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Per la speranza degli uomini

ziovittorio

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Questa mattina ho letto sulla Stampa un articolo del Sig.Piergiorgio Odifreddi molto dettagliato sulla NON esistenza di Dio,e mi sono chiesto,che speranza possa avere l'uomo, ho meglio l'umanità.Perchè tutto questo affanarsi,a scrivere libri,a indire conferenze,a ribadire a ogni evenienza che Dio non esiste? Io non ho una risposta a tutto questo,ma mi ha assalito una grande tristezza,per chi mi conosce sa quanto ho pellegrinato nella mia vita,per me andare sul Cammino di Santiago è testimoniare Cristo, pregare ad alta voce sulle mestas assolate per me è la gioia più grande,il pellegrino è un portatore di fede e di pace.Io sono un credente che ha avuto la grazia della Fede e non mi rassegnerò mai e combattero sempre,con le armi dell'amore per il prossimo il Sig. Odifreddi ....di turno.
Scusate lo sfogo vi voglio bene un abbraccio a tutti ziovittorio ULTREJA SEMPRE
 
ziovittorio ha scritto:
Io sono un credente che ha avuto la grazia della Fede e non mi rassegnerò mai e combattero sempre,con le armi dell'amore

Zio Vittorio, io posso condividere il tuo pensiero e il tuo dispiacere, ma come dici tu, hai avuto la grazia della Fede, ci sono persone che non l'hanno avuta e magari l'hanno cercata, ma non l'hanno ancora trovata.
Non mi è piacuta la tua .... "per il prossimo il Sig. Odifreddi ....di turno"

Nella mio cammino di vita, ho la "fortuna" di aver incontrato un Monsignore ora Vescovo e ascoltando le sue parole, ci diceva che per lui chi bestemmia in fondo è una persona che ha una sua fede, ma deve ancora trovarla e il suo scopo è aiutarlo a trovarla.

Io credo fermamente che in fondo tutti noi abbiamo un nostro credo e una nostra fede e chi dice di non averla è perchè non ha mai voluto veramente ascoltarsi dentro.

Credo anche che sia lecito che ognuno professi la propria fede e il proprio credo come meglio si sente, ma nel rispetto per gli altri.
 
Ognuno fa il suo Cammino mio caro amico, ognuno diverso, ognuno unico.
Quando ho fatto il Cammino nel 2006 non guardavo, l'anno dopo da ospitalero a Najera giudicavo chi arrivava per come arrivava, malvedevo chi si faceva portare lo zaino dal taxi o saltava una tappa sostenendo il loro NON cammino.
Poi, a Granon, nella seconda esperienza da ospitalero ho capito, ho imparato a non giudicare, ho imparato a guardare, ho imparato a capire il vuoto che c'è nelle persone.
A Granon ho incontrato il Signore dopo molti anni, anni in cui sostenevo la tesi dell'amico giornalista, anni in cui la Sua assenza rafforzava le mie convinzioni.
Ma ero io a non cercarlo, chi passa per il Cammino di Santiago in gita domenicale non vede la freccia gialla, ma al pellegrino che la cerca non ne sfugge una.
Segui il tuo Cammino e, se puoi, indicalo a chi lo ha smarrito o non l'ha mai trovato, solo con l'amore si può cambiare il mondo, solo accogliendo i "diversi" si aprono le porte al Signore.
Enrico
 
Una testimonianza come quella di Enrico l' hospitalero apre davvero il cuore alla speranza che le persone come l' "Oddifreddi di turno" possano avere la Grazia della Fede di cui tu, caro zio Vittorio, sei molto evidentemente pervaso. C'è da dire: fortunati chi, come te, hanno questa Fede incrollabile e battagliera atta a conquistare le anime che si sono perse per strada o la strada ancora non l' hanno trovata. Ma non posso non essere d' accordo con Enrico ed Emanuela che invitano alla tolleranza : "ho imparato a guardare e a non giudicare" .... parole bellissime : sopratutto ..... parole umane ..... di quell' umanità che, se ci si guarda bene attorno, se ne vede sempre meno e malinconicamente non si può che augurarsi che l' indifferenza, che è il vero male dell' Uomo di oggi, possa diminuire fino allo scomparire. Allora, e solo allora, dico io, credenti e atei si troveranno a convenire sull' esistenza di Dio che è Amore e non Indifferenza che è il suo esatto contrario!
E sarà un abbraccio come quello di noi Pellegrinipersempre quando ci troviamo o ci rincontriamo.
Ultreya sempre. Renzo
 
