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In direzione ostinata e contraria.....

Raùl

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Questa è la domanda nuda e cruda: un pellegrino parte,mettiamo il caso, da Saint Jean e dopo più di seicento chilometri a piedi, arriva a Sarria. La sua credenziale attesta il percorso effettivamente svolto. Arrivato a Sarria, il nostro pellegrino ipotetico monta su un autobus e si reca a Santiago: acquisisce o no il privilegio di veder riconosciuto il suo pellegrinaggio con la consegna della Compostela? Se la risposta fosse negativa, perchè i suoi quasi 700 km, non valgono i 113 che saparano Sarria da Santiago? La domanda non vuole essere ne' capziosa ne' retorica ne' polemica: è proprio una mia curiosità. Grazie per le risposte. Fly.
 
Per avere la Compostela è necessario aver percorso a piedi gli ULTIMI 100 km. Il perchè non valgano i precedenti non lo so...
 
E' così Fly,
puoi anche partire dal polo nord e fartene 5000 km per arrivare sino a Sarria ma se non fai gli ultimi 100 la Compostella non te la danno ...

C'è da aggiungere una cosa ... se non fai SOLO gli ultimi 100 non sei obbligato al doppio sello negli ultimi 100.

Edo
 
Mah...già nel primo, ma specialmente nel secondo cammino ho sempre considerato di più la credenziale che la Compostela. Non lo so, mi sembra un testimone più vero del cammino. La sera quando la sfogliavo, mi sembrava quasi come condividere i ricordi comuni con un compagno di viaggio!
 
Malin ha scritto:
Mah...già nel primo, ma specialmente nel secondo cammino ho sempre considerato di più la credenziale che la Compostela. Non lo so, mi sembra un testimone più vero del cammino. La sera quando la sfogliavo, mi sembrava quasi come condividere i ricordi comuni con un compagno di viaggio!
Con me sfondi una porta aperta,Malin: non ho mai avuto molta simpatia con attestati e note di merito appese alla parete per far vedere a tutti la propria bravura in qualsivoglia campo dello scibile umano,e chi mi conosce bene, lo sa. Non ho posto la domanda per trovare qualche scorciatoia a vantaggio della Compostela, volevo soltanto togliermi una curiosità e la risposta di Edo ha centrato lo spirito che avevo in mente: "puoi fare il giro del mondo a piedi in perfetto spirito pellegrino, ma se non fai quei cento km, non vale niente!"E' esattamente quello che volevo sapere per catalogarlo nel file "Stranezze della Vita". Ciao. Fly
 
Edo ha scritto:
... se non fai SOLO gli ultimi 100 non sei obbligato al doppio sello negli ultimi 100.

Edo

scusami Edo ma questa mattina non ce la posso fare... mi potresti rispiegare questa frase ?
grazie 1000
suerte !
 
Fly........... :oops: :oops: :oops: ...... tu sei venuto a casa mia......e le hai viste las compostelas appese al muro....... :? ........ma tu che mi conosci, lo sai che nn sono lì per vanto...........sono lì perché qnd me le riguardo, insieme alle foto dei cammini che le circondano, mi ritrovo trasportata in quei momenti, in quei giorni, rivivo quelle emozioni......
Chiedo venia..perdono..indulgenza.....l'assoluzione!

Ma, partendo dal principio che il Cammino si fa per noi stessi e nn per dimostrare qualcosa a qualcuno, la compostela ha il valore che ha, cioè del tutto personale. Che ce la diano o no, noi il cammino l'abbiamo fatto, sudato, macinato e sofferto. Questo conta.

Free



p.s. le credenziali le tengo gelosamente custodite nel cassetto, perché una volta qualcuno ha detto che con il tempo l'inchiostro de los sellos sbiadisce e scolora........Bisognerebbe forse fare fotocopia?
 
pablo ha scritto:
Edo ha scritto:
... se non fai SOLO gli ultimi 100 non sei obbligato al doppio sello negli ultimi 100.

Edo

scusami Edo ma questa mattina non ce la posso fare... mi potresti rispiegare questa frase ?
grazie 1000
suerte !

hai ragione ho messo due negazioni nella frase per indicare un'affermazione ....

