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Il Cammino fatto e rifatto .....

Renzo

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Sento descrivere spesso da pellegrini … tosti che hanno fatto uno…due … tre… 11 (Miro) …. 17 Cammini (Marcelino).
Dentro di me si sta formando come una specie di stupimento o di incredulità o di …. Ignoranza per il fatto che non capisco come, dopo il primo Camino ce ne possa essere un altro. E’ come dire che dopo la propria vita ce ne sarà un’ altra e un’ altra e un'altra …… ancora – magari tutte diverse, con esperienze diverse … ma altre vite. Come è possibile questo? Bisognerebbe credere alla reincarnazione! E la reincarnazione non fa parte della mia cultura anche se la trovo un qualcosa di interessante su cui disquisire …. su cui sognare, forse, …. ma non di più.
E allora, io, che di Camini ne ho fatti...... solo i primi 550 Km. (da SJPDP), perché poi sono stato stroncato da un occlusione intestinale che mi ha portato all’ Hospital El Bierzo di Ponferrada dove ho deciso che sia finito il mio Cammino, non riesco ad immaginarmi di poter rifare un altro Camino. Non che rinuncio a terminarlo, anzi! Ma .. quell’ animo del pellegrino pervaso da un profondo stupore per tutto ciò che mi avveniva intorno dal primo passo in poi… gli incontri con la natura … con le persone … magari non ci parlavi neppure ma le rivedevi il giorno dopo o due giorni dopo o tre…., gli incontri con le vestigia dei Pellegrini dell’ anno mille….. o giù di li, l’ immaginare come poteva essere il loro Cammino, le loro sofferenze i loro stati d’ animo … il loro estasiarsi davanti a luoghi assolutamente nuovi e sconosciuti…….; la pena per la sofferenza fisica quasi diuturna che ti accompagna e ti rafforza e ti rinsalda nella tua Fede. Come può essere che tutto questo possa succedere un’ altra volta? Per quanto ci pensi non posso convincermi che vi possa essere un secondo modo di affrontare il Camino che sia capace di trasmettermi quelle stesse sensazioni – o altre – che possano raggiungere quelle della prima volta …. Perché sono già … per così dire smaliziato, avvezzo ai raggiungimenti degli albergues,… all’ incontro con nuove persone…. Come potrò stupirmi all’ apparire di Hontanas così come è accaduto allora? Come potrò rimanere affranto di fronte alla croce che ricorda la morte di un pellegrino tedesco in quel punto e pensare a quello che ho pensato allora : che fortunato! Con che occhi potrò rivedere il cielo rimirato la notte a San Bol o a Puente Fitero e stupirmi di nuovo per l’ immensità dello spettacolo di stelle e della via lattea? Come potranno le mie orecchie udire estatiche le canne d’ organo degli steli dei finocchi selvatici dopo Burgos prima di Tardajos?
Lo so: ci saranno sicuramente altre situazioni interessanti… altre emozioni : ma come paragonarle alla prima volta?
Ultreya. Renzo
 
Lo stupore della prima volta, del primo passo, del batticuore per la prima freccia gialla...non si ripeteranno più ma.......................
Rinunciamo a baciare dopo lo stravolgimento emotivo del primo bacio? Rinunciamo ad amare dopo il primo amore (è vero: non si scorda mai) che è finito in fumo come è giusto che sia il primo amore, passaggio verso l'età adulta?

Così in cammino. Ci si innamora del cammino e - a meno di non essere degli illusi - non si cerca la stessa intensa, violenta emozione del primo cammino. Sono altre emozioni, altre scoperte, altri pellegrini, altre albe e tramonti, altre fatiche.

C'è comunque sempre una notevole dose di emozione, magari non sarà così pungente come la prima, ma sarà sempre emozione.

Ti dico una cosa: il mio primo cammino (di cui ricordo ogni passo) è stato veramente come un primo amore, e l'ho vissuto con tanta piacevole incoscienza, senza voltarmi mai. Quando sono partita per il secondo, da Lourdes/Somport anzichè da Roncisvalles (e in un periodo diverso, autunno anzichè primavera), ho trovato nuove, diverse emozioni, colori nuovi, pellegrini nuovi e vecchi: incredibile ma ho ritrovato per strada pellegrini di due anni prima ed è stato un bel regalo del cammino.

Il terzo cammino è stato il Norte e non mi stanco mai di riviverlo mentalmente: è stato quasi come la prima volta, intensissimo. E vissuto veramente con tutta me stessa.

Cosa vuol dire tutto questo? Ritorno a quello che ho detto all'inizio: dopo la fine di un amore non si smette di amare, si ama in modo diverso ma non per questo meno profondo.

Io tornerò, in un futuro lontano, sul cammino francese, sarà forse l'ultimo cammino che farò (prima di tornarci voglio fare gli altri cammini) ma ci tornerò con la consapevolezza matura che non potrà mai essere come il primo cammino francese. Ma non sarà meno bello. Sarà diverso.
 
