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Parliamone ... del Cammino di Santiago

Nazario

Utente attivo
Nessuna intenzione di suscitare polemiche ma fortemente pervaso dal desiderio di un sano confronto :lol: confidando nella vostra comprensione :oops:

Cos'è il Cammino di Santiago :arrow: abbiamo varie volte tentato di dare risposta ...Cammino si parliamone se lo si è intrapreso almeno una volta ... hospitalero si se si è prima stati pellegrini lungo le strade che conducono alle Sacre Spoglie dell' Apostolo ... mah :roll:

Arrigo Sacchi è stato, a mio avviso (parere da interista incallito e perciò mi illudo possa essere al di la delle parti :lol: ), il vero innovatore del calcio degli ultimi 25 anni senza averlo mai praticato nemmeno a livello dilettantistico ... conosco tantissimi operatori nel sociale capaci di dare assistenza e conforto come pochi altri agli ammalati terminali senza mai esserlo stati a loro volta in precedenza ... che dire delle tantissime madri che amano i propri figli pur non essendo genitori biologici delle loro creature ... o di Gianfranco Dettori o Aceto prestigiosi fantini pur non essendo stati (almeno in questa vita terrena) "degli equini" :mrgreen: ...

Ritengo che in un contesto come quello del nostro forum dove si presume che le persone che ne fanno parte hanno un animo già predisposto verso un certo tipo di esperienze, dove probabilmente il fatto di esserci significa aver già in qualche modo cominciato un percorso di vita fuori dagli schemi, chiunque possa parlare del Camino ... al di la di tutto e di tutti nella misura in cui con spirito semplice ognuno di noi si accosta all'ascolto prima e all'esprimere un proprio punto di vista poi senza per questo dar luogo a chissà quale tipo di crociata ... si Ama il prossimo ancor prima di essere dal prossimo Amati ... perché l' amore è un sentimento che non conosce stagioni ... si è pronti a prestare orecchio e conforto al sofferente, che sia in un albergue sul Camino che conduce a Santiago, a Lourdes o in casa propria, perché dentro di noi sentiamo forte il piacere di offrire e non importa conoscerne la ragione

Trovo bellissime le parole ma allo stesso modo apprezzo il silenzio di chi per natura non riesce ad esprimere le proprie emozioni ... allora il Camino può essere tutto e celebrato con espressioni meravigliose e sempre tutto manifestato con fugaci parole
Da sempre Amo la diversità perché da essa ricavo infinita ricchezza ... Amo il confronto che ne deriva e molto meno la polemica ... spero di essere riuscito nell' intento ma se così non fosse ... chiedo umilmente scusa ...

Nazario
 
Re: Parliamone ...

Caro Nazzario,parole bellissime e concetti sacrosanti,però peccato che non tutti noi abbiamo l'umiltà per metterli in pratica.Un abbraccio ziovittorio ULTREJA SEMPRE.
 
Re: Parliamone ...

Caro Nazi, è proprio partendo dalla tua prima frase ("Nessuna intenzione di suscitare polemiche ma fortemente pervaso dal desiderio di un sano confronto confidando nella vostra comprensione") che tento una piccola risposta, esprimendo il mio pensiero, ben lontana dall'avere in mano la verità: è proprio dal desiderio di un sano confronto che nascono i dialoghi e le discussioni.

Se tutti noi avessimo lo stesso identico pensiero, le stesse identiche sensazioni e impressioni, gli stessi identici pareri in merito a qualsiasi argomento, ci sarebbe forse dialogo?

Nel momento in cui esprimo il mio pensiero - bada bene senza la pretesa di imporre alcunchè o di diramare il Verbo, esprimo esattamente il mio pensiero, giusto o sbagliato che sia, ma è quello che in quel momento sento e da ciò può nascere il dibattito e il confronto.
Se il confronto è leale e sano, non si creano nè crociate nè spedizioni punitive, ma si raccolgono una serie di pareri che possono essere utili. Ciascuno è poi libero di mantenere le proprie idee o di decidere che il parere altrui è migliore del proprio.

E' solo quando le diverse opinioni vengono portate avanti non per convinzione ma per mera sopraffazione e con l'intento di chiudere le orecchie ai pareri altrui che si arriva alla polemica sterile e inutile. Capita, capita dappertutto, ma basta lasciar cadere il discorso senza portarlo avanti a oltranza. Anche il lasciar cadere una discussione, quando ci si rende conto che sta tracimando in polemica, trovo sia amore verso sè stessi, le proprie opinioni e verso quelle del prossimo.