La riscrivo così :

Se fai solo gli ultimi 100 km SEI obbligato a farti mettere minimo due selli ogni giorno ...per aver la compostela, se invece parti da più lontano non è obbligatorio farsi mettere due selli ma basta il sello dell'albergue dove dormi ....

:-)

Edo
 
Grazie Barabba, la storia commovente (e amara!) che ci hai raccontato,è l'esempio pratico di ciò che tentavo di teorizzare. Fa un certo effetto constatare che a prezzi di saldo, con soli cento chilometri, un viandante può vedersi riconoscere facilmente un privilegio, che il tuo pellegrino di Montpellier ha dovuto conquistare con tanta determinazione. Non possiamo che prenderne atto, però è un peccato....! Fly
 
Scusate ... ma questa è un'altra dimostrazione che la Compostela...volente o nolente è solo un pezzo di carta.
Il fatto che la si dia solo a chi fa gli ultimi 100 km secondo me dipende solo dal fatto che rende più veloce la verifica da parte degli impiegati che ormai conoscono a memoria i timbri degli ultimi 100 km dei vari cammini....
Fly...mi dispiace...questa volta nessuna risposta romantica come quelle belle che sai dare tu!!! :D
 
La risposta romantica,Romina,la diamo facendo quegli ottocento chilometri sorridendo,fieri della nostra scelta di Cammino e ringraziando per questo privilegio: per quanto mi riguarda,lascio l'eccezionalità dell'impresa ai centochilometristi e mi godo la mia normalità. :bacibaci: Fly.
 
Riguardo alla compostella qui
viewtopic.php?f=23&t=2098 trovate anche l'esperienza di un pellegrino spagnolo ...

E' in spagnolo ma si lascia leggere bene .

Edo
 
barabba ha scritto:
vorrei raccontarvi una storia di " fede", visto anche che una novizia pellegrina in un altro post parla del pellegrinaggio di fede, senza ancora averlo fatto.

:Ciao: Flavio!
presente!
Credo ti riferissi a me, così mi sento di rispondere! Vorrei precisare che nel primo post che ho inserito che riguarda il pellegrinaggio, unico che puoi aver letto quando hai scritto la frase riportata, non ho inserito il mio pensiero da novizia, ma quello di J.Ratzinger. Se (in caso contrario, pace!) poi ti interessa conoscere anche il mio pensiero, sebbene non abbia ancora fatto il cammino :roll: , avrai modo di leggere il resto o di dialogare con me, e io con te!

... e ora, :Ciao: anche a Fly e a tutti!
Condivido con voi il fatto che pellegrini ci si sente, non lo si diventa certo per un pezzo di carta! E aggiungo, visto che rischio di essere fraintesa, che non son gli altri a giudicarti pellegrino, ma ognuno giudichi se stesso pellegrino o meno, a prescindere dal fatto che ci si metta in cammino per fede, per ricerca interiore o per altri motivi del tutto personali.
Un :bacibaci: a tutti
 
Per aggiungere qualcosa di mio all'interessante discussione sul valore della compostella
e degli ultimi 100 km da fare obbligatoriamente vi voglio raccontare un aneddoto che mi
è capitato la scorsa estate a Santiago...

