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maurizio franco
é la prima volta che partecipo ad un Forum. Vi ho scritto come opite a metà ottobre(perchè? Mauranco Frizio) dopo tre mesi dal rientro dal mio primo Cammino. Il Cammino resta dentro e continua a "lavorare". Mi sono imbattuto in qualche intervento circa le modalità più o meno "pure" di affrontare e sostenere il Cammino. Non deve essere un argomento nuovo:a piedi? in bicicletta? lo zaino in spalla? o la mocilla trasportata? a cavallo? addirittira in moto?tutto in una volta? a pezzi? Credo che ogni idea in merito possa risultare invadente saccente assoluta poco rispettosa delle scelte altrui.Ciascuno fa quel che può e quel che si sente di fare:con la propria coscienza e la genuinità della propria buona fede ciascuno finisce per confrontarsi da solo Però posso dirvi come ci è andata a me e a Giovanna,moglie. Siamo partiti sotto la spinta di un dolore personale che ci accomunava. Non siamo praticanti io credo di ritenermi agnostico a Giovanna lascerei la parola ma so per certo che non è praticante. Diciamo che lo spirito è stato quello di una "ricomincia" di un nostro percorso interrotto o smarrito. Anche qui niente di nuovo, credo.ma tant'è... Ci piace la fatica e il cammino non poteva essere che a piedi. Lavoro come dipendente pubblico: ho consumato buona parte delle mie ferie e ho preso un'aspettativa non retribuita: Il tempo me lo sono quindi in parte pagato.Non abbiamo fissato una data di arrivo(sin dalla prima idea Fisterra). Abbiamo cercato di seguire il ritmo che gli stessi ostelli e Albergue impongono (una notte e via,sia quel che sia) Siamo stati fortunati perchè ce l'abbiamo fatta.
Faccio solo qualche esempio: un pellegrino di BZ che l'anno precedente aveva fatto il Cammino in bicicletta con i bagagli traspotrati, quest'anno lo rifaceva a piedi perchè pensava di essersi perso qualcosa; un americano anziano con la sua bicletta e bagaglio sotto il sole sudare e rischiare l'infarto verso S. Catalina de Somoza; un signore, zaino in spalla,in bici da città andarsene piano piano e felice per la Galizia verso Santiago; un giovane tedesco visto per la prima volta sul trenino versoSJPdP grasso e rubizzo, e poi smagrito e addolorato, costretto a rinunciare a metà delle mesetas perchè investito da un ciclsta che non si è neanche fermato o forse neppure si è accorto..;una pellegrina a piedi che a Burgos aveva un volo di ritorno avendo programmato il Cammino in tre rate; un altro che si è ritrovato senza nulla nel panico, forse perche i pulmini che trasportano i bagagli si erano portati via anche il suo senza richiesta e senza destinazione certa , almeno per lui. Insomma ci sono tante storie tanti modi di vivere il Cammino credo me lo possiate insegnare anche voi. E' facile giudicare. Per me e credo a anche per Giovanna avere alle spalle tutta quella terra, passo dopo passo, e di fronte tutto quanto il mare che ci ha fermato ci ha dato la sensazione di aver fatto una cosa "giusta" come si dice "rotonda".
un abbraccio maurizio e giovanna
Faccio solo qualche esempio: un pellegrino di BZ che l'anno precedente aveva fatto il Cammino in bicicletta con i bagagli traspotrati, quest'anno lo rifaceva a piedi perchè pensava di essersi perso qualcosa; un americano anziano con la sua bicletta e bagaglio sotto il sole sudare e rischiare l'infarto verso S. Catalina de Somoza; un signore, zaino in spalla,in bici da città andarsene piano piano e felice per la Galizia verso Santiago; un giovane tedesco visto per la prima volta sul trenino versoSJPdP grasso e rubizzo, e poi smagrito e addolorato, costretto a rinunciare a metà delle mesetas perchè investito da un ciclsta che non si è neanche fermato o forse neppure si è accorto..;una pellegrina a piedi che a Burgos aveva un volo di ritorno avendo programmato il Cammino in tre rate; un altro che si è ritrovato senza nulla nel panico, forse perche i pulmini che trasportano i bagagli si erano portati via anche il suo senza richiesta e senza destinazione certa , almeno per lui. Insomma ci sono tante storie tanti modi di vivere il Cammino credo me lo possiate insegnare anche voi. E' facile giudicare. Per me e credo a anche per Giovanna avere alle spalle tutta quella terra, passo dopo passo, e di fronte tutto quanto il mare che ci ha fermato ci ha dato la sensazione di aver fatto una cosa "giusta" come si dice "rotonda".
un abbraccio maurizio e giovanna

da noi tre Dani, Betto e Veronica( nostra figlia)
