Cari amici, siamo a casa e ci stiamo riposando.
Questo lungo cammino l'abbiamo definito il cammino più creativo, fantasioso e contraddittorio che abbiamo mai fatto, definizione che, a detta degli addetti ai lavori ben più informati di noi, calza a pennello.
Abbiamo faticato, abbiamo sofferto, abbiamo gioito, ci siamo infangati, camminato nell' oceano, preso acqua e preso il sole.
L'abbiamo amato e il giorno dopo odiato.
È stato anche il cammino del silenzio e dei paesaggi mozzafiato che non dimenticheremo molto facilmente...boschi silenziosi, solo canti degli uccellini e i nostri passi, scogliere incredibili dove ascoltare il rumore del mare.
Pochi pellegrini, durante la tappa non si vedeva nessuno, in albergue ci si ritrovava ma regnava quasi sempre il silenzio, bisbigli e parole sottovoce, forse per paura di infrangere quel silenzio che avevi respirato durante la tappa.
Gli occhi spaziavano nel nulla infinito e si inumidivano davanti a così tanta bellezza, sia nell'oceano azzurro con le sue onde incredibili e baie che sembravano dipinte tanto erano perfette sia sui monti dove accanto a pascoli con mucche, pecore o capre piccole cascine più o meno belle ti ricordavano come si viveva e come, volendo, si potrebbe vivere oggi...
Siamo arrivati lì nella nostra Santiago,
nella nostra piazza e abbiamo sentito che la mèta l'avevamo raggiunta.
S. Giacomo, l' Amico di Gesù, come lo definisce don Fabio, l'abbiamo abbracciato e soprattutto abbiamo pregato sulla Sua tomba.
L'episodio della compostela non ci ha di certo rovinato le nostre intenzioni, eravamo felici quando siamo arrivati e siamo partiti altrettanto felici.
Grazie a tutti per il vostro supporto.
Grazie a tutti di esserci stati di grande aiuto nei momenti difficili.
Ciao
Laura e Stefano