Beh non volevo dirlo ma... ogni tanto ci vuole...
Eppoi che male c'è?

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Il Cammino non è mica una penitenza!
Credo che anche inconsapevolmente andiamo lì gravidi dello spirito di sacrificio, di rinuncia e di espiazione con il quale ci hanno cresciuto negli anni del catechismo (che in confronto alle prediche di mia nonna bigotta era comunque una disco di Riccione in una notte di agosto!)
No no ... il Cammino è gioia, libertà, stare bene con gli altri ma soprattutto con se stessi: personalmente non ho mai mancato di regalarmi un paio di buoni alberghi durante ogni Cammino o una cena in un bel ristorante con la tovaglia di cotone bianco, due bicchieri,tre forchette ed una bordolese da stappare al tavolo!
Non devo espiare nulla e voglio star bene, tanto più se un problema fisico si manifesta e rischia di compromettere il Viaggio.
Ed anche se va tutto a meraviglia, la libidine di riempire la vasca, buttarmici dentro (una volta mi sono messo in ammollo con tutto il bucato e mi sono divertito come un bimbo o se preferite,come un porcellino nel fango!

), stendersi nell'acqua calda avvolti dal vapore con buona musica negli auricolari ed un bicchiere di vino da sorseggiare,è uno dei momenti irrinunciabili al pari di altri più tradizionali,consoni e conosciuti rituali pellegrini.
Perchè il Cammino deve essere gioioso, mica una gara a chi fatica di più: tanto più che (parafrasando De Andrè) "la fatica ed il dolore sono già abbastanza solerti e ti riempiono comunque di attenzioni: non c'è nessun bisogno di regger loro lo strascico del mantello"!
Raul