Ricordi il vento, l’acqua , il freddo , il caldo, la fatica del Cammino di Santiago.??
I primi di maggio, Antonio ha iniziato il suo speciale cammino, su una sedia a rotelle da lui stesso modificata per raggiungere la città della Galizia, alla ricerca del volto di Cristo.
Al suo ritorno a casa vorremmo che trovasse una serie di biglietti, cartoline, messaggi di pellegrini, che testimoniassero che nel suo speciale cammino, non era mai solo, ma aveva al suo fianco tutti noi.
Per te, per noi un semplice gesto, quello di scrivere e spedire un pensiero; per Antonio, che ha affrontato le fatiche del cammino e che ha messo in gioco tutto se stesso, la conferma della solidarietà, dell'affetto con i quale è stato seguito e un invito a non mollare mai e di andare avanti sempre.
"ULTREYA e SUSEYA"
Puoi seguire il cammino di Antonio sul Blog all'indirizzo:
https://blog.libero.it/Unviaggiodifede/c ... 1209992452,
Antonio apre il suo blog con queste parole:
"Il cammino verso Santiago de Compostela è un viaggio alla ricerca di se stessi e di ciò che è autentico. È una esperienza singolare che conserva ancora oggi le sue forme tradizionali: ci si muove a piedi o a cavallo, con l'unica aggiunta moderna della bicicletta. Adesso anche in carrozzina (perché NO?!). Lungo gli itinerari, i tracciati principali non sono andati incontro a modifiche rilevanti nel corso dei secoli. I percorsi che portano a Santiago sono stati dichiarati ’patrimonio dell'umanità‘ dall'Unesco nel 1993 e ’itinerario culturale europeo‘ dal Consiglio europeo nel 1987.
È da tempo che penso di intraprendere questa avventura, ora mi piacerebbe affrontarla, in carrozzina e easybike. Sarà dura, difficoltosa, ma sono certo di farcela, la mia scelta è sostenuta da una motivazione importante.
Io sono un ragazzo di 31 anni e da quasi 4 a causa di un incidente stradale in moto sono costretto in carrozzina. Vivendo questa nuova realtà ho imparato a riscoprire ogni giorno sensazioni, fisiche e non solo, che davo per scontate, ho imparato ad ascoltare emozioni nuove, ed è stato il mio nuovo modo di considerare la realtà che mi ha portato a questa iniziativa. Vorrei sensibilizzare l'intera società di fronte alla capacità e alla volontà di movimento di noi diversamente abili e, rivolgendomi a tutte le persone che si trovano nella mia stessa situazione, dico che non dobbiamo vivere nell'ombra e che dobbiamo invece far vedere che esistiamo anche noi! Troppo facile arrabbiarsi e prendersela con il mondo intero, chiudersi tra le quattro mura di casa, magari davanti al pc o alla playstation. La vita va vissuta e apprezzata, non dimenticando mai che è un dono. Bisogna aver fiducia in se stessi sempre, contare prima di tutto sulla propria volontà. Mio nonno mi diceva sempre: «Aiutati che Dio ti aiuta», ed è proprio così! Il mio è un carattere positivo, ma è grazie alla fede che ho sempre fronteggiato tutte le difficoltà con determinazione.
Questa sfida personale la affronterei anche e soprattutto in nome di tutte le persone, sia i disabili sia i loro familiari, che vivono con la tristezza nel cuore la quotidianità della disabilità, e talvolta con la disperazione di chi impotente non sa trovare una via alternativa per far fronte alla situazione."
Dopo aver letto queste parole, assaporato il loro significato, non puoi non andare a comprare un bel biglietto, scrivere un tuo pensiero, un augurio e inviarlo a questo speciale pellegrino, all’indirizzo:
Antonio Spica
Viale dei Giardinetti, 248
00133 Roma
....... firmando premettendo al tuo nome, la parola "pellegrino" (es. pellegrino Francesco, da Grosseto) oppure senza "pellegrino" se non lo sei, ma vuoi comunque partecipare.
..... e sarebbe veramente bello che Antonio fosse sommerso da una valanga di cartoline.
Se lo ritieni opportuno, gira questa mail a qualche amico pellegrino di tua conoscenza e che il tam-tam "pellegrino" si diffonda su tutta la "giungla".
Grazie popolo di pellegrini.
Francesco Dragoni, da Grosseto
Oriano Rinaldo, da Belluno