S
Syl
Caro Lucio,
Mi sembra che tu ti ponga nel modo giusto rispetto al cammino: senti un forte richiamo, vuoi partire e capire perchè, approdi ad un forum per cercare aiuto, condividere i tuoi dubbi, insomma prepararti al cammino.
Lo abbiamo fatto tutti, o quasi.
Quando sono partita, volevo fare il cammino esattamente come, pensavo, dovesse essere fatto, come leggevo nella guida e nel forum dove ero approdata allora: a piedi senza mai barare con un bus o altro; ho sempre dormito in albergue (a volte la tentazione è grande di sfuggire alla promiscuità, ai roncadores, alle docce fredde, a certi disagi); scherzando dico che ho preso una quantità pazzesca di messe e benedizioni, io anticlericale laica formata ai valori della repubblica ma con dentro una voglia forte di riscoprire una fede smarrita, ed anche di capire in quel momento della mia vita cos'era 'l'essenziale'; sono partita pensando 'forse non fa per me, non lo so, come farò a fare tutti questi km...ma ci provo, male male che vada torno a casa, non devo rendere conto a nessuno, l'importante è essere coerenti con se stessi'. Mi sono posta senza particolari aspettative: non chiedevo niente, tutto ciò che arrivava di positivo era un dono.
Ho avuto molto di più dal cammino di tutto ciò che mi potevo aspettare e oggi come chi scrive qui mi sento di dare a chi come te arriva e vuole partire.
Il cammino è dolore, sudore, sacrificio, puoi scoprire cose di te che non ti piaceranno....o ti piaceranno. E' lottare per arrivare alla meta.
Sento ancora il piacere delle prime lenzuola profumate della pensione a santiago, nella gioia/malinconia dell'arrivo non volevo riununciare a continuare a portare le mie scarpe del cammino, e poi di ritorno la mia casa troppo piccola che trovavo immensa..dopo un mese di 'branda', che se va bene hai una sedia accanto.
Ma mai mi sarebbe venuto in mente di dire a chi mi aveva aiutato a preparare il mio cammino 'niente di che... non sei un vero pellegrino' senza almeno aver fatto tutto ciò.
Luisa è stata accolta qui da noi, nel modo che sai, con la generosità che ci contraddistingue.
Il saluto alla fine di quel che lei chiama il cammino non è stato generoso.
Umiltà e generosità sono delle qualità che apprezzo.
Tu scrivi :
"Se questa risposta non l'avrò trovata e dei dubbi mi resteranno e io li paleserò a voi, voi cosa farete? Sarò rimproverato poichè io non ho capito qual'è lo spirito che anima il vero pellegrino o mi tratterete con indulgenza (ecco l'indulgenza di cui parlavo prima ) pensando che in fin dei conti se ho fatto il Cammino, qualche segno in fondo in fondo nel mio intimo lo avrà pure lasciato."
Non temere, potrai raccontare la tua esperienza....ti aspettiamo...col sorriso e col reciproco rispetto.
Ti auguro un buon cammino,
Sylvie
Mi sembra che tu ti ponga nel modo giusto rispetto al cammino: senti un forte richiamo, vuoi partire e capire perchè, approdi ad un forum per cercare aiuto, condividere i tuoi dubbi, insomma prepararti al cammino.
Lo abbiamo fatto tutti, o quasi.
Quando sono partita, volevo fare il cammino esattamente come, pensavo, dovesse essere fatto, come leggevo nella guida e nel forum dove ero approdata allora: a piedi senza mai barare con un bus o altro; ho sempre dormito in albergue (a volte la tentazione è grande di sfuggire alla promiscuità, ai roncadores, alle docce fredde, a certi disagi); scherzando dico che ho preso una quantità pazzesca di messe e benedizioni, io anticlericale laica formata ai valori della repubblica ma con dentro una voglia forte di riscoprire una fede smarrita, ed anche di capire in quel momento della mia vita cos'era 'l'essenziale'; sono partita pensando 'forse non fa per me, non lo so, come farò a fare tutti questi km...ma ci provo, male male che vada torno a casa, non devo rendere conto a nessuno, l'importante è essere coerenti con se stessi'. Mi sono posta senza particolari aspettative: non chiedevo niente, tutto ciò che arrivava di positivo era un dono.
Ho avuto molto di più dal cammino di tutto ciò che mi potevo aspettare e oggi come chi scrive qui mi sento di dare a chi come te arriva e vuole partire.
Il cammino è dolore, sudore, sacrificio, puoi scoprire cose di te che non ti piaceranno....o ti piaceranno. E' lottare per arrivare alla meta.
Sento ancora il piacere delle prime lenzuola profumate della pensione a santiago, nella gioia/malinconia dell'arrivo non volevo riununciare a continuare a portare le mie scarpe del cammino, e poi di ritorno la mia casa troppo piccola che trovavo immensa..dopo un mese di 'branda', che se va bene hai una sedia accanto.
Ma mai mi sarebbe venuto in mente di dire a chi mi aveva aiutato a preparare il mio cammino 'niente di che... non sei un vero pellegrino' senza almeno aver fatto tutto ciò.
Luisa è stata accolta qui da noi, nel modo che sai, con la generosità che ci contraddistingue.
Il saluto alla fine di quel che lei chiama il cammino non è stato generoso.
Umiltà e generosità sono delle qualità che apprezzo.
Tu scrivi :
"Se questa risposta non l'avrò trovata e dei dubbi mi resteranno e io li paleserò a voi, voi cosa farete? Sarò rimproverato poichè io non ho capito qual'è lo spirito che anima il vero pellegrino o mi tratterete con indulgenza (ecco l'indulgenza di cui parlavo prima ) pensando che in fin dei conti se ho fatto il Cammino, qualche segno in fondo in fondo nel mio intimo lo avrà pure lasciato."
Non temere, potrai raccontare la tua esperienza....ti aspettiamo...col sorriso e col reciproco rispetto.
Ti auguro un buon cammino,
Sylvie

