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ma perche' lo fai?

Raùl

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Questa e' la domanda che ci sentiamo fare spesso da chi ci chiede del pellegrinaggio: "ma perchè lo fai?". Al di là di fattori spirituali ed intimistici,la risposta che mi e' venuta ieri parlando con certi amici ha sorpreso anche me,perchè su questo aspetto non ci avevo mai riflettuto prima.La risposta e' stata: "perchè sul Cammino,il mondo va come dovrebbe andare (o perlomeno come piacerebbe a me)". La cooperazione e la collaborazione vincono sulla competizione ed i competitori non sono visti di buon occhio, una borraccia piena d'acqua vale piu' dell'ultimo Smartphone ed i volti sorridenti da "sabato sera" sono molti di piu' delle facce inca..ate da "lunedì mattina", i nuovi arrivati vengono accolti col sorriso e mai respinti col foglio di via. Le promesse si suggellano con un abbraccio e non con una firma in calce,il superfluo sfacciatamente esagerato non e' sinonimo di prestigio ma un mostro che ti stronca le ginocchia(uno zaino esageratamente opulento,oltre che pesare troppo fa sorridere mentre uno sobrio fa stima). Il chirurgo ed il ragazzo di bottega si lavano i denti nello stesso lavabo e poi iniziano a camminare assieme.Negli albergues non c'è la TV a parlare per tutti e quindi la gente si scambia opinioni....altri aspetti??? Continuate voi, se vi piace il giochino,dai!Per un mesetto il mondo gira per il verso giusto,ecco qual'è il segreto!Poi si torna a casa, si calza di nuovo l'elmetto,si assume il cipiglio da città e si inizia la giornata.Forse con una consapevolezza nuova, certo,ma col rischio di essere l'omino verde in mezzo ad un mondo di omini rossi e quindi spesso ci vestiamo di rosso e via pedalare.Che bello se fosse sempre come sui sentieri,pero'!Troppo idealista? Forse...ma come dice Gigi Proietti nella pubblicità del caffe'...."A me me piace......" ;)
 
Parlando con gli amici anche a me fanno spesso questa domanda. Perchè?
Ho notato che c'è una risposta che più sconvolge l''interlocutore di turno:perché io sul cammino mi diverto!
Penso che più o meno tutti si aspettano risposte che coinvolgono i grandi sistemi,elogi della fatica,del dolore e di qualsiasi altra forma di espiazione :mrgreen:

Invece il Cammino è gioia,anche per tutti i motivi che ha scritto sopra l'amico fly
 
Ho appena terminato di vedere un documentario sul Cammino nel quale il giornalista poneva la stessa domanda ad una anziana pellegrina. Ha risposto "Perchè se tutti facessero il Cammino la pace regnerebbe sulla Terra"
Nel mio piccolo ci provo con me stesso e con chi mi stà vicino,
Per questo "lo faccio" ogni anno, per non perdere l'abitudine e cercare di non virare verso il :oops: rosso carminio.
Quando arrivo sul marrore ( ed la tinta richiama proprio come stò :lol:: di..... ) è segno che è ora di andare.
Ermanno
 
Perchè lo faccio?

Perchè è lì.

Grazie a Dio, c'è.

E io, adesso, lo so che c'è.

Grazie a Dio.

E posso anche rifarlo, grazie a Dio.

Per il resto STRAquoto fly, gli ruberò ogni parola.
 
Sono in accordo con tutto quello che è stato detto, e personalmente penso che oggi nella vita di tutti i giorni ci manca il contatto con le persone in quanto tali, e li sul cammino le persone essendo uguali non sentono manco la necessità nemmeno certe volte di dire cosa fanno nella loro vita, o almeno non è di fondamentale importanza....
La si vive alla giornata e si condivide il momento; certo la mancanza di tv e per me (è una scelta) anche il fatto di non andare quasi per nulla in internet, ci fa vivere un po si viveva in un epoca mica poi così lontana, in cui le notizie arrivavano alla spicciolata e senza il gran fracasso che fanno oggi, senza la ricerca di quei particolari nelle notizie che certe volte farebbero bene a rimanere dove sono.
 