Cari Emanuela ,Enrico e Renzo,vi assicuro che non voglio giudicare nessuno,ma leggendovi mi ha assalito una strana senzazione,la senzazione che farei bene a stare zitto e non parlare di Fede per non urtare la libertà ho il non credere di altre persone.Scusate ancora un abbraccio ziovittorio ULTREJA SEMPRE
 
Carissimo ziovittorio leggendo le risposte degli altri pellegrini non ho sentito quello che tu dici ma ti capisco benissimo perchè purtroppo nel parlare comunemente con le persone anche io ho provato quella sensazione. Aver Fede è sicuramente un grosso dono, in particolar modo nei momenti difficili, e comunque a volte non se ne parla, nel mio caso non per non urtare i non credenti, ma per evitare polemiche che non portano da nessuna parte. Un grosso e affettuoso abbraccio Maria
 
Carissima Zena (Maria) hai perfettemente ragione le polemiche non portano da nessuna parte ma a volte avverto forte quella senzazione che parlare di Fede irriti molti,ma io penso che per un pellegrino andare sul Cammino e testimoniare il Cristo sia il minimo che possa fare. Un abbraccio forte ziovittorio ULTREJA SEMPRE
PS. A PROPOSITO tanti tanti auguri per Santa Maria
 
caro ziovittorio, io non entro volentieri in queste discussioni perchè non mi sento, e non sono, all'altezza di farlo.
Vorrei precisare però che sentirti parlare della tua fede non mi irrita assolutamente. Anzi.
Rispetto la tua fede, e se ne parli ti ascolto, magari in silenzio, ma ti ascolto.
Vorrei non ci fossero barriere tra credenti, 'dubbiosi' e non credenti, bensì capacità di dialogare e di volersi bene. E neanche timore ad esprimere la propria fede, o non fede.
Ascoltarsi e comprendersi.
Credo anche che in tanti ci stiamo provando qui su questo forum. Ad ogni modo dovremmo farlo, sennò il nostro cammino non avrebbe senso.
Un grande abbraccio
Sylvie
 
Carissima Sylvie, quando faccio l'hospitalero a San Nicolas,ti giuro che ho sempre accolto tutti i pellegrini lavandogli i piedi e non mi sono mai chiesto se avevano Fede ho meno,ho sempre tratto insegnamento da Gesù che diceva "Io sono venuto per servire non per essere servito" queste parole sono uno dei pilastri portanti della mia vita. "(rivendico solo di poter esprimere la mia gioia parlando di Gesù)" senza leggere qualche sfumatura,tra le righe,di derisione. Andare sulle mesetas e pregare ad alta voce per me è una delle gioie più grandi.
Un abbraccio forte forte da ziovittorio ULTREYA SEMPRE :Ciao:
 
Zio Vittorio matamoros....attento che ti mettono la mezza luna sul tetto e una sul motocarro
con affetto Franco
 
ziovittorio ha scritto:
Cari Emanuela ,Enrico e Renzo,vi assicuro che non voglio giudicare nessuno,ma leggendovi mi ha assalito una strana senzazione,la senzazione che farei bene a stare zitto e non parlare di Fede per non urtare la libertà ho il non credere di altre persone.Scusate ancora un abbraccio ziovittorio ULTREJA SEMPRE
Mi pareva ovvio che fosse trasparsa, anche dai miei precedenti post in cui esprimevo la mia opinione sul Cammino di Fede, che anche io credo che così si debba intendere il Pellegrinaggio alla tomba del Santo Apostolo Giacomo. Solo mi ha impressionato molto il messaggio di Enrico che mi ha fatto riflettere in questo modo: io ho fatto il mio Cammino con Fede, con Fede ho accettato la sua interruzione, cogliendola come un disegno Divino, dal quale dovevo prendere una lezione di umiltà (che mi stava pure bene).
Non ho potuto peraltro non fare un ragionamento di questo tipo: se la gran parte di Pellegrini fa il Camino con scopi diversi o non pervasi da quella Fede cui, non per nostro merito, ma semplicemente per fortuna, noi siamo stati "chiamati" ...... perchè impedirlo? (E mi rifaccio alla mia esperienza personale che, tranne a Roncisvalle, nelle altre chiese dove si celebrava la messa anche per i pellegrini -di questi ce n' erano ben pochi! -)
Perchè impedire a Oddifreddi o a chicchessia, ateo dichiarato, (uno di questi ha fatto con me sette tappe del Cammino e non ti dico quento è servito ad entrambi parlare di Dio, delle motivazioni che inducono a perseverare in quella Fede che ci è stata donata ..... ecc, ecc,) di provare quelle emozioni che magari saranno sicuramente diverse dalle nostre; ma perchè, dico io, non lasciare loro questa possibilità?
Ecco perchè io credo, con Fede, che la tolleranza per gli altri che non hanno le nostre stesse idee, qualifichi l' uomo cristiano cattolico ... lo rende speciale!
E chi ci dice che gli "spropositi" scritti e raccontati dal Sig. Oddifreddi di turno non diventino poi materia per la maggior gloria di Dio? Che ne sappiamo noi? Le vie del Signore, tu mi insegni, sono infinite. Ebbene accogliamo con serenità la Sua volontà.
Spero, con tutto il cuore, che questa mia risposta ti rassereni in modo che di Fede si parli ancora su questo Forum perchè di essa, tutti, ne abbiamo bisogno : anzi, che cosa saremmo senza Questa?
Un forte abbraccio ed un Ultreya sempre. Renzo
 
