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Un angelo pellegrino lungo francigena del sud

angeloscano

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Ciao a tutte/i le/i pps infine sabato scorso mi sono incamminato. Non sulla via Micaelica come pensavo in un primo tempo ma, viste le poche informazioni raccolte, lungo la francigena del sud così come descritto nel libro di Monica D'atti edito da Terre di mezzo.
Proverò a riportare qui qualche informazione utile e se riesco qualche foto. Oggi sono a Mignano Monte Lungo in provincia di Caserta.
 

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Sabato 18 marzo
Roma - Marino km 25,5

Quasi tutto il cammino sulla via Appia antica fino a Frattocchie. Che bellezza attraversare questa via così ricca di storia, ti viene da calpestarla con leggerezza e la mia fantasia la immagina popolata delle genti e della vita di allora. Lo sguardo rimane catturato dai solchi lasciati nei secoli sulla pavimentazione di basalto. Profondi e levigati.
In una villa che oggi ospita mostre permanenti statue di uno scultore colombiani sembrano confermare questo desiderio di leggerezza e di magia.
Che meraviglie regala il cammino
 

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Domenica 19 marzo
Marino - Artena km 28,2

Ieri sera non trovavo una pizzeria che mi desse cena prima delle 22.30. Il sabato bisogna prenotare :(. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Dopo aver avuto 3 rifiuti e camminato su e giù qualche km eccomi varcare con disillusione la porta di un'osteria. "La Vignetta". Il locale è vuoto ma sono anche solo le 20.30. Hanno posto ma la cameriera mi avvisa che fanno solo menù fisso e solo pesce. Una delle migliori cene di pesce. Un segno del destino visto che il simbolo del mio cammino è l' Ichthus rosso che segna, in direzione di Gerusalemme, il cammino.
Il cammino nella parte iniziale attraversa il parco dei castelli romani. Il mio andare è accompagnato da ciclisti della domenica che con le loro Mountain bike si inerpicano su questi sentieri. Sarebbe tutto bello se non fosse così pieno di immondizia. Una vera discarica :mad:.
Altro problema i cani liberi che abbondano presidiando le strade e rendendo inquieto parte del cammino di oggi. Oggi il cammino sale ad Artena piccolo paese arroccato sulle pendici della montagna. Gli ultimi km in ripida salita per raggiungere l'albergo " Il Chiocchiò". Ai piedi dell'ultimo tratto una scritta ironizza " da qui 1336 metri alla felicità". Come preferivo le frasi di incoraggiamento che si trovano sui cammini in Spagna. Il paese sembra essersi fermato a qualche centinaio di anni fa. I trasporti interni fatti ancora con i muli ( siamo a circa 60 km da Roma ma sembra di essere ad Eboli).
Animo!! Domani è un altro giorno
 

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Lunedi 20 marzo
Arteno - Anagni km 26
Ho fatto diversi cammini. Questo è, per il momento, quello con più asfalto. La tappa di oggi non particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico. Ma vediamone il lato positivo; poche distrazioni. La mia mente ad ogni passo si ripulisce alleggerendosi dei pesi della quotidianità. Il lavoro a contatto con il dolore umano, la crisi di un padre difronte ai propri figli ormai adolescenti, il bisogno di "staccare la spina" e fare silenzio. Il mio camminare procede fluido, la schiena ha ritrovato la sua dolce metà (lo zaino). Non sono un cavallo da corsa, ma da montanaro un po' tarchiato ho più sangue di mulo nelle vene che d'umano. Camminare è il mio modo di ritrovarmi in intimità con me e con Dio. Un'intimità fatta di cose semplici, forse banali; silenzio intorno ed in me, fatica fisica dove sentire le articolazioni e i muscoli e ritrovi la parte
dell'uomo-animale. Respirare e sentirsi respirare.
Ad Anagni, paese nuovamente arroccato mi accoglie un murales. Mi ricorda "L'insostenibile leggerezza dell'essere"
"...È un amore disinteressato: Tereza non vuole nulla da Karenin. Non vuole nemmeno l'amore. Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? Ha mai amato qualcuna più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all'amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l'amore) dell'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.". Forse dovremmo tornare un po' bambini e ritrovare quella leggerezza di cuori leggeri che si librano nell'aria mentre il nostro sguardo li accarezza.
Anagni già sede di Papi ed è qui che Bonifacio VIII ricevette lo schiaffo dall'emissario del re di Francia. Qualche stanza più in là le suore cistercensi della carità mi accolgono e finisce con gioia il cammino di oggi.
 

