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Un sorso di FV

Mi è tornata in mente una cosa capitata il primo giorno. Scrivo solo più questo, poi smetto di mettere scemenze su questo thread, che prima del mio arrivo aveva info utili.
Entrando nel paese di Chiaravalle (a proposito, visto solo il chiostro perché la chiesa aveva appena chiuso...), incrocio 2 signore, abbastanza anziane e con qualche problema di udito perché parlano a voce molto alta.
Una mi guarda e chiede all'altra: "Saranno pellegrini questi?" (non so perché usi il plurale, ci sono solo io), l'altra mi squadra dalla testa ai piedi, scuote la testa e risponde con un filo di delusione: "No, non credo proprio".
Ecco qua, sgamata da 2 vecchiette.
Non è che avete una maglietta che dice, chessò, "Viandanti per sempre"?
 
carissima Lia
ho visto ora la meravigliosa quercia, è bellissima, apre il respiro come lei apre le fronde in un immenso abbraccio verde. Le quercie crescono si in altezza, ma hanno questo splendido e folto manto che si allarga come braccia tutto attorno a loro.
Aaahhh, che meraviglia fermarsi un po' lì sotto e vedere il mondo che passa :-)

grazie, mi sono salvata la tua foto!

mi spiace per la tanta acqua ma hai saputo trovare il bello di questo cammino "vicino" a casa.
Brava pellegrina, per me sei pellegrina, quelle due...chissà che clichè hanno per la testa... ?-)

per la prossima volta potresti scegliere un pianeta che ti piace e dir loro che ti chiami così: Venus, o simili :-)))
...ho letto sul bel post di Awakr-Carlo, che pianeta nel greco antico significava viandante (o vagabondo, wikipedia), quindi un pianeta è derivato da stella vagabonda...per associazione: via lattea...frammenti di stelle...vedi??? tutto quadra, ogn'uno di noi racchiude una stella, e ogni pellegrino la porta nel cuore :-)
quindi perchè non saresti pellegrina anche tu?!?!

:-))

un grande abbraccio
 
Ciao
ulteriore piccolo aggiornamento sul tratto S.Gimignano -San Quirico d'Orcia.
Premesso che il paesaggio è di una bellezza inarrivabile:a Monteriggioni molto buono l'ostello per pellegrini,annesso alla chiesina. A Siena è obbligatorio fermarsi da suor Ginetta,una forza della natura,in via S.Gerolamo(accoglienza S.Luisa),cena e colazione comunitaria,accoglienza ottima.A Buonconvento accoglienza buona,rivolgersi a Andrea al bar "Cattivi Frati".Abbiamo incontrato qualche pellegrino straniero.(Da S.Gimignano abbiamo optato per la variante di Colle val d'Elsa, si risparmiano alcuni Km ma il prezzo è un tratto di 10 km su asfalto trafficato passando in zona industriale di Casoni,che mi ha ricordato il tratto del cammino portoghese di O Porrino.)
Indimenticabili i paesi e la città di Siena.
Ultreya
amb.
 
amb14 ha scritto:
Ciao
ulteriore piccolo aggiornamento sul tratto S.Gimignano -San Quirico d'Orcia.

siete arrivati lì, bene. ho letto le vostre indicazioni, mi saranno utili: parto il 16 da sarzana. non è che ci incrociamo più avanti? non so bene quale è il vostro programma per i fine settimana da metà giugno, ma potrebbe essere, no? a Dio piacendo, vorrei arrivare a roma intorno al 10 luglio, più prima che dopo.
 
