Terza e ultima parte del cammino della Plata. Dopo tre anni, abbiamo concluso anche questo cammino, forse il più bello, nonostante questa volta la pioggia, il freddo, a volte la grandine abbiano fatto da padroni per quasi tutto il tempo. Ecco l'ultimo racconto.
La via della Plata - 3^ parte
Di nuovo in cammino. Siamo arrivati a Tabara e dopo il pernottamento in albergue si riparte!
13 marzo 2010 - Tabara – Calzadilla de Tera km 34
Ottimo albergue, fa freddo ma c’è il riscaldamento acceso. Con sorpresa siamo tanti: 3 Trentini, 2 Spagnoli e 2 Tedeschi. Partiamo e il primo segno e spettacolo è il raggio di sole che sorge attraverso il porticato della bella chiesetta. E’ bel tempo ma fa freddo, camminiamo su terra ghiacciata attraverso campi coltivati entrando nella valle del fiume Tera.
Il percorso è bello ondulato e solitario. Seguo le indicazioni e i consigli di Luciano Callegari, ho solo il suo diario che la sera leggo e memorizzo, è perfetto. La tappa è piacevole, stiamo bene e alle 15 arriviamo a Calzadilla de Tera dopo 34 km, raggiungiamo il centro sociale: perfetto, ci sono 6 letti come da programma di Luciano. Depositiamo gli zaini e andiamo a mangiare a Calzada paese vicinissimo dopo aver attraversato il fiume Tera. C’è solo questo ristorante, siamo solo noi ci viene proposto un pasto fatto al momento esclusivamente per noi, l’appetito non manca. Torniamo in albergue, siamo solo noi, la sistemazione è ottima con doccia calda anche se il riscaldamento è spento. Come a Tabara anche questo albergue è gratuito, qui è solo una stanza sopra a un centro sociale e non c’è cucina.
14 marzo 2010 Calzadilla de Tera – Cernadilla km 34
Tappa con frequenti cambi di paesaggio. Facciamo colazione a Rionegro del Puente, il pranzo a Mombuey al ristorante “rapina”. Unica nota importante è che dopo Rionegro seguiamo la carretera perché il percorso è tutto allagato con fango, e siccome fa freddo è meglio restare asciutti. A Cernadilla albergue sulla riva del torrente, locali puliti con doccia calda ma ci sono solo 4 materassi a terra. E’ molto umido e il buon sacco a pelo per fortuna ci fa stare al caldo. Richiedono 3 euro. Confermo quanto scritto da Luciano:qui non c’è niente; o si mangia prima o si porta qualcosa, c’è la cucina . Meno male che noi siamo autosufficiente con posate e fornelletto a seguito.
15 marzo 2010 Cernadilla – Requejo de Sanabria km 36
Alle 6 la sveglia e Renzo come sempre prepara il caffè e la colazione. Ritengo fondamentale la mattina fare colazione per camminare in forma. A Otero ci fermiamo per uno spuntino. Camminiamo sulla carretera, anche oggi è impossibile seguire il cammino, dappertutto è fango e acqua. Era nostra intenzione fermarci a Puebla de Sanabria, ma l’albergue privato è in ristrutturazione. Decidiamo di andare a Requejo passando per Lobeznos, Pedralba de la Prateria per poi arrivare a Requejo. Solo a Pedralba c’è un bar, per il resto solitudine. Arriviamo a Requejo e l’albergue è chiuso e sicuramente lo sarà per molto tempo, forse sarà ristrutturato ma per adesso è un rudere. Lungola carretera c’è l’albergue privato“ Solrey”, si pagano 12 euro e si dorme in camerata pulita e letti con lenzuola e asciugamano. Vicino si trova anche un ristorante dove abbiamo mangiato ottimamente.
16 marzo 2010 Requejo de Sanabria – Lubian km 20
Si parte alle 8 per una tappa corta ma con la Postilla de Padornelo (1345) dove troviamo la neve freddo e ghiaccio. Scendiamo verso Aciberos e arriviamo a Lubian. alle 12 e 30 . Troviamo l’albergue aperto …basta spingere con forza la porta di ingresso. E’ tutto pulito e come sempre siamo solo noi dopo Tabara non abbiamo più visto e incontrato nessuno. Ma dove saranno i pellegrini con il freddo il ghiaccio e la neve? I miei compagni sono alpini, io cammino assieme a loro e mi adeguo. “Tasi e tira”.
Approfittiamo per fare il bucato e stendere la biancheria all’aperto. In paese c’è un ottimo ristorante che ci fa fare il bis del secondo piatto, che mangiata! sul cammino mangio in un giorno quello che a casa mangio in una settimana.
