Leggo e riporto senza commentare ... quanto scrive oggi la gazzetta del canavese.
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Attualità - Ivrea - 28/03/2008
Il Canavese rivendica l’importanza della “sua” via Francigena
A cura di Marco Campagnolo
Cos’è la Via Francigena? Il cammino percorso da San Sigerico per giungere a Roma da Canterbury. Ma non è l’unica risposta possibile, neanche dal punto di vista storico, perché si può giustamente dire che le Vie Francigene (questa volta al plurale) erano le strade di pellegrinaggio che univano il nord Europa a Roma.
Ma al giorno d’oggi quando si parla di Via, o Vie, Francigene, spesso si pensa ad altro. A un percorso devozionale certo, ma anche a itinerari culturali, ai sentieri per trekking, e a un possibile prodotto turistico e quindi a una reale possibilità di crescita economica.
E proprio tutte queste visioni si incontrate, e anche un po’ scontrate, nel pomeriggio di ieri a Ivrea in sala Santa Marta.
La Direzione Turismo della Regione Piemonte aveva ieri convocato una riunione per presentare a amministratori e associazioni canavesane interessate alla Via Francigena, i risultati raggiunti con un progetto interregionale partito circa due anni fa.
Nessun problema con la presentazione generica del progetto: enti aderenti (Toscana, ente capofila, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Valle d’Aosta), scopo (unificare e uniformare i vari percorsi regionali), strumenti (banca dati dei luoghi e delle strutture). Ma all’illustrazione del lavoro fatto, è subito stato chiaro che i presenti avevano visioni della Via non univoche.
Eleonora Girono del Centro Culturale Diocesano di Susa ha presentato il progetto. Un’interessante analisi storica di quali fossero le varianti della Via Francigena e della loro importanza nell’economia e nella mobilità medioevale.
Analisi che se esposta ad amministratori della Val Sangone, dicendo loro quanto fosse importante la “variante Val Sangone” nel Medioevo, sicuramente avrebbe ottenuto una ovazione. Ma la stessa analisi esposta ad amministratori i cui comuni sono situati lungo il percorso registrato da San Sigerico in quel viaggio del 990, percorso che il Consiglio di Europa ha sancito come ufficiale, non ha avuto un gran successo.
E il primo a esprimere le proprie perplessità è stato Luigi Ricca, consigliere regionale socialista. «Probabilmente è venuto a mancare un chiaro indirizzo politico dalla Regione – ha esordito Ricca -. La Via Francigena non è solo storia e cultura, ma deve essere una realtà turistica, e la strada percorsa da questo progetto interregionale, forse, non è la migliore per giungere a questo fine».
Il percorso della Via Francigena è, secondo Ricca, come un grande fiume con tanti affluenti. E’ importante mappare i rami secondari, ma se si vuole giungere a un reale prodotto turistico non si può perdere di vista la direttrice principale.
Per Ricca le risorse economiche regionali dovrebbero essere indirizzate prevalentemente a rendere il percorso già riconosciuto fruibile dai turisti realizzando, ad esempio, un’adeguata cartellonistica e aree di sosta.
Sulla stessa linea del consigliere regionale anche Luigi Tamburelli di Serra Morena, associazione che ha recentemente completato la mappatura gps del tratto canavesano della Via, che ha ricordato come la Via Francigena sia ancora seconda rispetto al Cammino di Santiago. «Chi percorre la Via Francigena, spesso ha gia fatto l’esperienza del cammino spagnolo». Occorre quindi focalizzarsi su un percorso, per poterlo proporre al meglio.
Analoghe anche le parole di Maria Balosino del Comune di Vercelli: «Molte cose della ricerca sono già state superate dai fatti, come l’individuazione del percorso, che è stato recentemente ufficializzato dal Consiglio d’Europa. Adesso non serve spendere per fare ricerca, quanto spendere per integrare quello che già esiste».
E, francamente, non sembrano convincere le spiegazioni finali fatti da Girono, che ha detto che il Canavese è avanti nella definizione del percorso della Via Francigena, rispetto ad altre aeree del Piemonte. Perché, anche se storicamente le altre aree sono parte della Via, dal punto di visto turistico economico, ha senso che lo siano?
