Le mail di Cri - Prima di partire
parto per Santiago e porto…
una maglietta tecnica a maniche lunghe, rossa.
una maglietta tecnica a mezze maniche. rossa anche lei.
appena uscita dalla decathlon la domanda è stata: “e se incontro un toro?”
una maglietta tecnica senza maniche e scollata.
cercherò di evitare l’abbronzatura da muratore in vista del matrimonio.
promesso.
un paio di pantaloni lunghi.
un paio di pantaloncini corti.
forse un altro paio di pantaloni. lunghi o corti non ho ancora deciso.
640 grammi di sacco a pelo.
una camicia in pile.
un asciugamanino tecnico.
rosa.
42 x 54 cm.
sognerò un telo mare alla fine delle mie docce.
una camicia di tela a maniche lunghe.
quella azzurra a quadretti.
è macchiata di rosso.
segni di terra d’africa che non vengono più via nonostante i lavaggi.
un paio di infradito.
rosa shocking maculato di bianco.
trendy, direi.
vengono dall’Africa.
nazioni intere camminano con queste fette di plastica sotto i piedi.
e certo non perché devono ridurre il peso dello zaino.
i miei sandali.
quelli di sempre.
suole consumate dai tanti passi.
lo zaino nero e giallo.
compagno di tante montagne e di tanti viaggi.
un topolino di pezza appeso allo zaino.
non pesa niente.
e dice tanto di un’amicizia che continua oltre le distanze e il dislivello.
un foulard di stoffa leggerissima.
servirà per il sole del cammino.
e contro l’aria della sera.
servirà come federa.
e come pareo.
la paura di non farcela.
tutte le ore passate a camminare da gennaio nella mia vita di sempre.
i tempi lenti di questo strano modo di muoversi nella nostra città che si sposta in macchina.
la ricerca di spazi verdi.
parco Sempione, martesana, lungoadda.
gli scarponi.
testati dai primi di febbraio.
la certezza delle vesciche.
metri di cerotto per cercare di prevenire.
il ricordo dei primi 150 chilometro su quel cammino, anni fa.
il ricordo della piazza di Santiago.
delle lacrime piante dentro quella cattedrale.
la pelle d’oca di quel avvicinarsi.
la bellezza di quel nostro camminare insieme.
le scenette storiche che sono diventate parte delle nostre amicizia.
la voglia e la paura dei 200 km tra burgos e leon.
strada dritta in mezzo ai campi di grano.
chissà come sarà camminarci dentro per una settimana.
il desiderio di oceano.
la voglia di arrivare a Finisterrae.
la voglia di mare.
di fine.
di immensa potenzialità.
il nostro mondo.
45 cartine tirate giù da
https://www.worldmapper.org.
45 immagini per ricordarmi ogni giorno degli altri.
per portare questo nostro mondo dentro il cuore.
e nelle mie preghiere.
la guida di Santiago.
comprata a Burgos anni fa.
quando fare tutto il cammino era solo un’idea matta.
un sogno strano ed impulsivo.
un quaderno.
una penna.
la sveglia.
un orologio da tenere appeso fuori dallo zaino.
io che nella mia vita di sempre non ne porto mai uno.
la macchina fotografica.
sperando di non perderla.
un sasso.
lo lascerò alla cruz de hierro.
così vuole la tradizione.
viene da Solto.
da un mucchio di sassi raccolti dalla famiglia Fumagalli nel corso degli anni.
ha dentro la mia storia.
ha dentro la storia della mia famiglia.
le mie radici.
il papà.
la mamma.
forse un altro sasso.
del rifugio gemelli.
avrebbe dentro vita, dolore, vera felicità delle ultime estati.
chissà se riesce a scendere.
due foto.
una, estate 2001, hospitalero Jesus all’albergue di Villafranca del Bierzio.
l’altra, estate 2006, ristornate lapuertadelperdon.
porto saluti.
e gratitudine per i momenti condivisi.
la voglia di arrivare
la difficile consapevolezza che la meta non è Santiago, ma il cammino.
il cellulare.
alla fine sì, il cellulare.
lo terrò spento durante il giorno.
sapone di Marsiglia che va bene per tutto.
panni. capelli. corpo.
il portasapone in plastichino blu che mi ha prestato il papà.
era quello che usava nei suoi viaggi.
tre cambi di biancheria intima.
tre calzini.
forse un paio di calzini a righe per la sera.
spazzolino e dentifricio.
crema per il sole.
le facce dei due pellegrini trovati sul Torino- Milano.
le loro facce cotte dal sole.
gli occhi che avevano.
pieni di vita.
e di felicità profonda.
la voglia di cielo.
prati.
boschi.
terra.
verde.
la voglia di stare dentro la natura.
di respirare a pieni polmoni.
di sole e aria sulla pelle.
la mia collana di sempre.
spago, legno e metallo.
dice tanto di me.
la voglia di stanchezza.
di arrivare sudata e a pezzi alla fine delle mie giornate.
di svegliarmi il mattino dopo, alla fine di una notte di sonno.
quasi nuova.
la paura che la mia schiena faccia le bizze.
devo tenere lo zaino il più leggero possibile.
chissà se riesco a stare nei cinque chili.
non credo.
la voglia di doccia dopo la polvere delle strade.
la curiosità di conoscere chi incontrerò.
la voglia di relazioni schiette e sincere.
senza maschere.
essendo quello che si è.
la voglia di sorrisi di vita.
che hanno dentro il sole.
la bellezza di poter fare un mese e mezzo di vacanza.
a maggio.
quando il resto del mondo lavora.
so di essere fortunata.
la voglia di cambiare ritmo.
di vivere a ritmo di passo.
di muovermi calma.
senza fretta.
senza nulla da fare, se non camminare.
e vivere.
il timore della prima tappa.
attraversamento dei Pirenei.
da Saint-Jean-Pie-De-Port a Roncisvalle.
28 chilometri.
1.200 metri di dislivello.
esserci dentro sarà bello.
averli alle spalle vorrà dire tanto.
una conchiglia.
è il simbolo dei pellegrini.
quella che da secoli è il simbolo dei pellegrini viene dall’oceano.
anche io la prenderò lì.
camminando terrò sullo zaino una conchiglia dell’oceano africano.
darà continuità ai viaggi.
e permetterà di non dimenticare.
la credencial.
quella italiana, se faccio in tempo a recuperarla.
dicono che sia più bella di quella spagnola.
Caterina e Chiara, dentro il cuore.
cresceranno tanto, in questo mese e mezzo.
Chiara imparerà a camminare.
Caterina chissà.
le porterò con me.
sono loro la nostra speranza.
sono loro il nostro futuro.
il futuro e la speranza del nostro mondo.
7 mollette.
3 spille da balia.
1 pezzo di corda.
la consapevolezza della partenza.
tra meno di una settimana.
il sogno lungo cinque anni che tra 10 giorni diventa realtà fa paura.
un rosario.
penserò all’Africa, da dove viene.
e alle missioni dell’OMG in Perù, dove la recita del rosario nel mese di maggio è all’ordine del giorno.
i due bastoncini da montagna.
hanno dentro meno fascino dell’antico bordon del pellegrino.
ma le mie ginocchia ringrazieranno.
a loro importa poco del fascino della tradizione.
tre elastici per capelli.
tre bustine di shampoo/bagnoschiuma profumati.
sarà bello, alla fine di tre tappe significative, particolarmente belle o troppo difficili, concedersi una doccia che profumi di buono.
e non solo di pulito.
il burrocacao.
un marsupio.
ognuno di voi.
i ricordi di una vita mi terranno compagnia nei nuovi passi sulla strada.