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Lentamente muore ...

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Edo
  • Data di inizio Data di inizio

Edo

Admin
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Socio Assoc.ne PPS
Utente attivo
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi, chi non cambia la marcia, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini
sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli
occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova
grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Martha Medeiros
 
Certo che non finiremo mai di stupirci!! Ho da sempre creduto che fosse di Nerura ed invece è attribuita a questa "giovane" giornalista e scrittrice brasiliana. Se non fosse stato per Yago Mastella avremmo convissuto con questa tremendo falso storico generato ed amplificato dalla globalizzazione.
Tremendo?
Ma chi se ne frega! Durante il Cammino recitavo a memoria questa poesia e non fa differenza alcuna chi ne sia l'autore. Casomai mi indispone di più che in bocca al politico venga dissacrata.
E' e rimarrà un inno rivoluzionario.

Ps: leggetivi "Fica proibido" di Neruda....ci assomiglia in modo sospetto. Plagio? Io non ho le competenze per sostenerlo.....però???
Ermanno.
 
Anch'io ero convinto fosse di Neruda.... Sono sorpresissimo da questa cosa...
Ma come dice Ermanno, non è importante chi l'abbia scritta... L'importante è che SIA stata scritta...
 
Admin ha scritto:
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi, chi non cambia la marcia, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini
sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli
occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova
grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Martha Medeiros


Caro Edo è molto strano io in un libro,diverso tempo fa o copiato la stessa identica versione di "lentamente muore" che ai scritto tuma la firma che cera sul libro era di Pablo Neruda,ne puoi sapere qualcosa di più?
 
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L'editore del Nobel cileno ha dovuto fare un comunicato
la "bufala" gira da anni sul web, Mastella ci è caduto
"Non è di Neruda quella poesia
e lui non avrebbe gradito la citazione"
di FULVIO TOTARO

<B>"Non è di Neruda quella poesia<br>e lui non avrebbe gradito la citazione"</B>

Clemente Mastella

ROMA - Non è di Pablo Neruda la poesia che Clemente Mastella ha letto ieri al Senato. Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, che pubblica in Italia le opere del Nobel cileno, ha dovuto fare un comunicato. "Chi conosce la sua poesia - spiega Passigli - si accorge all'istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento".

"Meglio così: non credo che Pablo Neruda, che ha speso la vita per grandi ideali politici, sarebbe stato lusingato dal sentir citare una poesia davvero sua dalla voce di Clemente Mastella".

Analoga smentita è arrivata dalla Fondazione Pablo Neruda: "Quella poesia non è sua".

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine", diceva ieri il senatore dell'Udeur, ma non sapeva di essere caduto in una bufala che gira da anni su internet. Il testo della poesia è di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961. Da anni passa come una catena di sant'Antonio dalle caselle di posta elettronica ai blog: una ricerca su Google produce quasi cinquantamila risultati per le parole Neruda e "muore lentamente", ma solo pochissimi siti segnalano l'errore: il 10 gennaio 2007, più di un anno fa, Lorenzo Masetti lo scriveva sul suo blog; un altro blog sul sito internet del Pais lo ha scritto l'8 luglio 2007.

Poche segnalazioni rispetto ai tantissimi siti che avevano diffuso questa "ode alla vita", come una poesia di Neruda, ma la lettura di Mastella ha svelato l'errore.

(25 gennaio 2008)
 
Ho trovato anche questa notizia, se si va qui a pagina 10 su sionomagazine.it
c'è la spiegazione

Qualche giorno fa ho riportato la poesia Lentamente … indicandola come di Pablo Neruda.

Alberto Frati leggendo il post mi ha detto con mia grandissima sorpresa che quella poesia in realtà è di Martha Medeiros (nella foto), scrittrice brasiliana che oltre ad aver pubblicato diversi libri collabora con un giornale di Porto Alegre in Brasile dove ha pubblicato la poesia nell’anno 2000.

Cercando conferma ho trovato un articolo a pagina 10 su sionomagazine.it che svela l’arcano, che per un vizioso passaparola in rete ha portato erroneamente ad accreditare la poesia a Neruda.

Pazzesco no? La velocità della rete …
 
Cristiano ha scritto:
Anch'io ero convinto fosse di Neruda.... Sono sorpresissimo da questa cosa...
Ma come dice Ermanno, non è importante chi l'abbia scritta... L'importante è che SIA stata scritta...

Non conoscevo questa poesia, mi è piaciuta tanto e di sapere chi l'abbia scritta
....francamente me ne infischio :angel
 
Ermetismo ha scritto:
Ps: leggetivi "Fica proibido" di Neruda....ci assomiglia in modo sospetto. Plagio? Io non ho le competenze per sostenerlo.....però???
Ermanno.