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Martedì 21 marzo
Anagni - Veroli km 26,5
Del cammino di oggi ricordo poco. Quel poco è molto asfalto. È un cammino che richiede attenzione perché non abbonda di segnali ( e pensare che lo avevo scelto rispetto alla via micaelica) e la guida è frequentemente tra le mani.
Fa molto caldo per essere marzo e gli alberi sono ancora privi di foglie ed io privo di ombra.
Nuovamente un paese arroccato cge mi riporta alla memoria i presepi che da bambino aiutavo a preparare. Le case posate in alto sulle montagne di cartapesta vicine al fondale di stelle. Così Veroli. In questi giorni non ho incontrato pellegrini ma forse non è ancora stagione o forse non è ancora un cammino desiderato. Gli anziani seduti ai tavolini dei bar mi guardano quasi fossi un marziano. Han di che parlare per un po' in un paese immobile nella sua quotidianità. Mi riposo a leggere sulla panchina Rossa ed un po' mi vergogno per quello che noi uomini siamo capaci di fare.
Stanotte dormo nella foresteria del convento di Sant'Erasmo. Peccato non vi siano più i monaci. Ma il posto rimane bello seppur privo di spiritualità.
Nella basilica le reliquie di santa Maria Salomè, madre degli apostoli Giovanni e Giacomo. Sì, proprio lui, il nostro Giacomo. Ed è un po' come ritrovare il senso del cammino. Un file rouge con quello di Santiago. La madre sorride negli occhi di una statua. L'abbraccio con la stessa delicatezza ed amore con cui anni fa ho abbracciato quella di suo figlio.
 

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Mercoledì 22 marzo
Veroli - Ceprano km 27
L'asfalto mi accompagna da giorni ed anche un po' i cani.
Ma il cammino per me è anche ritrovare il MIO paesaggio interiore.
« C'è un paesaggio interiore, una geografia dell'anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita. Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l'acqua sopra un sasso,fino ai suoi fluidi contorni,ed è a casa. ». (Josephine Hart)
Attraverso quel paesaggio che è ricco di momenti indelebili che hanno segnato la mia vita di cinquantenne. Paesaggio fatto di luoghi nei quali ho vissuto e mi han insegnato tanto. I luoghi dell'infanzia con i balconi a ballatoio, i cortili nei quali giocavo a biglie, figurine, tappi, nascondino; capaci di colpo quei pochi metri quadrati di cemento di trasformarsi nel più bel campo da calcio e poco importava per le ginocchia sbucciate, facevano più male le urla di mia madre per i pantaloni strappati. La montagna delle valli occitane negli anni della mia formazione di ragazzo, fino a sentirne il richiamo ed andarci a vivere mentre il flusso dei giovani era opposto al mio e velocemente la abbandonava. Ma il mio paesaggio è fatto anche di persone conosciute, amate, perse, desiderate. È fatto di profumi e suoni che solo io so riconoscere quale porta d'accesso dei ricordi. E anche i cammini lo arricchiscono di nuovi paesaggi.
Se apro gli occhi oggi gioisco dell'abbazia di Casamari nella quale vivono monaci cistercensi e se rimani in raccoglimento ne senti l'energia spirituale nell'aria. E gioisco del punto sosta 113 dove Enzo e la sua famiglia hanno trasformato la casa e l'intorno in un distillato di Cammino fino a riprodurre l'idea delle sagome in metallo presenti sull'Alto del Perdon. Peccato non poter dormire da loro ma Ceprano è ancora lontana.
 