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Attualità - Ivrea - 28/03/2008
Il Canavese rivendica l’importanza della “sua” via Francigena
A cura di Marco Campagnolo
Cos’è la Via Francigena? Il cammino percorso da San Sigerico per giungere a Roma da Canterbury. Ma non è l’unica risposta possibile, neanche dal punto di vista storico, perché si può giustamente dire che le Vie Francigene (questa volta al plurale) erano le strade di pellegrinaggio che univano il nord Europa a Roma.
Ma al giorno d’oggi quando si parla di Via, o Vie, Francigene, spesso si pensa ad altro. A un percorso devozionale certo, ma anche a itinerari culturali, ai sentieri per trekking, e a un possibile prodotto turistico e quindi a una reale possibilità di crescita economica.
E proprio tutte queste visioni si incontrate, e anche un po’ scontrate, nel pomeriggio di ieri a Ivrea in sala Santa Marta.
La Direzione Turismo della Regione Piemonte aveva ieri convocato una riunione per presentare a amministratori e associazioni canavesane interessate alla Via Francigena, i risultati raggiunti con un progetto interregionale partito circa due anni fa.
Nessun problema con la presentazione generica del progetto: enti aderenti (Toscana, ente capofila, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Valle d’Aosta), scopo (unificare e uniformare i vari percorsi regionali), strumenti (banca dati dei luoghi e delle strutture). Ma all’illustrazione del lavoro fatto, è subito stato chiaro che i presenti avevano visioni della Via non univoche.
Eleonora Girono del Centro Culturale Diocesano di Susa ha presentato il progetto. Un’interessante analisi storica di quali fossero le varianti della Via Francigena e della loro importanza nell’economia e nella mobilità medioevale.
Analisi che se esposta ad amministratori della Val Sangone, dicendo loro quanto fosse importante la “variante Val Sangone” nel Medioevo, sicuramente avrebbe ottenuto una ovazione. Ma la stessa analisi esposta ad amministratori i cui comuni sono situati lungo il percorso registrato da San Sigerico in quel viaggio del 990, percorso che il Consiglio di Europa ha sancito come ufficiale, non ha avuto un gran successo.
E il primo a esprimere le proprie perplessità è stato Luigi Ricca, consigliere regionale socialista. «Probabilmente è venuto a mancare un chiaro indirizzo politico dalla Regione – ha esordito Ricca -. La Via Francigena non è solo storia e cultura, ma deve essere una realtà turistica, e la strada percorsa da questo progetto interregionale, forse, non è la migliore per giungere a questo fine».
Il percorso della Via Francigena è, secondo Ricca, come un grande fiume con tanti affluenti. E’ importante mappare i rami secondari, ma se si vuole giungere a un reale prodotto turistico non si può perdere di vista la direttrice principale.
Per Ricca le risorse economiche regionali dovrebbero essere indirizzate prevalentemente a rendere il percorso già riconosciuto fruibile dai turisti realizzando, ad esempio, un’adeguata cartellonistica e aree di sosta.
Sulla stessa linea del consigliere regionale anche Luigi Tamburelli di Serra Morena, associazione che ha recentemente completato la mappatura gps del tratto canavesano della Via, che ha ricordato come la Via Francigena sia ancora seconda rispetto al Cammino di Santiago. «Chi percorre la Via Francigena, spesso ha gia fatto l’esperienza del cammino spagnolo». Occorre quindi focalizzarsi su un percorso, per poterlo proporre al meglio.
Analoghe anche le parole di Maria Balosino del Comune di Vercelli: «Molte cose della ricerca sono già state superate dai fatti, come l’individuazione del percorso, che è stato recentemente ufficializzato dal Consiglio d’Europa. Adesso non serve spendere per fare ricerca, quanto spendere per integrare quello che già esiste».
E, francamente, non sembrano convincere le spiegazioni finali fatti da Girono, che ha detto che il Canavese è avanti nella definizione del percorso della Via Francigena, rispetto ad altre aeree del Piemonte. Perché, anche se storicamente le altre aree sono parte della Via, dal punto di visto turistico economico, ha senso che lo siano?
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