Io sono arrivato a Santiago dopo aver camminato circa 800 km partendo da Saint Jean
domenica 30 Agosto. Ho assistito con grande emozione alla messa di mezzogiorno della
domenica che come mi avevano detto in parecchi lungo il Cammino ha effettivamente un valore
aggiunto rispetto alla messa dei giorni feriali. In particolare per me visto che mio padre era
mancato esattamente 5 anni prima e ci tenevo tantissimo ad arrivare a Santiago se possibile
proprio in quella data.
E ho visto anche il celeberrimo BOTAFUMEIRO.
Poi ho proseguito fino a Finisterra camminando per altri 3 giorni.
La mattina del 3 di Settembre ho preso il bus che da Finisterra mi riportava a Santiago
perchè nel pomeriggio avevo il volo che mi avrebbe riportato in Italia.
Arrivo a Santiago per la seconda volta intorno alle 11 del mattino giusto in tempo
per assistere alla mia seconda messa di mezzogiorno in cattedrale.
Voleva essere per me la degna chiusura di oltre un mese di Cammino (ero partito
dall'aeroporto di Orio al Serio il 30 Luglio e avevo cominciato a camminare da Saint Jean
il giorno successivo). Era un giovedì. Con mia grande sorpresa rivedo per la
seconda volta il BOTAFUMEIRO e scopro che l'oblazione per accenderlo è stata
pagata da una delegazione della provincia di Parma.
Fuori dalla cattedrale c'è anche un gazebo con una grande figura di Giuseppe
Verdi dove un paio di simpatici salumieri parmigiani offrono assaggi ai presenti
dell'ottimo salame di Felino (che non è salame di gatto ma bensì di un paese
nei pressi di Parma...). Giusto una o due fettine a testa.
E'circa l'una e io sono in piedi dalla mattina presto e tra poco tempo devo prendere
il bus per l'aeroporto e ho una fame da lupo!
Mi avvicino al gazebo e mentre sto assaparando le mie due fettine di salame
mi si avvicina un sacerdote ed è uno di quelli che aveva appena concelebrato la messa.
Sente che sono italiano e capisce subito che sono un pellegrino.
Comincia allora a chiedermi da dove vengo e che tipo di pellegrinaggio
ho fatto. Quando dico al prete che vengo da vicino Milano e che sono partito da solo a fine Luglio
e ho camminato per quasi 900 km arrivando prima a Santiago e poi fino all'oceano lui rimane
davvero stupito.
E chiama a raccolta tutta la comitiva di Parma dicendo a gran voce:
"VENITE,VENITE! QUESTO RAGAZZO DI MILANO HA FATTO TUTTO IL CAMMINO DA SOLO!!!!!".
In un baleno mi trovo circondato da decine di persone che cominciano a farmi domande...
"MA SEI DAVVERO PARTITO DA SOLO?" "MA COME HAI FATTO A CAMMINARE COSI' TANTO?"
E cose di questo tipo e mi guardavano come fossi un marziano.
A un certo punto una signora dice a uno dei salumieri :" DAI! FAI ALMENO UN PAIO DI BEI PANINI
A QUESTO RAGAZZO CHE HA CAMMINATO COSI' TANTO!!!!"
E mi ritrovo subito con due sfilatini in mano e con un bel bicchiere di Lambrusco!
Vi posso assicurare che non mi sono mai gustato così tanto due panini!!!!!
Infine mi si riavvicina il prete con una videocamera in mano e visibilmente commosso
dice che vuole farmi una video intervista da far vedere ai suoi parrocchiani di Parma
perchè il mio racconto l'ha davvero colpito!

Questo è stato il mio ultimo ricordo di Santiago e vi assicuro che se ci penso mi emoziono
ancora!

Ed è stata per me un'ulteriore testimonianza che "El Camino es la metà..."

E che se c'è qualcuno che si riduce solo a fare una rincorsa alla compostella perde davvero
tanto (forse tutto) dello spirito del Cammino di Santiago.

Ultreia

Tiziano
:Ciao:
 
stefaniauni ha scritto:
barabba ha scritto:
vorrei raccontarvi una storia di " fede", visto anche che una novizia pellegrina in un altro post parla del pellegrinaggio di fede, senza ancora averlo fatto.



" ....... Perché ci sarà un tempo nel quale gli uomini non vorranno più ascoltare la sana dottrina, ma seguiranno le loro voglie: si procureranno molti nuovi maestri, i quali insegneranno le cose che essi avranno voglia di ascoltare. Non daranno più ascolto alla verità e andranno dietro alle favole...."
 
stefaniauni ha scritto:
...non son gli altri a giudicarti pellegrino, ma ognuno giudichi se stesso pellegrino o meno, a prescindere dal fatto che ci si metta in cammino per fede, per ricerca interiore o per altri motivi del tutto personali.
Un :bacibaci: a tutti


Condivido in pieno tutto quanto hai scritto Stefania... Credo che nessuno possa permettersi il diritto di arrogarsi "la verità" assoluta, anche quando si parla di Cammini, ne' tantomeno si possa permettere di dare giudizi sulle motivazioni che spingono qualcuno a partire e ancora peggio sul rapporto di una persona, chiunque essa sia, con la Fede...
Per quanto riguarda la mia esperienza, io sono credente, praticante, attivo in parrocchia... anche se il Cammino non l'ho intrapreso essenzialmente per Fede, ma per tante altre ragioni che ora non sto quì a ripetere... Però la mia Fede lungo il Cammino è cresciuta, maturata... si è fortificata... il Cammino mi ha dato risposte anche in tal senso...
E quindi credo che sia sbagliatissimo generalizzare... Il Cammino è un'esperienza personalissima, che ognuno affronta a modo suo e che a ognuno da risposte diverse...

