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Leon - Oviedo - Santiago

  • Creatore Discussione Creatore Discussione liam
  • Data di inizio Data di inizio
E chi dice: "so una cosa sola, di non sapere" rientra nel popolo del 'non so' o in quello del 'so'?

Io non lo so, ma so di non saperlo. Allora: so, o non so???????????

Pace e benedizione
Julo d.

(tutto va preso cum grano salis, sia il dubbio che la certezza) :-)
 
flyover ha scritto:
"Non lo so" è una frase bellissima perchè indica il Dubbio.
Solo chi "non sa" continua a cercare e quindi a camminare.
.....Adoro il popolo del "non lo so" e diffido di coloro che "sanno tutto".Fly

Ti quoto Fly perchè faccio parte di quel popolo.
 
Anche io faccio parte del "non so" ed è una cosa che mi ha sempre crucciato.... invece ho sempre ammirato il popolo del "so"...ma forse non dovrei.... :???:
 
Julo ha scritto:
Io non lo so, ma so di non saperlo. Allora: so, o non so???????????
non lo so... :-P

I miei "non lo so" non sono sempre positivi.
Li uso anche per pigrizia :-(
e a volte per quieto vivere :-( :-(

Anche se le persone con solo certezze mi spaventano un po', ogni tanto averne qualcuna, anche piccola, non mi dispiacerebbe.
 
liam ha scritto:
I miei "non lo so" non sono sempre positivi.
Li uso anche per pigrizia :-(
e a volte per quieto vivere :-( :-(

Mia moglie dice che quando non voglio prendere una posizione dico "non lo so" e mi dice anche che lo dico centinaia di volte al giorno, che è la mia frase preferita ?-)

liam ha scritto:
Anche se le persone con solo certezze mi spaventano un po', ogni tanto averne qualcuna, anche piccola, non mi dispiacerebbe.

Ti rimane sempre la certezza di non avere certezze :rofl: :rofl:

Pace e benedizione
Julo d.
 
Lia...io vorrei però conoscere il seguito ...se ti sei fatta coinvolgere almeno un pò dalla magia di Santiago? (anch'io non ho pianto non ho esultato ma lì nella piazza della Cattredale mi sono fatta coinvolgere da qull'atmosfera e da quel misto di benessere interiore e felicità)
per il resto ...non commento perchè sinceramente non sò
 
Se ti può consolare non sei l'unica, anche per me la vera meta è stata il Cammino!
Belli i tuoi racconti.

Ciao,
Gianni
 
06/08 Sigüeiro - Santiago

Non so perché (o forse sì…), ma stamattina sono lentissima nei preparativi.
Sono quasi le 8 quando alla fine parto.
Solita nebbiolina mattutina, poi nuvole e sole.
Stradine, asfaltate e non, qualche frazione, qualche boschetto.
Arrivo al poligono industriale.
Santiago ormai è lì.
Un signore mi saluta e mi sorride. Ne avevo bisogno.
Perdo le frecce un paio di volte, ma arrivo lo stesso in centro.
Ricordandomi dell’anno scorso, cerco un avvicinamento “soft” alla cattedrale.
Ci giro un po’ intorno e poi entro da Plaza de la Quintana. Mi piace questa piazza.
Non sono neanche arrivata alle scale che mi sento chiamare.
E’ l’austriaco.
Contentissima di vederlo.
Sono arrivati tutti ieri. Vasco passando da Sobrado, gli altri da Melide.
Ieri sera si sono trovati tutti.
Se ieri avessi continuato fino a Santiago...
Lui e la figlia hanno l’aereo domani mattina.
Gli Inglesi oggi.
Judith e la olandese sono partite per Finisterre.
Marta girerà ancora un po’ di Spagna, ma non a piedi.
Vasco e gli spagnoli hanno preso il treno in mattinata.
Arrivo in Plaza Obradoiro. Non c’è ancora moltissima gente. Ma mi ritrovo lo stesso un po’ spaesata.
Salgo sulle scale, dall’alto è già meglio.
Vado a posare lo zaino all’Oficina del Peregrino.
Ritorno in cattedrale poco prima dell’inizio della messa. Mi metto in un cantuccio.
Botafumeiro. Voglio guardarlo e basta. Non mi muovo dal mio angolino e non tiro neanche fuori la macchina fotografica. E’ sempre emozionante.
Coda per la statua del Santo. Un po’ di voglia di scappare c’è anche quest’anno. Ma rimango lì. Questa volta ho anche un motivo per essere lì, malgrado quello che può pensare la mia parte iper-razionale.
Esco, un po’… confusa… forse.
Mi siedo sugli scalini di Plaza de la Quintana.
Sto più di un’ora seduta lì.
O meglio, fisicamente sono seduta lì, con la testa non so bene dove sono.
Non so a cosa penso, non so neanche se penso.
Ma quando mi alzo, mi sono ripresa il mio cammino.
Perché il mio cammino è stato questo. E mi è piaciuto, mi è piaciuto molto.
Non ho deciso io che sensazioni, che emozioni, che sentimenti avere.
Non ha senso cercare di farlo entrare a forza in qualche schema.
Chissà, forse una prossima volta arriverò a Santiago e piangerò o mi metterò a ballare o canterò o mi diventerà chiaro il senso della vita. Chissà.
Questa volta è stato così. E ne sono contenta, soddisfatta e fiera. E’ stato il mio cammino.
Qualsiasi cosa sia stato, di sicuro un senso lo ha avuto.
E ripartirei subito per un altro.
Mi è venuta voglia di mangiarmi quel fantastico panino con le acciughe dell’anno scorso. Ma quando arrivo stanno tirando giù la saracinesca. Mi toccherà ritornare qui almeno un’altra volta.
Incontro Marta, piena di buste, di ritorno dallo shopping. Anche lei mi dice che ieri sera si sono ritrovati tutti e si sono chiesti se avessi poi fatto l’Inglese.
Vado a recuperare lo zaino. L’ultima foto è per lui e le scarpe. Se la sono meritata.
Volo per Madrid.
Notte in aeroporto.
Volo per Torino.
Casa.
Si ricomincia. Non ne ho voglia.
 
