IL TUO COMANDAMENTO
Signore Gesù, Tu ci hai dato solo un comandamento:
Amatevi gli uni gli altri.
Ci hai detto: mostrate amore
verso quelli che vi stanno accanto.
E perché non cadessimo
nelle più diverse interpretazioni,
dettate molto spesso dalle nostre meschinità,
dai nostri interessi, dalle nostre beghe,
ci hai dato una misura
come punto di riferimento:
Come io vi ho amato, così amatevi anche voi.
Così ci hai spiazzato, Gesù, una volta per tutte
perché ci hai messo davanti
una misura smisurata:
il tuo amore senza limiti,
senza pregiudizi e senza condizioni.
A noi, che questo amore
l’abbiamo sperimentato
hai chiesto di riversarlo su ogni uomo.
Nel mondo d’oggi,
dove tutto è fretta e vale solo il successo,
liberaci dall’arrivismo
e dalla funzionalità programmata;
donaci tempi e spazi nel cuore
per saper accogliere e ascoltare,
rianimare ed esortare il fratello
dal passo vacillante.
Ricordaci, o Signore,
che la Chiesa non è un’olimpiade
dove vince il primo;
la Chiesa è una comunità di fede;
una famiglia che cresce,
un popolo in cammino
e ciò che conta non è essere primi
ma arrivare insieme,
perché amare come te
è anche saper ritmare la vita
sul passo dell’ultimo,
perché non si senta vinto e stanco
ma sempre e soltanto amato dal tuo amore
che sperimenta tra noi.
Signore Gesù, Tu ci hai dato solo un comandamento:
Amatevi gli uni gli altri.
Ci hai detto: mostrate amore
verso quelli che vi stanno accanto.
E perché non cadessimo
nelle più diverse interpretazioni,
dettate molto spesso dalle nostre meschinità,
dai nostri interessi, dalle nostre beghe,
ci hai dato una misura
come punto di riferimento:
Come io vi ho amato, così amatevi anche voi.
Così ci hai spiazzato, Gesù, una volta per tutte
perché ci hai messo davanti
una misura smisurata:
il tuo amore senza limiti,
senza pregiudizi e senza condizioni.
A noi, che questo amore
l’abbiamo sperimentato
hai chiesto di riversarlo su ogni uomo.
Nel mondo d’oggi,
dove tutto è fretta e vale solo il successo,
liberaci dall’arrivismo
e dalla funzionalità programmata;
donaci tempi e spazi nel cuore
per saper accogliere e ascoltare,
rianimare ed esortare il fratello
dal passo vacillante.
Ricordaci, o Signore,
che la Chiesa non è un’olimpiade
dove vince il primo;
la Chiesa è una comunità di fede;
una famiglia che cresce,
un popolo in cammino
e ciò che conta non è essere primi
ma arrivare insieme,
perché amare come te
è anche saper ritmare la vita
sul passo dell’ultimo,
perché non si senta vinto e stanco
ma sempre e soltanto amato dal tuo amore
che sperimenta tra noi.