Ma per favore, basta con giudizi, freecciatine e provocazioni assolutamente inutili e gratuite ogni qual volta qualcuno prova a parlar di queste cose... Sinceramente, e chi mi conosce sa che non perdo facilmente la pazienza, comincio ad esserne stufo...

Stefania, ti abbraccio...

Cristiano
 
Condivido il pensiero di Cristiano, entro con molta delicatezza in questa disquisizione, voglio solo raccontarvi la mia esperienza. Ho intrapreso il cammino con l'obiettivo di raggiungere la Meta e portarmi a casa la Compostela (testimonianza dell'impresa )e ogni giorno buttavo giù 30 35 km, ma non mi sentivo soddisfatto. A San jean de Ortega è avvenuta la svolta, mi ero fermato li dopo un giorno di cammino sotto la pioggia battente e un freddo cane,dopo cena (se cena si può chiamare, acqua pane e cipolle, la cena dei pastori cosi la chiamavano, offerta dal parroco e la perpetua, sua sorella ) mi si avvicina un ragazzo spagnolo sposato con una italiana e residente a Torino di nome Miguel, dicendomi che stavo sbagliando tutto, non avevo parlato con nessuno perchè tutti erano stranieri, il fatto che lui avesse capito che fossi italiano e mi avesse detto queste cose mi colpi. Alchè chiesi spiegazioni e Lui mi disse nuovamente " stai sbagliando, il cammino di Santiago non è raggiungere la meta ma vivere il Cammino, assaporare ogni cosa e ogni istante". Dopo 2 chiacchiere solite, di dove sei ecc, lo ringraziai e andai a letto rimanendo della convinzione che il mio obiettivo era la meta. Ma quella notte dormii poco e nella mia mente risuonavano sempre le sue parole. La mattina seguente mi svegliai non più con la voglia di fare tanti Km per giungere a Santiago ma di goderni il cammino, cercai Miguel per ringraziarlo ma era già andato via, ho percorso il resto del cammino con la convinzione di rincontrarlo, ma non l'ho più rivisto. Da quel giorno è iniziato il mio cammino, incontrando persone speciali, ma soprattutto sentendo la presenza della provvidenza, sentendo la presenza di "Colui che tutto vede", la mia fede è cresciuta e lavoro ogni giorno per rafforzarla. A casa ho appeso in 2 quadretti la Compostela e la Credenziale, la seconda per ma ha più valore, ogni volta che la guardo mi strappa una lacrima di gioia, la prima una di tristezza perchè indica la fine, la fine di un cammino meraviglioso. Concludo dicendo il cammino non sono gli ultimi 100km ma tutto ciò che sta prima, ma questo solo pochi lo sanno. Ciao mik
 
flyover ha scritto:
non ho mai avuto molta simpatia con attestati e note di merito appese alla parete per far vedere a tutti la propria bravura in qualsivoglia campo dello scibile umano,e chi mi conosce bene, lo sa. Non ho posto la domanda per trovare qualche scorciatoia a vantaggio della Compostela, volevo soltanto togliermi una curiosità e la risposta di Edo ha centrato lo spirito che avevo in mente: "puoi fare il giro del mondo a piedi in perfetto spirito pellegrino, ma se non fai quei cento km, non vale niente!"E' esattamente quello che volevo sapere per catalogarlo nel file "Stranezze della Vita". Ciao. Fly

Ahi ahi, Fly! Anch’io ho la Compostela appesa a un muro di casa… ma giuro, non è per esibizionismo! Quel pezzo di carta è solo un elemento, né l’unico né il più importante, di quello che io chiamo “l’altarino di Santiago”: una parete addobbata anche di foto, conchas, calendario pps, etc… un angolo del ricordo dove posare lo sguardo e ritemprare lo spirito… Dai, non farmela togliere, che dopo 5 anni sul muro intorno si è formato il rigo di sporco! :D

