M
mariateresa
Ho rimandato finora, come molti credo, ho difficoltà a presentarmi. L'avevo già fatto sul nostro precedente forum e confesso che avevo fatto uno sforzo. Ora mi sembra di dovermi presentare ad un gruppo di amici. Ma è vero, stiamo crescendo, ed è giusto dire qualcosa di sè. Non mi andrebbe di inziare dai cammini fatti, ma siamo un forum di pellegrini e forse fa fatto.
Il Cammino mi ha preso, come non avrei mai creduto potesse fare. Il primo nel 2005, da Saint jean Pied de Port a Santiago, dopo 10 anni che attendevo di andare. C'era sempre qualcosa che mi impediva di mettermi sui passi del Cammino di Santiago. Poi la decisione, ferma, irremoviile, devo dire sostenuta da tutti i miei cari. Al ritorno, un anno passato quasi come intermezzo ad aspettare di andare di nuovo. Quindi, nel 2006, partenza da Conques fino a Pamplona, dopo tante indecisioni il Cammino del Puy. Cammino di grande gioia e in più Santiago - Finesterrea a piedi, non fatto l'anno prima. Con una piccola aggiunta del Cammino del nord. Poi il ritorno e di nuovo la voglia di andare. Qualche cambiamento anche nella mia quotidianità, il mio lavoro non consentirebbe tali interruzioni. Il pensiero, il riferimento costante ancora a quel ritmo, a quell'andare giorno dopo giorno, seguendo solo il proprio passo. Finchè nel 2007 partenza da Limonges, per la solitaria Via di Vezelay. L'attraversamento in totale solitudine delle Lande è stata una delle emozioni più forti che abbia mai provato. Sostenuta solo da un carissimo amico cui ero collegata tramite punti internet, per fortuna molto presenti. A distanza ha fatto il cammino con me. Poi l'esperienza di hospitalera a Saint Palais e poi , zaino in spalle, di nuovo sul Cammino di Santiago. Il passaggio dalla solitaria via di Vezelay, dove non ho incontrato nessuno, al frequentatissimo Cammino frances per di più in agosto, mi ha fornito alcune occasioni di apprendimento che forse, inconsapevolmente, andavo cercando. Sono ancora in cerca, ho ancora bisogno di andare, sembra che la sete di Cammino non si appaghi mai. E allora sogno: Gerusalemme, Mont saint Michel e tutto ciò che nasce dai vostri stimoli. E trovo qui con voi l'albergue sempre aperto.
Nella mia quotidianità, nonostante un figlio 28enne,un lavoro impegnativo e non poche responabilità, ho l'impressione di non sapere ancora bene cosa vorrei fare da grande. Certo le responsabilità assunte si mantengono, ciò però non mi ha impedito di cambiare frequentemente percorsi. In ogni tratto credo di averci messo passione. In conclusione sto ancora cercando e, intanto, tento di avanzare, lentamente, al mio ritmo. Ogni tanto mi sembra di ...non individuare la freccia giusta e allora pazienza, vediamo se esiste un percorso alternativo. Quando mi chiedo cosa è che mi spinge così tanto ad andare non so ancora trovare una risposta. Quanti km. dovrò ancora percorrere per fornire un risposta quando mi viene chiesto un perchè? Basta la consapevolezza che li', sul Cammino, sono più facilmente me stessa, senza ruoli, aspettative altrui , il saper e il dover fare, con un totale ritorno all'essenziale e alla semplicità del nomadismo, con il pensiero e le emozioni libere di vagare, con una totale apertura all'ascolto di sè stessi e degli altri? Con una sensazione di far parte, pur nella totale specifica individualità, di un tutto che tutti ci ricomprende.
Lunghissima presentazione, potrei tagliare, in questo momento non sono in grado di farlo, tanto esiste sempre il "modifica".
Mi viene sempre di dirvi dal cuore "Buon Cammino e Buona Vita" amici pellegrini sia che abbiate già percorso il Cammino di santiago o altri Cammini, sia che ancora dobbiate, su quei percorsi, muovere i primi passi.