Ciao
da S.Quirico d'Orcia dovremmo raggiungere Roma in 3 week end lunghi.Riprendiamo a settembre-ottobre,quindi saremo noi a seguirti per le notizie utili.
Buen Camino
amb
 
Ciao a tutti
penultimo tratto della VF, da S.Quirico a Viterbo,fatto in questi giorni.Ci siamo fermati a S.Quirico presso la Collegiata,a Radicofani presso l'ostello retto dalla confraternita di Santiago di Perugia, a San Lorenzo Nuovo presso l'affittacamere "la francigena" e a Montefalcone presso le suore Benedettine del convento di S.Pietro. Abbiamo sempre prenotato con qualche giorno di anticipo,nell'ipotesi di grande affluenza di pellegrini,che invece non c'è mai stata.Il percorso è ben tracciato e segnalato,il 50% su asfalto,a volte parecchio traffico veicolare sulla Cassia . Incredibili fioriture di ciclamini nei boschi e bellissimi paesaggi ci hanno fatto dimenticare le discariche a cielo aperto.La gente molto disponibile e cordiale.A novembre,a Dio piacendo, l'arrivo a Roma e considerazioni finali.
Ultreya
amb
 
Ciao
finalmente ultimo tratto della Francigena da Viterbo a Roma,percorso in questi giorni,miracolosamente senza una goccia di pioggia.Abbiamo alloggiato dalle suore a S.Martino Cimino (accoglienza molto bella), a Sutri dalle suore Carmelitane(no comment),a Campagnano in hotel,(ci hanno riferito che a Campagnano da poco tempo è stato ristrutturato il rifugio presso l'oratorio e che è in ordine,ovviamente è notizia da valutare).Molto bella la campagna e i boschi a nord di Roma, molto simpatica e accogliente la gente del posto.Infernale l'arrivo a Roma lungo la Trionfale.La vista da Monte Mario del Cupolone e della città è emozionante.(Il ritiro del" testimonium" solo il mattino sino alle 12 alla sagrestia del Vaticano)
Ne è valsa la pena.Le considerazioni finali)fra qualche tempo.
Ultreya.
amb
 
Bravissimo amb14, penso che la vista di San Pietro venendo a Roma a piedi sia emozionante. Dovrò decidermi a fare qualcosa in primavera... mi piacerebbe ripercorrere un tratto del Percorso di San Francesco.......e arrivare ad Assisi come tappa finale. :flecha:
 
Ciao a tutti
Considerazioni finali sulla francigena.Anzitutto la conferma che chi va a piedi, con lo zaino in spalle ispira fiducia e la curiosità di chi incontra sul camino,forse anche perché è innocuo,non rompe le scatole e se ne va via.Abbiamo incontrato tante persone dal G.S.Bernardo a Roma,e tutte ci hanno salutato,fornito informazioni e a volte raccontato in breve la loro storia,e sempre ci siamo salutati con un sorriso e a volte con franche risate reciproche e battute salaci,in tono con il fatto che non ci prendiamo sul serio,sia mia moglie che il sottoscritto.Il nostro grazie ai volontari delle strutture di accoglienza povera,veri angeli che tengono in piedi la baracca.
L'Italia è molto bella da attraversare a piedi,e questo non è una novità.Ci sono criticità:tanto asfalto,l'accoglienza a volte precaria,qualche tratto con segnalazione scarsa(per me),e spesso la cattiva e stupida abitudine a lasciare vicino ai sentieri la pattumiera.Abbiamo incontrato pochi pellegrini,per lo più stranieri. Forse un solo consiglio: prenotare l'accoglienza con anticipo.Abbiamo utilizzato le informazioni del sito dei Beni Culturali.Credo che le guide siano velocemente superate.
Da fare
Ultreya
amb
 
Ciao
giorno 1:Milano Roma Viterbo in treno,a piedi Viterbo S.Martino al Cimino,giorno 2 S.Martino Sutri,giorno 3 Sutri Campagnano,giorno 4 Campagnano Roma ,da Formello a ipogeo degli ottavi in bus e treno perché ci è stato detto che il guado dopo Formello era troppo pericoloso e il tratto dopo troppo trafficato.In totale da venerdì a lunedì, il martedì abbiamo ritirato il testimonium( solo il mattino in Vaticano)e visita alle basiliche, ritorno a Milano.
Ultreya
amb
 
Altro pezzettino di Francigena.
Utilizzando il ponte del 1 maggio e poi quello del 2 giugno vorrei fare Vercelli-Gran San Bernardo.
Il primo pezzo, Vercelli-Chatillon, è fatto.
Al contrario perché volevo una meta, anche se parziale, e il Gran San Bernardo mi ispirava di più come meta.
Inoltre la strada per il colle è ancora chiusa, quindi partire di lì adesso sarebbe stato complicato.