Io però non capisco dove risieda la stranezza… non stiamo parlando del Camino di Santiago, del pellegrinaggio ad limina Santi Jacobi? E allora mi sembra del tutto plausibile che un ente religioso richieda, per attestare l’avvenuto pellegrinaggio, che il viandante raggiunga il sepolcro dell’apostolo! Facendo un parallelo, forse inappropriato ma è il primo che mi viene in mente, è come se uno studente di un corso di laurea si facesse tutti gli esami, compresi i complementari, e poi interrompesse prima di preparare e discutere la tesi… il diploma non gli verrà dato, e mi sembra ragionevole che sia così… certamente nessuno potrà togliere a quello studente gli esami fatti, il sapere accumulato…

Dirò di più, anche se così andrò OT: la meta è stata un concetto chiave del mio Cammino; la meta ha dato direzione e senso ai miei sforzi, guai se non ci fosse stata! Citando Donatella, dal suo diario del Cammino di Francesco:

<<Ciò che mi crea problemi di identificazione in questo viaggio è l’assenza di una meta. Si ha un bel dire che il Camino vale di per sé e non per l’arrivo a Santiago, ma non è vero. Anche per chi non lo riconosce, il senso del Camino è Santiago, la Cattedrale, l’Apostolo. Ciò che attira, trascina, spinge è la meta. Qui, forse, la natura acefala di questo viaggio è un limite invalicabile.>>

Così è per me. È per questo che non riesco ad aderire a quella corrente di pensiero, forse maggioritaria sul forum, che sostiene sia meglio fare il pezzo iniziale del Camino anziché quello finale, in caso non si avesse abbastanza tempo a disposizione. Io continuo a pensare che il primo Cammino debba includere Santiago per avere un senso compiuto. Il secondo, terzo, quarto… si possono iniziare e finire in qualsiasi luogo.

Un abbraccio e sempre ultreya
Stefano
 
Stefano, non ho niente contro chi appende la Compostela (e ci mancherebbe altro!) La frase che tu hai riportato,era riferita più che altro a coloro che fanno i famigerati cento e poi si fregiano del titolo, e più in generale a chi si fregia di qualcosa pur avendo scarsi meriti, in un qualsiasi determinato campo. La cosa che mi lascia perplesso è che avevo formulato una domanda su una curiosità che avevo in mente, suscitando un vespaio che non avrei mai immaginato!Non voglio urtare la suscettibilità di nessuno e quindi dopo questa doverosa precisazione, non scriverò più sull'argomento.Da martedì prossimo sarò nuovamente sui sentieri a noi così cari e se la sorte mi sarà propizia,a fine maggio brucerò un pezzo del mio passato a Finisterre. Alla fine è solo questo che conta, alla fine è solo per questo che ci scambiamo idee ed emozioni su questo forum,alla fine sono parole....adesso mi dedicherò ai passi sul Cammino. Ci risentiremo a giugno, fino ad allora il Fly se ne starà zitto (ultimamente ho presenziato anche troppo!) ed in futuro cercherò di formulare domande ed esprimere opinioni in modo da non far storcere la bocca a nessuno,anche se pesare le parole col bilancino è una palla tremenda! :( Un abbraccio a tutti, Amici....."take care of you!" Flew
 
Stefano ha scritto:
Io continuo a pensare che il primo Cammino debba includere Santiago per avere un senso compiuto. Il secondo, terzo, quarto… si possono iniziare e finire in qualsiasi luogo.

Perchè dal secondo in poi non vale più la regola? Se solo la meta da senso al Cammino, i successivi cosa sono? Escursioni (come scriveva l'amico alcuni giorni fa)?

E se il "Santuario" da raggiungere non fosse solo quattro pietre, una reliquia, ed un pò d'arte?
Magari non esistono due correnti di pensiero ma solo la nostra atavica incapacità di vedere oltre il dito e l'abitudine di classificare sempre le cose come bianche o nere.

A me piace pensare che anche chi si definisce solo "Camminante" in realtà tende ad una meta. Lui non lo sa ancora ma in fondo a quella strada c'è chi lo aspetta a braccia aperte.

Ermanno
 

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