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studenti...in cammino

Donato

Socio Assoc.ne PPS
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L'Associazione di cui faccio parte è stata contattata da un liceo della Valsugana (in Trentino) per avere un sostegno nel progettare un brevissimo Cammino di 4 gg compresi i viaggi.
Personalmente con così poco tempo avrei scelto cammini più vicini ma loro hanno già scelto che vogliono andare sul francese. Vogliono fare una "gita diversa" che dia loro l'assaggio di quello che è un cammino, vogliono piantare un seme che poi crescerà se il terreno è fertile.
Come ha scritto bene Ermetismo tempo fa, se la fame è tanta non ti puoi accontentare di un panino...ma stavolta gli studenti mi pare vogliono accontentarsi di un tramezzino.
Ci sono da affrontare problemi logistici quali il trasporto e gli albergue. Sono circa 25-30 studenti accompagnati (mi pare ancora minorenni) ed il periodo è marzo - aprile.
Se qualcuno ha qualche idea da aggiungere sulla tratta da "consigliare" è ben accolto.
GRAZIE
:abbraccio:
 
Donato carissimo,ti racconto in breve questa mia esperienza perchè potrebbe aiutarti.Ho viaggiato gli ultimi 200km del Sanabres,in parallelo con una scolaresca tedesca formata da una trentina di ragazzi e tre accompagnatori. Il loro problema più grosso era che nessun albergue li ospitava,poichè avrebbero riempito l'ostello a scapito di tutti gli altri viandanti. Montavano le loro tende nei pressi dell'albergue ed usavano soltanto i servizi (prima delle cinque,di loro iniziativa, per non occupare tutto) e quasi mai la cucina perchè far da mangiare per 30 lupacchiotti affamati avrebbe precluso la possibilità di cena a tutti gli altri. Quindi un accompagnatore partiva il giorno prima in macchina per la destinazione successiva a comprare pane fresco e quant'altro non avessero al seguito e cucinava al mattino quando gli albergues erano vuoti (da quel furgone uscivano casse di conserva,chilate di riso,ettolitri di succo di frutta,pentoloni adeguati alla bisogna e quant'altro). Era, credimi, un'organizzazione ciclopica! I ragazzi erano educatissimi,discreti fino a risultare quasi invisibili,gli accompagnatori persone amabilissime e per questa ragione,ogni pellegrino dava una mano come poteva: chi aiutava a montare le tende, chi dispensava unguenti e pomate per le ginocchia gonfie o curava vesciche. Erano un po' "i figli e i nipoti di tutti":io stesso "ho fatto da balia" a un paio di loro, che non potevano dormire a terra per colpa di guai alla schiena o alle gambe e quindi li hanno lasciati dormire in albergue mentre loro andavano a dormire nella palestra comunale un paio di chilometri oltre;la mattina alle sette, li ho fatti ricongiungere alla comitiva. Le problematiche erano molteplici (anche timbrare 30 credenziali e registrare i loro possessori mentre la fila dietro preme,sembra sciocco,ma crea un sacco di problemi!) e non sempre gli organizzatori (pur essendo all'altezza) riuscivano a districarsi brillantemente.E non sempre l'ospitalero è dell'umore giusto per dare una mano,anzi!E non ultimo,non tutti i pellegrini li facevano sentire... "a casa". Forse un'impresa così impegnativa dal punto di vista organizzativo,per due giorni di Cammino...è come usare un Canadair per spegnere il barbecue. :? Un caro saluto. Fly
 
Donato,
Credo non sia una buona idea, per gli studenti, gli organizzatori, gli accompagnatori e, non ultimi, i pellegrini che già sono sul Cammino. Le ragioni contrarie sono talmente lampanti che non c'è bisogno di commento.
Però so come funzionano le gite scolastiche e se gli irriducibili hanno deciso per il Cammino, almeno consigliali il male minore.
prima opzione: volano su Santiago e stanno in piazza a vedere arrivare i pellegrini. Magari si fanno portare oltre il Monte de Gozo e si fanno una passeggiata di ritorno. Il giorno dopo vanno verso negreira e ritornano in bus a Santiago. Soluzione che non è invadente verso nessuno. Possibilità di alloggio al Gozo o Seminario.
seconda opzione: Volo su Zaragoza, in pulman fino a Pamplona. pernotto in un privato. Tappa del Perdon fino a Puente la reina. Alloggio in un privato (molto grande) oltre il ponte. Giorno successivo verso Estrella e ritorno in bus a Pamplona.

Certo che se sono dei temerari, ben organizzati (cucina, tende, ecc), infaticabili, decisi e magari anche un pò incoscienti possono arrivare a Santiago in aereo e dirigersi verso Fisterra arrivandoci per le 16 del quarto giorno in modo da riprendere l'aereo serale. Ma ne vale la pena? Cosa c'è di diverso da una scampagnata tra le tue montagne?


Ahhhh...benedetti ragazzi!!!
Ermanno
 
Donato ... carissimo amico ti rispondo telegrafico : Un NO è più educativo di un SI ..... ;-)

Molto meglio un albergo di appoggio in valle con autobus a disposizione per portarli alla partenza e riportarli in albergo la sera ... e fargli fare 4 tappe sul cammino d'Anaunia. Sulla scelta delle tappe sei tu che le conosci meglio di me.

Edo
 
Carissimi, grazie di cuore ad ognuno di voi, uno per uno.

Quanto mi avete detto costituisce preziosi consigli. Mi conforta, inoltre, il riconoscere una base comune con ciò che avevo in mente.
Sapevo di chiedere una “missione impossibile”; ma a chi potevo chiedere se non ai migliori?
Anch’io avevo ed ho tutte le evidenti perplessità che una iniziativa così “fugace” presenta; lo definirei quasi il "mordi e fuggi" del Camino.
Ermanno, sottoscrivo per intero il prologo ed il seguito del tuo post. Hai trasformato in parole le mie idee.
Prima di concludere voglio dirvi una iniziativa che è in sintonia con quanto proponeva Edo. Proprio in questi giorni alcuni della nostra Associazione hanno incontri con la dirigenza scolastica trentina per promuovere localmente il Cammino Jacopeo d’Anaunia (viewtopic.php?f=13&t=2534&hilit=cammino+jacopeo) nel contesto della cultura e storia del Cammino di Santiago.
Ultreya
 

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