Per concludere, dico la mia sul fatto che si possa o no parlare di cammino di santiago pur non avendolo fatto: si può, eccome se si può, e un animo sensibile e partecipe può recepire e far proprie le esperienze degli altri, può "vivere" il cammino per interposta persona assorbendo i racconti, ma converrai con me che nel momento in cui fisicamente mette un passo dopo l'altro e sperimenta la realtà fisica del cammino, sarà un'altra cosa e potrà parlarne in maniera diversa e vissuta. Ciò non toglie che dal momento in cui penetri nell'idea del cammino, il tuo essere pellegrino si concretizza per avere pienezza e completezza sul sentiero.

Ciascuno di noi, tutti, abbiamo percorso cammini nella vita, più o meno gioiosi e più o meno dolorosi, e ciascuno di noi è pellegrino per aver sperimentato un percorso, a cominciare da quello della crescita in famiglia, nella scuola, nel lavoro, nella vita. Ma qui non stiamo parlando solo di quello, vero? E se parliamo del cammino di santiago, da qualsiasi parte lo si inizi, lo si vive in due maniere differenti a seconda che si sia ancora a livello di progettazione o si sia reduci.

Un abbraccio con il cuore.
 
Re: Parliamone ...

Vorrei anche io, umilmente, esprimere la mia opinione su questo argomento, ben lungi, come Sardina, dal considerarmi la depositaria del Verbo.
Cos'è il Cammino di Santiago.
Fin dai miei primi faticosi passi arrancando su per i Pirenei, con scarponi troppo grandi e con uno zaino sbagliato e troppo appesantito dalla mia inesperienza, cominciai a pormi timidi interrogativi, tentando di spiegare a me stessa perché mi trovavo lì.
Cosa ci faccio qui?
Perché accetto di sottopormi volontariamente a questa fatica?
Cos'è che mi fa andare avanti nonostante tutto?
Ce la faro'?
E poi le riflessioni.....il Cammino è metafora della vita...il Cammino comincia prima nella mente...il Cammino vero è quando si torna alla quotidianità...il Vero Cammino è........................
Beh, io non lo so cos'è il Cammino.
Non lo so ora dopo tanti km percorsi, come avrei potuto parlarne prima, quando le mie conoscenze non erano altro che teoria?
E qui mi trovo totalmente d'accordo con Sardina.
Il cammino va "vissuto".
Dopo, non siamo piu' gli stessi.

Con il cuore.
Come sempre.
 
Cos'è per me il Cammino...
...in teoria non potei dirlo dato che non lo ho ancora fatto e passeranno diversi mesi prima che parta, ma in realtà posso dirlo dicendo cosa mi spinge, o mi attira, o entrambe le cose.

MI ha spinto il desiderio di muovermi di nuovo e muovendomi in senso fisico muovermi anche in senso metaforico, rimettermi in cammino e gettarmi in una "impresa" che per me, ancora in sovrappeso e reduce da diversi traumi e operazioni non sarà facile, certo, ma che sento non sarà nemmeno così difficile.
Per me il cammino è riacquistare fiducia nella Vita, nella mia capacità di viverla appieno e non "sopravviverla", è saper rinuciare a tante cose che pensiamo ci servano dal cellulare ai venti cambi di vestiario nell'armadio alle 10 maglie diverse e così via, a tante cose che (io per primo) acquistiamo per cercare di colmare un vuoto che le cose non possono colmare.
Mi spinge la certezza che il Cammino sarà quel catalizzatore in grado di far consolidare nuovamente le mie energie, di far risorgre i miei progetti, di riportarmi all'origine delle cose, di farmi ricordare ancora il vero valore delle cose e delle persone, di farmi apprezzare ancora il tempo e il silenzio che una volta amavo.
Di riportarmi contemporaneamente indietro e avanti nel tempo e nello spazio per riacquistare quella confidenza con la natura e con la mia anima che da tempo stento a trovare.
Il Cammino è il mio "bagno rigeneratore", di cui ora sento di avere una necessità assoluta e che farò, non perchè lo spero, ma perchè so che così sarà.
E so che ogni mio passo donerà un po' di me e assorbirà un po' di ciò che vi ha lasciato chi l'ha fatto prima di me con il cuore.

