flyover ha scritto:
non ho mai avuto molta simpatia con attestati e note di merito appese alla parete per far vedere a tutti la propria bravura in qualsivoglia campo dello scibile umano,e chi mi conosce bene, lo sa. Non ho posto la domanda per trovare qualche scorciatoia a vantaggio della Compostela, volevo soltanto togliermi una curiosità e la risposta di Edo ha centrato lo spirito che avevo in mente: "puoi fare il giro del mondo a piedi in perfetto spirito pellegrino, ma se non fai quei cento km, non vale niente!"E' esattamente quello che volevo sapere per catalogarlo nel file "Stranezze della Vita". Ciao. Fly
Ahi ahi, Fly! Anch’io ho la Compostela appesa a un muro di casa… ma giuro, non è per esibizionismo! Quel pezzo di carta è solo un elemento, né l’unico né il più importante, di quello che io chiamo “l’altarino di Santiago”: una parete addobbata anche di foto, conchas, calendario pps, etc… un angolo del ricordo dove posare lo sguardo e ritemprare lo spirito… Dai, non farmela togliere, che dopo 5 anni sul muro intorno si è formato il rigo di sporco!
Io però non capisco dove risieda la stranezza… non stiamo parlando del Camino di Santiago, del pellegrinaggio ad limina Santi Jacobi? E allora mi sembra del tutto plausibile che un ente religioso richieda, per attestare l’avvenuto pellegrinaggio, che il viandante raggiunga il sepolcro dell’apostolo! Facendo un parallelo, forse inappropriato ma è il primo che mi viene in mente, è come se uno studente di un corso di laurea si facesse tutti gli esami, compresi i complementari, e poi interrompesse prima di preparare e discutere la tesi… il diploma non gli verrà dato, e mi sembra ragionevole che sia così… certamente nessuno potrà togliere a quello studente gli esami fatti, il sapere accumulato…
Dirò di più, anche se così andrò OT: la meta è stata un concetto chiave del mio Cammino; la meta ha dato direzione e senso ai miei sforzi, guai se non ci fosse stata! Citando Donatella, dal suo diario del Cammino di Francesco:
<<Ciò che mi crea problemi di identificazione in questo viaggio è l’assenza di una meta. Si ha un bel dire che il Camino vale di per sé e non per l’arrivo a Santiago, ma non è vero. Anche per chi non lo riconosce, il senso del Camino è Santiago, la Cattedrale, l’Apostolo. Ciò che attira, trascina, spinge è la meta. Qui, forse, la natura acefala di questo viaggio è un limite invalicabile.>>
Così è per me. È per questo che non riesco ad aderire a quella corrente di pensiero, forse maggioritaria sul forum, che sostiene sia meglio fare il pezzo iniziale del Camino anziché quello finale, in caso non si avesse abbastanza tempo a disposizione. Io continuo a pensare che il primo Cammino debba includere Santiago per avere un senso compiuto. Il secondo, terzo, quarto… si possono iniziare e finire in qualsiasi luogo.
Un abbraccio e sempre ultreya
Stefano