17 marzo Lubian – A Gudina km 23
Dopo una salita molto impegnativa arriviamo a Alto de A Canda, qui c’è il confine fra la provincia di Zamora e la provincia di Orense. Arriviamo a Villanella dove troviamo un hotel e centro benessere a 4 stelle, una vera cattedrale nel deserto. Ci fermiamo a bere un caffè. Attraversiamo colline e qui è facile perdere la strada, ci sono zone dove gli incendi hanno distrutto tutto. Dopo O Pereiro e O Canino arriviamo a A Guaina, troviamo un ottimo albergue e un’ottimo ristorante “ da Oscar”. Oggi in albergue ci sono un ciclista e un pellegrino Spagnolo. Il cielo e le previsioni sono che domani ci sarà pioggia, si va a letto pensando già al domani.
18 marzo A Guaina – Laza km 34
Piove, fa freddo, c’è vento: insomma la giornata parte male. Dopo 18 km sulla carretera troviamo a Campobecerros un bar e mangiamo un boccadillo. Camminiamo sotto la pioggia e sempre sulla carrettiera troviamo Portocamba e Eiras paesi fantasma. Non c’è nessuno fino al fondovalle dove arriviamo a Laza. Troviamo l’albergue per pellegrini gestito dalla protezione civile,è nuovo con cucina super attrezzata, fatta su misura per Renzo che dopo aver fatto la spesa prepara la pasta. Arriva anche lo Spagnolo, un pellegrino anziano con una protesi alla gamba. Questa sera siamo in quattro anche se con due stanze da otto letti noi restiamo da soli. La notte si avvicina con vento e pioggia, le nostre cose sono tutte stese ad asciugare.
marzo Laza – Villar de Barrio km 19
Si parte sotto un diluvio ma ormai questo è il nostro cammino. Arriviamo a Albergueria dopo 14 km di bufera. Qui sappiamo che c’è il bar “Rincon del Peregrino” un locale tappezzato di conchiglie con i nomi dei pellegrini che passano. Il gestore, a seconda di chi passa, mette la musica adatta, a noi Italiani mette musica Italiana, ci fa il sello e ci fa mettere il nome sulla conchiglia che sotto i nostri occhi appende al muro. Capiamo dopo aver chiesto il conto delle consumazioni che ci sta fregando da “Italiani in gita“. Mi dispiace perché questa è stata l’unica volta in questo cammino in cui abbiamo preso una fregatura . Ci verrà confermato anche dalla ospitalera di Vilar de Barrio: sa che per i Spagnoli fa pagare un prezzo mentre per gli “stranieri” la tariffa è un’altra. Comunque tutto è stato dimenticato a Villar de Barrio dove in un bar “ Senora Carmina” indicato dalla ospitalera, la gestrice ci ha fatto un pranzo abbonante e con secondo di carne alla brace.
20 marzo 2010 Villar de Barrio –Xunqueira de Ambia km 14
Diluvia come sempre, arriviamo a Boveda . Proviamo a proseguire per campi seguendo il cammino fino a Bobadela, sarebbe un bel percorso ma con il fango e l’acqua è al limite, non si può fare niente per cui raggiungiamo Xunqueira de Ambia. Troviamo un albergue pulito e con cucina. Siamo raggiunti nel pomeriggio da cinque Tedeschi, due donne e tre uomini. Per la prima volta troviamo le prime pellegrine, hanno scarponi ormai irriconoscibili dal fango. In paese al ristorante “Ritiro” abbiamo mangiato molto bene. Adesso negli albergue si paga 5 euro e si dorme con lenzuola di carta. Ottima scelta, sembra tutto più pulito e si riposa meglio.
21 marzo 2010 Xunqueira de Ambia – Orense km 23
Si parte. Seguiamo subito la carretera e dopo 9 km siamo a Pereiras al primo bar per il caffè. Non piove ma resta il cielo scuro e tutto è bagnato. I prati e il cammino sono una pista di acqua e fango.
Arriviamo alla periferia di Orense e dopo una zona industriale che non finisce mai entriamo in città.Seguiamo le frecce e arriviamo all’albergue vicino al convento San Francesco in ristrutturazione. E’ ottimo, arrivano i Tedeschi c’è spazio e dopo il bucato andiamo in città per il pranzo. Bella città termale e bel centro storico.
22 marzo 2010 Orense – Cea km 22
In uscita da Orense attraversiamo un bel ponte romano e dopo 5 km arriviamo dopo aver attraversato tutta la zona industriale in campagna. Qui c’è una durissima salita di 2 km e sicuramente è la salita più dura del cammino. La tappa poi è molta bella e fra boschi e pascoli arriviamo alle 14 a Cea. L’albergue è bellissimo, in una casa di pietra nel centro del paese. Dopo aver depositato i nostri zaini andiamo al ristorante e mangiamo molto bene. Nel pomeriggio si fa il bucato e siccome l’albergue dispone di cucina, Renzo prepara un ottima insalata mista per la cena. Questa sera siamo in cinque, è arrivato un ciclista Spagnolo e un Tedesco. Questo albergue dispone di tutto con un ospitalero che tiene tutto sotto controllo.