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Giovedì 23 marzo
Ceprano - Cassino km 32
Mi risveglio e ripenso alla sera prima. L'albergo ( su questo cammino vi sono poche ospitalità pellegrina) è decisamente fuori dal cammino. Di quei luoghi isolati sulle strade ad alto traffico buoni per un caffè e via o per fugaci incontri amorosi. Quel che è peggio che, contrariamente a quanto riportato sulla guida, nelle vicinanze non vi è nessuna pizzeria. A meno che si voglia considerare vicinanza un km da percorrere su una statale buia e senza marciapiede. Il gestore me lo sconsiglia vivamente e così ceno con 2 pacchetti di patatine e una birra.
Ma oggi la meta è Cassino e la sua Abazzia. Zaino in spalla che il cammino è lungo. Naturalmente gran parte su asfalto ;).
La salita a Montecassino impegnativa ma ne è valsa la pena. Quanta bellezza nell'arte gli uomini son stati capaci di realizzare ispirati da Dio. Se i popoli non avessero sentito in loro la presenza della spiritualità e il bisogno di esprimerla oggi saremmo tutti più poveri e forse più tristi.
 

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Grazie Angelo della condivisione.

Buon cammino.

Edo
 
Grazie Angelo! Deve essere un cammino molto interessante e pieno di storia. Passare per questi paesi dove il tempo si é fermato. A me incantano. Peccato per il tanto asfalto. Ma sono i pellegrini come te chr trasformano il tracciato in Cammino.
 
Affascinante il tuo racconto Angelo, anche stavolta letto tutto d'un fiato. Grazie e buona vita con tutto quanto essa ci mostra e ci nasconde.
 
Grazie Angelo, aspettiamo le prossime tappe. Buon Cammino!

E poi... chiedo scusa a te e a tutti gli altri ma mi è venuta in mente la solita scemenza e mi sa che ve la racconto.
Vicino a Veroli c'è Castelliri, che condivide con Veroli anche la Santa Patrona: Santa Maria Salòme (attenzione, accento sulla o). Nei racconti di madre e zie ho sempre sentito dire Santa Maria "Salma", mia madre è venuta in piemonte che era poco più di una bambina e per lei si chiamava proprio così (il dialetto del posto non fa molto uso di vocali).
Sono andata avanti con questa convinzione per parecchi anni, ma parecchi. Non vi dico come mi immaginavo la festa patronale con processione.
La verità sul nome l'ho scoperta non tanto tempo fa, per caso e proprio grazie a San Giacomo. L'assonanza dei nomi mi ha fatto venire il dubbio.
Mia madre, malgrado le abbia portato documentazione scritta, non ci crede e continua imperterrita con Santa Maria Salma.
(Ci sarebbe anche la statua della "Madonna Ranna", ma di questa non sono ancora venuta a capo, quasi quasi mi metto a gugolare un po')
 
Venerdì 24 marzo
Cassino - Mignano MonteLungo km 20
Me lo avevano detto che da Cassino non avrei più trovato segnali. Ed infatti è andata così. O quasi. Dal nulla è comparso un adesivo che indicava Brindisi e poi più niente. Forse un fondo di magazzino.
Per il resto il cammino non ha offerto sorprese ma forse ero troppo preso a non perdermi. Nel primo pomeriggio arrivo all'agriturismo che appare più un campeggio; infatti mi alloggiano in un bungalow. Alle 20 vado nel salone pranzo e conosco così il proprietario Massimo. Nel suo modo di fare mi ricorda Troisi e già mi mette di buon umore. Per lui i pellegrini sono sacri e mi riempie di cibo e vino. Il locale pian piano si riempie di clienti ed esce il meglio di lui e del suo staff. Disorganizzati è dir poco. "Ciro dove stanno gli stuzzicadenti?", " che vulite la bistecca? E mo' accendo la brace". Se chi era al tavolo non aveva ordinato gli stessi i piatti arrivavano anche 20 minuti uno dall'altro. Sede adatta per far venire Canavacciuolo a rimettere le cose a posto. Ma i pellegrini sò sacri e mentre per gli avventori " non ci resta che piangere" a me scappava da ridere.
 

