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un altro punto di vista

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Anonymous

Hi!
ho appena terminato il Cammino da Oviedo a Finisterra,(bella escursione di media bassa montagna nelle Asturie,seguita da una immersione nel Cammino Francese da Palas de Rey sino a Santiago,con un finale non indimenticabile a Fisterra -unico giorno di pioggia di 15),una domanda mi si è posta nel camminare fra tanti paesi piccoli,grandi e città:che occasioni di contatto ho con i locali, cosa sò di loro?,in effetti i pellegrini(ma forse è meglio chiamarci escursionisti),fanno gruppo, cenano al bar locale insieme, e si ritrovano al refugio,cosa bellissima,ma i contatti con i locali ? le loro tradizioni? mi è sembrato di essere stato uno che passa di fretta,prende l'indispensabile per continuare a camminare,tutto preso o dai problemi contingenti o dalla ricerca di se stesso.Eravamo da Oviedo sino a Lugo un gruppo spontaneo di 14 persone ma nessuno ha avuto occhi per i locali, invece i locali hanno avuto occhi per noi.Ho sprecato una bella occasione.
Francesco
 
Non direi che è proprio così, nel primo cammino sono stato piuttosto "veloce" e non avevo molto tempo per legare con le persone mentre camminavo, ma ricordo una sera a Bercianos, fuori dell'albergue dove siamo stati a parlare un bel pò con i vecchietti del paese che d'abitudine vengono a sedersi sulla panchina fuori della porta, idem a Murrias dove mi son messo a giocare con 2 bambini che giravano in bicicletta. I bimbi son fantastici!

Ma nei due cammini successivi, dove alla velocità ho preferito la lentezza, ci può essere una battuta, uno scambio e i vecchietti sono sempre pronti a raccontarti la loro vita.... A santiago davanti alla puerta del camino un anziano mi ha raccontato la storia delle fotografie esposte, di com'era piazza obradoiro, via nueva .... e se non avessi avuto l'autobus che partiva sarei rimasto ad ascoltarlo un bel pò.

A Ferrol, cercavo l'ufficio del turismo in un pomeriggio assollato e non c'era un cane in giro... ho trovato un marinaio che prima me lo indica poi per fare due chiacchere mi ci ha accompagna presentandomi alla ragazza, ex marinaio ora in pensione aveva viaggiato molto e parlava perfettamente l'italiano.

Insomma se si vuole si può "socializzare" .. forse è piu' difficile in galizia dove i residenti vedon passare migliaia di pellegrini.

Edo
 
questo è uno dei motivi per tornarci più di una volta, se si ha la possibilità...
la prima volta puoi essere coinvolto in un modo che si, può essere che la tua attenzione si fermi principalmente su di te e sulle persone che camminano con te. ci può stare. anche per me, un po', è stato così.
quando ci sono tornato è stato diverso. anch'io ho camminato più lentamente, "fuori orario", quasi sempre da solo, e la mia percezione ha captato molto altro.
 
E sì, Francesco,
si tratta proprio di un altro punto di vista!
Tra escursionista e pellegrino sta la stessa differenza che c'è tra cacciatore e birdwatching.
Ermanno
 
Caro Francesco,
non so se il tuo fosse il primo cammino o meno.
Credo che comunque questo cammino ti sia servito a capire cosa cerchi e di cosa hai bisogno.
La cosa bella del cammino, rispetto alla vita di tutti i giorni, è che sul cammino cadono della barriere che ti permettono di relazionarti con gli altri con molta facilità.
Quindi, non ti resta che ripartire e sperimentare! :D
 
Hi!
spero che la mia spiegazione arrivi in porto
L'incanto di tutti i cammini e quello a Santiago in particolare è l'incontro con le persone.
L'aspetto che volevo sottolineare è la conoscenza del posto che attraversi a piedi,la sua storia, la sua tipicità.Questo aspetto non l'ho mai visto presentato negli albergues.A me piace sapere come vive la gente del posto,mi sembra un atteggiamento di rispetto verso di loro. e questo è compatibile con la ricerca di se stessi .Non ho capito il paragone con il cacciatore...
Ciao
Francesco
.
 
Francesc/a ha scritto:
Hi!
ho appena terminato il Cammino da Oviedo a Finisterra,(bella escursione di media bassa montagna nelle Asturie,.........che occasioni di contatto ho con i locali, cosa sò di loro?,in effetti i pellegrini(ma forse è meglio chiamarci escursionisti),.........mi è sembrato di essere stato uno che passa di fretta,prende l'indispensabile per continuare a camminare,tutto preso o dai problemi contingenti..... Francesco

Chiarisco:
per me, e ripeto per me, l'accostamento Cammino/escursione è improponibile, come lo è usare il termine trekking per descrivere l'andare verso una meta di pellegrinaggio. E' limitativo considerare un Cammino alla stregua di una semplice camminata, anche se lunga.
Senti questo apologo arabo:


"Esistono tre tipi di viaggiatori.
C'è chi procede coi piedi:
i suoi passi si impolverano su piste assolate, si inerpicano su erte
scoscese, si riposano in valli, oasi e locande.
E' il mercante: i cui percorsi sono retti da scopi precisi e il cui viaggio
è sempre e solo un transito: l'importante è arrivare per fare, non
attraversare, conoscere, incontrare.

C'è poi chi avanza per strade e città con gli occhi:
costui vuole scoprire e sapere, sostare e conoscere, perdere lo sguardo
nell'orizzonte luminoso di un panorama.
E' il sapiente: l'importante è conoscere, arrivare non conta.

