Di ritorno dal secondo pezzetto di Francigena: Chatillon-Gran San Bernardo
Prima cosa: sono contenta di aver fatto questo pezzo al contrario. Arrivare sotto la statua in mezzo alla neve, sì, mi è piaciuto.
Poi, visto che sono scesa di nuovo a piedi fino ad Aosta, posso dire di aver "anche" ricominciato dal Gran San Bernardo.
Alcune cose molto positive, altre per me un po' meno.
Iniziamo dal "po' meno".
Molto più asfalto di quanto mi sarei aspettata.
Da Saint Christophe ad Aosta e poi da Aosta a Gignod è TUTTO asfalto. Con alcuni tratti anche su strade abbastanza grandi. Probabilmente non si può fare altrimenti, ma, non amando l'asfalto, questo tratto mi ha un po' deluso.
Dopo Gignod la musica cambia completamente, ma questo fa parte del "molto positivo".
Il brusio continuo dell'autostrada da Chatillon ad Aosta. E' spesso lontana, giù in fondo, se non ti giri non la vedi, ma sto sottofondo continuo non puoi evitarlo.
Niente di così tremendo, ma se si potesse spegnere...
Accoglienze. Forse sono stata sfortunata io. Ad Aosta non ho potuto dormire in parrocchia, ho telefonato qualche giorno prima ma era già prenotato per tutta la settimana.
Dormito nell'alberghetto consigliato come alternativa. Economico, gentili, buona colazione, ma... il cammino è anche "l'albergue".
A Entrouble ho cercato di contattare l'ostello in tutti i modi: nessuna risposta all'email, al telefono una segreteria che dice di chiamare un altro numero, a quest'altro numero altra segreteria, provato più volte, lasciato messaggio, niente.
Allora Echevennoz, e mi è andata meglio. Anche qui i gestori, che hanno anche la trattoria, sono molto gentili. C'era un gruppo di ciclisti per cui mi hanno messo in un'altra casetta. Mangiato bene, tutto ok. Ma... il ma di prima.
Ospizio del Gran San Bernardo: di questo ne parlo dopo. Qui dico solo che non è economico. Ma è Svizzera, è lassù, è particolare. Potevo dormire un po' più a valle spendendo un po' di meno, ma almeno una volta volevo dormire lì!
Passiamo al "molto positivo".
Campanili. Vabbè, a me piacciono. Ma sono proprio belli, spuntano qua e là, li vedi da lontano o te li ritrovi davanti all'improvviso.
Quello di Sant'Orso vale un giro ad Aosta (insieme al chiostro). Quello di Gignod è messo in una posizione fantastica. Ma anche quelli delle piccole frazioni. Belli.
I pascoli con l'erba e i fiorellini e le montagne ancora innevate dietro.
I sentieri in mezzo al bosco lungo i canaletti (Ru).
Il dover calcolare quando passare per non essere innaffiati dagli irrigatori e il rumore che fanno (ta ta ta ta trrrrrr).
Le mucche che ti guardano con gli occhi... da mucca.
Le fontane, perché mi viene sete appena ne vedo una e devo bere almeno un sorso? Alcune solo un tubo, altre particolari. Per me sono legate alle estati da 0 a 11 anni.
La salita da Saint Rhemy al Passo. Tranquilla senza strappi particolari. Trovare il ritmo ed andare su, regolare, senza esagerare.
Le genziane, le viole di montagna, i rododendri che stanno iniziando e altri di cui ignoro il nome ma non l'aspetto.
Le marmotte, ne vedo solo una, ma le sento fischiare. Fischiano perché ci sono dei gracchi che volano sopra di loro (gracchi? Boh, credo... Fede, help!)
Arrivare dove inizia la neve. La strada è pulita, anche se è ancora chiusa. Ma seguo il sentiero innevato. E' una buona idea, arrivo in mezzo alla neve dietro la statua. Davanti ho il lago ancora semi gelato e il grosso cubo grigio dell'ospizio sull'altra sponda. Wow!
L'accoglienza di Padre Frédéric all'ospizio. Lo so, lo fanno con tutti, non è che sono particolare io, è il loro "mestiere", ma mi ha fatto piacere.
La tazza di tè (versato dall'alto, tipo sidro, mai visto fare con il tè. Ero anche un po' preoccupata, questo è bollente, se sbaglia mira mi ustiona. Non ha sbagliato. A cosa servirà? Ad ossigenare il tè? A raffreddarlo? Mah...). Poi si è seduto a parlare con me mentre lo bevevo, raccontandomi dell'ospizio, del cammino che vuole fare con il fratello quest'estate, delle sue gare di sci.
Dopo di che, dopo di che niente. Mi sono ritrovata in mezzo a gente che parlava francese o tedesco. Il secondo è per me totalmente oscuro. Del primo capisco un po' ma non riesco a parlare. Fatto qualche tentativo con l'inglese, ma non ha avuto molto successo. Due italiane, malgrado un timido tentativo da parte mia, non mi hanno assolutamente cagato.
Allora smesso di fare tentativi. Altro riscontro al mio teorema sulla curva numero persone presenti e possibilità che io parli con qualcuno.
Ah, sono riuscita anche a sbattere il muso contro un vetro. Ste doppie finestre mi fregano sempre. Per fortuna senza pubblico. Se tocco il naso mi fa ancora male.
Ultimo giorno, discesa tutto in un botto fino ad Aosta. Pensavo peggio. Tranne l'asfalto, che però non era più una sorpresa, è stato piacevole.
Chissà, forse da questo weekend mi aspettavo anche una risposta per un'idea di una settimana a luglio che mi gira in testa. Non è arrivata. O meglio ne sono arrivate 2, contrastanti.

Guardando a valle (il campanile è quello di Gignod)

Genziana

San Bernardo

Lago e ospizio sull'altra sponda

Montagne