Questo è il mio cammino e lo sento tale che potrei quasi descriverlo fin da ora senza viaggiare per nulla con la fantasia, ma non è mia intenzione farlo perchè mancherebbe qualcosa, quel qualcosa che lo renderà meraviglioso e unico come è stato per ognuno di voi, quel qualcosa che vivrò solo facendolo tra qualche mese.
 
Tante definizioni comprensibili e apprezzabili del Cammino e tante motivazioni, su questo e su altri thread, ma colpisce il fatto che è rara quella che dovrebbe essere la motivazione principale: il pellegrinaggio religioso o almeno religioso-spirituale. Il camminare per raggiungere la tomba dell'Apostolo, il camminare per pregare non sono riuscito a percepirlo se non in casi rari e per me fortunati, come l'incontro e la preghiera in comune con dei messicani a Villatuerta. Per il resto, spero di sbagliarmi, sembra che le motivazioni siano altre: turismo, sport, scoperta, sfida con sé stessi. Tutte cose per le quali non è necessario scomodare S. Giacomo e il suo Cammino, il mondo è pieno di percorsi trekking, anche più interessanti. Forse in buona fede c'è stata troppa pubblicità. A tante domando non ho saputo dare risposta: chi e con quali intenzioni, ad esempio, ha perso tempo a riempire il Cammino di cuori e cuoricini con tanto di fiori, new age? E la processione di zombi che il 21 giugno è partita da Praza do Obradoiro per Rua do Franco non avrebbe trovato una location migliore a Ibiza? Per non parlare dell'avviso in bella mostra all'albergue di Negreira, dove si nega l'ingresso a chi si presenta in evidente stato di ebrezza o di alterazione da stupefacenti. Speriamo che il 2010 porti nuove energie e antiche motivazioni.
 
Hi!
completamente d'accordo con Enzo,anzi ho visto che l'aspetto religioso(cristiano-cattolico)che pure ha dato nome a paesi ,chiese,monumenti lungo il Cammino, si riesce a scoprire solo con qualche difficoltà:vi è qualcuno del Forum che ha avuto la possibilità di sentire Messa ogni giorno durante il Cammino? Io no e qualche volta neanche la domenica.(eppure ho percorso il Cammino più volte).Questo è,per me,uno dei pochi aspetti negativi di una esperienza per tanti altri versi affascinante.Ciao
Francesco
 
Non solo poche volte si riesce ad andare a messa ... ma nemmeno trovi le chiese aperte.

E non sto parlando di chiesette sperdute ma anche di chiese nelle città e penso basterebbe poco per tenerle
aperte durante il giorno. Quassù da noi in valle le chiese si aprono all'alba e si chiudono al tramonto.

Buen Camino
Edo
 
Vedi caro Edo non vorrei che trovare le chiese chiuse sul Cammino diventasse un alibi,io nei miei Cammini ho provato ad andare a messa e trovare cinque pellegrini quando nel rifugio c'è nerano settanta.
Il problema è reale,quello delle chiese chiuse,ma non credo che centri molto con il Cammino,chi vuole pregare lo può fare anche al di fuori della chiesa.Questo naturalmente è il mio pensiero,condivisibile o meno.Un abbraccio ci vediamo a settembre,poco fa ho sentito Franco e Giuseppe sono a Puente la Reina .
Un abbraccio Vittorio ULTREJA SEMPRE
 
D'accordissimo su questo zioVittorio,
gli alibi ce li costruiamo dentro di noi .. chi vuol pregare prega ovunque e comunque ....
non è di certo il luogo ne il momento che fanno una preghiera più gradita di un'altra...
come non sono i km percorsi che fanno un pellegrino migliore di un'altro.

Ma un pò più di chiese aperte sul cammino sarebbe auspicabile sia per chi vuol trovare
un momento di raccoglimento come per chi vuole ammirarne la bellezza ....
e dicendola tutta anche un pò meno fretta da parte di chi celebra non sarebbe una malvagia
idea .... i 14 minuti di una messa a Villafranca sono stati un record...

