Tornata alla realtà, ma poi qual' è in verità la realtà? Quella che vivo adesso o quella che vivo sul cammino?? Non so, non mi faccio piu domande, o almeno ci provo...la realtà è adesso, camminare, pedalare, star fermi...realtà è ORA che sono seduta davanti a un pc.Camminare mi aveva aperto il cuore e dato fiducia in me stessa, mi aveva fatto conoscere un mondo prima sconosciuto ai miei occhi....ora se li chiudo gli occhi lo vivo quel mondo fantastico! Pedalare credo mi abbia reso consapevole di chi sono, mi ha rafforzato il carattere, mi ha posto dei limiti, e me li ha fatti superare.... la vita scorre velocemente sotto i miei piedi, la posso rallentare....camminandoci sopra...la posso far correre prendendo un auto e un autostrada....ma l ho assaporata salendo su una bicicarretto e aumentando e fermando il tempo quando l anima lo richiedeva!
ho imparato da Sergio, pellegrino sorridente, che macinava 50 km al giorno, in solitaria, che la provvidenza ce l ' abbiamo dentro il cuore...sognava di fermarsi stremato e senza un letto libero nell' albergue e bussare ad una porta ed esser accolto da persone comuni, persone come noi...perché lui l' avrebbe fatto, dare un letto e un piatto caldo a un pellegrino... Sergio, che appariva quando meno te l' aspettavi, con i suoi talloni sanguinanti, lo sguardo da sognatore, un bastone e un sorriso per tutti...che poi solo non è voluto arrivare in piazza San Pietro e ha rallentato per condividere.
è stato un cammino solitario, io e me, io e la bici, sconosciuta bellezza...gli avrei dato del pazzo se qualcuno prima di giugno mi avesse detto di fare la francigena in bici... ecco che mi accorgo che siamo tutti pazzi, un pazzo è chi non fa cio' che fai tu... sono pazza per molti...ma non per tutti ... ho scoperto un mondo... che ignoravo, perché il mondo è così vasto che ho deciso di interessarmi solo a cio' che mi piace e mi fa stare bene.... poche cose ma fatte bene e piacevoli...il resto lo metto via... e mi son accorta che piano piano come una formichina mi si presentano argomenti nuovi e nuove esperienze..che accetto e affronto..
ritrovarsi a sorridere da sola.....mentre la strada scorre via veloce e il viso che prende dolci carezze dal vento e dal sole.... incosciente!!! mi ha detto un ciclista vedendomi arrancare con la mia bicicarretto sulle salite toscane.... voglio rimanere incosciente e ignorante..voglio ignorare cos' è un asse della ruota posteriore che si spacca una volta (forse) nella vita....voglio ignorare che potrei bucare e non ho con me le chiavi per smontare la ruota, voglio ignorare quanto puo' esser pericolosa l' antica Cassia che mi ha risucchiato dentro una canzone di Guzzanti e io me l' ho bevuta con un allegria addosso come quando canto "il Grande Raccordo Anulare" con una bottiglia di Montalcino davanti!
ho cantato a squarciagola tra le colline toscane...solo perché non mi sentiva nessuno, o forse perché avevo salutato il mio gemello diverso, l'altro me, che mi ha fatto scoprire che anch io ho l' ugola....stonata, ma ce l' ho....e il groppo in gola nel salutarlo mi ha fatto cantare con le lacrime che asciugate dal vento non sono poi così male!
dedico questo cammino alla persona che mi ha reso cio' che sono, che mi rende libera da catene mentali e fisiche....la prima volta andai a Santiago per ringraziarlo di cio' che la vita mi aveva donato... e lungo i miei cammini continuo a ringraziare le dolci anime che il cammino mi ha regalato e le zavorre che mi ha aiutato a lasciare nel proprio mare...
il cammino mi ha dato la capacità di trasformare la mia infinita pazienza che quasi era un po' sottomissione agli altri e un continuo alienarsi per far sempre stare bene gli altri... a una consapevolezza di me stessa, del mio tempo e del mio benessere... e rispondere delicatamente e stupirmi della mia freddezza e la conquista di non arrossire per esser riuscita a far uscire due parole in più dalla mia bocca... come a quel signore messo li, in cattedrale a Bolsena a metter timbri sulla credenziale, e a giudicare una pellegrina che aveva il timbro di un bar, bellino, semplice, un pellegrinetto col bastone,"bar i giardinetti Bolsena"... che male fa?... ha storto il naso e ha quasi spostato la credenziale, incredulo..e poi mi ha detto "ah!...hai preso un caffe per farti metter un timbro!"..... anche se è avvenuto il contrario, che son entrata a bere un caffe e poi mi ha messo il timbro...ma comunque non dovevo render conto a lui..... ho solo risposto, con eleganza "perché in chiesa lo fanno il caffè?" ...cosa gli avrà dato fastidio? che ho speso 1 €. per un caffe e mi han timbrato la credenziale? oppure che ho lasciato 5 € per dei santini e mi ha messo il timbro gratis...perché mi ha così urtato che l' ho solo ringraziato.
...e poi..quell' esser guardata storta dai pellegrini a piedi, come fossi un alieno! come siamo state guardate strane mentre salivamo in bici sul treno che ci riportava a casa, mentre ridevamo della facilità sconosciuta a molti, di poter viaggiare con la bici e poche cose al seguito e di appendere le bici a due ganci che non avevo mai notato sui vagoni.. gli occhi vedono solo quello che voglion guardare...
io pellegrina a piedi...passata dall' altra parte...in bici, un po' mi son sentita diversa, ma ho capito, che non si giudicano le persone per come fanno il cammino...ma con che spirito e con quali motivazioni personali l' affrontano.... e a San Quirico d' Orcia, ho approfondito questo argomento con me stessa, dopo aver visto un gruppo di persone dell' azione cattolica tutti uguali con le magliettine uguali con su scritto "Dio camminava solo a piedi" ... mi son fatta delle domande e mi son pure data delle risposte...
l' arrivo in Piazza San Pietro è stato emozionante, anche se in questi ultimi anni sono stata spesso a Roma...è stato un regalo arrivarci in bicicarretto... spuntata da dietro Castel Sant'Angelo il cuore ha iniziato a batter forte, ho rallentato la pedalata, quasi a non voler arrivare, guardandomi intorno, quasi incredula di esser arrivata li dopo 450 km...sembrava un sogno...galleggiavo...gli occhi lucidi e le parole svanite nel nulla... son scesa dalla bici ma le gambe tremavano...il mio cammino era tutto racchiuso nel mio sorriso.
e poi...ritrovarsi a sognare ancora, e non voglio smettere mai di farlo, a casa della fantastica pellegrina che ci ha accolto come fossimo sue figlie, figlie del cammino... ad ascoltarti ci starei ore ed ore Anto...
condivido qualche foto....prima che vi annoi troppo
Panuccetta in bicicletta