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sto andando verso ovest, vagamente verso Santiago

FORZA, NON MOLLARE!!!
Dai paolo, che sei un grande. Ho letto con grande piacere il tuo diario, ed è normale che tu sia entrato nella fase centrale, quella meno euforica e più complicata: lontano dall'inizio entusiasta, e ancora lontano dalla fine.
ma è quendo il gioco si fa duro...che i pellegrini cominciano a camminare.
Ti seguiamo ad ogni passo, e pensa a tanti amici che in vista della loro partenza si chinano sulle tue ampollas amorevolmente
Non vedo l'ora di leggere del tuo arrivo sotto il Portico, paolo.

buon cammino
lauretta
 
Ok ragazzi,

e' finita qui.Questa e' la mia ultima relazione.

Quando si hanno delle bolle sulle dita va bene ma quando sono sotto la pianta del piede ogni passo lo fai posando il piede di piatto e, oltre a a essere lentissimo, alla lunga comprometti tutto il resto e il prossimo passo e' la tendinite.

Questa mattina mi sono alzato a Burgos, ho preso un cafe' con leche ed ho deciso che sono stufo di avere cosi' tanto male. Non so come ho fatto a trascinarmi da Azofra a Belorado ma adesso basta.Sono a Barcellona sulla Rambla ma di Barcellona non me ne frega niente perche' continuano a passare e ripassare nella mia mente questi 10 giorni appena finiti, i piu' belli della mia vita e ve lo dico senza enfasi, conscio che emozioni cosi' non le vivro' mai piu'. Mi mancano quella ventina di sconosciuti di mezzo mondo con i quali le ho vissute, li rivedo uno ad uno e non sapete cosa darei per essere ancora li' con loro.

Accetto serenamente quello che il Cielo mi ha riservato anche se dentro di me sto affogando nell'amarezza.

Da domani sono un ex e mi consolero' con le descrizioni di chi va a Santiago.

L'ultimo pensiero e' per Cor, si' proprio lui. L'amicizia e' diventata enorme e quando ci siamo lasciati ieri mattina a Barbadelo non sapevo ancora della mia decisione. Ci siamo abbracciati come amici di vecchia data ed ho avuto sentore che non lo avrei piu' rivisto, anche se l'appuntamento era per domani sera davanti alla Cattedrale di Burgos. Quando oggi gli ho comunicato per telefono che mollavo, non parlava piu'.Alla fine e' riuscito a dirmi solo "c'est terible". Sono certo che il Cammino ci fara' ritrovare.

Grazie per avermi seguito, incoraggiato, letto. Non ci perderemo mai, il Cammino e' un collante fortissimo.

Ciao.

Paolo (Kon Tiki)

Nel 1947 l'esploratore norvegese Thor Heyerdal volle dimostrare che la Polinesia avrebbe potuto essere stata colonizzata da un popolo misterioso giunto dal Sudamerica.
Per avvalorare questa tesi costrui' una zattera in legno di balsa, salpo' Da Callao in Peru' e dopo una navigazione di 8.000 chilometri raggiunse le Isole.
Nel suo atto finale la zattera si infranse contro la barriera corallina spinta da forze più grandi di lei e non ne rimase nulla,tuttavia il suo nome passò alla storia e divenne un simbolo indimenticabile nella storia dell'esplorazione.
Il nome di quella zattera era Kon Tiki.
 
Carissimo Paolo,
a volte, nella vita, ci vuole piu' coraggio a mollare la presa, che continuare a tenerla in barba alla sofferenza.
Sei un pellegrino coraggioso e hai tutto il mio rispetto, oltre che il mio affetto di pellegrina che non ha avuto il coraggio di mollare la presa.
Farai ancora cammini, ne sono sicura......e posso assicurarti che ogni cammino ha in sé una magia diversa, sempre molto coinvolgente e sempre indimenticabile.
Con i tuoi spassosi racconti ci hai trascinati nel tuo cammino facendoci divertire, molti di noi si sono ritrovati con nostalgia in quelle situazioni.... e per chi è rimasto a casa è stato un gran piacere leggerti.
Ora, sembra tutto finito.
Ma non è così, caro Paolo..........el Camino è sempre lì ad aspettarti, e tu ci tornerai.
E' l'augurio che ti faccio con tutto il cuore.
Un abrazo.

Free
 
Free ha ragione, ci tornerai e come le mamme dopo il parto dimenticano i dolori, così dimenticherai ampollas e camminata faticosa.

Ci vuole forse più coraggio ad accettare di interrompere che ad andare avanti nonostante tutto: niente accade per caso ed evidentemente il tuo momento di abbracciare il Santo è stato rimandato da Chi ne sa più di noi.

Ma niente è finito, è solo una pausa. Ora ti nutrirai dei racconti di chi va, di chi torna, di chi brama la ripartenza e ti sentirai dentro follemente pellegrino con la voglia di ripartire. Vedrai.

