tracce sono nel sito e molto precise).
La mia esperienza vale per quello che conosco: Francese, Plata, Nord, Primitivo,Portoghese (da Lisbona), Torres, e le rispettive piccole varianti. Ripetendo i Cammini in anni successivi ho constatato un miglioramento esaustivo.
Ho sentito pellegrini che hanno fatto il SUREST senza difficoltà particolari.
So che c'è un certo fastidio verso il pellegrino tecnologico e in parte lo condivido in quanto toglie il fascino dell' "avventura" ma qualche volta ti permette di osare a fare qualcosa in più. E troverai qualcuno che ti dirà : ma questo non è CAMINO.
L'importante è andare!!

Eo?
I !
 
antonio albanello ha scritto:
So che c'è un certo fastidio verso il pellegrino tecnologico

A me non da fastidio il pellegrino tecnologico, solo che sul cammino francés non ce n'è veramente bisogno. Anche volendo, difficile non sapere dove andare o sbagliare strada.

Io pero' cammino senza tecnologia, a parte cellulare e digitale (che è già tanto), e sinceramente non sento il bisogno di GPS, anche se a volte forse mi farebbe comodo, per esempio quando il cammino me lo invento e mi capita di non sapere che strada prendere, ma la cosa più bella è chiedere...chiedere alla gente per strada, dietro una finestra, in un negozio, nell'orto....
Una volta sono entrata in una scuola, tutti i bambini intorno e io che parlavo con le maestre nel giardino..
Un'altra volta in una chiesa la signora alla quale mi ero rivolta, oltre che illustrarmi il percorso da fare, mi ha raccontato metà della sua vita.
Per me il Cammino è anche questo.

Sicuramente pero' in alcune circostanze è utile.

Conclusione? ?-)
Mi sa che quando partirò da San Pietroburgo mi servirà il GPS..... :si:


free
 
Dividere il mondo in quelli che l'hanno e quelli che non l'hanno non mi pare sia utile. Come non lo è dividere il mondo, dei pellegrini s'intende, tra quelli che ritengono necessari i bastoni o quelli senza, tra quelli col cellulare e quelli con lo smartphone o quelli che lo tengono spento, quelli che vanno in treno o prendono l'aereo....
Penso sia soggettivo di ognuno ed è giusto comunque dare informazioni e il proprio parere a chi lo chiede.
Ho portato con me il GPS nell'ultimo cammino, l'Aragones, ma mai è stato fondamentale per il cammino. Per valutare l'opportunità di alcune varianti, avevo con me anche delle stampe di alcune tappe, sicuramente più comode, perchè più grandi del piccolo visore elettronico Tuttavia alla fine di ogni giornata, per me che sono curioso di natura, era interessante conoscere e confrontare con altri pellegrini le distanze percorse magari su tracciati diversi, i dislivelli macinati passo dopo passo, i tempi di cammino e di pause, le velocità medie.... Uso tecnologie GPS e lavoro quotidianamente con cartografie informatizzate. Sono strumenti utili.
Porrei tuttavia l'attenzione, soprattutto quando si è in cammino, a non diventare succubi della tecnologia, ma mantenere il primato delle relazioni, della condivisione, dell'intuizione e della ricerca. Soprattutto le relazioni, perchè come dice Free se una informazione la si chiede ad una persona, con le dovute difficoltà di lingua, si riparte probabilmente un pò più ricchi di umanità di prima. E anche questo è il bello di un cammino. Altro che un banale e freddo sguardo ad un piccolo visore elettronico spesso scarico nei momenti topici.
Ogni strumento deve essere funzionale all'uomo secondo le sue esigenze ma non dobbiamo crearci bisogni inutili.
Sul francese, secondo me, assolutamente non necessario.
 
Secondo me,non si tratta di avercela o meno con chi usa il GPS: quello che suona strano, è usarlo su percorsi ultrasegnalati,su cui però "ci si potrebbe anche perdere".
E' un po' come fare un'escursione in montagna con le ciaspole ai piedi in settembre perchè...forse, si...potrebbe nevicare.

