Marinz
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Ecco le mie riflessioni finali del mio cammino... sono partito da Salamanca il 2 mattina e sono arrivato a Santiago il 17 dovendo, però, fare un tratto in treno (La Gaudina - Ourense) per un problema alla caviglia e fermandomi da un amico italiano che ha casa sul cammino!!!
19 agosto ’10 – Riflessioni Finali
Eccomi all’aeroporto di Barajas di Madrid dove attendo l’aereo che mi riporti in Italia.
Sono passati due giorni dalla fine del cammino e i pensieri si rincorrono senza un capo e senza una coda.
Ripenso spesso ai volti delle persone incontrate soprattutto con quelle con cui ho condiviso, non solo il cammino, ma anche una cena o una cerveza. Da Luis a Pascual passando per Santi, Juan e Antonio e quattro chicas italiane, Barbara, Ilaria, Renata e Stefania, con cui mi dispiaciuto non condividere più cammino.
Penso ai 3 giorni passati con Andrea e Cristina, insieme a Francesco, Giorgio e Erika, in Casa Leiras dove il lavoro, la marmellata di more e la condivisione spaziavano dalla raccolta di pomodori alla religione, passando per una mitica “caccia” alla trota.
Penso ai diversi personaggi intravisti, alle città visitate e ai paesi attraversati, oppure alle albe e ai tramonti, agli albergues e ai fiumi, ai boschi di castagno e di eucalipto senza dimenticare le felci e pini.
Penso agli animali incrociati dai 2 cervi, alle numerose cicogne, al tasso, alla lepre e all’upupa senza contare cavalli, pecore, tori e mucche.
Penso al sole che mi ha accompagnato per tutto il cammino, alle volte con “mucho calor”, illuminando la terra intorno a me, o penso alla luna che ho visto piena e poi nuova in questi 15 giorni in cui a volte sono uscito prima dell’alba.
Penso alle vesciche e alla caviglia, più in generale ai piedi che hanno sofferto ma mi hanno portato alla meta.
Penso al bastone che ho trovato in un bosco e che mi ha aiutato in alcuni tratti portandolo fino a Santiago e ora lasciato in Casa Leiras.
Penso ai momenti belli, ai momenti di gioia, ai momenti di sconforto, ai momenti di orgoglio, ai momenti di testardaggine, ai momenti difficili, ai momenti di dolore ed ad altri tanti momenti che, come nella vita, hanno fatto parte del cammino senza i quali non avrebbe avuto senso aver camminato per quasi 400km.
E penso a questo grande sogno che ho vissuto e al momento che mi sono svegliato davanti alla cattedrale… sogno che mi ha fatto crescere e mi ha fatto tornare alle origini, ed è un altro controsenso che ti lascia il cammino… arrivare alle origini per mettersi sempre in viaggio e mai fermarsi per poter vivere la vita con pieno senso e pieno gusto delle cose.
E per finire penso e ringrazio tutte le persone ce mi sono state vicine con il pensiero e le parole: anche un piccolo “aiuto” fa compire grandi passi verso la meta!!!
ULTREYA!!!
19 agosto ’10 – Riflessioni Finali
Eccomi all’aeroporto di Barajas di Madrid dove attendo l’aereo che mi riporti in Italia.
Sono passati due giorni dalla fine del cammino e i pensieri si rincorrono senza un capo e senza una coda.
Ripenso spesso ai volti delle persone incontrate soprattutto con quelle con cui ho condiviso, non solo il cammino, ma anche una cena o una cerveza. Da Luis a Pascual passando per Santi, Juan e Antonio e quattro chicas italiane, Barbara, Ilaria, Renata e Stefania, con cui mi dispiaciuto non condividere più cammino.
Penso ai 3 giorni passati con Andrea e Cristina, insieme a Francesco, Giorgio e Erika, in Casa Leiras dove il lavoro, la marmellata di more e la condivisione spaziavano dalla raccolta di pomodori alla religione, passando per una mitica “caccia” alla trota.
Penso ai diversi personaggi intravisti, alle città visitate e ai paesi attraversati, oppure alle albe e ai tramonti, agli albergues e ai fiumi, ai boschi di castagno e di eucalipto senza dimenticare le felci e pini.
Penso agli animali incrociati dai 2 cervi, alle numerose cicogne, al tasso, alla lepre e all’upupa senza contare cavalli, pecore, tori e mucche.
Penso al sole che mi ha accompagnato per tutto il cammino, alle volte con “mucho calor”, illuminando la terra intorno a me, o penso alla luna che ho visto piena e poi nuova in questi 15 giorni in cui a volte sono uscito prima dell’alba.
Penso alle vesciche e alla caviglia, più in generale ai piedi che hanno sofferto ma mi hanno portato alla meta.
Penso al bastone che ho trovato in un bosco e che mi ha aiutato in alcuni tratti portandolo fino a Santiago e ora lasciato in Casa Leiras.
Penso ai momenti belli, ai momenti di gioia, ai momenti di sconforto, ai momenti di orgoglio, ai momenti di testardaggine, ai momenti difficili, ai momenti di dolore ed ad altri tanti momenti che, come nella vita, hanno fatto parte del cammino senza i quali non avrebbe avuto senso aver camminato per quasi 400km.
E penso a questo grande sogno che ho vissuto e al momento che mi sono svegliato davanti alla cattedrale… sogno che mi ha fatto crescere e mi ha fatto tornare alle origini, ed è un altro controsenso che ti lascia il cammino… arrivare alle origini per mettersi sempre in viaggio e mai fermarsi per poter vivere la vita con pieno senso e pieno gusto delle cose.
E per finire penso e ringrazio tutte le persone ce mi sono state vicine con il pensiero e le parole: anche un piccolo “aiuto” fa compire grandi passi verso la meta!!!
ULTREYA!!!

