Il senno di poi vale ben poco, se non come esperienza per il prossimo cammino… e dire che dal primo all’ultimo giorno ho sostenuto-in tutte le lingue che potevo accennare- che era il primo cammino e anche l’ultimo!!!!
Io ho beccato pioggia, e molta, solo il 9 giugno, con tappa da navarrete a granon..ma l’ultima sera ad arzua, parlando con gli altri pellegrini che hanno terminato con me( e che ragionevolmente avevano iniziato il 29-..beh, loro hanno avuto una settimana-10 giorni di pioggia1
Sempre col senno di poi.. ho esagerato coi km.
Ero sola, ho trovato altri 4 pellegrini e abbiamo diviso il taxi fino a SJ, dormendo la prima notte del 4 a hunto.
E poi da li i miei propositi di tappe si sono sballati tutti, ho incominciato a camminare, da sola le mie soste erano brevi, e i km diventavano ben presto oltre i 40, partendo alle 5:30 o alle 6 e fermandomi alle 15..
I muscoli ok, lo zaino non lo sentivo…ma i piedi mi hanno dato molti problemi, ho esagerato, sono gonfiati, ho avuto vesciche che si sono infettate(sono stata due volte in ospedale a shagun e leon)…ma alla fine la testa era più dura..
Ho condiviso abbastanza ma non troppo con altri, dovuto ai miei km che erano troppi per gli altri, ma alcune storie mi hanno segnato, sono tornata cambiata e non pensavo, ho avuto risposte a domande che non mi ero mai posta e che sono saltate fuori nelle lunghe ore di cammino, ho ritrovato forza nella fede(io l’ho fatto anche con spirito religioso) e tutto ciò mi ha dato da pensare..
Spero che i miei figli un giorno lo provino, anche se solo una parte, credo sarebbe una bella esperienza per loro…