Citações poéticas
FICA PROIBIDO
Pablo Neruda

Fica proibido chorar sem aprender,
Levantar-se um dia sem saber o que fazer,
Ter medo das tuas recordações
Fica proibido não sorrir ante os problemas,
Não lutar pelo que queres,

Abandonar tudo por medo
,Não transformar em realidade teus sonhos
Fica proibido não demonstrar o teu amor,
Fazer com que alguém pague pelas tuas dúvidas e pelo teu mau humor
Fica proibido deixar os teus amigos,
Não tentar compreender aquilo que viveram juntos,

Chamá-los somente quando precisa deles
Fica proibido não seres tu perante todos,
Fingir para as pessoas que não te importas,
Esquecer todos os que te querem
Fica proibido não fazeres as coisas para ti mesmo,
Não fazeres o teu destino,
Ter medo da vida e dos teus compromissos,
Não viver cada dia

Qualche anima buona me la traduce?
Un abbraccio
Silvana
 
Infatti....non conta chi l'abbia scritta, questa poesia.
Va letta attentamente, cercando tra le righe i nostri paletti da spostare.
I nostri limiti da vincere.
La stampero' e la mettero' bene in vista accanto al mio letto come l'ultima cosa da leggere prima di addormentarmi, e la prima da leggere al risveglio.
Grazie, Edo.
 
per Silvana:

Fica proibido (È proibito)

Fica proibido chorar sem aprender,
(È proibito piangere senza imparare)
Levantar-se um dia sem saber o que fazer,
(svegliarti la mattina senza sapere che fare)
Ter medo das tuas recordações
(avere paura dei tuoi ricordi)
Fica proibido não sorrir ante os problemas,
(E’ proibito non sorridere ai problemi)
Não lutar pelo que queres,
(non lottare per quello in cui credi)
Abandonar tudo por medo,
(desistere, per paura)
Não transformar em realidade teus sonhos
(Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà)
Fica proibido não demonstrar o teu amor,
(E’ proibito non dimostrare il tuo amore)
Fazer com que alguém pague pelo teu mau humor
(fare pagare agli altri i tuoi malumori)
Fica proibido deixar os teus amigos,
(E’ proibito abbandonare i tuoi amici)
Não tentar compreender aquilo que viveram juntos,
(non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto)
Chamá-los somente quando precisa delese
(chiamarli solo quando ne hai bisogno)
Fica proibido não seres tu perante todos,
(E’ proibito non essere te stesso davanti alla gente)
Fingir para as pessoas que não te importas,
(fingere davanti alle persone che non ti interessano)
Esquecer todos os que te querem
(dimenticare tutti coloro che ti amano)
Fica proibido não fazeres as coisas para ti mesmo,
(E’ proibito non fare le cose per te stesso)
Ter medo da vida e dos teus compromissos,
(avere paura della vita e dei suoi compromessi)
Não viver cada dia como se fosse o último
(non vivere ogni giorno come se fosse l’ ultimo )

Pablo Neruda

Ps: l'ho trovatta già tradotta.Non conosco lo spagnolo.
Ermanno
 
Anch'io ero convinto che fosse di Neruda...effettivamente non ha grande importanza chi l'ha scritta, ma dato che da un paio d'anni è tra le mie preferite, mi spiace un pochino averla sempre attribuita a Pablo Neruda. :roll:

Un'altra poesia che mi piace molto è questa:

SE...
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling
 
21 MARZO 2008 - Giornata mondiale della poesia, aggiungo anche io una poesia che mi piace molto:

Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

- Pablo Neruda
 
Giornata della poesia? eccone una semplice semplice:

Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina
sulla sponda del ruscello.

Se nonpuoi essere un albero
siiun cespuglio.

Se non puoi essere una via maestra
sii un sentiero.

Se non puoi essere il sole
sii una stella.

Sii sempre il meglio di ciò che sei.

Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere
poi mettiti a realizzarlo
nella vita.


Martin Luther King
 
sono molto felice che la giornata dell'Unesco della poesia stia prendendo piede, anche se non nel post che io avevo inziato al riguardo :)
e allora ve ne invio un'altra...

Eccoti Libertà
Vorrei essere unicamente un soldato della libertà
una presenza che posa sulla sua bilancia
il peso dei diritti uguali per tutti
gli uomini sotto lo stesso tetto
La storia sa già tante storie oscure
non è dunque necessario vendicare il passato
Occorre invece salvare il futuro per la fratellanza
dolce fiore che fa dire sommessamente:
-Eccoti libertà! Siamo felici.
Non lasciarci più!
Sui tendaggi di seta bianca
il sole disegna l'ombra del tuo viso dorato
tu sei il tesoro comune all'umanità,
la tua splendente presenza nella città
fa si che Bianchi e Neri si scambino infine
le loro anime in un dolce amplesso

di Djigui Camara (in Poeti Africani, Anti-apartheid)
 
A parte la polemica sull'autore credo che comunque la poesia faccia riflettere e personalmente mi lasciacon un chiaro senso di affermazione.


In quanto a poesie io ho già dato... :D oggi.

