19 marzo 2011 – Montu e Shubo
Frontiera Bangladesh-India, precisamente a Bombra, 15 km dalla Rishilpi, tra il via vai della gente sempre chiassosa e immerse nel caldo, una donna con due bambini si avvicina per oltrepassare il confine verso l’India. I due bimbi alla vista dei poliziotti iniziano a strillare. Un poliziotto, sospettoso, si avvicina e loro strillano sempre di piu’, la donna tenta di fuggire, viene arrestata e portata in caserma.
Con le “buone maniere” della polizia ci vuole poco per confessare, era stata incaricata di trasportare e consegnare i bimbi ad altre persone in India. Dalle indagini si e’ capito che erano destinati al traffico d’organi.
I bimbi, Montu 4 anni e Shuto 3 anni circa, vengono portati alla missione. Il caso e’ aperto, finisce sui giornali con tanto di foto. Dopo oltre tre anni di permanenza alla Rishilpi il giudice decide il trasferimento dei bimbi verso un brefotrofio di Dhaka.
Ultimamente, un mattino, al cancello della Rishilpi si presenta una donna con un bimbo piccolo in braccio, identico a Montu, non e’ Montu, lui ora ha 8 anni! A questa donna le era capitato un vecchio pezzo di giornale, con le foto e l’articolo del caso! Riconosce Montu, suo figlio che le era stato rubato.
Ora Munto ha ritrovato la sua mamma e vive con lei al villaggio. Shuto si trova ancora al brefotrofio.
100.000 taka, ovvero circa 1000 euro.
Solita confusione, solita polvere ossessionante, solita frontiera di Bombra. Un bimbo vede un venditore di gelati: una cassetta sopra il sedile di una bici e altoparlante sul manubrio.
Il bimbo vuole il gelato, il gelataio si rifiuta, li ha terminati, il bimbo fa i capricci, piange, strilla e insiste. Un poliziotto si avvicina e chiede al gelataio di fargli vedere la cassetta vuota, almeno, dice, la smette di piangere. Rifiutandosi, il poliziotto apre il contenitore per vedere.
Nella cassetta la testa di un bimbo, decapitato.
In India quando si costruisce un grande ponte, per fare in modo che sia sicuro si deve offrire alla Dea un sacrificio ed e’ piu’ gradito se umano.
Il finto gelataio avrebbe guadagnato 100.000 taka, il massimo che puo’ valere un bimbo della foresta.