Infine, c'è chi viaggia col cuore:
egli non si accontenta di camminare, visitare, sapere, ma vuole vivere con
gli uomini e le donne delle regioni attraversate, ascoltarli, parlare con
loro e "mettere in luce la perla segreta di Dio" che dappertutto s'annida.
E costui è il pellegrino:
per lui decisivo è incontrare".

....e vedi un pò tu dove collocare l'escursionista/cacciatore.
Ermanno
 
1Hi!
mi dispiace ,non mi sono spiegato bene.
ci riprovo: quando vado in giro a piedi,mi piace conoscere i posti che attraverso,la loro storia,come ci vive la gente,per portarmi a casa ricordi non sbiaditi o sfumati.Spesso su Internet non c'è molto circa i paesi più o meno piccoli che si attraversano lungo i cammini a Santiago.Mi piacerebbe ,ad esempio, che insieme al "sello" fosse consegnato un banale foglio con notizie riguardanti il posto o cose del genere.Penso che qualcuno del forum si sia posto questo banale problema,mi piacerebbe sapere se e come lo ha risolto.Questo,e solo questo, è l'argomento del mio intervento.Il resto è fuori tema.
Ciao
Francesco
 
Caro Francesco,credo che il tuo problema tu lo possa risolvere in un modo molto semplice,quando attraversi un paesino lungo il Cammino ho ti fermi in un piccolo rifugio gira per quelle povere case e cerca il vecchietto del posto,lo troverai sempre,e parla con lui ti assicuro che lui non aspetta altro e ti racconterà tutto della sua vita e la storia di quelle povere case,non credo che un foglietto consegnato insieme al sello sulla credenziale ti risolva il problema.Nei miei innumerevoli Cammini ho appreso più dai vecchietti dei vari paesi attraversati che da tutte le guide scritte sul Cammino.Un abbraccio da ziovittorio ULTREJA SEMPRE
 
Dio benedica i vecchietti che seduti in fronte al sole ti fermano e vogliono scambiare qualche parola con te che passi
assieme a qualche barista ,a qualche casalinga sulla porta di casa,a qualche prete e agli hospitaleros sono le persone del posto con le quali comunichi.La gentilezza e la disponibilità sono preziosi regali dei cammini
Per me comunque resta il problema di scarsa informazione del territorio che un Cammino Culturale Europeo non dovrebbe presentare
Ciao
Francesco
 
Il viaggio, qualsiasi viaggio, non è completo se non entri profondamente nella realtà del luogo..Nel mio cammino ho saputo cogliere gli sguardi delle persone che vivono in quei luoghi, donne, uomini vecchi e bimbi..
Era quasi una necessità per me scambiare due chiacchiere, sopratutto con gli anziani, scoprire cosa pensano di noi pellegrini.., sapere della loro vita e delle loro opinioni riguardo cose della vita.
Da centinaia di anni sono abituati a vederci attraversare i loro paesi, si avranno fatto un'idea di noi!
Qualsiasi momento era buono per chiacchierare con loro.
Mi sono sentita piu ricca al rientro del mio cammino, per sempre ricorderò quei sorrisi che ogni giorno mi accompagnavano, sorrisi curiosi, sorrisi incoraggianti,sorrisi di solidarietà!
Penso che nel tuo prossimo cammino quegli sguardi colpiranno anche te!
Baci Francesca
 
Da coloro che abitano in questi paesetti, puoi conoscere la storia, il colore, il passaggio delle genti in quei luoghi: è certo importante. Io però non ho fatto il Cammino principalmente per conoscere i vecchietti o i bambini di quei luoghi: avrei potuto conoscerli anche senza zaino sulle spalle. Sono uno dei tanti che ha fatto il Cammino senza sapere il perchè, e, in ogni caso, pronto a ricevere quel che il Cammino mi dava. Ho fatto il mio Cammino nella sofferenza con un ginocchio mezzo rotto, e questo ha nobilitato ancora di più il mio sforzo, rendendo un Cammino mistico a me che ho sempre creduto di essere un vecchio laico. Quel che mi ha dato il Cammino, non è stato la conoscenza dei locali ( forse mi interessava poco quest' esperienza), ma una maggiore conoscenza di me stesso, una capacità di convivere col dolore e soprattutto una grande gioia . Ho poi avuto degli incontri con eccezionali pellegrini coi quali ( ho fatto il Cammino nel 2005) coi quali ho condiviso, oltre al sudore ed alla pioggia, anche il cibo. Ho poi mantenuto i rapporti e li ho già incontrato ben due volte in Spagna ( la loro terra), creando anche rapporti con la loro famiglia e la mia.
Il Cammino quindi ha tante facce, ed ognuno si riflette in quella che più gli si addice. Come dice un vecchio detto, poi, alla fine ognuno trova sempre quello che cerca !
 
Sono convinto anch'io che il vero Cammino siamo noi nel momento in cui lo facciamo... e soprattutto che non esistano "ricette"... a ognuno il proprio Cammino!

Un giorno una frase scritta da qualche parte lungo il tragitto mi colpì profondamente e diceva:
" Partirai quando il Cammino ti chiama... perchè il Cammino non esiste... il Cammino sei tu !"

Buona Vita a tutti,
Gianni 7 ( non mi esce la foto dell'avatar)
 
Hi!
ringrazio per le opinioni.
Sono convinto che ciascuno debba fare il cammino a Santiago come più gli piace,e non vi debba essere gerarchia di motivazioni.E' un Cammino Culturale Europeo(ricordo che con questo escamotage è stato riportata in vita una tradizione quasi completamente scomparsa sino a qualche decennio fa)) e quindi dovrebbe essere attento alle tradizioni,alla storia e ai costumi,in poche parole alla Cultura. Personalmente solo molto di rado ho notato attenzione a tale riguardo.
Spero di essermi sbagliato....
Ultreya
Francesco
 

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