23 marzo 2010 Cea – Castro Dozon km 20
Oggi cambio di itinerario per visitare il Monastero de Oseira. Partiamo da Cea con gran freddo e c’è tanta brina. Arriviamo dopo 8 km al Monastero, siamo solo noi e chiediamo di visitarlo. Pagando 3 euro a testa abbiamo a disposizione una guida che per un ora ci spiega tutto e ci fa entrare in tanti corridoi e locali. Una cattedrale nel deserto enorme e imponente. In un locale al piano terra con entrata dall’esterno c’è un locale per pellegrini, con letti e servizi. Impossibile secondo il mio punto di vista dormire e non ho visto la doccia. I locali sono umidi, freddi come una cantina con muffa. Nel Monastero l’umidità e le infiltrazioni di acqua sono dappertutto.
Proseguiamo il nostro cammino passando attraverso piccoli paesi e arriviamo a Castro Dozon; qui purtroppo ci sono solo due bar, niente ristorante, solo boccadilios e c’è una tienda per comperare viveri. Andiamo in Albergue, molto bello pulito vicino alla piscina comunale, siamo sempre solo noi e c’è una bella cucina pulita. La struttura è composta da due bungalow nuovi . Il grande Renzo prepara la pasta e la serata si conclude bene.
24 marzo 2010 Castro Dozon – Laxe km 18
Anche oggi piove e noi seguiamo la carretera: è impossibile fare diversamente. Siamo veloci e l’acqua in faccia forse ci aiuta ad aumentare la velocità e alle 12 siamo a Laxe. Troviamo subito l’albergue sono poche le case e aspettiamo fino alle 13 per l’apertura. Tutto nuovo e pulito; ci sistemiamo e alle 14 andiamo al ristorante ottimo anche questo gestito da uno Spagnolo figlio di una Napoletana. La sera e per tutta la notte diluvia con vento forte e grandine.
25 marzo 2010 Laxe – Outerio 34 km
Si parte sotto il solito diluvio. Ci accordiamo che se ci sono difficoltà ci aspettiamo in qualche bar lungo il percorso, decidiamo di camminare sempre sulla carretera 525, molto trafficata. Non possiamo farci niente è impossibile fare diversamente. Gli autocarri ci spruzzano valanghe d’acqua e tanto per cambiare arriva la grandine e tutto diventa bianco, sembra di ricevere la ghiaia in faccia. Quando troviamo dei bar ci fermiamo ma per la prima volta sento l’umidità entrare nelle ossa e fa freddo. Speriamo in bene... Risultato: non prendiamo neanche il raffreddore! Mi dispiace non poter fare foto e non camminare sul cammino, per attraversare il ponte Taboada ma in queste situazioni l’importante è finire la tappa con meno danni. Arriviamo a Outerio e troviamo l’albergue San Pedro veramente ottimo. Arriva anche un gruppo di 15 ciclisti Spagnoli molto simpatici. La sera il ristorante che si trova a un km se si vuole porta anche il pasto in Albergue.
26 marzo 2010 Outerio – Santiago km 16
Ultima tappa: tanto per cambiare piove. Questa Galizia presenta la sua faccia umida tipica. I prati i boschi e eucalipti ci fanno da cornice, ormai siamo alla fine. Alle 12 entriamo in città, molto bello arrivare direttamente nel centro storico si vede anche la cattedrale in lontananza. Siamo bagnati e diluvia, decidiamo di passare all’ufficio del turismo per ritirare la compostela. Sarà la stagione, sarà il tempo ma siamo sempre solo noi. Santiago è deserta non ci sono turisti né tantomeno pellegrini. Abbiamo bisogno di una doccia calda e dopo aver mangiato andiamo al seminario.
Nel pomeriggio torniamo in centro, c’è poca gente comperiamo un ombrello e diventiamo turisti per caso. La sera andiamo a messa, è così strano vedere Santiago deserta.
27 marzo 2010 Santiago
Il mattino facciamo le solite passeggiate, notiamo dei turisti arrivati con i bus, ma stranamente proprio pochi pellegrini. Dopo la messa delle 12 andiamo alla stazione dei autobus, saliamo su quello che ci porta all’aeroporto e si parte alle 16 per Roma.
Questo cammino della Plata sotto tutti i punti di vista è il più bello che abbiamo fatto. E’ stato diviso in tre parti per comodità e per stare sempre un massimo di 20 giorni per volta.
Ringrazio Renzo compagno di tanti cammini (non faccio più neanche la lista). Ormai siamo così affiatati che se non parlassimo per 20 giorni, con lo sguardo decidiamo le stesse cose.
Grazie anche al compagno Renato, esperto in trekking e sempre in movimento “prima se fa meglio è” . Grazie a tutti voi Pellegrini per sempre, è bello condividere.