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Un angelo pellegrino lungo francigena del sud

Non potevo chiudere così la giornata senza trovare un senso. L'ospitalità di don Lupo e del volontario è stata quanto mai calorosa. Dopo essermi riposato vado a Messa e il salmo 29 recita
"... Hai mutato
il mio lamento in danza,
mi hai tolto l'abito di sacco,
mi hai rivestito di gioia, ..."
Così chiudo la giornata ringraziando Dio e non solo...
 
angeloscano .. con le tue foto mi fai tornare indietro nel tempo, a proposito del lago del Telese.... pensa al 1984... quando con il mio gruppo scout avevamo il campo fisso al Matese.... ciao e buon cammino
 
Ti seguo angeloscano :)
mi piace questo tuo cammino, mi spaventerebbero un poco i cani :(
ma tu sei coraggioso ;)
buon cammino :flecha:
Cetty
 
Martedì 28 marzo
Benevento - Casalbore km 27
Oggi una giornata splendida nonostante l'aria rimanga fredda. Inizia il passaggio degli appennini e tra sali e scendi sono circa 1.000 metri di dislivello in salita e 500 in discesa. Come un mantra risuonava in me "hai mutato il mio lamento in danza" non so perché ma trovo bellissima questa frase. Mi riempie di gioia. Ed è con gioia che ho percorso il cammino oggi. Il vento faceva danzare i rami e l'erba dei prati. Gli uccelli come aquiloni sospesi nell'aria volteggiavano cantando. E le nuvole... le nuvole correvano veloci. Adoro le nuvole. Sono un collezionista di nuvole. Mi ci perdo a guardarle.
" L’uomo libero" ricorda Osho " è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.". Leggero è stato il mio cammino, una danza oggi il mio cammino. A Casalbore nella partocchia dei Santi Pietro e Paolo mi attende il giaciglio per la notte. Oggi null'altro mi manca
 

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Mercoledì 29 marzo
Casalbore - Troia km 38
Oggi tante cose per un solo giorno di cammino. Ma andiamo con ordine.
Parto molto presto perché decido di non fermarmi a dormire a Celle San Vito ma di andare fino a Troia. La tappa successiva.
Il cammino sale quasi subito in direzione delle colline all'orizzonte, sulle quali sovrastano le pale eoliche. Salgo lento mentre lo sguardo accarezza il paesaggio. La presenza di queste pale mi ricorda la Spagna. A me piacciono, trovo quasi magico che così grandi e pesanti possano essere mosse dall'aria. Il tratturo attraversa questa campagna a pascolo sparsa di masserie che sembrano disabitate ma con cani poco socievoli che mi costringono a fare giri larghi nei prati abbandonando la strada che passa davanti . Probabilmente non sono abituati al passaggio di persone a piedi, ed io non sono abituato a cani che mi inseguono. Questo lasciare la carrereccia per tagliare tra i campi mi porta a perdere la direzione e mi ritrovo a Castelfranco che avrei invece dovuto tenere sulla sinistra scendendo. Sono senza colazione e ne approfitto per andare al bar. Ordinato mi volto per andare verso i tavolini e lo sguardo coglie un grande plastico che a prima vista sembra il presepe. Chiedo se le è rimasto da smontare. Carmela, una donna sui 50 anni mi risponde che lo ha realizzato lei ed è la rappresentazione dell'ultima settimana di vita di Gesù. Bellissimo. Le faccio i complimenti. È la prima volta che vedo una cosa simile. Parliamo un po' della sua riscoperta della fede in età adulta dopo un lungo periodo di litigio con Dio. È una bella persona di quelle che hanno riconquistato la pace interiore. Mi suggerisce di passare da San Giovanni Rotondo. Ma purtroppo il mio cammino taglia fuori quel tratto.
Nel bar un via vai di clienti e una di queste è venuta a ritirare la forma di caciocavallo. E sì, Carmela con la famiglia ha un'agriturismo dove, tra le altre cose, lavora il latte delle sue mucche. Mi fa assaggiare due stagionature: 6 mesi e 1 anno spiegandomene la lavorazione e la modalità di stagionatura. Rimango sorpreso e quando lo sono ho una faccia da bambino meravigliato. Forse sarà per questo, o per magia che prima di partire mi dona uno spicchietto di formaggio che ha messo in una busta sotto vuoto. Nel caso mi dovesse venir fame lungo il cammino dice. E l'abbraccio con tutto l'amore che ho promettendole che la ricorderò nelle mie preghiere quando arriverò alla meta.
Il cammino prosegue gaudioso passando da Celle San Vito un paese di lingua franco- provenzale e ne conserva ancora le tradizioni.
Nel pomeriggio arrivo a Troia e mi attende Michele del Giudice. Un pellegrino che ha percorso da Mont Saint Michel a Monte Sant'Angelo e da casa sua a Gerusalemme. Una persona splendida. Da alcuni anni è riuscito ad aprire un ostello per i pellegrini in questa piccola ma bella cittadina che conserva una cattedrale magnifica. Gli parlo della giornata e dell'incontro con Carmela. Un detto cita "Se vuoi far ridere Dio raccontagli i tuoi progetti". E mi sa che Dio dalla mattina rideva perché Michele mi dice che lui ha tracciato un cammino che passa da San Giovanni Rotondo che si allunga di 3 tappe ma se desidero passare da lì mi porterà l'indomani a San Severo in modo da poter arrivare come avevo previsto a Monte Sant'Angelo sabato. Accetto. Un modo per dare seguito all'incontro del mattino. Le sorprese non sono finite. Poco dopo arrivano due pellegrini. I primi da quando ho iniziato questo cammino. Rachele e Paolo e sono di Brescia. Paolo, partito da Roma, è diretto a piedi in Nepal dove conta di arrivare tra un anno. Rachele lo accompagna fino a porto dove si imbarcherà per Durazzo e da lì attraverserà la Macedonia, la Grecia, la Turchia e via via le altre terre verso oriente.
Nei suoi occhi la spensieratezza e la fiducia nelle infinite possibilità dei giovani. Ha uno zaino con poche cose e una tendina perché spesso dorme accampato per risparmiare.
Bello anche se in me confesso che se lo facesse uno dei miei figli non starei tranquillo. Ma qui è il padre che parla e non il pellegrino.
Ceniamo insieme ed è per me una vera festa e stasera io rido con Dio.
 

