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Ma chi glielo fa fare ?

Caro Matte,ho letto con attenzione il sondaggio,ma se posso dire la mia,mi sembra un sondaggio un po strano.....e sospetto,perchè non hanno publicato le percentuali sulle motivazioni che l'hanno spinti a fare il pellegrinaggio ? certo questa domanda andrebbe fatta a loro e non a te.
Un abbraccio da ziovittorio ULTREJA SEMPRE
 
Secondo me non ci sono le percentuali perchè non avevano tanto senso per come era stata impostata la domanda (indicare un voto da 0 a 5 per ognuna delle ipotesi indicate).
Forse mettere risposte mutuamente esclusive (come fanno alla consegna della compostela) è un po' una forzatura, ma mi sa che è proprio la domanda in sè (anche guardando alcuni esempi che hanno indicato) che è difficile da investigare e valutare in termini "statistici"...

Bye
Matte
 
Secondo me la bellezza del Cammino sta proprio nel fatto che parti MA NON SAI IL PERCHE'!!!!
 
Brava Romi!
...e non solo........succede che pure che dopo che sei tornato non sai perché ci sei andato.........perché ci vuoi tornare.........perché ci stavi bene............... :)
...eppoi succede che ti senti strano, la testa è da un'altra parte..... :shock: allora in casa, preoccupati, ti suggeriscono di farti un esame del sangue...così...tanto perché sai....un po' di debolezza....... :?
................e invece si scopre che, insieme ai tuoi globuletti rossi e bianchi, e insieme alle tue piastrine, circola nelle tue vene il rarissimo virus del CdSAS!!! ***

Free, ammalatacronica





*** (trad. CdSAS: CaminodeSantiagoAcquiredSyndrome - Sindrome Acquisita da CaminodeSantiago. Tutt'altro
che rara, la CdSAS è assolutamente incurabile. Chi ne viene colpito, manifesta sintomi
inequivocabili, di cui il piu' incredibile è che non se ne vuole guarire!)
 
Cara Antonella, e io che pensavo di essre ammalato di qualche malatia rara,ora ho capito è CdSAS grazie Antonella ora sono più tranquillo........sai dopo 7 Cammini cominciavo a preoccuparmi :D :D :D
Ciao un abbraccio da Vittorio ULTREJA SEMPRE
 
Leggendo cosi’ come appare nel blog linkato, sinceramente mi sembra che il tutto sia un tantino pilotato. Ho quindi scraricato e letto la relazione dell’analisi delle motivazioni.

Alcune personali considerazioni sulle loro finalità :
1- per loro definizione “ItinerAria è un’azienda specializzata nella valorizzazione del “turismo lento”.
2- Partendo dalla fine del loro elaborato, tra le conclusioni si legge: “riteniamo che
questo lavoro possa fornire indicazioni molto utili a chi lavora nella progettazione di percorsi analoghi al Cammino di Santiago, e in particolare sulla Via Francigena.
Mi sembra quindi che lo scopo sia (forse?) piu’ commerciale che socio-culturale (tant’e’ che il questionario e’ stato fatto in collaborazione con il Touring Club).

Quanto al questionario: e’ stato distribuito a 1000 persone ma solo il 683 hanno risposto. Cosa significa che altre 317 persone non l’hanno ritenuto attendibile per rispecchiare anche in parte a loro motivazione?
E poi; sempre come da loro riportato : "il nostro questionario chiedeva di assegnare un voto da 0 a 5 a tutte le motivazioni, e non sono stati ritenuti validi i questionari che non hanno rispettato questo requisito”. Si ma quanti sono su 683 quelli scartati? 1, 10, 100, 682???
Visto che poi le considerazioni statistiche finali si giocano sui numeri mi sembrerebbe corretto ed interessante sapere il numero reale dei questionari analizzati.

Quanto alla premessa:
scrivono “Dal nostro punto di vista tali statistiche sono inficiate dal modo in cui sono raccolti i dati.(…) molti pellegrini temono di non ricevere alcun riconoscimento del loro sforzo se non lo dichiarano (in realta esiste un altro certificato che testimonia l’arrivo a Santiago per altre motivazioni, ma non tutti lo sanno).” Allora forse sono i pellegrini e non il modo ad inficiare le statistiche dell’ufficio del pellegrino!!!
Ma soprattutto: non condivido minimamente chi si reca a ritirare la Compostela solo per avere un riconoscimento del proprio sforzo!!! :o Statevene a casa! :espulso: Oppure vi fate un bel book fotografico od un video lungo il percorso del vostro Trekking (non lo definirei pellegrinaggio) e poi invitate tutti i conoscenti e gli amici di Facebook e, pizza e birra alla mano, lo sparate sul maxischermo! State tranquilli che non mancheranno plausi ed applausi.
Non capisco perche’ una persona che non fa il cammino per scopi religiosi debba farsi, tra l’altro, anche ore di fila, per dichiarare una cosa falsa ed avere invece un pezzo di carta incorniciato nel salotto dove si annuncia invece : “ per tutti i fedeli e pellegrini che quivi giungono da qualsiasi luogo dell’orbe terracqueo con attitudine devozionale o per causa di un voto o di una promessa fino alla tomba dell’Apostolo, nostro Patrono e Protettore della Spagna ,rende noto a tutti coloro che esaminano questo documento che xxx ha visitato devotamente questo santissimo tempio con sentimento cristiano (pietatis causa).
In piu’ sia quest’anno che l’anno scorso ho visto molti pellegrini uscire dall’ufficio di Rue di Villar 1 non con la Compostella ma con l’altro attestato citato, e tra questi pure qualcuno incredulo o arrabbiato che non gli venisse invece data la Compostella di serie A visto che aveva dichiarato che era la per “ALTRO”.