Ho finito.
Faticosissimo scrivere di questo ultimo giorno e non so cosa ne è venuto fuori (scritto ieri sera e postato senza rileggere adesso, altrimenti mi passa il coraggio di farlo…).

Grazie per avermi dato la possibilità di raccontare tutto il cammino, è stato un po’ come riviverlo.
Forse è stato un po’ “banale”, ma è stato così. Dovessi usare 3 parole direi: divertente, solitario, condiviso (sembrano non coerenti tra loro, ma lo sembrano solo).

Grazie a chi ha camminato con me, che ha fatto in modo che non mi sentissi mai fuori posto.

Grazie al Cammino, di cui sono stata ospite, che mi ha accettato sempre, così come sono.

Grazie anche a chi ha avuto voglia di leggere e a chi ha commentato.

E adesso si inizia a pensare al prossimo (no… prima le foto per la Gallery).
Perché, anche se non sono capace di portare il cammino nella vita e nei casini di tutti giorni, ogni volta un nuovo pezzettino, per piccolo che sia, mi rimane attaccato. Ed è lì.
 
liam ha scritto:
Ho finito.
Faticosissimo scrivere di questo ultimo giorno e non so cosa ne è venuto fuori (scritto ieri sera e postato senza rileggere adesso, altrimenti mi passa il coraggio di farlo…).

E devo dire "per fortuna": quest'ultimo giorno è stata la ciliegina sulla torta. :torta.

liam ha scritto:
Grazie per avermi dato la possibilità di raccontare tutto il cammino, è stato un po’ come riviverlo.
Forse è stato un po’ “banale”, ma è stato così. Dovessi usare 3 parole direi: divertente, solitario, condiviso (sembrano non coerenti tra loro, ma lo sembrano solo).
Grazie a chi ha camminato con me, che ha fatto in modo che non mi sentissi mai fuori posto.
Grazie al Cammino, di cui sono stata ospite, che mi ha accettato sempre, così come sono.
Grazie anche a chi ha avuto voglia di leggere e a chi ha commentato.
E adesso si inizia a pensare al prossimo (no… prima le foto per la Gallery).
Perché, anche se non sono capace di portare il cammino nella vita e nei casini di tutti giorni, ogni volta un nuovo pezzettino, per piccolo che sia, mi rimane attaccato. Ed è lì.

Siamo noi che ringraziamo te per il tuo racconto ma soprattutto per come sei e perché ci sei.

Pace e benedizione
Julo d.
 
Ho letto solo adesso quanto hai scritto perchè il tempo per te stesso nella vita normale (o anormale?) è sempre poco più di zero, mentre nel cammino....comunque mi hai emozionato nel profondo e molte tue incertezze (o "non so") sono speculari alle mie.
Grazie per i brividi e le sensazioni che hai saputo donarmi, un abbraccio
Pericle
 
era il 2010:
io non sono molto "sociale" e neanche tanto "spirituale"... mi piace camminare e mi "fa star bene" camminare (non solo fisicamente)... ma sopravviverò anche dal lato "umano"? Mah... al massimo farò la solita figura di quella un po' scema che non dice niente di interessante e non parla con nessuno, tanto ci sono abituata! Ehm... vabbé, non fate troppo caso a quello che scrivo...

...bhe, direi che di strada ne hai fatta parecchia (e non solo fisicamente!) e nel frattempo noi abbiamo fatto MOLTO caso al tuo raccontarti nel Cammino.

Sai, tra un Cammino e l'altro l'unico modo di viaggiare, condividere, sentirsi amici, emozionarsi, è attraverso i racconti di chi ritorna per rivivere i propri sugli stessi sentieri. Grazie di avermene dato l'opportunità.
Ermanno
 
E' come stare seduti su un divano,
davanti a un cammino,
un bicchiere di vino rosso in mano
e chiaccherare pacatamente,
immergendosi nella serenità di una serata autunnale
raccontandosi e ascoltando.
Le emozioni sono amplificate
e ci scopriamo ad ascoltare sorridendo
per ritrovarsi di colpo a 2000 km di distanza,
nelle mesetas,
piazza Obradoiro,
alla cruz,
lungo le scogliere del Norte,
dai bombeiros, e si rivive la nostalgia delle cene condivise,
degli "hola" e "Buen camino" raccolti strada facendo,
dei visi incontrati mai più scordati.

Grazie Lia, grazie per come ci hai fatto vivere il tuo cammino.
Con serenità.

Patrizia
 
non dico niente

ma ogni tanto verrò a leggere i vostri messaggi, perché fanno bene

ah... leggendoli ho messo su la mia faccia da scema
 
Ma dai! un po' di autostima ci vuole....o vuoi farti fare dei complimenti?

PS NON hai una faccia da scema...
 

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