Che pellegrinaggio faccio? E’ il dubbio che mi ha arrovellato quest’anno.
Per modo di dire perché……avercene di queste perplessità! Significa che se queste sono le preoccupazioni tutto il resto va a gonfie vele. In realtà non è proprio così ma i 30 giorni di cammino all’anno sono un’occasione troppo ghiotta per essere affrontata con superficialità.
A settembre ho iniziato a prendere in considerazione la partenza da Santander per Oviedo ed il Cammino Primitivo fino a Santiago. Nello stendere l’itinerario, una volta giunto a Lugo, con il pensiero già rivolto alla marea di pellegrini che avrei incontrato sul Francese, ho optato per il proseguimento verso Sabrado des Montes (su quello del Nord) per ritardare l’immissione fino ad Arca. Poi mi sono detto: perché per evitare il traffico non devio sull’Inglese da Ferrol? Intanto il tragitto si allungava sempre più ed i mesi passavano senza che una decisione definitiva venisse presa. Nel contempo le notizie su una affluenza record in quest’Anno Santo Composteliano si accumulavano e facevano pensare che anche sui Cammini cosidetti minori qualche problema di affollamento poteva esserci.
Allora ho preso, come si suol dire, il toro per le corna e mi sono detto: Niente Santiago quest’anno.
Dopo essermi barcamenato un po’ tra altre opzioni tutte italiane (Cammino Celeste…Francigena del Sud….Brescia-Assisi…ecc) ho pensato alla Francia.
Ho scartato subito il classico cammino da Le Puy a SYPP perchè gettonatissimo e, si dice, con GE prenotate con largo anticipo nei mesi estivi. Tours e Velazy perché non mi ispiravano.
Mont S. Michel? Dal Monginevro ad Arles? La Via del sud tra Italia e Arles? Ma! Forse ancora poco segnalizzate.
Insomma: un gran casino!!
Poi mi sono detto: ma che cosa ti attrae?
L’Aragonese (ma volevo tenerlo come opzione per gli anni in cui non potrò disporre di periodi lunghi), Lourdes (perché dopo Fatima dello scorso anno ci sta proprio bene un ritorno a casa della Signora), la Francia del sud per congiungere, e non solo idealmente, Roma a Lisbona. Inizialmente avevo pensato alla Via Tolosana ma poi mi sono imbattuto nella Voie du Piemont Pyreneen. Un’illuminazione!!
L’antica via percorsa dai pellegrini italiani verso Compostela attraverso il Somport, la terra dei Catari, la prima Crociata, le grotte di Mas d’Azil, i verdi Pirenei a sinistra per 400 km e poi valicati lungo la val d’Aspe per la brulla terra d’Aragona, gli albergue ancora della “prima ora” La Pena, La Foz, Laire, Eunate.
Ho deciso: Carcassonne-Pamplona lungo la Voie du Piemont Pyreneen e l’Aragonese sarà il Cammino di circa 700 km che percorrerò quest’anno nei mesi di luglio/agosto.
Contrariamente agli altri anni sono nettamente in ritardo nella preparazione logistica. Ho già saccheggiato internet, ho il descrittivo di Flavio ed i pellegrini amici mi hanno dato ottimi consigli su come muovermi ma per il tratto francese dovrò procurarmi una guida cartacea più dettagliata.
Dovrò superare anche il solito gap della lingua e la novità dell’organizzazione francese. Ma se da un lato queste cose mi preoccupano dall’altro mi sono da stimolo per percorrere strade nuove anche da un punto di vista culturale. D’altro canto i Cammini sono sempre serviti anche a questo: far incontrare culture diverse e fonderle in nuove. Magari alla fine del Cammino avrò rivisto il mio preconcetto verso i cugini!! :lol:
Per ora è tutto…ma dovevo dirvelo…per condividere l’attesa.
Ermanno
Per modo di dire perché……avercene di queste perplessità! Significa che se queste sono le preoccupazioni tutto il resto va a gonfie vele. In realtà non è proprio così ma i 30 giorni di cammino all’anno sono un’occasione troppo ghiotta per essere affrontata con superficialità.
A settembre ho iniziato a prendere in considerazione la partenza da Santander per Oviedo ed il Cammino Primitivo fino a Santiago. Nello stendere l’itinerario, una volta giunto a Lugo, con il pensiero già rivolto alla marea di pellegrini che avrei incontrato sul Francese, ho optato per il proseguimento verso Sabrado des Montes (su quello del Nord) per ritardare l’immissione fino ad Arca. Poi mi sono detto: perché per evitare il traffico non devio sull’Inglese da Ferrol? Intanto il tragitto si allungava sempre più ed i mesi passavano senza che una decisione definitiva venisse presa. Nel contempo le notizie su una affluenza record in quest’Anno Santo Composteliano si accumulavano e facevano pensare che anche sui Cammini cosidetti minori qualche problema di affollamento poteva esserci.
Allora ho preso, come si suol dire, il toro per le corna e mi sono detto: Niente Santiago quest’anno.
Dopo essermi barcamenato un po’ tra altre opzioni tutte italiane (Cammino Celeste…Francigena del Sud….Brescia-Assisi…ecc) ho pensato alla Francia.
Ho scartato subito il classico cammino da Le Puy a SYPP perchè gettonatissimo e, si dice, con GE prenotate con largo anticipo nei mesi estivi. Tours e Velazy perché non mi ispiravano.
Mont S. Michel? Dal Monginevro ad Arles? La Via del sud tra Italia e Arles? Ma! Forse ancora poco segnalizzate.
Insomma: un gran casino!!
Poi mi sono detto: ma che cosa ti attrae?
L’Aragonese (ma volevo tenerlo come opzione per gli anni in cui non potrò disporre di periodi lunghi), Lourdes (perché dopo Fatima dello scorso anno ci sta proprio bene un ritorno a casa della Signora), la Francia del sud per congiungere, e non solo idealmente, Roma a Lisbona. Inizialmente avevo pensato alla Via Tolosana ma poi mi sono imbattuto nella Voie du Piemont Pyreneen. Un’illuminazione!!
L’antica via percorsa dai pellegrini italiani verso Compostela attraverso il Somport, la terra dei Catari, la prima Crociata, le grotte di Mas d’Azil, i verdi Pirenei a sinistra per 400 km e poi valicati lungo la val d’Aspe per la brulla terra d’Aragona, gli albergue ancora della “prima ora” La Pena, La Foz, Laire, Eunate.
Ho deciso: Carcassonne-Pamplona lungo la Voie du Piemont Pyreneen e l’Aragonese sarà il Cammino di circa 700 km che percorrerò quest’anno nei mesi di luglio/agosto.
Contrariamente agli altri anni sono nettamente in ritardo nella preparazione logistica. Ho già saccheggiato internet, ho il descrittivo di Flavio ed i pellegrini amici mi hanno dato ottimi consigli su come muovermi ma per il tratto francese dovrò procurarmi una guida cartacea più dettagliata.
Dovrò superare anche il solito gap della lingua e la novità dell’organizzazione francese. Ma se da un lato queste cose mi preoccupano dall’altro mi sono da stimolo per percorrere strade nuove anche da un punto di vista culturale. D’altro canto i Cammini sono sempre serviti anche a questo: far incontrare culture diverse e fonderle in nuove. Magari alla fine del Cammino avrò rivisto il mio preconcetto verso i cugini!! :lol:
Per ora è tutto…ma dovevo dirvelo…per condividere l’attesa.
Ermanno