Inoltre scrivono: “Comunque la nostra indagine e partita dal presupposto che in genere le motivazioni che spingono una persona a percorrere il Cammino sono molteplici, e spesso non ce n’e una prevalente” Ma chi sono il Mago Telma? E poi se gia’ lo sapevano che l’hanno fatto a fare il questionario?

Infine, ma non per ultimo, anzi penso che sia forse l’aspetto fondamentale: che differenza ce’ per questi Signori tra “religione” e spiritualita’”? A me sembra solo una sottilissima ed insignificante mastur…pardon! trastullo mentale. Non mi va di perderci altro tempo ma sarei proprio curioso di ricalcolare il tutto accorpando le due voci.

Infine, questa volta per davvero!, se (cito quanto scritto): “gli aspetti logistici ed economici non sono percepiti come “motivazioni al viaggio”: in effetti sono viste come condizioni necessarie, ma non sufficienti per mettersi in viaggio” perche’ questi signori allora, visto che per loro e’ fondamentale e prioritaria la motivazione “natura e paesaggio” non se ne vanno a spasso per altri sentieri, valli, montagne, Alpi, Pirenei, Appennino e quant’altro?
Forse perche' non esiste al Mondo altro sentiero cosi' lungo, ben segnalato, ben organizzato con strutture di ristoro e di ospitalità a basso-bassissimo costo se non addiritturo ad offerta?
Mentre questi continuano a sostenere che “…il Cammino non viene affrontato semplicemente come una vacanza economica o un trek ben segnalato, le motivazioni sono altre”. Come direbbe TOTO’: “Ma mi faccia il piacere”!

Mi scuso se forse sembro un tantino estremista, ma proprio non sopporto i turisti (lenti o veloci che siano) che si incontrano sempre piu’ numerosi lungo il Cammino ed ancor peggio tutti gli avvoltoi che cercano di cavalcare l’onda economica che monta sempre piu’ alta intorno al Cammino, per non parlare dello Tsunami che si abbattera’ l’anno prossimo.
ULTREYA
 
Ogni discussione intorno al Cammino di Santiago rivela sempre qualcosa d'importante, soprattutto quelle che si basano su un lavoro di ricerca, come ben si vede dall'intervento di Simone. Indubbiamente, il cammino ha motivazioni sempre piú turistiche; ne consegue che moltissime persone si mettono in cammino senza che vi sia la necessità di una ricerca particolare. Le infrastrutture aiutano, i materiali e l'abbondanza in tutti i sensi anche, e non c'è neppure bisogno di sapere esattamente dove si stia andando, quali luoghi si attraversano, quale la loro storia. Si procede sul cammino e, al contempo, se ne perde la sua autentica memoria. Ormai si vive cosí. Senza memoria, senza storia, senza senso. Non sappiamo nemmeno che cosa sia la Costituzione che regge la nostra Repubblica, figuriamoci se sappiamo su quali colonne si regge il cammino.
Ecco che allora il rigore, lo studio, l'impegno e la ricerca di pellegrini appassionati e di gruppi come i PPS e di associazioni varie, (per esempio la famosa Confraternita), acquistano un valore che va oltre il semplice contributo informativo.
Sicuramente il discorso sul fenomeno "turistico" è complesso, visto che è un'industria di massima potenza, probabilmente la piú grossa attività mondiale. Il cammino spagnolo, in questo senso, offre senz'altro una straordinaria e degna riflessione: l'esempio di un turismo possibile a misura d'uomo, responsabile, sostenibile, che non richiede investimenti e complessi faraonici.
Questi, però, sono altri discorsi, mentre a me ora preme un'altra considerazione, che spero non esca (molto) di tema.
Perché, mi domando, il discorso sulle motivazioni prende molto, per poi concludersi per lo piú come dice Free, (a parte le conclusioni statistiche, di cui Simone ci insegna non fidarci ciecamente)? Io penso perché stiamo cercando d'afferrare un argomento molto elusivo: l'esperienza.
Anche nella faticosa ricerca di un senso profondo dell'esistenza, di un senso religioso, l'esperienza è dominante. "Raccontare" l'esperienza è un tentativo, almeno per me, sempre frustrante, al punto da concludere che è impossibile. Forse sbaglio, ma mi sembra che questa sia anche la lezione delle varie tradizioni mistiche: l'esperienza non è qualcosa che si possa descrivere, bensí generare. In ogni esperienza vitale, in ogni vicenda spirituale, in ogni "cammino" compiuto, i momenti decisivi sono imprevedibili, unici, pressoché ineffabili. I PPS si sono, in vario modo, impegnati in questa impresa. Se ne sono accorti? (Scusate la chiusura... non resisto all'impulso retorico!).
 

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