Mi è sempre piaciuto camminare. Solitamente su e giù per i monti, per le "mie" montagne qui vicino, in provincia Granda. Frequenza altalenante... avevo ripreso a andare per cime con una certa intensità tra il 2005 e il 2006. Poi a inizio 2007 conosco Fra e dal momento che lui non ama camminare, per quell'anno registro pochissime uscite 
Ma la voglia di alta quota, di aria fresca e leggera, di panorami mozzafiato cresce sempre di più, per tutto l'inverno scorso. E così quest'anno mi sono messa all'opera per recuperare tutti i km non fatti lo scorso anno, tanto più che più cammino adesso e più sarò allenata per il mio Camino, no?
E c'è una fondamentale novità:
stanca di dover rinunciare alle gite per mancanza di compagnia, dico "basta" e vado da sola.
Ho iniziato con uscite facili in zone che conosco bene. Per mettermi alla prova. Per vedere e capire se potevo davvero riuscire a andar per monti senza nessuno insieme. E mannaggia! Ho scoperto che le uscite in solitaria mi piacciono un sacco!
Da sola ho la possibilità di riflettere, i sensi sono molto più attenti a cogliere tante sfumature intorno a me, nel silenzio è possibile riuscire a incontrare molti più animali selvatici.
Lo scorso fine settimana ho affrontato un'escursione molto più impegnativa. Ed è stato bellissimo. Un'emozione immensa essere ieri mattina a 2900 m, seduta in vetta, solo io e il vento, anche se in realtà non mi sono mai sentita sola, per nessun momento.
Qui qualche scatto che però non rende giustizia a quello che è lassù:
https://www.flickr.com/photos/spinone/tags/pagarì/
E' stata quasi una versione micro di un pellegrinaggio. Era, in un certo senso, una prova, a me stessa, ma soprattutto alla mia famiglia, che se voglio posso riuscire. Anche se la strada è lunga e potenzialmente "pericolosa".
E' stata davvero una grande soddisfazione riuscire e ha significato molto per me. Al punto che scendendo dalla Cima Pagarì ho deciso di raccogliere un sasso e di portarlo a casa con me, per lasciarlo poi -chissà quando- alla cruz de hierro.
La cosa peggiore è stata il ritorno a casa. Quando appena scesa dalla macchina, con ancora negli occhi le montagne, nelle orecchie il cantare del vento tra le cime, nel cuore le emozioni che avevo provato, sono stata accolta da Fra che invece di chiedermi com'era andata, mi ha chiesto se "mi ero tolta una volta per tutte 'sta insana voglia di montagne"... e quando ho cercato di raccontargli com'era stato e cosa avevo provato mi ha liquidato con critiche e scarcasmo
Ma io so che qui potete capirmi
[perché mi capite, vero? oppure anche voi, come Fra, pensate che sono una pazza?... :? ]
Qui alcune note buttate giù ieri sera sul mio blog:
https://mongioie.blogspot.com/2008/07/cima-pagar-2905-m-slm.html
ciao
Irma
P.S. Al rifugio, sfogliando il libro degli ospiti, ho trovato un messaggio -recente- di un ragazzo di Cuneo (mi pare) che ha scritto di essere in "allenamento per Santiago"
P.P.S. Combinazione (o segno del destino?), il percorso per raggiungere il Rifugio parte dalla frazione S. Giacomo di Entracque
Ma la voglia di alta quota, di aria fresca e leggera, di panorami mozzafiato cresce sempre di più, per tutto l'inverno scorso. E così quest'anno mi sono messa all'opera per recuperare tutti i km non fatti lo scorso anno, tanto più che più cammino adesso e più sarò allenata per il mio Camino, no?
E c'è una fondamentale novità:
stanca di dover rinunciare alle gite per mancanza di compagnia, dico "basta" e vado da sola.
Ho iniziato con uscite facili in zone che conosco bene. Per mettermi alla prova. Per vedere e capire se potevo davvero riuscire a andar per monti senza nessuno insieme. E mannaggia! Ho scoperto che le uscite in solitaria mi piacciono un sacco!
Da sola ho la possibilità di riflettere, i sensi sono molto più attenti a cogliere tante sfumature intorno a me, nel silenzio è possibile riuscire a incontrare molti più animali selvatici.
Lo scorso fine settimana ho affrontato un'escursione molto più impegnativa. Ed è stato bellissimo. Un'emozione immensa essere ieri mattina a 2900 m, seduta in vetta, solo io e il vento, anche se in realtà non mi sono mai sentita sola, per nessun momento.
Qui qualche scatto che però non rende giustizia a quello che è lassù:
https://www.flickr.com/photos/spinone/tags/pagarì/
E' stata quasi una versione micro di un pellegrinaggio. Era, in un certo senso, una prova, a me stessa, ma soprattutto alla mia famiglia, che se voglio posso riuscire. Anche se la strada è lunga e potenzialmente "pericolosa".
E' stata davvero una grande soddisfazione riuscire e ha significato molto per me. Al punto che scendendo dalla Cima Pagarì ho deciso di raccogliere un sasso e di portarlo a casa con me, per lasciarlo poi -chissà quando- alla cruz de hierro.
La cosa peggiore è stata il ritorno a casa. Quando appena scesa dalla macchina, con ancora negli occhi le montagne, nelle orecchie il cantare del vento tra le cime, nel cuore le emozioni che avevo provato, sono stata accolta da Fra che invece di chiedermi com'era andata, mi ha chiesto se "mi ero tolta una volta per tutte 'sta insana voglia di montagne"... e quando ho cercato di raccontargli com'era stato e cosa avevo provato mi ha liquidato con critiche e scarcasmo
Ma io so che qui potete capirmi
[perché mi capite, vero? oppure anche voi, come Fra, pensate che sono una pazza?... :? ]
Qui alcune note buttate giù ieri sera sul mio blog:
https://mongioie.blogspot.com/2008/07/cima-pagar-2905-m-slm.html
ciao
Irma
P.S. Al rifugio, sfogliando il libro degli ospiti, ho trovato un messaggio -recente- di un ragazzo di Cuneo (mi pare) che ha scritto di essere in "allenamento per Santiago"
P.P.S. Combinazione (o segno del destino?), il percorso per raggiungere il Rifugio parte dalla frazione S. Giacomo di Entracque

