Rieccomi qui, oggi sono a Sarria in un albergue privato (cosi' tanto lusso che sembra di essere in Hotel).
Continuo col mio andamiento lento (oggi solo 16 km da Samos attraverso una splendida deviazione che si ricongiunge al tracciato Triacastela-San Xil a livello di Aguiada, tutto camino attraverso boschi di querce e castagni lungo il corso di un bellissimo torrente).
Da due giorni sono in Galizia e vi assicuro che non e' stato bello arrivarci.
Dopo la splendida notte al rifugio brasilero di Vega di Valcarce, mi avvio pieno di entusiasmo verso O Cebreiro.
Non faccio che un paio di km e si scatena un mega nubifragio con accluse raffiche gelide di bora (venuta qui sul cammino proprio per il piacere dei pellegrini). Chiuso nel mio poncho faccio la sauna sul sentiero (diventato praticamente un torrente) che sale a La Faba e trovo rifugio nel piccolo bar di Laguna (eccezionale la sopa de ajo calda ed il caffe' bollente arricchito con un chupito di agua ardiente). Riparto col diluvio che non accenna a diminuire, il panorama e' comunque eccezionale e praticamente senza rendermene conto arrivo a O Cebreiro. Visito la chiesa, scatto qualche foto, il borgo e' carino ma sa molto di ricostruito pro-turisti. Sara' che sono bagnato fino al midollo ma non riesco a provare niente di particolare. A questo punto, il colpo di scena: davanti al negozio di souvenir vengo avvicinato da una vecchina in gita turistica che mi guarda con interesse (non vorra' mica insidiare la mia virtu'???) e mi chiede: "¿Eres peregrino?" Fradicio, infreddolito con le mani quasi viola, rispondo di si e lei comincia a chiamare a gran voce le sue amiche dicendo "Presto venite, c'e' un pellegrino vero!!!!" e vengo tempestato da decine di flash, tutte a scattarmi foto, mancava solo che mi chiedessero di fare i salti mortali come le scimmiette ammaestrate. Sono scappato alla velocita' della luce con la voglia di allontanarmi il piu' velocemente possibile da quel posto finto popolato da turisti.
Malgrado la foschia, il vento e la pioggia ho percorso i 12 km che mi separavano da Fonfria in meno di due ore.
Arrivo all'albergue praticamente con i pesci negli scarponi, entro semicongelato e la prima cosa che vedo e' un grande poster pubblicitario che recita a caratteri cubitali: "SORRIDI SEI IN GALIZIA" (spiritosi questi gallegos); mi sono seduto ed ho cominciato a ridere di gusto, probabilmente l'hospitalera avra' pensato che il freddo mi aveva fatto perdere il lume della ragione perche' mi ha detto di fare prima una bella doccia calda e che mi avrebbe registrato dopo. Ho impiegato un paio d'ore per riprendere una temperatura compatibile con le mie normali funzioni cerebrali. Il caldo dei termosifoni e l'abbondante cena hanno fatto un ottimo lavoro e il giorno dopo sono ripartito con l'entusiasmo di sempre. Comunque e' continuato a piovere, solo oggi pomeriggio e' comparso un timido sole e tutti speriamo che domani finalmente torni il caldo.
Un abbraccio a tutti, grazie per i vostri messaggi, mi danno molta carica.
Oggi sono molto felice, mio fratello mi ha mandato una mail con le foto di mia moglie e dei miei due cuccioli, sembrano ancora piu' belli di quanto ricordavo. E' strano, ho tantissima voglia di rivederli e riabbracciarli, ma non tornerei a casa per nulla al mondo, vorrei invece che fossero qui con me sul cammino.
Voi esperti camminanti sapete spiegarmi come mai?