Allora, vediamo se mi riesce di raccontare.
L'altro giorno Luciano, al ritorno dall'aragonese, è passato a salutarmi. Abbiamo fatto due chiacchiere, poi io dovevo andare ad un convegno in Tribunale sulla riforma del processo civile, così lui mi ha accompagnato fino all'ingresso principale, in Corso di Porta Vittoria. Già, quello che tutti avete visto mille volte in televisione, proprio lì. E mentre ci stavamo salutando, mi raccontava di un suo progetto sul Cammino, naturalmente bellissimo come tutti i suoi progetti. Stavamo parlando - io già quasi sulla scalinata del Tribunale - buttando le basi di questa cosa, pensando un po' a come fare, cosa fare, quando ci siamo accorti che un furgone bianco era salito sul marciapiede e si era fermato a pochi passi da noi. E sulla fiancata del furgone, una scritta: "La Via Lattea"
Ecco.
Io, e Luciano - pellegrini prosaici se ne esistono due al mondo - in centro a Milano, nel posto meno "pellegrino" dell'universo, un posto dove io sono sempre e lui c'era assolutamente per caso, e per caso proprio in quel momento - noi, lì - a parlare di cammino. E un furgone che si ferma, senza nessun motivo, davanti al tribunale. Un caso su un milione di miliardi che in confronto anche al superenalotto di Bagnone gli fa una pippa. Ed il Cammino che ci si materializza accanto.
A sancire, sigillare, approvare, indicare, chissà..?
Una cosa è certa, una volta che lo imbocchi, il cammino è dovunque.
Questa estate, da Massa a Rimini certo non ero in un cammino con gli albergues, le frecce, le conchiglie e compagnia bella. Però io mi sentivo in cammino, mi sentivo parte della corrente, così come se fossi stata a Najera o a Ventosa... Il mondo è così dannatamente bello.
L'altro giorno Luciano, al ritorno dall'aragonese, è passato a salutarmi. Abbiamo fatto due chiacchiere, poi io dovevo andare ad un convegno in Tribunale sulla riforma del processo civile, così lui mi ha accompagnato fino all'ingresso principale, in Corso di Porta Vittoria. Già, quello che tutti avete visto mille volte in televisione, proprio lì. E mentre ci stavamo salutando, mi raccontava di un suo progetto sul Cammino, naturalmente bellissimo come tutti i suoi progetti. Stavamo parlando - io già quasi sulla scalinata del Tribunale - buttando le basi di questa cosa, pensando un po' a come fare, cosa fare, quando ci siamo accorti che un furgone bianco era salito sul marciapiede e si era fermato a pochi passi da noi. E sulla fiancata del furgone, una scritta: "La Via Lattea"
Ecco.
Io, e Luciano - pellegrini prosaici se ne esistono due al mondo - in centro a Milano, nel posto meno "pellegrino" dell'universo, un posto dove io sono sempre e lui c'era assolutamente per caso, e per caso proprio in quel momento - noi, lì - a parlare di cammino. E un furgone che si ferma, senza nessun motivo, davanti al tribunale. Un caso su un milione di miliardi che in confronto anche al superenalotto di Bagnone gli fa una pippa. Ed il Cammino che ci si materializza accanto.
A sancire, sigillare, approvare, indicare, chissà..?
Una cosa è certa, una volta che lo imbocchi, il cammino è dovunque.
Questa estate, da Massa a Rimini certo non ero in un cammino con gli albergues, le frecce, le conchiglie e compagnia bella. Però io mi sentivo in cammino, mi sentivo parte della corrente, così come se fossi stata a Najera o a Ventosa... Il mondo è così dannatamente bello.


