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Leòn - Santiago 9-19 agosto 2008

milena

Utente attivo
Eccomi a raccogliere i ricordi di quella che posso definire l'esperinza più stravolgente della mia vita.
Mi sento totalmente svuotata, in uno stato sospeso tra la pace e la tristezza per una cosa che è volata via troppo in fretta.
E' stato come mi avevate detto voi: arrivata a Leòn le paure sono scomparse, tutte, i dubbi sono diventati un forte desiderio di partire, e poi il cammino a fatto il resto.

PRIMO GIORNO Leòn - Villar de Mazarife
di questo ho già parlato.

SECONDO GIORNO Villar de Mazarife - Astorga
Cammino tranquillo, segnato dalle prime amicizie strada facendo. Astorga è splendida, e l'ostello di fronte alla cattedrale pure. Unica pecca: essendo interamente di legno sentivamo ogni passo di ogni piano in ogni momento.

E queste sono alcune fotografie.....
https://picasaweb.google.it/MILENABUCCIO/CamminoDiSantiagoAGOSTO08
 
TERZO GIORNO: Astorga - Foncebadon
Ripartiamo da Astorga, le montagne si avvicinano, il panorama cambia, giornata cupa, le pale delle turbine per l'energia eolica che contrastano con il cielo grigio dietro....
Facciamo l'ultimo tratto con Cristiano, ragazzo milanese. Si comincia a salire verso la Cruz de ferro.
Vogliamo andare a Manjarin e dormire li, ma quando chiediamo informazioni ci rispondono: "no hai agua, no hai luz, ma se puede dormir" :o
Ci fermiamo quindi a Foncebadon, in un carinissimo ostello gestito da un gruppo di ragazzi molto particolari: look hippie, musica reghee, e una bellissima atmosfera. Il paesino stesso è speciale: totalmente abbandonato, con questi cavalli stupendi (vedi foto) che pascolano liberi....
Qui conosciamo quelli che per alcuni giorni resteranno i nostri compagni di cammino: Francesca, Michelangelo, Matteo, Johannes (soprannominato Giovannino).
Bellissima la prima stesura panni in camera causa pioggia :D !
Ceniamo e facciamo colazione li: tutto ottimo!
Poi via a nanna.
 
QUARTO GIORNO: Foncebadon - Ponferrada
Ci svegliamo con un vento incredibile, per un momento valutiamo di ritardare la partenza, ma quando finiamo la colazione sembra si sia calmato, quindi via, verso la cruz de ferro!
Piove, quindi la sosta è veramente breve, ma il posto è stranissimo, quasi surreale.... lasciamo il nostro sasso (il mio portato dalle Dolomiti del Brenta) e Giovannino che non trova più il suo....
Fortunatamente il tempo migliora e ci mostra le bellezze di quel paesaggio.
Ovviamente ci fermiamo al Manjarin dove ci facciamo fare un sello, foto di rito ai cartelli e via, si scende.
L'erica ha colori straordinari, riempie i prati come un morbido tappeto, e poi ancora giù.
Tappetta a El Acebo dove mangio il bocadillo più buono di tutto il cammino: non chiedetemi cosa ci fosse dentro, era stra unto, ma caldo e gustoso......
A Molinaseca comperiamo qualche panino in un negozio e ci sdraiamo in un parco, abbiamo bisogno di forze per proseguire fino a Ponferrada!
Poi ripartiamo.
Arriviamo a Ponferrada, ci sistemiamo nell'albergue, stanza da 40 persone, poi giro nella città.
Il castello dei Templari mi piae moltissimo....
Conosciamo una strana signora (borsetta con disegnate foglie di marijuana :o ) che ci consiglia dove andare a cena, giretto nel centro storico e poi via di nuovo a nanna: domani è un altro giorno!
Un abbraccio, vi saluto amici miei.
 
Mi piace tantissimo leggere di questi luoghi che avrebbero dovuto essere il mio cammino di quest'anno.
Grazie Milena.
Un abbraccione.
Silvana


Ps. bellissime le foto.
 
Grazie Milena.... sto rivivendo il mio Cammino di due anni fa grazie al tuo racconto....
Stesso tratto, tappe simili.... che voglia di tornare...

Ciao, Cri
 
QUINTO GIORNO: Ponferrada - Pereje
Bellissimi anche questi panorami, le vigne basse, il cielo blu, il sentiero polveroso.... colori e silenzio.
E' stata l'unica tappa in cui per qualche ora ho camminato sola.da E' stato bello, ma ancora più bello è stato ritrovarsi dopo.
Villafranca, tappa per il pranzo, e poi via, destinazine Pereje.
Molto accogliente l'ostello gestito da un frate. Buona anche la cena del pellegrino nell'unico bar del paese.
Unico intoppo: non trovavamo gli interrutori per spegnere le luci, così abbiamo dovuto staccare l'interrutore centrale. :?

