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La leggenda dei monti naviganti

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Edo
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Edo

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Me lo avevano consigliato anni fa, poi lo ho comperato e l'ho finito nei giorni scorsi.

Non è un libro sul cammino ma narra di due viaggi, effettuati nel 2003 e 2006, sulle due maggiori catene montuose italiane, prima sulle Alpi e poi sugli Appennini cercando sempre di evitare strade a grande traffico ma percorrendo vallate sperdute dove gli incontri diventano parte del racconto.

Valli dove non esiste elettricità, incontri con grandi vecchi come Bonatti o Rigoni Stern, ferrovie abitate da mufloni, case cantoniere e paracarri da leggenda, bivacchi sotto la pioggia in fondo a caverne, santuari dove divinità pre-romane sbucano continuamente dietro ai santi del calendario. E poi parroci bracconieri, custodi di rifugi leggendari, musicanti in cerca di radici come Francesco Guccini o Vinicio Capossela.

Un’Italia di quota, poco visibile e poco raccontata, dove la tv sembra raccontare storie di un altro pianeta. Le due parti – o forse i due ‟libri”, alla maniera latina – del racconto, Alpi e Appennini, hanno andatura e metrica diversa. Le Alpi sono pilastri visibili, famosi; sono fatte di monoliti bene illuminati e sono transitate da grandi strade. Gli Appennini no: sono arcani, spopolati, dimenticati, nonostante in essi si annidi l’identità profonda della Nazione. L’altra differenza è che sulle Alpi non c’è mezzo di trasporto unitario e si fotografa una serie di luoghi monografici (per esempio: il lago del Vajont che non c’è più, il tunnel del Gottardo durante lo scavo), spesso senza dire del viaggio che collega i fuochi della narrazione. Sugli Appennini, invece, il mezzo di trasporto è unitario e la strada assume un ruolo preponderante, assieme alle persone incontrate secondo una trama casuale. (fonte Ibs libri)

Edo
 
L'ho letto qualche anno fa, ma non lo metterei tra i miei preferiti di Rumiz, anzi. Molto meglio "Appia" uscito un paio di mesi fa.
 
Tra i miei libri in attesa di essere aperti Appia c'è, aspetta pazientemente il suo turno. Prima ho la leggere quelli che mi sono appena arrivati...tanto un libro anche se comprato prima non si offende se altri saltano la fila!
Patrizia
 

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