Seguire le frecce al contrario non è stato facile.
Soprattutto nel tratto delle risaie da Vercelli a Santhià.
Ci sono una serie di sentieri che si intersecano, ad ogni bivio c'è la freccia che indica dove andare, ma non da dove si arriva.
In alcuni casi si può cercarcare di immaginare quale sia il sentiero da cui la freccia si vede meglio, in altri ho usato le tracce gps.
A Santhià ho incontrato un ragazzo che era partito da Vercelli 9 ore prima (26km), aveva fango fino alle ginocchia e alla fine aveva fatto la statale.
Direi che per fare quel tratto al contrario o si è molto bravi o è meglio armarsi di buona cartina e tanta pazienza o gps.
La situazione frecce migliora un po' già da Santhià. Da Ivrea in avanti non ci sono più grossi problemi.
Essendo Francigena ogni zona ha la sua segnalazione, frecce bianche, frecce gialle, frecce con la F, cartelli valdostani, cartelli piemontesi, segnali bianco-rossi, pellegrinetti gialli, pellegrini in un ovale e mi dimentico sicuramente qualcosa.
Alla fine anche delle strane frecce gialle con coda biforcuta, non ho capito se avevano a che fare con me o no, non le ho seguite.
Il tempo tutto sommato ha collaborato. Un po' di sole sabato, grigio con nuvole basse gli altri 3 giorni, ma giusto qualche goccia di pioggia qua e là, niente di serio.

Alcuni tratti mi sono piaciuti molto, altri un po' di meno.

Particolare il tratto nelle risaie. Su sentieri che spuntano dall'acqua. Aironi e garzette.

Poi "ridente Canavese". Verde, molto verde. Vigne, boschi, paesini, tante cappelle romaniche, alcune diroccate (che bella quella del Gesiun), altre ancora intere. E' una zona che conoscevo ma non avevo mai fatto a piedi.

Poi Valdaosta. Castelli sui cucuzzoli. Paesini montani. Campanili. Bello appena si perde di vista (e di udito) il fondovalle con autostrada, statale, ferrovia.
Non avevo mai visto Saint Germain, con la chiesa in mezzo a 2 speroni di roccia con il castello sopra. Ci sono arrivata con nuvole basse che quasi coprivano i ruderi del castello e nessuno in giro. Sono rimasta un bel po' seduta sulla panca della chiesa.

3 belle serate "pellegrine".
A Santhià con un ragazzo giovane con zaino enorme, al suo primo cammino, partito da Reggio Emilia, con 3 mesi a disposizione e nessun itinerario definito. Ottimo l'albergue a donativo.
A Ivrea, all'ostello sulla Dora (ottimo anche lui), con una signora svedese e una coppia svizzera che andava a festeggiare i 60 anni di lui a Roma. Ridendo e parlando di cammini passati, presenti e futuri.
A Verres, beh l'ostello non è proprio "pellegrino". Gestori gentili e simpatici, niente da dire, ma ci hanno messo a mangiare in fila per 2, ognuno sul suo tavolinetto e tutti rivolti verso la televisione.
Bella chiacchierata con la mia compagna di banco, una simpatica signora di Ravenna.
Posizionati in altro modo probabilmente sarebbe stata una bella cena anche con i 2 signori nei banchi dietro di me e con i 2 ragazzi francesi dell'ultima fila, con cui alla fine ho scambiato 2 parole in cortile nell'intervallo.

