Dai, vi racconto questa perchè è troppo skiantosa:
Via de La Plata,paesino sperduto nelle lande extremeñe alle sei di mattina.
Fuori dal bar ancora chiuso (doveva aprire alle sei) siedono il Fly ed un altro pellegrino olandese.
Il bar apre di lì a poco e mentre facciamo colazione, mi metto a parlare con il barista.Finisco il mio desayuno e pago. Sto per uscire.
Nel frattempo il bar si era riempito di avventori, quasi nessuno pellegrino, tutti lavoratori del luogo.
Passano dieci minuti ed entrano due pellegrini sui 30 anni: lui italiano de Roma, (entra quasi urlando noncurante di niente e di nessuno: il classico energumeno), lei pareva tedesca o algo parecido: senza dire ne' buongiorno ne' buonasera, lo sguaiato, si sporge sul bancone guardando fisso il barista negli occhi e poi parte in perfetto romanesco:
"Me devi fà n'caffè,ma lo vojo corto,hai capito? Corto,ca..o! Così, hai capito?"
E mentre pronuncia il "così" fa un gesto con la mano unendo indice e pollice quasi a toccarsi. "Cosìììììì!!! Hai capito?" Urlava.
Scende il gelo nel locale: il tizio aveva attirato l'attenzione e siccome ero l'unico italiano, il barista,che aveva capito solo "caffè", mi osserva spaesato come dire: "che vuole questo? Traduci,por favor"
E qui parte il lupetto dispettoso:
"Pues nada". Dico rivolgendomi al barista quando ormai stavo prudentemente sulla porta pronto ad uscire: "Es que el tìo tiene un rollo con la chica alemana;esta noche intentaron echar un polvo, pero no lo conseguiron porquè ella he dicho que ese tìo tiene el pito muy, muy pequeño: mas o menos asì". Dico ripetendo il gesto di unire quasi a toccarsi indice e pollice.
Il bar intero è scoppiato a ridere tranne lui, lei e l'altro olandese che non avevano capito niente.
Quando il romano mi ha domandato che ca..o gli avessi detto, il Fly aveva già svoltato l'angolo.....