Buona Pasqua a tutti. :littleangel s
tery
 
Riprendo questa vecchia discussione perché sono capitato qui partendo da Un brano per riflettere.

Il 29 giugno 2007 la Cri mi scrive una mail con la poesia del presunto Neruda. Per inciso, a quel punto ci eravamo visti solo due volte (tre e un giorno prima della mail), ma era ormai ben chiaro che era partita la nostra storia.

Il giorno dopo io rispondo questo. Riporto in toto.

Guido ha scritto:
Mi è piaciuta molto la poesia di Neruda. Ma mi è più simpatica ancora questa, anche se non è di Neruda ;-)

Pian piano cresce chi è libero dall'abitudine,
che non ripete ogni giorno gli stessi percorsi,
chi cambia la marca,
chi rischia e cambia colore dei vestiti,
chi parla a chi non conosce.

Pian piano cresce chi vive una passione,
chi piuttosto che il nero su bianco e i puntini sulle "i" preferisce un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Pian piano cresce chi capovolge il tavolo,
chi è felice sul lavoro,
chi rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Pian piano cresce chi viaggia,
chi legge,
chi ascolta musica,
chi trova grazia in se stesso.

Pian piano cresce chi protegge l'amor proprio,
chi si lascia aiutare;
chi non passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Pian piano cresce chi non abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Tutto questo e un ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Io e la poesia siamo come cane e gatto, quindi lo stile è quello che è. Ma senza offesa per il falso Neruda, a me piace di più guardare le cose in positivo...

Ciao,
Guido
 
In punta di piedi, senza far rumore anch’io vorrei condividere una poesia.
L’autore non è Neruda ne Kipling ne Camara è ..........
Grazie e buon cammino nella vita. Ezio


VERSO SANTIAGO

Vivo è il desiderio di vivere seguendo la via Lattea
la febbre sale come fiore di giglio dalle vallate
ove puledri cercano la fuga verso Santiago: è la vita
la vita all’ombra dell’eucalipto
e oscuro suono della nebbia.

Invano tento di afferrare le ultime note.

Cerco speranza, come animali nella ricerca della luce
divorano l’esistenza nel calice di Cristo
ma è buio, gitani fuggono al rincorrere del vento
e bimbi bengalesi, anzi bimbi del mondo
immersi nella melma, imbrattati di fango e vestiti di polvere
cercano il presepe che non c’è.

Invano tento di afferrare le ultime note
e nelle macerie di Foncebadon
s’innalza maestoso un cavallo bianco.

Invano tento di afferrare le ultime note
e alzando polvere la Cruz de Hierro
libera l’angoscia pellegrina e lo sguardo è verso Santiago.

Il pellegrino afferra le ultime note.
Riparte. Si ferma e guarda dietro,
torna ancora indietro, la sua pietra è immobile,
e poi riprende, a malincuore, la via Lattea verso Santiago.
 
La poesia è un'arte comunicativa lontanissima dal mio essere....è un limite che ho e non posso farci nulla! Stanotte rileggevo la Guida che mi ha portato fino a Santiago oramai una vita fa e mi ha colpito la seguente considerazione: la condivido con voi. sono i pensieri di un Pellegrino, seduto al tavolo di un bar ristorante a Finisterra. ".....Per il ritorno gli si presentano due possibilità: autobus o treno, direzione Madrid. Da lì, poi, un aereo lo riporterà a Roma. Il viandante sbuffa, pensando alle nove ore di viaggio per raggiungere la capitale spagnola, nove ore per fare 8oo kilometri(......) Ad un tratto un pensiero diverso gli si affaccia alla mente e gli rammenta che per percorrere la stessa distanza a piedi ha impiegato un mese, un mese non privo di sofferenze.E allora si rende conto che una volta lasciata quella sedia su cui è seduto e recatosi alla stazione, il tempo tornerà ad avere il valore di sempre. Comprende che la frenesia dell'età contemporanea tornerà a dettar legge spietatamente e che quell'universo di valori in cui ha camminato per trenta giorni sarà inevitabilmente distrutto da un viaggio in autobus di nove ore. (......) Il viandante si alza dalla sedia, scrolla le spalle e cerca con gli occhi i suoi compagni di viaggio. Lo sguardo viene ricambiato e in silenzio, si avviano fianco a fianco verso la stazione, mettendo la parola fine a un viaggio senza tempo, dirigendosi verso quei posti in cui, purtroppo, il tempo tiranno è misurato attraverso le scadenze delle bollette, scandito dalla luce dei semafori e dai giorni di paga. Domani i viandanti torneranno uomini e donne,impiegandi inutilmente i giorni dati fino al compimento delle loro esistenze, consapevoli però di aver messo,anche solo per un attimo, un piede nell'eternità."(dal diario di Daniele Quatrini) Tornando al titolo del post: "lentamente muore...." .....il Fly, se non alza subito il c..o da questa sedia, riprende in mano la sua vita e si rimette a camminare. :Ciao: Fly.
 

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