In assoluta sintonia con quanto dice l'amico fly, eppoi cinzia,, zot, ermetismo, malin.... si è parlato pero' di cammini fatti incontrando persone, e le persone "fanno" un cammino, nn v'è dubbio. Ma quando si mettono i piedi uno avanti all'altro per un migliaio di kilometri quasi da soli, allora il cammino è altro. Allora la risposta al "perché lo fai?" diventa piu' complicata. Oppure estremamente semplice.
Lo faccio perché sto bene.
Lo faccio perché vi trovo i miei ritmi naturali...
... perché soddisfa in pieno il mio insopprimibile desiderio di libertà e di naturalezza ...
.. perché mi basta poco ....
....perché mangio quando ho fame, mi fermo quando sono stanca e nutro lo spirito con cio' che mi circonda ..

Potrei continuare, ma alla fine ho capito che il Cammino è uno stato d'animo permanente, e che non è poi cosi' difficile mantenerlo ovunque, basta sorridere di piu' e anche gli altri sorrideranno. E quando non troviamo sorrisi intorno, beh....prima o poi ripartiamo, no? ;)
 
Questa domanda mi è stata posta più volte ... e la risposta è sempre la stessa: Perchè li stò bene!

Sul cammino torno all'essenzialità, sul cammino ci sono solo 4 bisogni primari da soddisfare : mangiare, bere, lavare e lavarsi ... e il resto è gioia, è tempo dedicato a se stessi senza l'assillo dell'orologio, senza appuntamenti da rispettare, senza cellulari che suonano, senza scadenze, cammino mettendo un passo avanti l'altro cercando di scoprire quello che l'orizzonte nasconde ...

Spiegare ad altri il perchè si fà il cammino è difficile, si arriva sull'argomento e ne parli, a volte getti un semino nella mente di chi ti ascolta, vedi i suoi occhi illuminarsi e chissà che quella persona un giorno non si metta lo zaino in spalla e parta ...a volte invece ti ritrovi domande condite con un pizzico di ironia o peggio di sarcasmo: ma lo fai per fede? ma lo fai per penitenza? ma non puoi andare a camminare sulle alpi che è poi la stessa cosa: è sempre camminare ... in quei casi lascio perdere, come dice il proverbio non c'è sordo più sordo di uno che non vuol sentire.

Mi è stato chiesto anche perchè dedico ore al forum invece di andare a far due passi ... ma questa è un'altra storia :-)


Edo
 
...
"ma perchè fai una cosa del genere? " andartene in giro con un zaino sulle spalle e magari fa male la schiena i piedi doloranti..no no ...non sarebbe cosa per me e alla sera dormire dove capita puff..e sento una punta di acido nella domanda e nel commento e siccome sono un'impulsiva per natura la risposta sarebbe " ma perchè non vai a ...."
poi subentra un vocina che dice " dicono così perche non sanno..osserva bene chi ti sta parlando ha un sacco di problemi, controversie mentali, labbra tirate e una sorta di vorrei ma non posso..e allora forse è il caso che con pazienza gli spieghi cosa significa camminare soli o con qualche amico... liberarsi da tante costrizioni che CI SIAMO create durante il corso della vita...
sottolineando che non è LA SOLUZIONE a tutto ma aiuta...
Rina
 
Io ancora non ho compiuto il mio primo cammino...ma settembre arriverà presto.
Perchè partirò?
Per imparare.........
dalle persone che incontrerò, dalla natura che mi circonderà, dal mio corpo, dalla mia mente, dal mio cuore, da ogni songolo centimetro di strada che porta sopra di se infinite storie, da ogni alba e tramonto, da ogni abbraccio e ogni saluto.
:abbraccio:
 
Perchè l'ho fatto? Bo, non lo so, so solo che ad un certo punto ho sentito il desiderio e il bisogno di farlo.
Perchè lo rifarò? Perchè li ho ritrovato la vera essenzialità, ho riassaporato e mi sono riappropriato del mio tempo, perchè la sera conosci una persona che domani non vedrai più, ma è come se la conoscessi da sempre, perchè cosa c'è di più bello che aspettare il tramonto del sole conversando con la gente del posto e poi accorgerti che non c'è niente da mangiare né un posto dove andare (a me è successo a La Mesa) ma essere contento ugualmente, perchè... perchè ..... (se continuo scrivo un trattato) la verità, come ha scritto l'amico (mi permetti vero) flayover è che ....a mé .. mé piace
 