A settembre ti aspetto per un vaso de tinto ... offro io... anzi no ... facciamo offrire
al viceaiutosottomozzo che deve festeggiare la promozione a aiutosottomozzo.... :D :D
Un abbraccio
Edo
 
Caro Edo daccordissimo su tutto,mentre ero hospitalero a San Nicolas ho visto il prete arrivare in motorino già vestito con i paramenti dire la Messa in 15 minuti risalire in motorino ed andare a dire la messa in un'altra Parrocchia.Il problema è reale ma di difficile risoluzione visto la situazione della Chiesa in Spagna.
Ha proposito del viceaiutosottomozzo questa mattina alle otto mentre eravamo in Cammino verso il Santuario di Savona mi ha chiamato Giuseppe e mi ha detto che era ancora sotto le coperte a quell'ora a poltrire e non ne aveva voglia di camminare..... :D e tu vai a promuovere certa gente :D :D
Ciao Edo un abbraccio ci vediamo a settembre e naturalmente paghera il viceaiutosottomazzo :D :D
ziovittorio ULTREJA SEMPRE
 
queste sono le varie leggende metropolitane su franco maia...una
fazione basca indipendentista...leggi giuseppe sta parlando male del peregrino Franco...che sia per il nome che porto....in spagna sapete vi sono due parti politiche ...yo soy dalla parte avversa...un po- come da voi italiani
con berlusconi...
La verdad ... troppe invidie dei liguri verso i pellegrini trentini..
un bacione da Logrono...RioJa...tapas y vino Rojo crianza ..spagna

Ultreya Franco
 
Ricevo e fedelmente trascrivo,il nuovo nome di Francomaia da oggi è "Capelli d'argento" :lol: :lol:
domani mi sarà detto il perchè ma ho paura che si sia messo su una cattiva strada,altro che complotto dei pellegrini liguri.ciao ziovittorio :D :D ULTREJA SEMPRE
 
Hi!
La mia esperienza è questa:ho fatto il Cammino di Santiago alcune volte e ho camminato in Francia lungo le GR(soprattutto la 65 detta via podiensis):emozioni,sensazioni,cordialità e accoglienza sono identiche,ho incontrato gente meravigliosa sia in Spagna che in Francia, nessuna diffrenza,mi sono fatto l' opinione che sia il camminare in se che ci mette nelle condizioni migliori per avere questo tipo di esperienza.La domandaè: perchè Il cammino di Santiago?che cosa ha in più?Pensavo che la difefrenza fosse la dimensione cristiana cattolica di tale viaggio,ma ahimè,sono stato sfortunato. E voi?
Ciao
Francesco
 
Premetto che non mi considero religioso in senso stretto, nè praticante nè osservante, forse èperchè ho passato molti anni a stretto contatto con la chiesa intesa come struttura gerarchica.
Faccio il cammino per questioni spirituali e se arrivo in fondo senza aver sentito una messa la cosa non mi turba più di tanto.
Ma ora mi voglio porre un momento nei panni del cattolico serio e farmi alcune domande:
- Non è forse vero che Gesù stava in mezzo a pubblicani e peccatori? allora, dov'è il problema se tanti che percorrono il cammino non lo fanno per motivi religiosi? Non è probabile che qualcuno si riavvicini a Dio proprio sul cammino?
- Se tra qualche anno scoprissimo che San Giacomo non è mai stato in Spagna, che Santiago di Compostela è una "bufala", il cammino e i pellegrinaggi di migliai di persone perderebbero valore? Credo proprio di no. Quella di Santiago è una "scusa" (passatemi il termine), o meglio un tramite, un catalizzatore per portare migliaia di persone verso una meditazione, una preghiera un cammino religioso. L'arrivo a Santiago è un bell'obiettivo, ma con la religione non c'entra necessariamente. C'entra piuttosto come lo affrontiamo e in cosa crediamo.

Personalmente ho scelto il cammino come ritorno alla vita attiva (finalmente potrò camminare di nuovo tra qualche settimana) per motivi che potranno anche scandalizzare i più pii, (comodità organizzativa, albergues, facilità nel reperire le informazioni, clima, altimetria ecc.), ma anche perchè credo di poter prendere qualcosa (e magari lasciare qualcosa anche io) calpestando le orme di tutti quelli che (cattolici o meno) hanno percorso il cammino cercando qualcosa, con una spiritualità vera, ostentata o no, ma con l'energia dello spirito.
Per questo sinceramente non mi preoccupo per la compostela: se si fideranno dei mei selli e me la daranno bene, un ricordo in più, se non me la vorranno dare non starò nemmeno a chiederlo una seconda volta. Saremo io e la mia coscienza a sapere quanta strada ho fatto e perchè, non di certo un pezzo di carta e credo questo valga per tutti.

Se tutto va bene l'anno seguente toccherà alla Scozia (terra che amo) e poi ad altri paesi e cammini, religosi e non, nei quali porterò sempre la mia spiritualità, comprensione e tolleranza cercando di convivere al meglio con chi è lì per motivi strettamente religiosi.

Ciao !
 

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