T
tery
Eccomi qui sul mio cammino, quello percorso fino ad ora il vero poi quello che riconosco il mio cammino per la vita.
Ho letto qualcosa sul sito, poco per la verità, ho letto soprattutto oltre le righe della vita di ognuno, delle proprie storie dei propri bagagli delle proprie aspettative e dei sogni illusori o disillusi.
Ora ho fatto il mio viaggio sulle orme dei tanti pellegrini passati per quella via del Cammino di Santiago. Sono partita dal Portogallo, arrivata a Santiago il 26 maggio bendata per non sciupare la gioia dell’arrivo dopo il cammino. La mattina dopo arrivare a Rubias una cittadina tra Ponte de Lima e Valença de Mino è stata già un’impresa tra treno autobus e camminata a piedi ho iniziato già a fare il percorso, ho "visto e ho camminato” molto oltre la strada oltre i luoghi non solo con gli occhi o con le gambe, 140 km circa fino a Santiago, ho fatto timbrare la mia Credenziale ad ogni sosta che ho potuto, sono arrivata nella piazza della basilica in serata del 2 giugno, ho gettato giù il mio zaino e ho osservato ciò che mi circondava seduta o meglio sdraiata per terra a contemplare di fronte alla scalinata, ho ritirato la mia Compostela, ho visitato la basilica, peccato che c’erano dei lavori in corso i riti consueti non sono stati esplicati come si conviene, fa niente, le messe, tre per la precisione, ascoltate anche in italiano e i riti del bota fumeiro hanno compensato. Le giornate passo dopo passo, ho osservato ciò che mi circondava nella natura di luoghi sconosciuti e tanto diversi dai miei luoghi, ho conosciuto pellegrini in alcuni casi compagni di viaggio, in altri fugaci scambi di parole in un’intesa naturale aldilà dei propositi e delle aspettative, poche domande sulle nostre storie,

ognuno con i propri fardelli ognuno con i propri sogni e le proprie aspettative, il viaggio sulle orme del Cammino di Santiago credo lo si faccia principalmente per quello. Ho letto qualcosa sul sentirsi o meno pellegrina, io credo che non abbia molta importanza. A me non interessa, io ho fatto il mio viaggio, l’ho fatto. Ho camminato, ho pensato, ho parlato, ho pregato, ho amato…ho visto. A questo a me serviva fare il cammino e l’ho fatto. Sono rientrata con un bagaglio certamente più pesante di quello con cui ero partita al di là del mio zaino, dove ho imparato che la vita va così e le cose non cambiano se non lo si desidera veramente, non sapevo se avrei sofferto. Ho sofferto…ma sono anche stata felice. La stanchezza si faceva sentire ogni sera all’arrivo alla posta successiva, le gambe doloranti e le vesciche mi hanno inesorabilmente martorizzato i piedi, ma il mattino dopo ero lì arzilla pronta a ripartire, così come faccio ogni giorno da che sono nata pronta a camminare verso il viaggio della mia vita, dove soffro e son felice, cercando di affrontare con gioia o dolore i passi che compirò domani.
Tery
P.S. per admin
Stai facendo un buon lavoro col sito, l’immagine coreografica è piacevole.
Ho letto qualcosa sul sito, poco per la verità, ho letto soprattutto oltre le righe della vita di ognuno, delle proprie storie dei propri bagagli delle proprie aspettative e dei sogni illusori o disillusi.
Ora ho fatto il mio viaggio sulle orme dei tanti pellegrini passati per quella via del Cammino di Santiago. Sono partita dal Portogallo, arrivata a Santiago il 26 maggio bendata per non sciupare la gioia dell’arrivo dopo il cammino. La mattina dopo arrivare a Rubias una cittadina tra Ponte de Lima e Valença de Mino è stata già un’impresa tra treno autobus e camminata a piedi ho iniziato già a fare il percorso, ho "visto e ho camminato” molto oltre la strada oltre i luoghi non solo con gli occhi o con le gambe, 140 km circa fino a Santiago, ho fatto timbrare la mia Credenziale ad ogni sosta che ho potuto, sono arrivata nella piazza della basilica in serata del 2 giugno, ho gettato giù il mio zaino e ho osservato ciò che mi circondava seduta o meglio sdraiata per terra a contemplare di fronte alla scalinata, ho ritirato la mia Compostela, ho visitato la basilica, peccato che c’erano dei lavori in corso i riti consueti non sono stati esplicati come si conviene, fa niente, le messe, tre per la precisione, ascoltate anche in italiano e i riti del bota fumeiro hanno compensato. Le giornate passo dopo passo, ho osservato ciò che mi circondava nella natura di luoghi sconosciuti e tanto diversi dai miei luoghi, ho conosciuto pellegrini in alcuni casi compagni di viaggio, in altri fugaci scambi di parole in un’intesa naturale aldilà dei propositi e delle aspettative, poche domande sulle nostre storie,

ognuno con i propri fardelli ognuno con i propri sogni e le proprie aspettative, il viaggio sulle orme del Cammino di Santiago credo lo si faccia principalmente per quello. Ho letto qualcosa sul sentirsi o meno pellegrina, io credo che non abbia molta importanza. A me non interessa, io ho fatto il mio viaggio, l’ho fatto. Ho camminato, ho pensato, ho parlato, ho pregato, ho amato…ho visto. A questo a me serviva fare il cammino e l’ho fatto. Sono rientrata con un bagaglio certamente più pesante di quello con cui ero partita al di là del mio zaino, dove ho imparato che la vita va così e le cose non cambiano se non lo si desidera veramente, non sapevo se avrei sofferto. Ho sofferto…ma sono anche stata felice. La stanchezza si faceva sentire ogni sera all’arrivo alla posta successiva, le gambe doloranti e le vesciche mi hanno inesorabilmente martorizzato i piedi, ma il mattino dopo ero lì arzilla pronta a ripartire, così come faccio ogni giorno da che sono nata pronta a camminare verso il viaggio della mia vita, dove soffro e son felice, cercando di affrontare con gioia o dolore i passi che compirò domani.
Tery
P.S. per admin
Stai facendo un buon lavoro col sito, l’immagine coreografica è piacevole.