PS su sollecitazione di Emanuela aggiungo la mia foto. Scusa Emanuela ma faccio una sostituzione. Provo con un'immagine di dimensioni che mi sono più congeniali. Niente da fare la foto resta grande
Il Cammino mi ha preso, come non avrei mai creduto potesse fare. Il primo nel 2005, da Saint jean Pied de Port a Santiago, dopo 10 anni che attendevo di andare. C'era sempre qualcosa che mi impediva di mettermi sui passi del Cammino di Santiago. Poi la decisione, ferma, irremoviile, devo dire sostenuta da tutti i miei cari. Al ritorno, un anno passato quasi come intermezzo ad aspettare di andare di nuovo. Quindi, nel 2006, partenza da Conques fino a Pamplona, dopo tante indecisioni il Cammino del Puy. Cammino di grande gioia e in più Santiago - Finesterrea a piedi, non fatto l'anno prima. Con una piccola aggiunta del Cammino del nord. Poi il ritorno e di nuovo la voglia di andare. Qualche cambiamento anche nella mia quotidianità, il mio lavoro non consentirebbe tali interruzioni. Il pensiero, il riferimento costante ancora a quel ritmo, a quell'andare giorno dopo giorno, seguendo solo il proprio passo. Finchè nel 2007 partenza da Limonges, per la solitaria Via di Vezelay. L'attraversamento in totale solitudine delle Lande è stata una delle emozioni più forti che abbia mai provato. Sostenuta solo da un carissimo amico cui ero collegata tramite punti internet, per fortuna molto presenti. A distanza ha fatto il cammino con me. Poi l'esperienza di hospitalera a Saint Palais e poi , zaino in spalle, di nuovo sul Cammino di Santiago. Il passaggio dalla solitaria via di Vezelay, dove non ho incontrato nessuno, al frequentatissimo Cammino frances per di più in agosto, mi ha fornito alcune occasioni di apprendimento che forse, inconsapevolmente, andavo cercando. Sono ancora in cerca, ho ancora bisogno di andare, sembra che la sete di Cammino non si appaghi mai. E allora sogno: Gerusalemme, Mont saint Michel e tutto ciò che nasce dai vostri stimoli. E trovo qui con voi l'albergue sempre aperto.
Nella mia quotidianità, nonostante un figlio 28enne,un lavoro impegnativo e non poche responabilità, ho l'impressione di non sapere ancora bene cosa vorrei fare da grande. Certo le responsabilità assunte si mantengono, ciò però non mi ha impedito di cambiare frequentemente percorsi. In ogni tratto credo di averci messo passione. In conclusione sto ancora cercando e, intanto, tento di avanzare, lentamente, al mio ritmo. Ogni tanto mi sembra di ...non individuare la freccia giusta e allora pazienza, vediamo se esiste un percorso alternativo. Quando mi chiedo cosa è che mi spinge così tanto ad andare non so ancora trovare una risposta. Quanti km. dovrò ancora percorrere per fornire un risposta quando mi viene chiesto un perchè? Basta la consapevolezza che li', sul Cammino, sono più facilmente me stessa, senza ruoli, aspettative altrui , il saper e il dover fare, con un totale ritorno all'essenziale e alla semplicità del nomadismo, con il pensiero e le emozioni libere di vagare, con una totale apertura all'ascolto di sè stessi e degli altri? Con una sensazione di far parte, pur nella totale specifica individualità, di un tutto che tutti ci ricomprende.
Lunghissima presentazione, potrei tagliare, in questo momento non sono in grado di farlo, tanto esiste sempre il "modifica".
Mi viene sempre di dirvi dal cuore "Buon Cammino e Buona Vita" amici pellegrini sia che abbiate già percorso il Cammino di santiago o altri Cammini, sia che ancora dobbiate, su quei percorsi, muovere i primi passi.
PS su sollecitazione di Emanuela aggiungo la mia foto. Scusa Emanuela ma faccio una sostituzione. Provo con un'immagine di dimensioni che mi sono più congeniali. Niente da fare la foto resta grande