SESTO GIORNO: Pereje - Hospital de la Condesa
Si parte direzione O Cebreiro. Saliamo velocemente, ci sembra di faticare meno che i giorni precedenti! :mrgreen: (animo montagnino!)
Entriamo in Galizia e finalmente raggiungiamo il paese. Sembra uscito da una cartolina! Molto carino.
Unica nota dolente: mentre aspettiamo gli altri andiamo in una pulperia, beviamo qualcosa e chiediamo se possiamo assaggiare il polpo. Aspettiamo, arriva altra gente, gli portano il polpo, e noi aspettiamo.... impressione mia o gli italiani non gli stanno molto simpatici qui?
Arriva il resto del gruppo e ci spostiamo per mangiare un panino: ho la conferma, qui sono stranini. Cameriera con un atteggiamento di una strafottenza inaudita. Ci pianta i piatti sul bancone senza dirci niente, se ne stà li a fumarsi la sua sigaretta con l'aria di quella che è stata "disturbata" da questi sciocchi pellegrini.... (PS: ho sempre fatto la cameriera mentre studiavo, ma così mi avrebbero lanciata fuori a calci!).
Non importa: il nostro morale è troppo alle stelle per poter essere intaccato da queste sciocchezze.
Proseguiamo, e cominciano i primi intoppi: Johannes si ferma al Cebreiro (non l'ho più rivisto :cry: :cry: :cry: ) e scendendo Matteo comincia ad avere problemi ad un ginocchio. Ci facciamo dare la sua credenziale (vi prego non frustatemi) e ci avviamo per tenere il posto anche a lui che scende lentamente(non poteva rischiare di dover proseguire ancora!).
Arriviamo a Hospital de la Condesa e qui il crollo.
L'albegue non è segnato e dobbiamo chiedere ai passanti, ci accoglie una signora che non ritengo opportuno chiamare ospitalera, che non vuole saperne di tenerci un posto per Matteo, neppure spiegandogli la situazione e con credential alla mano.
Non c'è l'acqua calda e non ci lascia neppure scaldarci una pentola d'acqua per lavarci almeno un pò.
Questo incontro mi ha dato un botta allucinante al morale :( !
 
La galizia sarà magica per le albe al mattino, sarà profumata per i campi e per le "cacche" delle mucche .... ma in quanto ad albergue e ospitaleri .... uhmmm ... A Hospital de la condesa allora hai forse conosciuto la stessa ospitalera che ho conosciuto io .... o era sua sorella da come la descrivi.... :-)

Io penso una cosa milena ... che hai un tarlino che ti scava dentro dicendo che prima o poi riparti dall'inizio ?
Mi sbaglio? ....

Buon cammino ora Milena .... è la parte più difficile questa .... tornare alla normalità ma se tutti riuscissimo a portare nel quotidiano quello che il cammino insegna forse vivremmo in un mondo migliore.
Un abbraccio Edo
 
Edo, pensavo di avere problemi io, anche se in genere non faccio fatica a relazionarmi con gli altri, ma sentire che anche tu hai avuto questo brutto incontro mi consola!
Il tarlino pesa circa 2 Kg, mi sa che mi ci dovrò affezzionare....
La cosa più "stupefacente" comunque è stato quanto, il terzultimo giorno Alex (il mio ragazzo, che se il giorno prima avesse potuto dirottarsi su Ibiza l'avrebbe fatto molto voltentieri) mi ha detto: "ma in fondo in fondo, sai che, prima o poi non subito, ma si potrebbe anche pensare di farne un altro pezzetto...."
Voi non immaginate la mia soddisfazione :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
 
SESTO GIORNO: Hospital de la Condesa - Sarria
Si riparte con un umore nero, merito della gentilissima ospitalera di Hospital e dell'altrettanto gentile signora del bar che quando la sera volevamo comprarci qualcosa per la colazione ci ha detto che avrebbe aperto alle 06:30..... sembrava strano, infatti era chiuso.
Poi però basta una vecchietta fuori da una fattoria che ci offre crepes appena fatte in cambio di un offerta "por el trabajo" per migliorare l'umore.....
Proseguiamo tutti insieme fino a Tricastela, poi ci stacchiamo dal gruppo perché io e Alex abbiamo bisogno di guadagnare un giorno per andare a Finisterre. Sarebbe bello passare da Samos, ma i giorni a nostra disposizione non ce lo permettono.
Anche qui quello che vediamo è stupendo, moltissime fattorie, le mucche al pascolo..... mi sento a casa!
Arriviamo a Sarria, troviamo per un pelo la sistemazione (ultimi 3 posti, e insieme a noi arriva un signore francese), Albergue privato, pulito, 10 €, e poi ci incontriamo con Matteo che ha dovuto prendere il pulman a causa del ginocchio malconcio. Sarà l'ultima volta che lo incontreremo perchè poi dovrà rientrare a casa :(
Dimenticavo: prima e unica microvescica del cammino :D :D :D

SETTIMO GIORNO: Sarria - Gonzar
Piove, ci svegliamo e piove. Che si fa? Si parte lo stesso, tanto smette (pensiero delle 06:30). Ha smesso intorno alle nove e trenta. Qui se non ci fosse stato Alex che per orgoglio voleva proseguire, penso avrei mollato.
Diluviava, e noi AVANTI, ma mi consolava il fatto che non eravamo i soli!
E' stata dura, non fisicamente ma proprio moralmente quella mattina. Poi, come in ogni bella favola, è uscito il sole.
Quindi intorno alle 10 colazione in un barettino molto carino dalle parti di Morgade, con un bocadillo strepitoso: pane caldo, bacon alla piastra e formaggio caldo...... mmmmmm...........
E qui, piedi fradici, mi ingegno in una soluzione antivescica: asciugo i piedi e metto un paio di calzini asciutti, poi mi infilo ai piedi due borsine azzurre e giù nelle scarpe! vedi foto....
Comunque siamo sopravvissuti.
Gonzar, Albergue comunale, molto carino, non pulitissimo, moltissime mosche, ma ciò che conta è avere un letto.
Cena in un bar/pensione a Gonzar (mangiato molto bene per 8€!!!) e via nuovamente a nanna.
 

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