Ho camminato spesso sola per km, anche se le mie compagne di cammino erano li a pochi metri, o dietro l’ angolo…ed è stato magico…passare per piccoli villaggi di 3 o 4 case senza neanche il nome da legger su un cartello, bussare alla finestra di una signora che preparava il pranzo per chiederle dove fossimo, attraversare 7 km di foresta… immensa e desiderare ancora il silenzio intorno … mentre il brusio della grande città iniziava a farsi strada…camminare nella notte e respirare emozioni sconosciute…
Ho respirato così profondamente che le pareti delle narici non eran pronte a sopportare tutta quell’ aria fresca e vitale che inebriava la mia anima di eucalipti inumiditi dalle goccioline della notte, di castagni carichi di ricci, di querce e conifere…
Ho rallentato il tempo…. Come spesso mi capita ultimamente e proprio come la lumachina della canzone
“la lumaga sul tecc de na Lotus, g'ha pioe pagura,g'ha pioe pagura de restà indree” Andavo avanti secondo i miei ritmi perché non avevo più paura di restare indietro.
è stato un pellegrinaggio per portare le mie preghiere, che di solito prego dalla mia casetta, in un luogo sacro e santo. Le ho portate dentro lo zaino e pesavan come macigni lungo le strade assolate, e poi di colpo eran libellule che scintillavano libere sotto la pioggerellina fitta di fine agosto, e coloravano il cielo con un arcobaleno che significava speranza e gratitudine.
Ogni goccia di sudore ha assunto un significato profondo, ho trasformato le mie fatiche giornaliere di raggiungere un albergue in gocce di gioia per la fortuna di esser li, Fortuna, spesso non ci rendiamo conto di esser fortunati e ci adiriamo e rattristiamo per piccole cose che sono solo sciocchezze… mentre invece bisognerebbe solo esser GRATI.
se facciamo qualcosa per qualcun altro che non sia noi stessi, diventa tutto così importante e impegnativo… a volte, troppo spesso, non ci prendiamo cura di noi stessi…
e ogni tanto mi risuonava nelle orecchie una canzone di Davide….ki ha consumato il suo Dio, a furia di pregarlo e di ripregarlo… non l’ ho consumato… continuerò a pregarlo il mio Dio, e Santiago, nostro protettore, il mio abbraccio è stato per Lei, e poi…per tutti noi.
Ultimo giorno in terra spagnola….la mia bocca si chiude e non riesce più a prender aria… gli occhi iniziano a guardare verso l’ infinito all’ infinito… un velo di malinconia mi avvolge…
È sempre così quando ritorno a casa…. Silenzio… ho bisogno di tempo per elaborare…