A settembre parto per la prima volta sul cammino!! mi sono laureato a marzo, mi sono trasferito a Londra ad aprile... forse perdo anche il lavoro che faccio per sopravvivere qui ed imparare l'inglese... perchè lo faccio ?
perchè forse li il mondo va come dovrebbe andare... non una corsa contro il tempo, non una competizione contro tutti e tutto ...

... e per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità e di verità !!
 
Ivan
spero di aver frainteso i nefandi propositi!!
Il Cammino non risolve miracolosamente i problemi della vita reale ma, se lo si vive intensamente, aiuta a guardarli con occhi nuovi. Anche solo per scrollarci di dosso quella pumblea atmosfera che ci accompagna quando ci sentiamo costretti in ruoli che non ci appartengono o viviamo situazioni di pesante disagio.
Ti posso garantire che, come recitava la pubblicità di un noto amaro "è un ottimo rimedio contro la frenesia del mondo moderno"
Per cui, quando arriverai al faro di Finisterre, stai lontano dalla scogliera, non fare il bagno, evita la congestione post tramonto e ritorna indietro con rinnovato vigore.
PS: dato che in quel luogo è meglio non più accendere fuochi o lasciare tracce di se, quello che ti consiglio è di lanciare un urlo liberatorio verso l'oceano.
E fatti sentire quando ritorni.
Ermanno
 
Ciao Ivan,
sono tornato dal cammino 2 settimane fa e come tanti ero partito con un fardello carico di pensieri.
La vita semplice del cammino mi ha sempre aiutato a capire ciò che nella vita conta di più e ciò che conta di meno.
Lo stesso rito di preparazione dello zaino per me è sempre stata una lezione per capire che nella vita non servono molte cose, molti bisogni non sono reali ma indotti e la felicità vissuta sul cammino non proviene da ciò che hai.
Come ha scritto Ermetismo, il cammino non risolve i problemi della vita ma aiuta a vedere la vita con occhi diversi.

Ti auguro di trovare luce e gioia nelle piccole cose della vita che si fanno tutti i giorni.
;)
Donato
 
Perchè l'ho fatto?
E poi rifatto?
E poi rifatto ancora?
E poi cerco di rifarlo?
E lo rifarò?
Perchè dovevo, era un richiamo forte, troppo forte,
un innamoramento sconosciuto,
una chiamata cui non potevo dire no.
Tutti mi hanno chiesto "ma perchè vai, perchè lo vuoi fare"
Tutti mi dicevano che non ci sarei dovuta andare,
non sola, non per così tanto tempo, un mese infinito.
Tutti volevano sapere che cosa dovevo espiare.
Tutti volevano sapere che voto dovevo sciogliere.
Tutti volevano sapere perchè una penitenza simile:
Non bastava una buona Confessione e Comunione?
Tutti mi proponevano viaggi alternativi.
Non hanno capito che dovevo andare.
E a tutti ho risposto
"Non lo so, ma devo, devo, DEVO. Qualcosa mi chiama"
E sono andata a vedere che cos'era.
E mi sono innamorata della solitudine delle mesetas
e dei sentieri in salita
in discesa
in pianura.
E mi sono innamorata di me stessa con i miei pensieri
delle mie lacrime.
Mi sono innamorata della fatica quotidiana
e del riposo meritato.
Mi sono innamorata delle persone incontrate,
dei sassi calpestati
delle mucche che mi guardavano
Mi sono innamorata delle ginestre e dell'erica
dei paesini polverosi e fangosi
delle città splendide e maestose
delle chiesette cadenti ma con i retabli dorati.
Mi sono innamorata del cammino,
dei cammini.
Di me sul cammino.
Ma se mi chiedono ancora "perchè lo fai?"
ora so cosa rispondere:
"perchè mi aspetta, mi chiama, il cammino aspetta me"
Ripartirò e sarà ancora amore.
 