Sempre bello leggere qui le parole di tutti voi, che intravedo in microscopici avatar e di cui intuisco uno sguardo vivo e curioso.

In effetti leggendo il primo intervento di ZioVittorio, che saluto, ho percepito nelle sue parole un bel 'fastidio' in quel che aveva letto nella lettera al giornale, forse proprio uno ‘scandalo’ dal suo punto di vista...
Zio però ha cercato qui, nella comunità moderna e telematica di cui ora faccio parte, ha cercato un conforto (uno sfogo?!) ai suoi pensieri, quindi c'ha messo del suo, ha rischiato di mostrarsi ‘nudo’, donandoci le sue riflessioni, non filtrate e 'logiche', ma pure anche se non politicamente-corrette ;)

Gli interventi seguenti degli altri pellegrini, hanno cercato di 'dimostrare' con affetto ma quasi scientificamente, che è la tolleranza l'arma vincente, dando di riflesso l’idea che Zio-Matamori-Vittorio poco lo fosse stato nell’esternare il suo stato d’animo.

Così facendo però a loro volta potrebbero diventarlo essi-stessi in un turbillon di meta-dimostrazioni che non portano da nessuna parte, se non nella direzione 'io-ho-più-fede-di-te', e questo mi proietta film 'de-paura' con roghi e cavalli imbazzarriti e ammazzamori di qua e ammazzacristiani di là, crociate fatte perché dovevano essere fatte, templari scannati che ancora riverberano improbabili confessioni e ancora lì dove solo la nostra fantasia può portarci, davvero intolleranza (paraventa e furba direi io) dove al solito sempre gli stessi ci rimettono...

Io vorrei dire ‘soltanto’ questo: se è vero che è importante la tolleranza, secondo me è altrettanto importante (seconde me ‘di più’) il desiderio di porsi in ascolto.

Un ascolto silenzioso lì dove la tolleranza deve ancora arrivare, poiché la tolleranza arriva lì dove abbiamo già 'giudicato' ed emesso un verdetto anche se di ‘bontà’: com’è bello sentirsi buoni in effetti, e a volte anche dimostrarlo al cattivone - ehm cattivona - di turno!) ;)

L'ascolto invece richiede una curiosità dell'altro che scala le difficoltà del pregiudizio, ammette la fatica della sospensione del giudizio, al contrario della tolleranza che 'accetta-nonostante'.

La Fede senza Amore non è nulla’, mi ricordo delle parole di S.Paolo nella sua lettera ai Corinzi (quale?! uh…non fatemi ricorrere a Google eh), le emozioni passano da Kieslowsky a Coelho a Preiser alias Van den Budenmayer del bellissimo ‘Film Blu’; Amore dappertutto con gli occhi che ascoltano senza distrazione…

Ma… già, siamo uomini: con mille pensieri, a volte inconsapevolmente inutili e pesanti; che bello sarebbe andare in giro senza ‘sto zaino così ingombrante, prenderci per mano e camminare insieme, nel silenzio rotto solo dai nostri passi e dai nostri pensieri più leggeri.

...un abbraccio a tutti.
 
Carissimo Santiago,accetto senzaltro con molto entusiasmo,prendiamoci per mano e camminiamo insieme nel silenzio rotto dai nostri passi e da i nostri pensieri,e non parliamo più di intolleranza che con le mie idee proprio non centra assolutamente nulla e sono molto dispiaciuto di aver dato questa impresione,anche perchè sono un'hospitalero, oltre che un pellegrino, e per me chi si è fermato nel mio rifugio è sempre stato accolto con amore senza pensare se aveva Fede ho meno. Un abbraccio forte da ziovittorio ULTREJA SEMPRE
 

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