Con il trascorrere degli anni il Camino, come tutte le situazioni della vita, cambia e noi con lui. E meno male che ciò avviene. Ripercorrere sentieri già battuti non è mai ripetere momenti già vissuti ma ricevere nuova linfa in un albero che rischia di fossilizzarsi. Mia nonna diceva sempre: "Chi si ferma è perduto"....forse è per questo che mi piace camminare!
Renzo, tempi e luoghi possiamo anche non deciderli noi ma l'atteggiamento con cui vivere un'esperienza è solo una nostra scelta. Per questo, per me, l'ultima è sempre la prima.
Ciao
Ermanno
 
Ho letto con grande attenzione i messaggi,passionale, di Sardina e ,stringato, di Ermetismo. Mi par di capire che tutti e due sono giunti alla conclusione cui, per la verità, ero giunto anche io. Come il Primo Cammino non ve ne saranno altri. Quelli che vengono dopo sono "solo" diversi. Io volevo solo capire se sarebbe possibile fare altri Camini che, essendo diversi abbiamo detto, ti possano dare l' emozione "della prima volta". E se c'è un modo per fare questo.
Grazie e cari saluti a Sardina ed Ermetismo che hanno risposto al mio post. Ultreya. Renzo
 
Caro Renzo, anche se distratto dal lieto evento(la nascita di Francesco)non mi è sfuggito il tuo post.
Io non mi vanto di aver fatto cinque Cammini e una Francigena,ma ti assicuro che ogni volta sono partito con più entusiasmo di prima ed ogni volta è stata un'esperienza nuova ed esaltante,non ti nascondo che quasi certamente l'anno prossimo partirò ancora una volta nonostante gli anni sulle spalle.Su quelle strade su quei sentieri c'è qualcosa che mi riempie il cuore e mi fà sentire molto vicino a Gesù nel raccoglimento e nella preghiera.
Naturalmente questo è il mio pensiero. un abbraccio ziovittorio. ULTREJA SEMPRE
 
Tante grazie, ziovittorio per la tua risposta, come le altre mi ha aiutato a capire in profondità l' essenza del Cammino. Colgo l' occasione per inviarti i più calorosi auguri a te (nonno) e ai genitori per il lieto evento.
Ultreya sempre. Renzo
 
La prima volta è sempre la prima volta Renzo, ma ogni volta è diverso.
Altri albergue, altri amici, altri passi, altra vita da vivere su quei sentieri.

L'anno scorso Alessandro, il mio amico con il quale ho condiviso tutto il cammino,
nelle ultime tappe con lui si parlava di ritornare e aveva detto : No sul francese non ci tornerei più ... c'è il norte, c'è la plata .... Quest'anno è ripartito e senza nemmeno saperlo siamo entrambi ripartiti lo stesso identico giorno, io da Lourdes, lui di nuovo sul cammino francese.... ma con la mamma questa volta.

Sò che tu ripartirai Renzo ... un giorno mi chiamerai e dirai: Edo che me consigliet pò ... de nar en aereo a Madrid o a Ponferrada col treno?

Ciao pellegrino!
Edo
 
Caro Renzo, è vero, nonostante l’esperienza dataci dalla vita, capita ancora di stupirci quando incontriamo qualcuno che non vede le cose con lo stesso nostro sguardo, non le sente con lo stesso nostro sentimento. Capita soprattutto davanti alle cose veramente importanti, come lo è stato il Cammino per noi che l’abbiamo percorso. Eppure è così banalmente evidente: ognuno ha il proprio sentire, e di queste diverse sensibilità proprio questo Forum è bellissimo e vivo esempio. Io ho incontrato pellegrini che di Cammini ne hanno fatto uno solo e poi ci hanno messo una pietra sopra, pellegrini che sono tornati una, due, tre, enne volte e giurano che ogni volta è diversa, ma non inferiore alla prima, e altri ancora che ammettono che sì, tornare è fatale, ma la prima volta… è su un altro livello. Io appartengo a quest’ultima categoria. Per me il Cammino, quello da scrivere tutto in maiuscolo, è uno, uno solo. Il primo è stato talmente forte, addirittura stravolgente, che a distanza di tre anni ancora influenza direttamente il mio essere e il mio vivere. No, non ce ne potrà essere un altro così… Ma, come dice giustamente Sardina, come è possibile smettere di amare? Così, dopo due anni ci sono ricascato, sono tornato sulle strade dell’apostolo, portandomi però dentro questo dubbio, questa paura di andare a fare una pallida ripetizione di qualcosa di troppo bello. In effetti, ho vissuto un’esperienza per molti versi meno intensa della precedente, eppure… ancora mi è capitato di emozionarmi fino alle lacrime, ancora ho avuto momenti di gioia così intensi da sentirne dolore fisico e soprattutto, ho avuto la conferma: il Cammino è il luogo dove riesco a realizzare me stesso al più alto livello, e scusa se è poco………

Ermanno parla giustamente di continua trasformazione del Cammino e di tutti noi. Per me questo significa anche che ciò che facciamo e diciamo non è scolpito nella pietra, ma scritto sulla sabbia; che valore quindi avrà domani quello che penso adesso? Malgrado ciò, te lo voglio confidare: adesso, oltre a sentire che non ci sarà mai più un altro Camino come il primo, sento anche che ce ne sarà un terzo e forse altri ancora….. e saranno bellissimi, forse più del secondo, perché li percorrerò senza resistenze, affidandomi a loro con leggerezza, sapendo che là troverò il mio io migliore….

Ti ringrazio per avere postato un argomento così interessante, una volta ancora realizzo quanto sono stato fortunato a incontrare questo Forum e le persone che lo animano.

Augurandoti di completare il tuo Camino, Sempre Ultreya
Stefano
 

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