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Sabato 25 marzo
Mignano Monte Lungo - Alife km 40
Temevo la tappa di oggi. Lunga e sotto il sole. Il cammino procede in direzione sud-est e questo vuol dire avere il sole contro dal mattino presto fino quasi al termine del cammino. Risultato che il lato destro è più abbronzato del sinistro. E la parre davanti più di quella dietro. Mi sa che per rimediare questa seconda parte del cammino dovrò farla di schiena.
Oggi sono a metà. Sabato prossimo dovrei arrivare a monte Sant'Angelo.
Oggi sono stato bene. Il percorso si snoda nella campagna lungo stradine deserte. Ai lati alberi da frutta in fiore e il ronzar delle api. In me la primavera di Vivaldi risuonava allegra. Mi piace questa energia creativa della natura una vera magia. E poco importa se la tappa è lunga.
Arrivo alle 15 al Santuario Madonna delle grazie a 2 km dal paese, dove in una stanzetta sopra la chiesetta ospitano i pellegrini.
Mentre attendo che venga la perpetua mi riposo nel giardinetto antistante, un gruppo di ragazzi e ragazze fanno un picnic fuori porta. Pochi minuti e mi invitano a mangiare con loro e mi chiedono incuriositi del cammino. Ecco la meglio gioventù.
La perpetua gentile mi mostra la dimora di oggi. Finalmente l'essenzialità bastante.
Vado a messa percorrendo i km che mancano al paese. Oggi è giornata di festa perché il parroco festeggia 32 anni di ordinazione e dopo la messa i parrocchiani gli hanno organizzato un piccolo rinfresco a cui vengo invitato. Sono da 2 giorni in Campania ma già amo questo gente. Una cordialità incredibile e ti senti subito in famiglia. Mi raccontano che a Curti vi è una grotta dell'Arcangelo Michele. Non è sul percorso ma mi suggeriscono di seguire un'altra strada e passare a vederla. Mi raccontano le loro difficoltà di vivere in una terra socialmente difficile. Che belle sorprese riserva il cammino...
 

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Grazie Angelo di compartire questo tuo Cammino e le belle fotografie con noi. Ti sento carico e motivato nonostante l'asfalto e le poche indicazioni. Mi spiace che questa nostra bella Italia non riesca ancora a comprendere che questi Cammini, come tanti altri nel nostro Paese, andrebbero esaltati e non trascurati.
Buon Cammino :flecha:

Stefano e Laura
ciao
 
Domenica 26 marzo
Alife - Telese Terme km 27
Parto che inizia ad albeggiare. Il cambio dell'ora anticipa la mia partenza. Attraverso il paese di Alife e mi concedo la colazione al bar. Sono uno dei primi clienti. Il cammino si snoda tra stradine di campagna sulle quali si affacciano allevamenti di bufale. Uccellini dal canto più grande di loro mi accompagnano per la prima parte della mattina. Mi sento meno solo e più allegro. La guida proponeva il paese di Solopaca come destinazione ma al telefono non vi ho trovato da dormire così nel primo pomeriggio mi fermo a Telese Terme in un alberghetto sul lago. Piacevole sensazione passare il pomeriggio a leggere sulle sue sponde il libro che mi son portato e che tra qualche giorno, appena terminato, lascerò volutamente dimenticato su qualche tavolino affinché altre dita lo sfoglino incuriositi dalla mia dedica.
"l'Amore è libertà. La libertà non và a braccetto con la felicità. Si accompagna alla gioia. La gioia è come una scala di luce nel nostro cuore. Porta ben più in alto di noi, ben più in alto di sè: là dove non c'è più niente da afferrare, se non l'inafferrabile" C. Bobin da Elogio del Nulla.
Amo questo scrittore capace di trasformare in poesia i pensieri.
 

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Lunedì 27 marzo
Telese Terme - Benevento km 30
Mi alzo come al solito presto. Ha appena finito di piovere. Il cielo ancora minaccioso e l'aria è gelata. Per tutto il cammino patisco il freddo portato da folate di vento che rallentano il cammino di oggi. Se provo a spostare l'attenzione mi accorgo della beĺlezza di questa campagna coltivata a viti che producono il Solopaca, la Falanghina e altri vini del Sannio. Deve esseŕe uno splendore d'estate tutti questi filari illuminati dal sole. Come vorrei una primizia di quel calore per gustarla adesso che ho freddo. In ogni borgata ritorna il problema dei cani liberi. Una fatica questa continua attenzione; e nello sbattere la bacchetta per terra per allontanarne uno un po' troppo minaccioso la rompo.
Arrivo alla periferia apposta di Benevento nella parrocchia che mi ospiterà e riprende a piovere. Domani andrà meglio
 

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Bello seguire te e i tuoi pensieri lungo queste meraviglie sconosciute ai più, Angelo. E allora buon cammino, e continua a raccontare.


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