Ho avuto l'impressione che il numero di pellegrini sulla Francigena stia un po' aumentando.

Ho fatto 2 tappe belle lunghe (almeno per il mio standard): Santhià-Ivrea e Ivrea-Verres. Non so perché.
Non so cosa volevo dimostrare questa volta (a chi lo so: a me). In ogni caso sono arrivata alla fine senza particolari problemi.

Adesso aspetto di fare l'altro pezzetto tra meno di un mese :)

P5010008.JPG
Risaie
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Gesiun
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San Pietro e Paolo
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tra Carema e Pont Saint Martin, tra Piemonte e Valdaosta
P5030082.JPG
Saint Germain
 
Gestori gentili e simpatici, niente da dire, ma ci hanno messo a mangiare in fila per 2, ognuno sul suo tavolinetto e tutti rivolti verso la televisione.
Bella chiacchierata con la mia compagna di banco, una simpatica signora di Ravenna.
Posizionati in altro modo probabilmente sarebbe stata una bella cena anche con i 2 signori nei banchi dietro di me e con i 2 ragazzi francesi dell'ultima fila, con cui alla fine ho scambiato 2 parole in cortile nell'intervallo.

Ma i compiti poi ve li hanno corretti :-) ... Anche in soli 3 giorni di cammino tu liam riesci a tirar fuori delle situazioni che mi strappano una bella risata a leggerti...

Edo
 
ho riso anch'io... "2 parole in cortile nell'intervallo". Come a scuola!

Belle foto... Soprattutto le risaie. Ambiente a me del tutto sconosciuto...
 
Ero li lo scorso anno a Giugno, posti bellissimi.
troverai ancora la neve e tantissimi fiori, uno spettacolo.;)
 
belle le foto e suggestive. Mangia del buon formaggio da parte mia, che sono a dieta.....
 
Di ritorno dal secondo pezzetto di Francigena: Chatillon-Gran San Bernardo
Prima cosa: sono contenta di aver fatto questo pezzo al contrario. Arrivare sotto la statua in mezzo alla neve, sì, mi è piaciuto.
Poi, visto che sono scesa di nuovo a piedi fino ad Aosta, posso dire di aver "anche" ricominciato dal Gran San Bernardo.

Alcune cose molto positive, altre per me un po' meno.

Iniziamo dal "po' meno".
Molto più asfalto di quanto mi sarei aspettata.
Da Saint Christophe ad Aosta e poi da Aosta a Gignod è TUTTO asfalto. Con alcuni tratti anche su strade abbastanza grandi. Probabilmente non si può fare altrimenti, ma, non amando l'asfalto, questo tratto mi ha un po' deluso.
Dopo Gignod la musica cambia completamente, ma questo fa parte del "molto positivo".
Il brusio continuo dell'autostrada da Chatillon ad Aosta. E' spesso lontana, giù in fondo, se non ti giri non la vedi, ma sto sottofondo continuo non puoi evitarlo.
Niente di così tremendo, ma se si potesse spegnere...
Accoglienze. Forse sono stata sfortunata io. Ad Aosta non ho potuto dormire in parrocchia, ho telefonato qualche giorno prima ma era già prenotato per tutta la settimana.
Dormito nell'alberghetto consigliato come alternativa. Economico, gentili, buona colazione, ma... il cammino è anche "l'albergue".
A Entrouble ho cercato di contattare l'ostello in tutti i modi: nessuna risposta all'email, al telefono una segreteria che dice di chiamare un altro numero, a quest'altro numero altra segreteria, provato più volte, lasciato messaggio, niente.
Allora Echevennoz, e mi è andata meglio. Anche qui i gestori, che hanno anche la trattoria, sono molto gentili. C'era un gruppo di ciclisti per cui mi hanno messo in un'altra casetta. Mangiato bene, tutto ok. Ma... il ma di prima.
Ospizio del Gran San Bernardo: di questo ne parlo dopo. Qui dico solo che non è economico. Ma è Svizzera, è lassù, è particolare. Potevo dormire un po' più a valle spendendo un po' di meno, ma almeno una volta volevo dormire lì!

