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Nuovo libro

La fonte della mia più grande delusione sul cammino, avevo letto questo libro, anche io conprato in fiera, con dedica di Immacolata, etc. etc.
Poco dopo sono partita per il mio primo cammino ed ho fatto di tutto per fermarmi a Bercianos, dove ho visto il perfetto esempio di cosa un hospitalero non deve fare.
Poi con il tempo ho capito che il grande albergue lo fanno gli hospitaleros, i pellegrini, le situazioni, il nostro stato d'animo e la nostra esperienza del tutto soggettiva e per questo sorrido sempre quando qualcuno chiede quali albergue sono da evitare e quali da non perdere...quien sabe!
Comunque, due anni dopo, sono voluta tornare a Bercianos e ci ho fatto pace.
Ad ogni modo il libro mi era piaciuto,un taglio un po' diverso dal solito diario e anche un modo per capire che lavorone fanno i volontari hospitaleros, anche se poi io qui dentro ho conosciuto i migliori al mondo
 
Ieri sera non riuscivo a dormire e ho iniziato a leggerlo, devo dire che l'ho divorato perché scorre via molto piacevolmente, ovvio che è solo il mio giudizio, in pratica sono arrivata a metà circa.
È vero che anche i volontari sono diversi tra loro, ne ho trovati di amorevoli come di odiosi, è così dappertutto. Comunque è vero che descrive molto bene ciò che gli hospitaleri devono affrontare tutti i giorni, lavoro pesante che i pellegrini neanche immaginano e pensano che tutto è dovuto magari a gratis o quasi. PE fortuna che ci sono anche pellegrini grati per ciò che ricevono e compensano gli altri.
 
Io sull'autore meglio che :-x:-x:-x.... Ricordo solo che nel 2008 aveva anche lanciato l'idea di togliermi l'amministrazione del forum...

Edo
 
Posso rispondere da pellegrina e da ospitaliera...
Da pellegrina: è vero che il turista pretende mentre il pellegrino ringrazia, ma a volte da pellegrina - pur ringraziando - certe volte rimani delusa, amareggiata, ignorata, dimenticata, maltrattata. Poche volte mi è successo, per fortuna. Ma non posso dimenticare tutte le altre 99 volte su cento in cui sembrava che l'ospitalero/a sembrava aspettare solo me, sensazione di essere in quel momento la persona più importante che era arrivata e vedere che l'atteggiamento era uguale per ogni pellegrino che entrava. Da pellegrina ho sempre sorriso, detto grazie anche a quell'ospitaliero che si vedeva lontano un miglio avrebbe voluto essere ovunque tranne che lì, ho sempre evitato di sporcare, disturbare, pretendere, fare chiasso.
Eh sì, mi ritengo senza falsa modestia una buona pellegrina.
Da ospitaliera: amo accogliere, coccolare chi arriva, ascoltare senza essere invadente. Fare l'ospitaliere non è un mestiere, un lavoro anche sei pagato. Sì sei pagato non con moneta sonante ma con un altro tipo di "stipendio": quel sorriso che illumina il pellegrino stanco, quel luccichio negli occhi di chi arriva magari stravolto e forse non si aspetta che gli si metta a disposizione il cuore.
Perchè alla fine questo è fare l'ospitaliero: mettere il cuore in tutto ciò che fai per chi arriva a quella che in quel momento è casa per il pellegrino.
Perciò si mette la parte la stanchezza, sorriso per chiunque, ascoltare le richieste e le esigenze, essere fermi ma accoglienti e comprensivi, ascoltare se hanno necessità di sfogarsi ma senza chiedere niente di privato, aspettare che siano loro a parlare, mai essere invadenti o peggio ancora "appiccicosi".
Potrei continuare per ore (tra parentesi, domenica 24 marzo terrò un corso per ospitalieri e allora sì che parlerò per ore ...) ma credo si sia capito che tipo di ospitaliera sono.
Solo un piccolo aneddoto: a giugno scorso, mentre facevo accoglienza a S.Nicolàs, ero impegnata nel passaggio di consegna con chi ci dava il cambio e con la coda dell'occhio ho visto che un pellegrino aveva messo sulle spalle della compagna una delle nostre mantelle. Gli ho detto gentilmente che non potevano essere indossate e usate per fare foto alle pellegrine di passaggio ma erano un simbolo che ci identificava, quindi ho ripreso la mantella e rimessa al suo posto.
Non pretendevo un "scusi" ma di sicuro non mi aspettavo che mi dicesse che ero una "bad woman", una donna cattiva! Gli ho risposto io con un gran "thank you" e un sorriso a 88 denti.
Ma vi immaginate? Io, proprio io una "bad woman"?? Naaaaaaa
Patrizia
 
Io sull'autore meglio che :-x:-x:-x.... Ricordo solo che nel 2008 aveva anche lanciato l'idea di togliermi l'amministrazione del forum...

Edo
Confermo... conoscendo anche io l'autrice e quel che c'è dietro, è meglio che mi astenga da commenti :-x:-x:-x
Sardina
 
Io non la conosco e il libro mi piace però conoscendovi, non so il motivo, non metto in dubbio il vostro giudizio.
 
Ahahhahaha mitico julo

Sardina tu che eviti di fare chiasso? Non ci credo manco a vederlo :D
:D:D:D:D Ma se sei la prima casinara :p

Quand’è che scrivi un libro tutto tuo?
Io casinara? Ma quando mai....behhh talvolta.... ma di sicuro non negli albergue la mattina o la sera tardi. Al massimo durante la notte se, diciamo, respiro un pò male...e non dite quella parola che inizia con "russ" e finisce con "are"!!:rolleyes::rolleyes::p
 
Quand’è che scrivi un libro tutto tuo?
Ah ah, già fatto, e più di uno ma....prima di tirarli fuori dal cassetto chiuso a chiave, dovrete aspettare almeno 40 anni, quando parte delle mie ceneri saranno già disperse nel vento delle mesetas e nel mare di Muxia e parte saranno trascinate dalla corrente del fiume Gave...

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