Detto ciò, mi viene in mente un aneddoto:sull'ultimo tratto del Sanabrese,incrociammo in albergue un paio di pellegrini che andavano da Ourense a Santiago. Chi lo ha percorso, sa che le segnalazioni sono ridondanti, ma nonostante ciò,i due tipi sembravano usciti da un film di Steven Spielberg: giubbottini ultratecnici multitasca, zaini che quello del Fly, in confronto, sembrava un marsupietto da bambini,carte, piantine altimetriche,orologio con le isobare e la bussola incorporati,un coso tondo e con l'antenna di cui mi sfuggiva l'utilità e l'immancabile GPS.
Passarono la serata a pianificare una tappa di 20km con uno zelo degno di una missione su Pandora a caccia degli omoni blu! Erano così...decisi e risoluti nel loro compito, che tutti noi ci domandavamo con gli occhi l'un l'altro,cosa ci fosse sfuggito di così periglioso ed urgente e ripassavamo mentalmente il percorso a caccia di insidie diaboliche sfuggite alla nostra colpevole attenzione. Tutti a consultare la propria miserabile guida Terredimezzo o similari ed anche (chi lo possedeva) il proprio GPS,per chiedere a questa Sibilla Cumana 2.0, cosa ignorassimo di così importante e rischioso per la nostra incolumità.
Nessuno osava chiedere ai due "superpellegrini" quale fosse l'oggetto del loro maschio pianificare,per non passare da ignoranti o sprovveduti.Confesso che dormimmo tutti male.
Partimmo il mattino dopo con le occhiaie e "la faccia a punto interrogativo" (seguendo segretamente i loro passi) in attesa dell'irreparabile a cui soltanto loro avevano prestato la giusta attenzione.
Ad un certo punto, in un villaggetto di cui mi sfugge il nome,entrarono in una panetteria.
Non li vedemmo mai più.
Arrivammo a fine tappa sani e salvi e con il cuore sollevato. Un cartello stradale ci aveva amorevolmente rassicurato: "Santiago 22km".
Domani sarebbe stato un altro giorno.
Flew