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sono contento che nel tuo percorso si è aggiunta una tappa per San Giovanni Rotondo!.... Quei luoghi meritano di essere visitati. Non mancare di entrare nel convento dove peima era sepolto P.Pio ciao angeloscano Sandro
 
Il modo in cui scrivi è bellissimo, leggendo mi vedo li accanto a te mentre cammini, sei molto coinvolgente. Grazie!
 
Giovedì 30 marzo
San Severo - San Giovanni Rotondo km 38
Michele mi ha portato a San Severo. È una gran bella persona. Oggi la mia destinazione è il santuario di Stignano qualche km prima di San Marco in Lamis. Provo più volte a chiamare il padre che gestisce il Santuario senza successo. Dopo 20 km di cui gli ultimi 7 di salita raggiungo la destinazione. Chiuso. Che fare? San Giovanni Rotondo, lungo la provinciale, dista ancora 10 km. Che fare? Decido di proseguire dopo aver fatto il pieno di acqua in un bar. Raggiungo stanco di asfalto San Giovanni. Cerco un b&b ove poter dire "per oggi basta". La chiesa progettata da Renzo Piano è un opera che, comunque la si pensi, lascia a bocca aperta. In particolare la chiesa inferiore. Sembra di entrare in un opera di Klimt e rimani come un bimbo a natale.
Prendo messa e sosto davanti a San Pio.
Ultima notte prima di raggiungere La grotta di San Michele Arcangelo e sono emozionato. Ma oggi parte delle emozioni le celo per me
 

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Ecco una delle cose più belle per chi si è messo in cammino.. gli incontri. E in questo vedo che il tuo ne è generoso angeloscano .
Belle anche le foto che ci mostrano la nostra bella Italia del sud, spesso troppo dimenticata.


free
 
Venerdì 31 marzo
San Giovanni Rotondo - Monte Sant'Angelo km 25
Il cammino di oggi è valso tutto l'asfalto macinato in questi giorni, tutto il sole che mi ha spelato, la polvere e la sete. Il cammino di oggi mi ha accompagnato lungo un sentiero colmo di tesori. Dopo pochi chilometri sale nella campagna aspra del Gargano e ti accompagna fino alle porte del paese. Oggi mai come in questi giorni mi sono sentito leggero e felice, accarezzato dal vento che sapeva di mare. Il sentiero si snoda su prati di pietre dai quali spuntano fiori profumati che i mie passi liberano. Sentore di miele, di timo, di iris e di erbe. Rallento il mio andare. Oggi non ho fretta di arrivare. Immerso in questa bellezza anche la solitudine è pienezza e stato di grazia. A tratti il sentiero attraversa piccole pinete che basta sfiorare per essere rivestiti di essenze profumate. Siamo a circa 900 mt sul livello del mare. Che bella giornata. Tanta bellezza è troppa per me solo e vorrei avere accanto le persone che amo per condividerla. Quest'oggi le soste non sono segno di stanchezza ma di desiderio di esser parte di questo tutto. Esser pietra tra pietre, erba nell'erba, aria nel vento. Il procedere si arresta all'improvviso. Ho raggiunto il crinale e lo sguardo mi sfugge tuffandosi nel Golfo di Manfredonia. Impossibile proseguire oltre. Allungo la mano accarezzo la linea d'acqua dell'orizzonte e, riportandola alla faccia, sento le dita umide della stessa natura del mare. Le lacrime scorrono dolcemente sul viso ho raggiunto la Finis terrae di questo cammino. Non potendo abbracciare un compagno o compagna di cammino abbraccio il cielo per abbracciare tutti ed ognuno nella gioia del momento. Il mio cuore danza con l'universo. Già pago di tutto ciò proseguo per gli ultimi km di sentiero tenendo a destra per mano il mare e a sinistra muretti a secco di pietre sbiancate dal sole. Raggiungo il santuario e lentamente scendo gli 88 gradini in pietra che si inoltrano nella grotta fino ad inginocchiarmi, umile pellegrino, davanti all'Arcangelo Michele. A mani vuote ma con il cuore colmo di riconoscenza mi raccolgo in preghiera e le mie lacrime si trasformano in grani di un rosario che sgorga spontaneo in me.
 

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Ma che meraviglia! Forse oggi alla tua Finis Terrae eri da solo Angelo, ma ora che hai condiviso quei momenti è come se lì ci fossimo stati tutti noi che ti abbiamo seguito.
Buon ritorno dai tuoi cari.


free
 
grazie Angelo per aver condiviso con noi i tuoi passi.
Abbraccio
Cetty
 
Ora arriva il momento del ritorno ... il più malinconico, ma quello che hai dentro rimarrà dentro per sempre.

Buon rientro Angelo

Edo
 
Angelo, grazie per le emozioni che ci hai regalato.
Un abbraccio
 
Grazie Angelo.
C'ero anche io in quella grotta davanti all'Arcangelo Michele. Ho seguito tutti i tuoi passi giorno dopo giorno sino all'arrivo; in questa ultima tappa ho sentito i profumi e visto il mare. Tutto con i tuoi occhi.
Grazie davvero.
Patrizia
 

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