Uscendo da Santiago, volgi lo sguardo indietro e la Cattedrale alle tue spalle sembra che ti guida ancora verso il cammino.
Si attraversa Negreira poi Olveiroa dove un insieme di horreos attorno al cimitero danno una sensazione di calma e tranquillita'.
Poi Muxia attorno a una insenatura a "conchiglia". Arrivando la prima cosa che colpisce e' il mare di un azzurro intenso, calmo, con le barchette colorate, poi prendi il sentiero che porta al Santuario de Nuestra Senora de la Barca e dietro la curva s'intravedono le due cime del campanile. Il mare ora e' piu' mosso e man mano che ti avvicini alla chiesa le onde sono sempre piu' alte: ora davanti al Santuario l'oceano s'infrange con una spuma bianca, le onde superano i 10 metri di altezza e si fermano davanti a Nuestra Senora. Maestoso!!.
Infine dirigersi verso Finsterre, l’unico ostacolo il rio Castro: togliere i scarponi e guadare lentamente, l’acqua arriva alle ginocchia e le pietre sono scivolose. Finsterre, villaggio di pescatori e’ vicina e ancora, oltre, la punta del mitico capo Finsterra con il faro. Il cielo, la natura e l’immenso oceano ti avvolgono e sotto il faro i vestiti (non tutti) bruciano lentamente.
Il cammino e’ terminato, ora il ritorno alla quotidianita’ con il raggiungimento della tappa finale: mantenere cio’ che hai promesso.
Santiago guida ancora
verso la fine della via Lattea,
il sudore del mattino si mescola
con la tormentuosa pace del cimitero di Oliveiroa
e dietro, tranquilla, Muxia
attende il passaggio dell’anima
per diventare uragano placato
difronte a Nuestra Senora de la Barca.
I gabbiani, l’oceano, il cielo, lo spirito,
tutti,
ballano al ritmo dell’aria la danza das aeras
qui, sotto il faro di Finsterre.
Le spine non pungono piu’,
ora davanti, tristemente, l’infinito:
la fine della terra.