Re: informazioni sulla Francigena
ziovittorio ha scritto:
Cara Sardina, cerchero di spiegarti un po l'esperienza fatta sulla Francigena,come da te richiesto.
Come ho già detto l'emozione grande è stata partire da casa con lo zaino sulle spalle,chiudere la porta e via sulla strada verso Roma.Puoi capire lo stupore della gente vicini di casa,anche se siamo partiti presto,coomunque molta gente ci a visto,dico siamo ,perchè nei miei molti Cammini di Santiago e altri pellegrinaggi,io parto quasi sempre con mia moglie.Abituati sul Cammino ad avere i rifugi a portata di mano,qui ci siamo trovati subito a mal partito,
è stata una estenuante lotta di telefonate a conventi,monasteri ,parrocchie,opere parrochiali,e non sempre siamo stati accolti,bisognava telefonare sempre il giorno prima ma non è stato facile anche se con noi avevamo la credenziale e una lettera del nostro parroco e in più avevamo anche una lettera della nostra confraternita che attestava il nostro stato di pellegrini,la diffidenza è ancora molta specialmente in Liguria,il problema è che non esistono ancora molte strutture di accoglienza come sul Cammino.Il percorso è bellissimo specialmente in Toscana
si attraversano borghi bellissimi,noi l'abbiamo fatto in aprile e maggio abbiamo camminato per 32 giorni subendo quattro giorni di autentico diluvio,ma non abbiamo mollato,nonostante la nostra età.Le segnalazioni con la freccia bianca sono appena sufficienti ma stanno provedendo e la nostra confraternita quest'anno a aperto un rifugio a Radicofani piano piano qualcosa si muove.Spero tanto,nonostante i tuoi problemi,di vederti a Savona per il Capitolo Ligure della Confraternita,cosi faremo una bella chiaccherata.Unabbraccio forte ziovittorio. ULTREYA SEMPRE
A Savona ci sarò, se Dio vuole, così finalmente conoscerò di persona te e tutti gli amici.
Sai che penso? In italia molta gente, sempre di più, conosce il cammino di Santiago e se vede in televisione pellegrini con lo zaino e la conchiglia, li guarda a volte con ammirazione (vorrei avere il coraggio di farlo anche io), a volte con una leggera ironia (non ha niente da fare, ma chi glielo fa fare), con curiosità (chissà perchè lo fa, che cosa si proverà a fare tanti km a piedi) ecc ecc. Ma se lungo le nostre strade si vedono persone con lo zaino, ci si scosta pensando siano solo barboni e il primo pensiero che salta in mente è "ma vai a lavorare".
Quando sono partita per il cammino la prima volta , mia madre piangeva e piangeva e mi immaginava sporca e puzzolente, sistemata sotto i ponti per la notte, accendendo il fuocherello per scaldare minestre in scatola. Non riuscivo a convincerla del contrario. Quando sono tornata e le ho mostrato le foto, c'è voluto del bello e del buono per convincerla che i rifugi sono luoghi si sosta appositamente creati per pellegrini come noi e non luoghi di perdizione dove dormono tutti insieme dopo aver fatto orge e riti strani! Ma mia madre è molto anziana e ha molta paura di tutto, del buio e della solitudine, teme il mondo dei giovani e recepisce solo le cattive notizie. A forza di sentirmi parlare, di vedere i filmati che le mostro, le foto, i libri che parlano di cammino, finalmente si è convinta ed è molto orgogliosa di me però...................quando parlo di ripartire le riprende la stessa paura. Così, quando vede ragazzi con lo zaino in giro per la città, se sono puliti li associa agli scout altrimenti....tutti barboni!
Questa lunga disgressione per arrivare al dunque: il cammino in italia, la francigena, non è ancora molto conosciuta se non da pochi e sopratutto da chi vive lungo il percorso. Vedere delle persone, ragazzi o adulti, che passano lungo le strade con uno zaino pesante sulle spalle, fa pensare automaticamente a figli dei fiori, a nostalgici beatnik, a sbandati senza lavoro che girano il mondo, a senza famiglia. Pochi pensano a un cammino di ricerca, pochissimo danno una mano. Quando la Francigena sarà più frequentata e più conosciuta, quando ci saranno i rifugi, forse allora ci saranno un pò meno giudizi e un pò più di accoglienza e partecipazione. Questa credo sia al momento la realtà, ma non demordiamo, andiamo avanti.
Anche l'atteggiamento di parroci, frati e monache, che pure dovrebbero essere le persone deputate all'accoglimento per loro natura, denota invece paura, la paura dello sconosciuto, la paura di accogliere nelle loro case chi va a piedi e non con i soliti mezzi. Conventi che si sono trasformati in alberghi per meditazione, forse sono ancora più diffidenti verso pellegrini che invece di arrivare in macchina, arrivano con uno zaino e con i piedi distrutti. Quanto ci vorrà perchè la diffidenza lasci il posto alle braccia aperte? Non lo so, non so, ma io, ottimista a oltranza, spero ci si arrivi in tempi brevi. So che queste difficoltà si trovano anche sul cammino di S.Francesco, ma qualcosa anche lì sta cambiando. Speriamo in bene!!!!!