E noi saremo di nuovo al tuo fianco, a sostenerti e a leggerti con passione, come fatto sinora.
Un abbraccio con stima e affetto. Patrizia
 
Chi è arrivato a pochi metri da una cima o è stato respinto più volte da una montagna a lungo sognata sà cosa vuol dire dover rinunciare, il tuo cammino è solo rimandato Paolo e chissà che il prossimo non ti porti più gioia di questo che lasci.

Ti abbraccio forte.
Ci tornerai paolo ... ci tornerai ...

Edo
 
Caro Paolo,
ho letto tutto d'un fiato i tuoi post.
Da principio con un sorriso, immaginavo la tua testa che dimagriva e sai cosa ho pensato? che forse era i pensieri, le ansie, le preoccupazioni che erano volati via per lasciare posto ai nuovi bei ricordi che ogni giorno di cammino andavano ad accumularsi.
Ho letto delle tue nuove divertentissime amicizie e ho pensato come Edo che fare il cammino con te dev'essere molto piacevole.
Paolo, so chè è doloroso lasciare, Il Cammino non è una gara di resistenza.
Quest'anno è andata così, ma tu hai lo spirito giusto per fare il Cammino, in questi 10 giorni sei riuscito a coglierne tanti aspetti e sarà li ad aspettarti quando ne avrai nuovamente la possibiità.
Un fortissimo abbraccio!
 
Carissimo Paolo, so cosa stai provando a dover mollare tutto (l'ho fatto anch'io nel 2007), ma poi è stato il motivo ulteriore a spingermi a finire lo scorso anno quel che avevo cominciato nel 2007! Ora quando tornerai avrai solo un pò di dispiacere, ma ti rifarai dei racconti degli altri come io e tanti altri ci siamo rifatti e divertiti con i tuoi resoconti in diretta in attesa di ripartire! Per ora mi tocca ancora rifarmi dei racconti degli altri pps in cammino perchè manca ancora molto alla partenza e nel frattempo speriamo che tutto vada liscio!!!!
Auguri Paolo, caro amico e collega pps! Fai tesoro del consiglio di Free: è veramente molto più coraggioso dover dire basta che voler continuare ad ogni costo perdendo il motivo per cui si fa un Camino!
Chissà che anche per te non ci fosse bisogno di provare due esperienze diverse come lo è stato per me!
La prima volta all'insegna della conoscenza e dell'amicizia che si è instaurata con altri pellegrini anche di altre nazioni, e la seconda all'insegna della solitudine e dello stare un pò di più con se stessi e con il creato che ci circonda nel nostro andare!
Un :abbraccio: e Animo, Caro collega in tutti i sensi!

Claudio
 
Carissimo Paolo,

Ti capisco benissimo. Tutto dipende dal caso talvolta, i dolori potevano passare, ma stavolta hanno avuto il sopravvento. Anch'io sono partito con tantissimo entusiasmo, ma anche con il pensiero racchiuso in testa in una scatoletta arancione con la scritta "DA APRIRE SOLO IN CASI ESTREMI" che, se fossi stato proprio male, avrei interrotto e sarei tornato a casa. E ci sono andato molto vicino ad aprire quella scatoletta.

Spero solo che ci potrai assicurare che il piacere di leggere i tuoi resoconti sarà solo rimandato di qualche tempo, perchè il Camino è lì che ti attende. Ci sei ormai legato. E Sant'Iago attende il tuo abbraccio.

Intanto ti mando il mio, di abbraccio!
 
caro paolo, sei un grande. Quando hai resistito, e quando hai capito che il tuo limite, per ora, solo per ora, era arrivato. Sei un grande perchè sei onesto. Nell'entusiasmo e nella rinuncia.
Io penso che tu il Cammino lo abbia già fatto per intero, nel senso più profondo del termine: la meta in fondo non è santiago, ma la conoscenza di quella cittadella che ognuno di noi si porta dentro.
un abbraccio, e spero che mi seguirai quando toccherà a me provare perchè i tuoi incoraggiamenti saranno particolarmente preziosi
lauretta
 
Carissimo Paolo... in questo momento mi sento di augurarti solo una cosa: BUON CAMMINO !!! Perchè il tuo Cammino non si è concluso, ma è appena iniziato...

Un abbraccione, fratello pellegrino...

Cristiano
 
Paolo,
prendila con ottimismo (mi sembra che non ti manchi!).
Santiago de Compostela può aspettare (sta lì da 1200 anni).
I tuoi piedi guariranno (anche se ora sembra impossibile!).
La mente sarà sempre rivolta lì (purtroppo di questo non si guarisce!).
Sicuramente ci sarà un'altra occasione. Basta volerlo (...e che tua moglie ti lasci andare!).
L'indubbio vantaggio è che rimane il desiderio della meta (e non pensare:magra consolazione!).
Non sono stati forse 10 giorni intensissimi?
I prossimi 20 lo saranno ancora di più (con la consapevolezza degli errori commessi).