Passiamo al "molto positivo".
Campanili. Vabbè, a me piacciono. Ma sono proprio belli, spuntano qua e là, li vedi da lontano o te li ritrovi davanti all'improvviso.
Quello di Sant'Orso vale un giro ad Aosta (insieme al chiostro). Quello di Gignod è messo in una posizione fantastica. Ma anche quelli delle piccole frazioni. Belli.
I pascoli con l'erba e i fiorellini e le montagne ancora innevate dietro.
I sentieri in mezzo al bosco lungo i canaletti (Ru).
Il dover calcolare quando passare per non essere innaffiati dagli irrigatori e il rumore che fanno (ta ta ta ta trrrrrr).
Le mucche che ti guardano con gli occhi... da mucca.
Le fontane, perché mi viene sete appena ne vedo una e devo bere almeno un sorso? Alcune solo un tubo, altre particolari. Per me sono legate alle estati da 0 a 11 anni.
La salita da Saint Rhemy al Passo. Tranquilla senza strappi particolari. Trovare il ritmo ed andare su, regolare, senza esagerare.
Le genziane, le viole di montagna, i rododendri che stanno iniziando e altri di cui ignoro il nome ma non l'aspetto.
Le marmotte, ne vedo solo una, ma le sento fischiare. Fischiano perché ci sono dei gracchi che volano sopra di loro (gracchi? Boh, credo... Fede, help!)
Arrivare dove inizia la neve. La strada è pulita, anche se è ancora chiusa. Ma seguo il sentiero innevato. E' una buona idea, arrivo in mezzo alla neve dietro la statua. Davanti ho il lago ancora semi gelato e il grosso cubo grigio dell'ospizio sull'altra sponda. Wow!
L'accoglienza di Padre Frédéric all'ospizio. Lo so, lo fanno con tutti, non è che sono particolare io, è il loro "mestiere", ma mi ha fatto piacere.
La tazza di tè (versato dall'alto, tipo sidro, mai visto fare con il tè. Ero anche un po' preoccupata, questo è bollente, se sbaglia mira mi ustiona. Non ha sbagliato. A cosa servirà? Ad ossigenare il tè? A raffreddarlo? Mah...). Poi si è seduto a parlare con me mentre lo bevevo, raccontandomi dell'ospizio, del cammino che vuole fare con il fratello quest'estate, delle sue gare di sci.

Dopo di che, dopo di che niente. Mi sono ritrovata in mezzo a gente che parlava francese o tedesco. Il secondo è per me totalmente oscuro. Del primo capisco un po' ma non riesco a parlare. Fatto qualche tentativo con l'inglese, ma non ha avuto molto successo. Due italiane, malgrado un timido tentativo da parte mia, non mi hanno assolutamente cagato.
Allora smesso di fare tentativi. Altro riscontro al mio teorema sulla curva numero persone presenti e possibilità che io parli con qualcuno.
Ah, sono riuscita anche a sbattere il muso contro un vetro. Ste doppie finestre mi fregano sempre. Per fortuna senza pubblico. Se tocco il naso mi fa ancora male.

Ultimo giorno, discesa tutto in un botto fino ad Aosta. Pensavo peggio. Tranne l'asfalto, che però non era più una sorpresa, è stato piacevole.

Chissà, forse da questo weekend mi aspettavo anche una risposta per un'idea di una settimana a luglio che mi gira in testa. Non è arrivata. O meglio ne sono arrivate 2, contrastanti.

P6020198.JPG
Guardando a valle (il campanile è quello di Gignod)

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Genziana

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San Bernardo

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Lago e ospizio sull'altra sponda

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Montagne
 
Bello ! ! ! !

Lia non delude mai nel raccontare.

Edo
 

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