rubon ha scritto:
Stranamente mi sento tranquillo. Penso a questa decina di giorni di cammino che farò con mio nipote Francesco con serenità e voglia di sopportare i dolori che i miei talloni mi daranno. Si, sono felice, sarò con mio nipote di nuovo sul cammino francese, Francesco vuole in qualche modo completare il cammino del 2011, allora arrivammo insieme a Logrono........Dico, in qualche maniera avevo un impegno morale con Francesco che sto assolvendo, ora siete Voi che avete un impegno con me......VOGLIO FARE UN CAMMINO CON I (MIEI) PELLEGRINIPERSEMPRE...si era capito vero? Abbraccio.
Quoto questo mio pensiero, ancora non ho cambiato idea, come quest'anno mai, soprattutto quando il mio ginocchio mi diceva di fermarmi, io ho voluto continuare. Erano due anni che stavo fermo e desideravo camminare. Stavolta bravo Bruno, anche se sono stato fortunato...se si fosse davvero rotto, impedendomi di camminare, non mi sarei sentito battuto o altro, io ce la stavo mettendo tutta. In questo cammino ho dato il meglio di me stesso psicolocigamente parlando.
Se aspetto di avere tutto chiaro cosa rendicontare/memorizzare finisce che non lo faccio....scrivo disordinatamente i miei appunti per il prossimo cammino (vedi consiglio accettato da parte di Edo)
Ho l'impressione di essere un pps che riesce a fare solo tappe da 20/25 km al giorno, niente rispetto ai miei amici.
Parto mediamente intorno alle 6/6,30 - colazione per strada, alcune soste, poi verso le 14,00 o anche prima, cerco un albergue, possibilmente buono, dove passare la serata.
Mi sento un pellegrino adatto solo al francese, frecce gialle a tutto spiano, molta gente - anche se quest'anno io non ho visto la folla dei due precedenti cammini, anche negli ultimi 100km - con cui scambiare un saluto, due parole...dovrei migliorare cmq la mia lingua, di spagnolo sono arrivato a hola, d'inglese a yes, per non dire che dovrei migliorare il mio sistema acustico....non capisco davvero nulla, è una tragedia.
Dovrei e vorrei trovare il tempo per scrivere il mio diario dove annotare i miei pensieri, in questo momento, visto cosa ho scritto sopra ne ho veramente uno.....vorrei, in tutto il mondo, ma soprattutto nel cammino che si parlasse una sola lingua ed alla domanda da dove vieni? si potesse rispondere con una semplice frase...da questo pianeta. Si, io nel cammino sento questo "clima" è l'unico posto dove non sento la diversità di razza, sesso, religione, lingua, categoria sociale senza naturalmente perdere la propria identità...li siamo tutti pellegrini.
Sto lottando con Emilia...voleva che lasciassi lo zaino nel garage, metterlo dentro un sacco di plastica gigante per poi spruzzargli l'insetticida, insomma mi sta lavando tutto, anche lo zaino è messo a mollo da due giorni...chissà se sopravviverà?
Per adesso può bastare....vi abbraccio.