...e scrivi ugualmente, che è un piacere leggerti!
Ermanno
 
L'anno scorso sull'Everest un famoso alpinista spagnolo mi disse che il Vero scalatore è colui che sa quando è il momento per tentare di raggiungere la vetta e, molto ma molto più importante, quando dover rinunciare !!! Proprio per questo tutte le volte che ha dovuto abbandonare, dopo mesi di acclimatamento, è tornato comunque a casa a cuor sereno... pronto a ripartire!!! Alla Prossima!

Gianni
 
ti leggo e sorrido, anzi no, rido proprio.
Certo che è un peccato non essere stata lì per fotografarti da gianduiotto squagliato!
Mi spiace per tutta la pioggia/umidità/fango/prolemini vari ma spero ardentemente che a giugno ci sia un bel sole con leggero venticello perchè parto anch'io e se dovesse capitare a me di scivolare nel fango
come è capitato a te sembrerei più una brioches alla nutella tutta "spantegata" e in formato famiglia :D
Buen Camino
 
accidenti, presa dall'euforia del leggerti ho risposto di impulso senza aver letto della tua "rinuncia" che rinuncia non è.
Se Santiiii ti ha chiesto questo vuol dire che riserva per te altri Cammini, non dubitarne.
un abbraccio
 
Caspita Paolo mi dispiace.
Stavo per scriverti "Mola nen! Ten dur!" quando ho letto che hai dovuto lasciare.
Posso capire la tua situazione e come si sta, perchè anch'io ero in lizza per la palma d'oro migliore vescica protagonista.
Ti auguro di poter tornare presto sul cammino, tanto è lì e non scappa.
Ciau
 
Il Cammino non è la meta, non è Santiago de Compostela. Sono le persone che hai incontrato, l'aiuto che hai dato e quello che hai ricevuto, i silenzi, le albe, i tramonti.
Da quello che ho letto mi sembra che tu abbia vissuto tutto questo, complimenti è stato proprio un bel cammino.
I sentieri che non hai ancora percorso ti aspetteranno, lo fanno sempre, lo fanno da 1000 anni ;)
 
Sono qui sul forum, è ovvio che ci ritorni, rileggo i messaggi che mi avete mandato dopo che ho dovuto abbandonare.Sono tutti bellissimi, grazie. In tutti c'è affettuosità, comprensione e partecipazione; voi che siete stati sul Cammino o che state per partire per la prima volta potete immaginare come posso stare in questi giorni.

Ho riversato le foto sul pc, ogni tanto le guardo ma non so se fa più bene o più male. I drammi della vita sono ben diversi, me ne rendo conto benissimo. Sto bene, stando fermo qualche giorno le bolle stanno rientrando; quello che non va tanto bene è il ginocchio, proprio da lì sono cominciati i problemi, adesso mi farò vedere per bene tanto per capire quale è stato il problema.

Quello che ancora non mi riesce bene è di riprendere la vita di tutti i giorni. Sono tornato tra le persone che mi vogliono bene, sto ritrovando le cose che amo e questo mi fa sentire coccolato, amorevolmente protetto. Però tutto questo sta arrivando troppo presto. Non è qui che vorrei essere adesso, proprio in questo momento mentre vi sto scrivendo. Ieri mattina ho sentito Lucio al telefono, era ormai sulle mesetas, il cielo era nuvoloso e faceva molta freddo ma il posto e' così bello che non trovava le parole per descriverlo, anzi, sue testuali parole: "Paolo, a parlarne troppo ho paura di farti del male".

In un episodio di un racconto di Chatwin c'è un gruppo di esploratori che durante una sosta chiede ai portatori aborigeni di rimettersi in viaggio. I portatori rispondono che non possono, perchè il loro corpo è arrivato ma la loro anima è ancora per strada e devono aspettare che arrivi per poter ripartire.

Io sto ancora aspettando, la mia anima è da qualche parte sul Cammino, non so bene dove.

Lo so che arriverà ma ci vorrà un po' e quando arriverà ripartirò.

Paolo (Kon-Tiki)
 
Arriverà, arriverà....e potrai così concludere quella cosa meravigliosa che è il Cammino.
Un abbraccio. :Ciao:
 
paolo c. ha scritto:
...
Quello che ancora non mi riesce bene è di riprendere la vita di tutti i giorni. Sono tornato tra le persone che mi vogliono bene, sto ritrovando le cose che amo e questo mi fa sentire coccolato, amorevolmente protetto. Però tutto questo sta arrivando troppo presto. Non è qui che vorrei essere adesso, proprio in questo momento mentre vi sto scrivendo...

guarda che è una sensazione tipica di ogni pellegrino post Cammino.
Che l'abbia finito o meno.
Io l'ho fatto nel 2007, poi l'anno scorso ho fatto le vacanze in Sardegna...non proprio un brutto posto! Ogni giorno mi capitava di pensare "oggi ero ad Hontanas, oggi a Melide" :( e così via per tutta la durata delle vacanze.
Purtroppo o per fortuna la malinconia e l'altra faccia del cammino.
Ecco perchè quest'anno riparto. Dai Paolo, inizia a pensare,a progettare per la tua nuova partenza! E si che ci sarà ;)
 

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