A Donato ed Ermetismo...
grazie per le vostre parole e per i vostri consigli ne farò tesoro (soprattutto l'urlo a Finestrerre)
già il fatto di pensarci ogni giorno, programmarlo, decidere cosa portare e cosa no; quell'emozione che mi ha preso quando ho prenotato il volo, e anche il solo dirlo in giro, mi fa stare bene... credo che il mio cammino è già iniziato!!
mi farò sentire al ritorno
ciao
 
E come ciliegina sulla torta, caro Ivan,ti garantisco che se vorrai potrai parlare inglese ventiquattr'ore al giorno,quindi non ti crucciare se devi lasciare Londra per un po'. Se come è capitato a me, ti imbatterai in un olandese logorroico e lo vedrai sbucare da ogni sentiero, paesello,bar,albergue tombino, quando eri sicuro di averlo seminato, per seicento chilometri,lo maledirai perfino nel sonno (naturalmente in inglese!) :D :D :evil: Ps: l'urlo di cui ti parlava Ermetismo è una delle cose piu' sconcertatamente fantastiche che si possano fare nel Cammino e non devi per forza aspettare Finisterra. E' un'arte,sai? Se fatto da manuale puoi rovesciare i trattori con un urlo! Espira profondamente fino a svuotare completamente i polmoni schiacciando il diaframma fino a fargli male,poi inspira forte e... dagli la stura con tutta la voce che hai: ti garantisco venti secondi di orologio indimenticabili per te e per tutti coloro che circolano nel raggio di 500 metri! ;) e poi vedi come camminerai leggero...leggero...leggero...! Buen Viaje,peregrino! Fly
 
Perchè l'ho fatto?
Perchè sento che il cammino mi migliora, non sto parlando di fisico, di kg persi, di valori clinici che si normalizzano o altri benefici di questo genere. Sento che mi migliora dentro ed anche se può sembrare un motivo egoistico non lo è, infatti mi sento "migliorato" quando faccio qualcosa per gli altri.
Purtroppo sento che ha un effetto limitato nel tempo, non mi sento sempre all'altezza della situazione....forse ho sempre bisogno di camminare, ad oggi non ho trovato soluzione migliore.
 
Una frase che ho letto da poco....

"Quando scalo ripide e alte montagne, quando affronto la navigazione o i viaggi di scoperta in mari e territori sconosciuti, quando mi inoltro in foreste primordiali e fittissime, quando attraverso sterminati deserti, quando mi avvicino a vulcani in eruzione, io misuro le mie capacità di resistere all'avvilimento e alle intimidazioni"

...per me la frase è a pennello :)
 
E' la prima domanda che viene sempre fatta, a me spesso associata a "visto che non sei credente?!"
Il piacere di essere lì, un piacere "senza teoria", quasi primario e bambinesco è la prima ragione: insomma, il divertimento. Personalmente non sono quasi mai riuscito a trovare una linea poetica così chiara nella mia vita quotidiana: quella sensazione di euforia profonda che hai per qualche minuto al massimo ora, in eventi eccezionali, lì l'ho provata per un mese di fila, istante per istante, metro per metro. Dentro a una poesia, non per un tempo breve e istantaneo ma in un tempo con una durata, addirittura una lentezza, addirittura una fatica.
Camminare, guardare lil mondo, dormire e ricominciare a camminare. La mia vita non è mai stata così facile e la poesia non è mai stata così visibile nella quotidianità, come nei giorni del Cammino.

Mi si diceva: "se lo fai, quantomeno tornerai a casa avendo capito che sei credente, altrimenti proprio non ha senso che tu lo faccia". Sono tornato a casa più ateo di quando sono partito. Mi sembrava che nel mondo (nelle relazioni con gli altri pellegrini, nello spettacolo della natura, nel piacere di sentirsi capaci di attraversare la carta geografica a piedi) ci fosse già così tanta poesia, così tanto "senso" e significato... che era inutile dover inventare un dio per aggiungere altro.

A chi mi chiede "perchè lo fai" rispondo: perché è pieno di poesia e si sta bene :D
 

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