Detto ciò, mi viene in mente un aneddoto:sull'ultimo tratto del Sanabrese,incrociammo in albergue un paio di pellegrini che andavano da Ourense a Santiago. Chi lo ha percorso, sa che le segnalazioni sono ridondanti, ma nonostante ciò,i due tipi sembravano usciti da un film di Steven Spielberg: giubbottini ultratecnici multitasca, zaini che quello del Fly, in confronto, sembrava un marsupietto da bambini,carte, piantine altimetriche,orologio con le isobare e la bussola incorporati,un coso tondo e con l'antenna di cui mi sfuggiva l'utilità e l'immancabile GPS.
Passarono la serata a pianificare una tappa di 20km con uno zelo degno di una missione su Pandora a caccia degli omoni blu! Erano così...decisi e risoluti nel loro compito, che tutti noi ci domandavamo con gli occhi l'un l'altro,cosa ci fosse sfuggito di così periglioso ed urgente e ripassavamo mentalmente il percorso a caccia di insidie diaboliche sfuggite alla nostra colpevole attenzione. Tutti a consultare la propria miserabile guida Terredimezzo o similari ed anche (chi lo possedeva) il proprio GPS,per chiedere a questa Sibilla Cumana 2.0, cosa ignorassimo di così importante e rischioso per la nostra incolumità.
Nessuno osava chiedere ai due "superpellegrini" quale fosse l'oggetto del loro maschio pianificare,per non passare da ignoranti o sprovveduti.Confesso che dormimmo tutti male.
Partimmo il mattino dopo con le occhiaie e "la faccia a punto interrogativo" (seguendo segretamente i loro passi) in attesa dell'irreparabile a cui soltanto loro avevano prestato la giusta attenzione.
Ad un certo punto, in un villaggetto di cui mi sfugge il nome,entrarono in una panetteria.
Non li vedemmo mai più.
Arrivammo a fine tappa sani e salvi e con il cuore sollevato. Un cartello stradale ci aveva amorevolmente rassicurato: "Santiago 22km".
Domani sarebbe stato un altro giorno.

Flew
 
Io quest'estate vorrei fare la Francigena da Sarzana e ho una mezza idea di prendermi il gps. Non sarà necessario probabilmente, ma vorrei imparare a usarlo. Sono d'accordo con Donato, forse è più interessante l'uso "ex post" dello strumento che l'uso sul sentiero.
 
flyover ha scritto:
Detto ciò, mi viene in mente un aneddoto:sull'ultimo tratto del Sanabrese,incrociammo in albergue un paio di pellegrini che andavano da Ourense a Santiago. Chi lo ha percorso, sa che le segnalazioni sono ridondanti, ma nonostante ciò,i due tipi sembravano usciti da un film di Steven Spielberg: giubbottini ultratecnici multitasca, zaini che quello del Fly, in confronto, sembrava un marsupietto da bambini,carte, piantine altimetriche,orologio con le isobare e la bussola incorporati,un coso tondo e con l'antenna di cui mi sfuggiva l'utilità e l'immancabile GPS.
Passarono la serata a pianificare una tappa di 20km con uno zelo degno di una missione su Pandora a caccia degli omoni blu! Erano così...decisi e risoluti nel loro compito, che tutti noi ci domandavamo con gli occhi l'un l'altro,cosa ci fosse sfuggito di così periglioso ed urgente e ripassavamo mentalmente il percorso a caccia di insidie diaboliche sfuggite alla nostra colpevole attenzione. Tutti a consultare la propria miserabile guida Terredimezzo o similari ed anche (chi lo possedeva) il proprio GPS,per chiedere a questa Sibilla Cumana 2.0, cosa ignorassimo di così importante e rischioso per la nostra incolumità.
Nessuno osava chiedere ai due "superpellegrini" quale fosse l'oggetto del loro maschio pianificare,per non passare da ignoranti o sprovveduti.Confesso che dormimmo tutti male.
Partimmo il mattino dopo con le occhiaie e "la faccia a punto interrogativo" (seguendo segretamente i loro passi) in attesa dell'irreparabile a cui soltanto loro avevano prestato la giusta attenzione.
Ad un certo punto, in un villaggetto di cui mi sfugge il nome,entrarono in una panetteria.
Non li vedemmo mai più.
Arrivammo a fine tappa sani e salvi e con il cuore sollevato. Un cartello stradale ci aveva amorevolmente rassicurato: "Santiago 22km".
Domani sarebbe stato un altro giorno.

Flew

scusate x l' OT

:rofl: sembra tratto da un libro di Jerome K. Jerome
Fly sei sicuro che non ci fosse anche il cane ??? :espulso:

Cetty
 

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